Governolo

frazione del comune italiano di Roncoferraro
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Governolo
frazione
Governolo – Veduta
Conca di San Leone
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Mantova-Stemma.png Mantova
ComuneRoncoferraro-Stemma.png Roncoferraro
Territorio
Coordinate45°05′18.96″N 10°57′14.4″E / 45.0886°N 10.954°E45.0886; 10.954 (Governolo)Coordinate: 45°05′18.96″N 10°57′14.4″E / 45.0886°N 10.954°E45.0886; 10.954 (Governolo)
Altitudine17 m s.l.m.
Abitanti1 060[1]
Altre informazioni
Cod. postale46037
Prefisso0376
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Governolo
Governolo

Govérnolo (Guèrnol in dialetto mantovano[2]) è una frazione di Roncoferraro, nella provincia di Mantova.

Indice

Eventi storiciModifica

AttilaModifica

 
Governolo, lapide a Papa Leone I.[3]

Governolo è uno dei tre luoghi[4] ove si ipotizza ebbe luogo l'incontro tra papa Leone I e Attila[5] nel 452 che fermò le incursioni del condottiero unno. Durante la conquista dell'Italia, Attila si fermò sul Po, nella località tramandata col nome di "Ager Ambulejus". Il fatto che anticamente Governolo fosse indicata come Ambuletum[6] rafforza le ipotesi sul fatto che l'incontro ebbe luogo effettivamente nel suo territorio. Qui incontrò un'ambasciata formata dal prefetto Trigezio, il console Avienno e papa Leone I. Dopo l'incontro Attila ritirò con le proprie truppe senza pretese né sulla mano di Onoria, né sulle terre in precedenza reclamate.

Diverse sono le interpretazioni per questa decisione. Le carestie e le epidemie che accompagnavano la sua invasione potrebbero aver ridotto l'armata allo stremo. Inoltre, le truppe che Marciano mandò oltre il Danubio potrebbero averlo convinto a retrocedere. Prisco riporta che anche la paura superstiziosa della fine di Alarico - che morì poco dopo aver saccheggiato Roma nel 410 - potrebbe aver dato all'unno motivo ulteriore d'arresto. Numerosi storici hanno supposto che l'ambasciata portasse segretamente un'ingente quantità d'oro al conquistatore, ciò sarebbe stato perfettamente in accordo con la linea politica generalmente seguita da Attila: chiedere un riscatto per evitare le incursioni unne nei territori minacciati.

Il ruolo nell'epoca dei comuniModifica

Il 15 maggio 1116 Governolo fu la sede d'emanazione di un diploma da parte di Enrico V destinato ai Bolognesi[7], che segnò il riconoscimento delle antiquae consuetudines agli abitanti della città. Tale scritto rappresenta la prima affermazione pubblica dell'autonomia cittadina precedentemente alla comparsa dei consoli nel 1123.

Il ruolo nella storia della repubblica venezianaModifica

Durante l'avanzata per conquistare Firenze, il Re dei Romani Venceslao di Lussemburgo venne sconfitto nella battaglia di Governarolo, a quel punto Firenze strinse con Venezia e gli altri nemici dei Visconti una lega difensiva che ne frenasse in futuro le mire.

Carlo I MalatestaModifica

Governolo fu sede nel 1397 di un atroce combattimento navale tra l'esercito di Carlo I Malatesta e quello del duca di Milano. Carlo I, difendendo Mantova e passato il Po presso Bondeno, entrò a forza a Governolo e tolse ai ducali il naviglio.

Dante AlighieriModifica

Riferendosi al mito della fondazione di Mantova, Dante Alighieri cita la frazione in Inf. XX, 78, come luogo nel quale il Mincio sfocia nel Po:

« Tosto che l’acqua a correr mette co,
non più Benaco, ma Mencio si chiama
fino a Governol, dove cade in Po. »

Giovanni delle Bande NereModifica

 
Governolo, edicola di S. Antonio Abate e, sulla lapide, strada Giovanni dalle Bande Nere.

In questo luogo, la sera del 25 novembre 1526 il condottiero del rinascimento Giovanni delle Bande Nere, durante un'aspra battaglia, venne colpito alla gamba da un colpo di falconetto (probabilmente fornito da Alfonso I d'Este[8]), che gli procurò una gravissima ferita.

« ... Giovanni de' Medici co' cavalli leggieri; e accostatosi più arditamente perché non sapeva che avessino avute artiglierie, avendo essi dato fuoco a uno de' falconetti, il secondo tiro roppe la gamba alquanto sopra al ginocchio a Giovanni de' Medici; del quale colpo, essendo stato portato a Mantova, morì pochi dì poi,... »

(Francesco Guicciardini - Storia d'Italia, lib. 17 cap. 16)

Venne subito trasportato a San Nicolò Po, ma non si trovò un medico perciò venne trasportato a Mantova, dove il chirurgo Abramo Arié gli amputò la gamba. L'intervento riuscì, ma l'inarrestabile cancrena nel giro di pochi giorni lo portò alla morte. Si spense il 30 novembre 1526 per le complicanze della ferita riportata.

Distruzione di Governolo nel 1630Modifica

Nel 1621 Eleonora Gonzaga sposò l'imperatore del Sacro Romano Impero Ferdinando II d'Asburgo e da quel momento l'Imperatrice Eleonora nominò Carlo I di Gonzaga-Nevers Vicario Imperiale di tutta l'Italia, onore che fu sottratto alla casa Savoia che ne godeva da secoli [9]. Questa notizia creò molta invidia tra le monarchie di tutta Europa. Al fine di togliere alla casa Gonzaga questo augusto titolo, si unirono ai Savoia i Veneziani e il Re di Francia. Non mancarono quindi le guerre dei Savoia per conquistare la cittadella di Casale nel Monferrato. Nel 1628 Carlo I Gonzaga succedette al Duca Vincenzo II Gonzaga divenendo l'ottavo Duca di Mantova. L'elezione del Duca Carlo I non fu condivisa dagli Spagnoli e dagli Imperiali. A quel punto al Duca di Mantova non rimase altro che fortificare i territori del Ducato, in preparazione di una grave guerra contro gli Imperiali la tensione fra l'Imperatore e il Duca raggiunse il suo culmine con l'ordine dell'Imperatore di assediare Mantova nel 1630. Mentre il Duca tentò di difendere il forte di San Carlo fuori di Porta Pradella, gli Imperiali attaccarono e saccheggiarono Governolo, uccidendo il Sergente delle Milizie Ducali Riva e il capitano di guardia Gazzuola.

Prima guerra di indipendenzaModifica

Nel corso della prima guerra di indipendenza, la frazione di Governolo, col suo antico ponte a doppio levatoio sul fiume Mincio, fu teatro di due battaglie:

Infrastrutture e trasportiModifica

Fra il 1886 e il 1933 Governolo era servita da una stazione posta lungo la tranvia Brescia-Mantova-Ostiglia[10].

NoteModifica

  1. ^ circa
  2. ^ Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.
  3. ^ Lapide posta sulla corte San Leone Magno a Governolo: HIC EST LOCVS CELEBRIS ILLE VBI IN PADVM / OLIM MINTII. INFLVENTIBVS VNDIS, LEO PRIMVS PONT(ifex.) MAX(imus) / ANNO D(om)i NI. CCCCLIIII. ATHILAN FLAGELLVM DEI. / PRAESENTIA MINITABVNDA PETRI ET PAVLI APOS(tolorum) MVNITVS ADMIRANDA ELOQVENTIA. SVA, A ROMANAE VRBIS, ET TOTIVS / ITALIAE. DEVASTATIONE REMOVIT. / CVIVS TANTE REI MEMORIA NE DEPERIRET FR(ater) FRANC(isc) VS GONZ(ag)A: E(Piscop) VS MANT(uanus) AEDICVLAM / POSVIT / AC S(anc)TO. LEONI PAPAE DICAVIT. AN(n)O. D(omini.) MDCXVI. Traduzione: "QUESTO È QUEL CELEBRE LUOGO DOVE UNA VOLTA IL MINCIO CONFLUIVA IN PO / DOVE LEONE I PONTEFICE MASSIMO NELL’ANNO DEL SIGNORE 454 / SORRETTO DALLA PRESENZA MINACCIOSA DI PIETRO E PAOLO APOSTOLI / CON LA SUA MERAVIGLIOSA ELOQUENZA / DISTOLSE ATTILA, FLAGELLO DI DIO, / DALLA DEVASTAZIONE DELLA CITTÀ DI ROMA E DI TUTTA ITALIA. / AFFINCHÉ NON PERISSE LA MEMORIA DI COSÌ GRANDE AVVENIMENTO / FRATE FRANCESCO GONZAGA VESCOVO DI MANTOVA / POSE QUESTA EDICOLA / E LA DEDICÒ A S. LEONE PAPA NELL’ANNO DEL SIGNORE 1616."
  4. ^ Gli altri luoghi ipotizzati per l'incontro e sospettato di essere l'"Ager Ambulejus" sono la frazione di Salionze nel comune di Valeggio sul Mincio in provincia di Verona e la frazione di Ponteventuno, nel comune di Curtatone.
  5. ^ Attila e Leone I sulle rive del Mincio
  6. ^ Vedi Encyclopaedia Perthensis; or, Universal dictionary of Arts, Sciences, Literature, &c. Second Edition, in Twenty-Three Volumes. Volume X. Printed by John Brown, Anchor Close. Edinburgh 1816. p. 564
  7. ^ Un'età senza giuristi
  8. ^ Luciano Chiappini, Gli Estensi, Varese, 1988, p.240.
  9. ^ I Gonzaga Vicari Imperiali in Italia
  10. ^ Giancarlo Ganzerla, Binari sul Garda. Dalla Ferdinandea al tram: tra cronaca e storia, Brescia, Grafo, 2004, ISBN 88-7385-633-0.

BibliografiaModifica

  • Giovanni Telò, Fra terra e cielo. Storia, arte, fede nelle parrocchie mantovane di Villa Garibaldi e Cadè, Mantova, 2011. ISBN non esistente.
  • Mauro Calzolari, Papa Leone e Attila al Mincio, Editoriale Sometti, 2013, ISBN 978-88-7495-467-4
  • Cesare Marchi, Giovanni dalla Bande Nere, Milano, 1981. ISBN non esistente.

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