Apri il menu principale

Governo Scelba

10º esecutivo della Repubblica Italiana
Governo Scelba
Mario Scelba 1947.jpg
StatoItalia Italia
Presidente del ConsiglioMario Scelba
(DC)
CoalizioneDC, PSDI, PLI
LegislaturaII legislatura
Giuramento10 febbraio 1954
Dimissioni23 giugno 1955[1]
Governo successivoSegni I
6 luglio 1955
Left arrow.svg Fanfani I Segni I Right arrow.svg

Il Governo Scelba è stato il decimo governo della Repubblica Italiana, il quarto della II legislatura.

È rimasto in carica dal 10 febbraio 1954[2][3] al 6 luglio 1955[4] per un totale di 511 giorni, ovvero 1 anno, 4 mesi e 26 giorni.

Indice

Appoggio parlamentareModifica

Partiti di governoModifica

ComposizioneModifica

Presidenza del Consiglio dei MinistriModifica

Presidente del Consiglio dei ministri Vicepresidente del Consiglio dei ministri Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Mario Scelba (DC) Giuseppe Saragat (PSDI) Oscar Luigi Scalfaro (DC)

Segretario del Consiglio dei ministri

Roberto Lucifredi (DC)

Con delega alla riforma burocratica

Raimondo Manzini (DC)

Con delega alla stampa e all'informazione

Giuseppe Ermini (DC) (fino al 19/09/1954 perché nominato ministro per la pubblica istruzione)

Con delega ai servizi dello spettacolo

Ministri senza portafoglioModifica

Delega Ministro
Comitato dei ministri per la Cassa del Mezzogiorno e per l'esecuzione di opere straordinarie di pubblico interesse nell'Italia settentrionale e centrale Pietro Campilli (DC)
Riforma della pubblica amministrazione Umberto Tupini (DC)
Rapporti con il Parlamento Raffaele De Caro (PLI)
Turismo, sport e spettacolo Giovanni Ponti (DC)

MinistriModifica

Ministero Ministro Sottosegretari
Affari esteri Attilio Piccioni (DC) fino al 16/09/1954
Gaetano Martino (PLI) dal 16/09/1954
Vittorio Badini Confalonieri (PLI), Lodovico Benvenuti (DC), Francesco Maria Dominedò (DC)
Interno Mario Scelba (DC), ad interim Guido Bisori (DC), Carlo Russo (DC)
Grazia e Giustizia Michele De Pietro (DC) Ercole Rocchetti (DC)
Bilancio Ezio Vanoni (DC) Mario Ferrari Aggradi (DC)
Finanze Roberto Tremelloni (PSDI) Edgardo Castelli (DC), Guido Cortese (PLI)
Tesoro Silvio Gava (DC) Giuseppe Arcaini (DC), Giustino Valmarana (DC), Angelo Giacomo Mott (DC), Antonio Maxia (DC), Domenico Chiaramello (PSIUP) (fino al 18/02/1954), Luigi Preti (PSDI) (dal 17/03/1954)
Difesa Paolo Emilio Taviani (DC) Virginio Bertinelli (PSDI), Giacinto Bosco (DC), Fiorentino Sullo (DC)
Pubblica Istruzione Gaetano Martino (PLI) fino al 19/09/1954
Giuseppe Ermini (DC) dal 19/09/1954
Maria Jervolino (DC), Giovanni Battista Scaglia (DC)
Lavori Pubblici Giuseppe Romita (PSI) Emilio Colombo (DC)
Agricoltura e Foreste Giuseppe Medici (DC) Antonio Capua (PLI), Mario Vetrone (Indipendente)
Trasporti Bernardo Mattarella (DC) Egidio Ariosto (PSDI), Salvatore Mannironi (DC)
Poste e Telecomunicazioni Gennaro Cassiani (DC) Gaetano Vigo (DC)
Industria e Commercio Bruno Villabruna (PLI) Emilio Battista (DC), Gaspare Pignatelli (DC), Gioacchino Quarello (DC)
Commercio con l'Estero Mario Martinelli (DC) Paolo Treves (PSDI)
Marina Mercantile Fernando Tambroni (DC) Corrado Terranova (DC)
Lavoro e Previdenza Sociale Ezio Vigorelli (PSDI) Umberto delle Fave (DC), Vittorio Pugliese (DC), Armando Sabatini (DC)

Alti commissariModifica

Alto commissariato Alto commissario
Alto commissariato per l'igiene e la sanità pubblica
Alto commissariato per il turismo Pietro Romani
Alto commissariato per l'alimentazione Giuseppe Medici

CronologiaModifica

1954Modifica

FebbraioModifica

MarzoModifica

Aprile - MaggioModifica

GiugnoModifica

SettembreModifica

DicembreModifica

  • 3 dicembre - Il governo pone per due volte la fiducia nel corso della discussione del disegno di legge sulla delega al governo per l'emanazione delle norme relative al nuovo statuto degli impiegati civili e altri indipendenti dello Stato. La prima fiducia è posta sull'emendamento proposto da Fernando Santi (PSI) e da Giuseppe Di Vittorio (PCI), respinto con 208 voti a favore e 278 contrari. La seconda sugli emendamenti presentati dallo stesso governo al provvedimento. La fiducia passa con 263 voti a favore e 215 contrari.
  • 29 dicembre - Nel Consiglio dei ministri Ezio Vanoni, ministro del bilancio, presenta uno schema di piano decennale per lo sviluppo economico. Erano tre gli obiettivi del piano: assorbimento della disoccupazione, eliminazione progressiva del divario Nord - Sud del Paese e pareggio della bilancia dei pagamenti.

1955Modifica

GennaioModifica

  • 19 gennaio - Alla Camera dei deputati il governo pone la fiducia sulla non approvazione della mozione presentata da Guglielmo Ghislandi sulle pensioni di guerra. La mozione è respinta con 256 voti a favore e 281 contrari.

MarzoModifica

  • 18 marzo - Il consiglio nazionale del Partito Repubblicano Italiano delibera il ritiro dal governo di cui non si condivide la posizione assunta sui patti agrari e giudicata troppo vicina agli orientamenti del Partito Liberale Italiano.
  • 21/23 marzo - Alla Camera dei deputati il governo pone la fiducia sulla non approvazione della mozione presentata da Vittorio Foa sulla politica petrolifera. La mozione è respinta con 211 voti a favore e 278 contrari.
  • 24 marzo - Il presidente del Consiglio Mario Scelba e il ministro degli affari esteri Gaetano Martino compiono una visita ufficiale negli Stati Uniti d'America. Al centro dei colloqui con il presidente Dwight D. Eisenhower vi è la distensione internazionale. Nel corso della visita sono siglati accordi per la fornitura di materiale atomico per i laboratori italiani.

GiugnoModifica

  • 8 giugno - Si svolge una lunga riunione della Direzione della Democrazia Cristiana sulla crisi del governo Scelba. Al termine si invita il presidente del Consiglio a proseguire le trattative con i partiti.
  • 10 giugno - Si riuniscono i gruppi parlamentari della Democrazia Cristiana per esaminare le prospettive del governo e decidere fra l'apertura formale della crisi di governo o il rimpasto come proposto dal presidente Mario Scelba. Le dimissioni del presidente della Sardegna, Alfredo Corrias (DC), e le sue critiche al governo acuiscono le tensioni interne.
  • 13 giugno - Dopo quattro giorni di discussione e molte critiche al governo in carica si concludono le riunioni dei gruppi parlamentari della Democrazia Cristiana. Il documento conclusivo, approvato anche da Giuseppe Pella, Giulio Andreotti e Guido Gonella, si esprime per proseguire nella trattativa e operare un rimpasto nel governo. Esso pone come condizione agli alleati l'accettazione del programma indicato dalla Democrazia Cristiana e un maggior peso al partito di maggioranza.
  • 18/19 giugno - La direzione della Democrazia Cristiana dopo sette ore di discussione approva il programma di governo illustrato da Mario Scelba. Vinte le riserve di Adone Zoli sulla partecipazione del Partito Liberale Italiano, resta aperto il problema della distribuzione degli incarichi e della designazione dei ministri.
  • 22 giugno - In seguito ai contrasti interni alla Democrazia Cristiana e al rifiuto del Partito Repubblicano Italiano di tornare nel governo il presidente del Consiglio Mario Scelba rassegna le dimissioni.

NoteModifica

  1. ^ archivio.quirinale.it
  2. ^ E. F., Il nuovo ministero Scelba ha prestato giuramento al Quirinale, in "La Nuova Stampa", 11 febbraio 1954, p. 1.
  3. ^ Raggiunto l'accordo con i minori dopo un'altra giornata di trattative, in Il nuovo Corriere della Sera, 11 febbraio 1954.
  4. ^ Enzo Forcella, Il nuovo governo Segni ha giurato davanti al Presidente della Repubblica, in "La Nuova Stampa", 7 luglio 1955, p. 1.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica