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Governo Ricasoli I

2º Governo del Regno d'Italia

Presidente del Consiglio dei ministriModifica

MinisteriModifica

Affari EsteriModifica

Ministro Bettino Ricasoli

Agricoltura, Industria e CommercioModifica

Ministro Filippo Cordova

FinanzeModifica

Ministro Pietro Bastogi

Grazia e Giustizia e Affari EcclesiasticiModifica

Dal 16 ottobre 1861 prende il nome di Ministero della Giustizia e degli Affari di Culto

Ministro Vincenzo Maria Miglietti

GuerraModifica

Ministro Bettino Ricasoli ad interim fino al 5 settembre 1861
Alessandro Della Rovere dal 5 settembre 1861 al 3 marzo 1862

InternoModifica

Ministro Marco Minghetti fino al 1º settembre 1861
Bettino Ricasoli dal 1º settembre 1861 al 3 marzo 1862

Lavori PubbliciModifica

Ministro Ubaldino Peruzzi

MarinaModifica

Ministro Federico Luigi, Conte Menabrea

Pubblica IstruzioneModifica

Ministro Francesco De Sanctis

CronologiaModifica

  • 12 giugno 1861: Il re Vittorio Emanuele II affida al barone Ricasoli l'incarico di formare un governo, di cui egli terrà oltre alla presidenza anche i dicasteri degli Esteri e della Guerra.
  • 10 settembre: Ricasoli invia a Parigi un progetto di riconciliazione con la Santa Sede: annessione di Roma al Regno d'Italia in cambio della sovranità personale del Papa sulla Capitale, di una donazione annua e della completa autonomia pontificia nella nomina dei vescovi; il progetto naufraga per l'opposizione francese.
  • 9 ottobre: l'esecutivo approva una serie di decreti volti a favorire la centralizzazione dello Stato. Il generale Enrico Cialdini, inviato nel Meridione per sedare alcune rivolte anti-sabaude, viene sostituito a causa della sua crudele repressione da Alfonso La Marmora.
  • 28 febbraio 1862: a seguito di alcuni scontri con il sovrano che lo accusava di essere troppo attendista, Ricasoli gli invia un'aspra lettera di congedo e infine consegna le dimissioni.

BibliografiaModifica

  • Francesco Bartolotta, Parlamenti e Governi d'Italia dal 1848 al 1970, 2 Voll., Vito Bianco editore, Roma, 1971, II Vol., p. 33.

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