Gran varietà (programma radiofonico)

programma radiofonico italiano
Gran varietà
Titolo originaleGran varietà – Spettacolo della domenica
PaeseItalia
Anno1966-1979
Generevarietà
Edizioni42
Puntate625
Durata75 min
Lingua originaleitaliano
Crediti
ConduttoreJohnny Dorelli (22 edizioni), Raimondo Vianello (9 edizioni), Walter Chiari (4 edizioni), Raffaella Carrà (3 edizioni di cui 2 con Paolo Villaggio), Lando Buzzanca (1 edizione), Paolo Villaggio (2 edizioni con Raffaella Carrà), Domenico Modugno (1 edizione), Gino Bramieri (2 edizioni)
IdeatoreMaurizio Riganti, Luciano Rispoli
RegiaFederico Sanguigni (38 edizioni), Silvio Gigli (1 edizione, 1969), Umberto Orti (3 edizioni, 1978-1979)
AutoriAntonio Amurri (39 edizioni, 1966-1978), Guido Castaldo (1 edizione, 1966) Faele (1 edizioni, 1966), Maurizio Jurgens (24 edizioni, 1966-1975), Dino Verde (19 edizioni, 1971-1978), Bruno Broccoli (1 edizione, 1978), Italo Terzoli, Enrico Vaime (2 edizioni, 1978-1979)
MusicheMarcello De Martino
Casa di produzioneRai
Emittente radiofonicaRai Radio 2

Gran varietà, titolo completo Gran varietà – Spettacolo della domenica, è stata una trasmissione radiofonica andata in onda sul secondo programma della Rai dal 1966 al 1979 tutte le domeniche mattina dalle 9,35 alle 11,00 con replica il sabato pomeriggio sul programma nazionale. La prima puntata venne trasmessa il 3 luglio 1966 e l'ultima l'8 luglio 1979.

ProduzioneModifica

«Poi [...] una massiccia immissione di spettacoli nelle ore di massimo ascolto, in particolare, certo, sul Secondo Programma, per il suo carattere leggero e brioso [...] spettacoli che puntano soprattutto sul divertimento, i cui ingredienti sono la musica, interventi comici, scenette diverse, che il pubblico ha dimostrato di gradire. Si chiama Gran varietà, il prototipo di questi spettacoli, su cui la radio punta molto delle sue carte. [...] Ne sono autori Amurri e Jurgens, due nomi assai noti e apprezzati che hanno al loro attivo trasmissioni d'indubbio successo [...] Presentatore, Johnny Dorelli. Una scelta meditata: Dorelli è soprattutto uno showman capace di animare uno spettacolo, recitando egli stesso e, in particolare, di dargli velocità e ritmo. [...] Poi, tutti i nostri cantanti maggiori, rappresentanti dei vari generi musicali alla moda [...] Ancora, parecchi numeri fissi, i cui partecipanti si propongono, a tutti i costi, di far ridere [...] Infine, una scenetta di situazione, di costume o di qualcos'altro ancora, interpretata da specialisti [...]. Tirando le somme, davvero un grosso spettacolo, che si avvale dei nomi migliori sulla piazza. Si merita davvero, questo programma, il titolo di Gran varietà, anche per via della sua durata: un'ora e venti minuti, un vero record. [...]»

(Giuseppe Lugato, Radiocorriere TV n. 27 del 3 luglio 1966, pag. 9, articolo La radio si aggiorna)

Basata sull'alternanza di sketch comici e canzoni, con Alto gradimento e La Corrida fu una delle trasmissioni radiofoniche più popolari degli anni sessanta e settanta e, insieme a Tutto il calcio minuto per minuto, quella che fece decollare definitivamente l'utilizzo dell'autoradio e delle radio portatili a transistor. Annunciata come messa in onda in diretta dalla Sala A di via Asiago in Roma, era, in effetti, il prodotto di registrazioni, fatte in tempi diversi e tenute insieme nella bobina finale di trasmissione da un abile lavoro di montaggio, di sketch comici, interventi dei cantanti, stacchetti musicali, risate e applausi per non gravare sugli impegni di coloro che prendevano parte al programma.

IdeazioneModifica

Ideata dal dirigente radiofonico Maurizio Riganti e da Luciano Rispoli, all'epoca capostruttura della radiofonia nel settore dei programmi leggeri – non ancora diventato celebre come conduttore televisivo – è uno dei pochissimi format radiofonici ad essere tutto italiano e interno alla Rai, concepito per lanciare la fascia mattutina del secondo programma – che non aveva l'attuale denominazione – ispirandosi nelle caratteristiche a famose trasmissioni radiofoniche leggere del passato, tra cui Rosso e nero, condotta da Corrado, ma rese un po' più moderne per un pubblico che iniziava ad ascoltare la radio non solo all'interno delle case – all'epoca la televisione non diffondeva programmi durante la mattina – ma anche nelle automobili e all'esterno grazie all'avvento dell'autoradio e della radio a transistor. Inoltre, in quel momento la radiofonia stava avendo un calo di ascolti, dovuto sia al sorpasso in termini di audience dei programmi televisivi sia alla nascita della concorrenza: quattro mesi prima, infatti, erano cominciate le trasmissioni di Radio Monte Carlo in lingua italiana. La trasmissione era suddivisa in due parti distinte. La prima, che cominciava alle 9,35, aveva la durata di poco meno di un'ora, fino alle 10,30 quando andava in onda il giornale radio; poi iniziava la seconda parte, dalle 10,40 alle 11, della durata di circa venti minuti.

Registi, autori e conduttoriModifica

Regista storico del programma fu Federico Sanguigni che ne diresse ben 38 edizioni, con le sole eccezioni di Silvio Gigli per un ciclo del 1969 e Umberto Orti negli ultimi tre, nel 1978 e 1979. I conduttori furono otto: Johnny Dorelli, il primo, che condusse 22 edizioni dal luglio 1966 al giugno 1978, Raimondo Vianello con 9 edizioni dal luglio 1967 a giugno 1971, Walter Chiari con 4 edizioni dall'autunno del 1969 alla primavera del 1970 e le estati del 1974 e 1975, Raffaella Carrà con 3 edizioni di cui una da sola tra l'autunno 1972 e l'inverno 1973 e due insieme a Paolo Villaggio tra il novembre del 1975 e giugno 1976, Gino Bramieri con le ultime 2 edizioni nel 1979 e infine con 1 edizione ciascuno Lando Buzzanca nella primavera del 1974 e Domenico Modugno nell'estate del 1978.

Gli autori dei testi furono otto: i primi furono Antonio Amurri e Maurizio Jurgens, che firmarono la prima edizione. La seconda venne scritta da Amurri con Guido Castaldo e Faele (Raffaele Sposito), con Jurgens collaboratore. Dal terzo ciclo del gennaio 1967 e fino al 19°, a marzo 1971, Amurri e Jurgens ne sono gli autori per 16 stagioni consecutive. A partire dal 20° ciclo, da aprile 1971, Amurri venne affiancato da Dino Verde; Jurgens tornerà a firmare i testi dal 29° ciclo, nel novembre 1973. Dopo l'improvvisa scomparsa di Jurgens, avvenuta nel settembre del 1975, dal 35° ciclo, nel novembre dello stesso anno, ad Amurri e Verde si affianca Bruno Broccoli, poi dal novembre 1976, con il nuovo titolo Più di così... firmarono i testi Dino Verde e Bruno Broccoli, che scrissero i copioni anche più avanti nell'edizione condotta da Modugno. Con il ritorno al nome originario e a una rinnovata formula di trasmissione Amurri e Verde scrissero i testi delle ultime due edizioni condotte da Dorelli. Con la conduzione di Gino Bramieri, gli autori furono per gli ultimi due cicli Italo Terzoli ed Enrico Vaime.

La direzione orchestrale era affidata a Marcello De Martino coadiuvato nei cori dalla formazione 4+4 di Nora Orlandi, a volte sostituiti o affiancati dai Cantori Moderni di Alessandro Alessandroni, dalle Voci Bianche di Renata Cortiglioni e, in un caso, persino dall'Equipe 84.

CaratteristicheModifica

Le caratteristiche peculiari della trasmissione erano il cast di attori e cantanti ospiti e le sigle. Il cast fisso dei partecipanti che recitavano i vari sketch era sostituito a rotazione ogni trimestre per le prime 24 edizioni, dal 1966 al 1972 e ogni quadrimestre per le restanti 18 edizioni. Il numero di trasmissioni era di 13 per ogni edizione o ciclo trimestrale, mentre in quelli quadrimestrali era variabile tra 18 e 16 puntate; non se ne trasmettevano mai 17, sia per ragioni di scaramanzia, ma anche perché, con l'adozione del ciclo di quattro mesi, quando le trasmissioni erano 18 i cantanti ospiti fissi erano non più uno ma due, e in alcune edizioni tre o quattro, che si alternavano ogni due mesi, per 9 puntate ciascuno, ai quali sovente veniva affidata la sigla finale, mentre quella di raccordo tra prima e seconda parte, e talvolta quella iniziale, era eseguita dallo stesso conduttore per i cicli condotti da Johnny Dorelli.

Attori e cantanti ospitiModifica

Gli attori che presero parte al primo ciclo, andato in onda dal 3 luglio al 25 settembre 1966, erano Walter Chiari, Alberto Lupo, Rina Morelli e Paolo Panelli, e la prima cantante ospite fissa fu Mina, che cantava anche la sigla finale, Sono come tu mi vuoi; in seguito Mina fu ospite fissa altre tre volte, nel 1974, 1976 e 1978. Altre cantanti ospiti abituali del programma furono Ornella Vanoni e Iva Zanicchi, che parteciparono quattro volte ciascuna.

Tranne Totò, che non vi ha mai preso parte, una novantina di attori furono ospiti del programma, con personaggi già presentati in precedenza (un esempio fu Alberto Sordi con Mario Pio e il Conte Claro) ma nella maggior parte dei casi con creazioni originali, anche se quasi tutti, con pochissime eccezioni, non ricompaiono nei cicli seguenti.

Diverse furono le scenette recitate in coppia: Paolo Stoppa e Rina Morelli (con Eleuterio e Sempre Tua, la più celebre), Enrico Maria Salerno e Valeria Valeri (con Filippo e Giovanna, gli angeli custodi), Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice (con Leonida ed Esmeralda, la coppia snob che crede di essere superiore alle altre e in seguito il Divino Creaturo, dove Tieri era un personaggio che si esprimeva in linguaggio aulico e ricercato intento a incontrare donne delle diverse regioni, tutte interpretate dalla Lojodice nei vari dialetti), e Francesco Mulè e Giovanna Ralli (con Maria e Fernando, una coppia di sposi che vive in situazione precaria alle prese con i problemi dei figli).

Inoltre, si ricordano Paolo Panelli (con Alvaro il Tassinaro insieme a Renato Izzo e Menelao Strarompi con Gianni Agus), Bice Valori (con Cesira la portiera e Firmina Calì "che tutti gli ommini fa imbizzarì" insieme a Carlo Campanini), Ugo Tognazzi (con anche una parodia di Chiamate Roma 3131 denominata Tre Ugo Tre Ugo, dove riceveva finte telefonate di ascoltatori e proponeva ricette di cucina), Monica Vitti (con Rosalia, la portinaia di una guardiola perennemente sfortunata in amore, Marion Glacé, diva del varieté in declino e Suora Monica), Gigi Proietti (con Avogadro er ladro, che progetta furti che non vanno mai in porto e con il Conquistatore di donne, bravo soltanto in teoria ma non nella pratica, del quale diventerà celebre il suo tormentone, "Invidiosi!"), Enrico Montesano (Dudù il gagà e la romantica donna inglese che in seguito presenterà con successo anche in televisione, nel programma Quantunque io), Amedeo Nazzari (con "Amedeus ex machina"), Gino Cervi (con una rivisitazione di Cyrano de Bergerac e nel personaggio di un naufrago in compagnia della bertuccia Orietta e del pescecane Boby Dick), Vittorio Gassman (con il "Sociologo e tipologo di vaglia", un conferenziere impegnato ad illustrare varie tipologie umane, e "Montecristo Superstar", impegnato a vendicarsi a modo suo su oggetti di largo consumo e nuove invenzioni), Romolo Valli (il "Maleducatore", un bizzarro insegnante di modi di comportamento poco consoni), Gianrico Tedeschi (il "Conversevole della Domenica"), Lando Buzzanca (con il contadino "Buzzurro", il "Buzzanco" e il "Pecoraro dell'Apiro", che giunge in città dalla campagna e resta scandalizzato dalla civiltà dei consumi) e altri ancora. Marcello Mastroianni partecipò una sola volta, nel 1968, nella centesima puntata, con tanto di sigletta specifica cantata dai 4 + 4 di Nora Orlandi, con Raimondo Vianello a fargli da spalla. Molte volte gli sketch erano scritti ispirandosi a fatti e avvenimenti di stretta attualità: un esempio tra i tanti fu con l'ultimo personaggio interpretato da Buzzanca nella trasmissione, che nella puntata del 25 marzo 1973 era alle prese con l'introduzione dell'IVA, avvenuta due mesi prima[1].

Il programma ebbe alti indici di ascolto, con circa 8 milioni di ascoltatori a puntata, e un indice di gradimento di 85[2] che ne favorì la sua lunga durata. Il programma veniva riproposto in replica anche il sabato pomeriggio fino al momento in cui, a fronte del grande successo ottenuto, in quello spazio venne ideata una trasmissione del tutto nuova, intitolata Gran varietà bis, dove oltre alla riproposizione degli sketch andati in onda alla domenica precedente se ne interpretavano anche altri del tutto nuovi con Lia Zoppelli, Carlo Campanini, Gianni Agus, Deddi Savagnone, Isa Bellini e Riccardo Garrone. Dopo la chiusura del programma, la stessa idea sarà riproposta anche nel programma suo erede, Varietà, varietà, andato in onda sul primo programma dal 1983 al 1989; al varietà domenicale lo spazio del sabato venne denominato Varietà, varietà bis.

La scomparsa di Maurizio Jurgens segna di fatto la fine dell'epoca d'oro della trasmissione. Dopo il periodo con il nuovo titolo Più di così..., da luglio a ottobre del 1977 Johnny Dorelli presentò nella stessa fascia oraria la prima antologia della trasmissione, intitolata Buona domenica a tutti ovvero 10 anni di Gran varietà, con Stefano Jurgens autore dei testi. Dal novembre dello stesso anno la trasmissione riparte in una versione riveduta, meno enfatica e senza le famose sigle che introducevano i vari componenti del cast. Si segnalò principalmente il ritorno in trasmissione, dopo due anni, di Mina poco prima del suo ritiro ufficiale dalle scene. Dopo due cicli, Dorelli cedette il posto a Domenico Modugno che la condusse per una stagione, e infine Gino Bramieri fu il conduttore delle ultime due edizioni fino alla chiusura definitiva.

SigleModifica

Le sigle del programma, oltre quella iniziale, erano due, una di raccordo tra prima e seconda parte e una finale. Come il cast fisso di partecipanti, erano anch'esse sostituite a rotazione. Nei dodici anni di durata della trasmissione vennero presentati brani destinati ad avere successo nella classifica della Hit Parade (tra le tante, Sono tremendo di Rocky Roberts, L'appuntamento di Ornella Vanoni, Io domani di Marcella Bella e Una serata insieme a te di Johnny Dorelli e Catherine Spaak) ma anche altri di minore successo ma significativi (tra gli altri, Che strano amore di Caterina Caselli, L'amore è una gran cosa di Johnny Dorelli e La fortuna ha le mutande rosa di Cochi e Renato). Negli sketch venivano presi di mira, in maniera bonaria, trasmissioni televisive come il Festival di Sanremo, Canzonissima e Spaccaquindici, si parodiavano celebri canzoni e spesso venivano aggiunti rumori di scena in sottofondo per aumentare il realismo. La voce del conduttore, di attori e cantanti era filtrata in maniera tale da dare una sorta di "effetto" all'ascoltatore di avere l'impressione di essere in un teatro o in uno studio televisivo con il pubblico presente. Inoltre le sigle iniziali erano sempre cantate[3] (un esempio fu Luglio agosto e settembre eseguita dai Ricchi e Poveri nel primo ciclo quadrimestrale del 1972, che non venne mai pubblicata su disco) fino al 27° ciclo, nella primavera del 1973, quando venne eseguita con il Moog, il sintetizzatore elettronico. Nel 29° ciclo, dell'autunno del 1973, la sigla iniziale e gli stacchetti di presentazione vennero eseguiti con il vocoder, strumento che permetteva di enfatizzare maggiormente l'estensione vocale.

TrasmissioneModifica

Ne vennero trasmessi 42 stagioni o cicli[4] non consecutivi: i primi 24 – dal luglio 1966 al giugno 1972 – furono trimestrali per 13 puntate ciascuno, mentre i restanti 18, dal 25° al 42°, dal luglio 1972 al luglio 1979, erano quadrimestrali per 18 o 16 puntate. Consecutivamente, dal 3 luglio 1966 al 31 ottobre 1976 – con le sole eccezioni del 2 novembre 1969, del 14 dicembre 1969 e del 2 novembre 1975 – vennero mandate in onda 37 stagioni per 537 puntate. A partire da novembre 1976 fino al giugno del 1977 ebbe un'interruzione poiché per due cicli venne mandato in onda un programma con titolo diverso ma dalle caratteristiche piuttosto simili, Più di così..., condotta nella prima serie da Raimondo Vianello e Sandra Mondaini e nella seconda serie da Enrico Montesano. In seguito, dal 6 novembre 1977 e fino all'8 luglio 1979 lo spettacolo tornò al nome originale per gli ultimi 5 cicli di 88 trasmissioni, portando il totale delle puntate a 625.

Dal 15 luglio e fino a dicembre 1979 andò in onda Buona domenica a tutti ovvero 12 anni di Gran varietà, la seconda antologia del programma, presentata da Gianni Agus, con i partecipanti più rappresentativi delle edizioni storiche.

Nel 1991, sul primo canale radiofonico andò in onda Nuances, una trasmissione che scandagliava gli archivi radiofonici, con la riproposta di molti brani storici e anche alcuni sketch registrati ma poi censurati dalla Rai: memorabili furono alcuni brani del Fantozzi di Paolo Villaggio, ripresi direttamente dal primo libro con annesse parole piuttosto forti, che non andarono ovviamente mai in onda.

Nel 1994, su Rai Radio2 andò in onda una prima trasmissione rievocativa, Quel famoso Gran varietà, condotto da Ilaria Moscato e Paolo Panelli alla sua ultima apparizione radiofonica[5].

Nel 1997 andò in onda una seconda trasmissione in ricordo del programma, La mitica Sala A, condotta da Simonetta Zauli per la regia di Marcello Casco[6].

RifacimentiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran varietà (programma televisivo) e Varietà, varietà.

«Sono molto favorevole a riportare in radio Gran Varietà, un'ottima idea. Io iniziai a partecipare al programma nella serie che iniziava ad aprile e terminava a giugno 1970, in cui, ahimè, – siamo nel maggio 1970 – Walter Chiari fu arrestato. L'esperienza, che doveva durare poco, si è prolungata e sono rimasto per altre tre serie consecutive. Purtroppo, in seguito, ho dovuto lasciare perché il cinema mi richiedeva insistentemente. Infatti gli anni tra il 1970 ed il 1980 sono stati per me i più proficui, anche se poi sono tornato a Gran Varietà come presentatore nel 1974, nel periodo in cui la trasmissione raggiungeva il traguardo delle 400 puntate. [...]»

(Lando Buzzanca, luglio 2016)

Nell'aprile del 1983 Rete 4, all'epoca appartenente al Gruppo Mondadori, cercò di realizzare una trasposizione televisiva dello spettacolo radiofonico, dallo stesso titolo, con i medesimi autori (Antonio Amurri e Dino Verde), diretta da Luciano Salce con lo pseudonimo di Pilantra e condotta da Loretta Goggi – che cantava anche la sigla finale – con Paolo Panelli – storico partecipante di molte edizioni radiofoniche – ma l'esperienza durò soltanto 10 puntate.

Dal novembre del 1983 al giugno 1989 venne realizzato un rifacimento radiofonico, stavolta andato in onda su Radiouno con il titolo di Varietà, varietà, sempre con la regia di Federico Sanguigni e condotto, nelle prime due edizioni coprodotte con la Radio Svizzera Italiana, dalla presentatrice elvetica Daniela Grigioni in coppia dapprima con Giorgio Bracardi e poi con Paolo Panelli e nelle successive edizioni da Alessandra Panelli e, infine, da Oreste Rizzini e Daniela Poggi.

Nel luglio del 2016, in occasione del 50º anniversario della trasmissione, viene proposto a Carlo Conti di condurre una nuova edizione del programma, riveduta e corretta: all'appello rispondono con entusiasmo diversi attori tra i quali Lando Buzzanca – partecipante storico – e Paola Minaccioni[7], ma la cosa non avrà seguito.

Evoluzione del programmaModifica

Di seguito viene riportato l'elenco delle 42 edizioni del programma con gli autori, conduttore, gli ospiti fissi in ordine alfabetico, come risultano dai fascicoli del Radiocorriere TV, che riportava solo questi dati; sulla rivista infatti non erano indicati i cantanti o attori che partecipavano a una sola oppure a poche puntate della serie. Tra parentesi è indicato il numero di puntate complessive trasmesse.

La puntata n. 100 venne trasmessa il 26 maggio 1968, durante l'8° ciclo, con Raimondo Vianello alla conduzione; la n. 200 andò in onda il 10 maggio 1970, durante il 16° ciclo, sempre condotta da Vianello; quella n. 300 venne trasmessa il 9 aprile 1972, durante il 24° ciclo, l'ultimo a cadenza trimestrale, con Johnny Dorelli come conduttore; la n. 400 fu anche la trasmissione inaugurale del 30° ciclo, e andò in onda il 10 marzo 1974, condotta da Lando Buzzanca; quella n. 500 venne trasmessa il 15 febbraio 1976, durante il 35° ciclo, con la conduzione di Raffaella Carrà e Paolo Villaggio; per finire, la n. 600 andò in onda il 14 gennaio 1979, durante il 41° ciclo, con Gino Bramieri come conduttore.

Sono inoltre indicate, quando note, le sigle iniziali, di raccordo tra prima e seconda parte e quella finale.

Cicli trimestraliModifica

  • 1° ciclo: 13 puntate, dal 3 luglio al 25 settembre 1966 (puntate 1–13)

Autori: Antonio Amurri, Maurizio Jurgens. Conduttore Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Walter Chiari, Alberto Lupo, Mina, Rina Morelli, Paolo Panelli[N 1]. Sigla finale: Sono come tu mi vuoi, cantata da Mina. Personaggi: Sempre Tua (Morelli).

  • 2° ciclo: 13 puntate, dal 2 ottobre al 25 dicembre 1966 (puntate 14–26)

Autori: Antonio Amurri, Guido Castaldo, Faele (Raffaele Sposito). Collabora ai testi Maurizio Jurgens. Conduttore Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Vittorio Gassman, Gina Lollobrigida, Rina Morelli, Rita Pavone, Renato Rascel, Paolo Stoppa[N 2]. Sigla finale: Perché due non fa tre, cantata da Rita Pavone. Personaggi: Eleuterio e Sempre Tua (Stoppa e Morelli).

  • 3° ciclo: 13 puntate, dal 1º gennaio al 26 marzo 1967 (puntate 27–39)

Autori: Antonio Amurri, Maurizio Jurgens. Conduttore Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Nino Manfredi, Sandra Mondaini, Andreina Pagnani, Elio Pandolfi, Ornella Vanoni, Raimondo Vianello, Monica Vitti[N 3]. Sigla finale: Ti saluto ragazzo, cantata da Ornella Vanoni.

  • 4° ciclo: 13 puntate, dal 2 aprile al 25 giugno 1967 (puntate 40–52)

Autori: Antonio Amurri, Maurizio Jurgens. Conduttore Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Gino Bramieri, Don Lurio, Miranda Martino, Enrico Maria Salerno, Ugo Tognazzi, Armando Trovajoli, Valeria Valeri[N 4]. Personaggi: Filippo e Giovanna, gli angeli custodi (Salerno e Valeri).

  • 5° ciclo: 13 puntate, dal 2 luglio al 24 settembre 1967 (puntate 53–65)

Autori: Antonio Amurri, Maurizio Jurgens. Conduttore Raimondo Vianello. Ospiti fissi: Gigliola Cinquetti, Aldo Fabrizi, Rina Morelli, Alighiero Noschese, Rocky Roberts, Paolo Stoppa, Bice Valori[N 5]. Personaggi: Eleuterio e Sempre Tua (Stoppa e Morelli).

  • 6° ciclo: 13 puntate, dal 1º ottobre al 24 dicembre 1967 (puntate 66–78)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Conduttore: Raimondo Vianello. Ospiti fissi: Caterina Caselli, Carlo Dapporto, Margaret Lee, Renato Rascel, Delia Scala, Franca Valeri[N 6]. Sigla finale: Il giorno, cantata da Caterina Caselli.

  • 7° ciclo: 14 puntate, dal 31 dicembre 1967 al 31 marzo 1968 (puntate 79–92)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Conduttore: Raimondo Vianello. Ospiti fissi: Lilla Brignone, Peppino De Filippo, Luigi De Filippo, le Gemelle Kessler, Fausto Leali, Paolo Panelli, Rosanna Schiaffino[N 7]. Partecipano inoltre: Renato Izzo, Renato Turi. Personaggi: Alvaro il tassinaro (Panelli e Izzo).

  • 8° ciclo: 13 puntate, dal 7 aprile al 30 giugno 1968 (puntate 93–105)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Conduttore: Raimondo Vianello. Ospiti fissi: Gino Bramieri, l'Equipe 84, Rossella Falk, Carlo Giuffré, Alberto Lupo, Gianni Morandi, Rosanna Schiaffino[N 8]. Sigla finale: Un anno, cantata dall'Equipe 84. In questo ciclo, per la prima volta, il complesso 4+4 di Nora Orlandi non esegue vocalmente gli stacchetti di presentazione degli ospiti fissi: tale compito viene affidato all'Equipe 84. I 4+4 intervengono soltanto nella centesima trasmissione, il 26 maggio 1968, con uno stacchetto creato appositamente per Marcello Mastroianni – nell'unica sua partecipazione al programma – che è l'ospite d'onore di quella storica puntata, recitando uno sketch celebrativo con Raimondo Vianello a fargli da spalla.

  • 9° ciclo: 13 puntate, dal 7 luglio al 29 settembre 1968 (puntate 106–118)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Nino Manfredi, Sandra Milo, Anna Moffo, Enrico Maria Salerno, Valeria Valeri, Paolo Villaggio[N 9]. Sigla di raccordo: Vivo d'amore per te, cantata da Johnny Dorelli.

  • 10° ciclo: 13 puntate, dal 6 ottobre al 29 dicembre 1968 (puntate 119–131)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Gino Cervi, Nino Manfredi, Alighiero Noschese, Patty Pravo, Delia Scala, Little Tony[N 10]. Personaggi: Cyrano de Bergerac (Cervi).

  • 11° ciclo: 12 puntate, dal 5 gennaio al 23 marzo 1969 (puntate 132–143)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Gino Cervi, Milva, Alberto Sordi, Catherine Spaak, Franca Valeri[N 11]. Partecipano inoltre: Gianni Agus, Wanda Tettoni. Personaggi: Mario Pio (Sordi e Agus), Conte Claro (Sordi e Tettoni)[N 12], Cyrano de Bergerac (Cervi).

  • 12° ciclo: 14 puntate, dal 30 marzo al 29 giugno 1969 (puntate 144–157)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Adriano Celentano, Ira Fürstenberg, Aldo Giuffré, Carlo Giuffré, Renato Rascel, Paolo Stoppa, Iva Zanicchi[N 13]. Personaggi: L'Arrabbiatissimo (Stoppa), i due gagà (Aldo e Carlo Giuffré), Renatino il contestatore (Rascel).

  • 13° ciclo: 13 puntate, dal 6 luglio al 28 settembre 1969 (puntate 158–170)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Carlo Dapporto, Virna Lisi, Giuliana Lojodice, Renato Rascel, Aroldo Tieri, Sylvie Vartan[N 14]. Personaggi: Leonida ed Esmeralda (Tieri e Lojodice), Agostino (Dapporto), Renatino il contestatore (Rascel).

  • 14° ciclo: 13 puntate, dal 5 ottobre all'11 gennaio 1970[N 15] (puntate 171–183)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Regia: Silvio Gigli. Conduttore: Walter Chiari. Ospiti fissi: Orietta Berti, Alida Chelli, Peppino De Filippo, Gina Lollobrigida, Gianni Morandi, Lina Volonghi[N 16]. Personaggi: Pappagone (De Filippo). Unica stagione del programma diretta da Silvio Gigli. Chiari sostituì Dorelli come presentatore in quanto quest'ultimo era impegnato in televisione alla conduzione dell'edizione 1969 di Canzonissima. Inoltre, nella puntata del 19 ottobre 1969 avvenne la prima partecipazione al programma di Lucio Battisti, che presentò il singolo Mi ritorni in mente, uscito cinque giorni prima.

  • 15° ciclo: 12 puntate, dal 18 gennaio al 5 aprile 1970 (puntate 184–195)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Conduttore: Walter Chiari. Ospiti fissi: Carlo Campanini, Raffaella Carrà, Nino Ferrer, Sylva Koscina, Alighiero Noschese, Rina Morelli, Paolo Stoppa, Sandie Shaw[N 17]. Partecipa inoltre: Gianni Agus. Sigla finale: Un battito d'ali, cantata da Sandie Shaw. Personaggi: Eleuterio e Sempre Tua (Stoppa e Morelli), i fratelli De Rege (Chiari e Campanini). Sylva Koscina e Gianni Agus interpretano coppie di fidanzati o sposati, diverse di volta in volta, alle prese con il cambiamento repentino dei costumi.

  • 16° ciclo: 12 puntate, dal 12 aprile al 28 giugno 1970 (puntate 196–207)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Conduttore: Raimondo Vianello. Ospiti fissi: Al Bano, Antoine, Lando Buzzanca, Carlo Campanini, Walter Chiari, Sylva Koscina, Ubaldo Lay, Sandra Mondaini, Romina Power, Delia Scala[N 18]. Sigla finale: Storia di due innamorati, cantata da Al Bano e Romina Power. Personaggi: Signore e signora, marito e moglie, altezzosi industriali inglesi (Buzzanca e Scala), Stanlio e Ollio (Chiari e Campanini). Sandra Mondaini è qui nelle vesti di cantante, mentre Sylva Koscina interpreta personaggi di donne emancipate.

  • 17° ciclo: 13 puntate, dal 5 luglio al 27 settembre 1970 (puntate 208–220)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Conduttore: Raimondo Vianello. Ospiti fissi: Senta Berger, Lando Buzzanca[N 19], Adriano Celentano, Giuliana Lojodice, Mal, Sandra Mondaini, Claudia Mori, Aroldo Tieri[N 20]. Personaggi: Leonida ed Esmeralda (Tieri e Lojodice), la bambina pestifera (Mondaini e Vianello), Giovanni il buzzurro (Buzzanca).

  • 18° ciclo: 13 puntate, dal 4 ottobre al 27 dicembre 1970 (puntate 221–233)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Collabora ai testi Raimondo Vianello (con lo pseudonimo di Viani). Conduttore: Raimondo Vianello. Ospiti fissi: Maria Grazia Buccella, Sandra Mondaini, Elio Pandolfi, Massimo Ranieri, Enrico Maria Salerno, Ugo Tognazzi, Valeria Valeri, Bice Valori, Ornella Vanoni[N 21]. Sigla finale: L'appuntamento, cantata da Ornella Vanoni. Personaggi: il Capo Divisione Programmi della Radiotelevisione e l'aspirante autore (Vianello e Tognazzi).

  • 19° ciclo: 13 puntate, dal 3 gennaio al 28 marzo 1971 (puntate 234–246)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Conduttore: Raimondo Vianello. Ospiti fissi: Vittorio Congia, Domenico Modugno, Sandra Mondaini, Francesco Mulè, Monica Vitti, Iva Zanicchi[N 22]. Partecipa inoltre Silvio Spaccesi. Sigla di raccordo: Il bimbo e la gazzella, cantata da Iva Zanicchi. Sigla finale: La gabbia, cantata da Domenico Modugno. Personaggi: Don Chisciotte e Sancio Addome (Modugno e Spaccesi).

  • 20° ciclo: 13 puntate, dal 4 aprile al 27 giugno 1971 (puntate 247–259)

Autori: Antonio Amurri e Dino Verde. Conduttore: Raimondo Vianello. Ospiti fissi: Charles Aznavour, Florinda Bolkan, il Quartetto Cetra, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Sandra Mondaini, Paolo Panelli[N 23]. Sigla finale: Ed io tra di voi, cantata da Charles Aznavour. Prima stagione in cui Dino Verde è l'autore dei testi e l'ultima condotta da Raimondo Vianello.

  • 21° ciclo: 13 puntate, dal 4 luglio al 26 settembre 1971 (puntate 260–272)

Autori: Antonio Amurri e Dino Verde. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Alberto Lupo, Minnie Minoprio, Alighiero Noschese, Patty Pravo, Monica Vitti[N 24]. Sigla di raccordo: Love story, cantata da Johnny Dorelli.

  • 22° ciclo: 13 puntate, dal 3 ottobre al 26 dicembre 1971 (puntate 273–285)

Autori: Antonio Amurri e Dino Verde. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Orietta Berti, Isabella Biagini, Lando Buzzanca, Amedeo Nazzari, Giovanna Ralli, Mino Reitano[N 25]. Sigla di raccordo: E penso a te, cantata da Johnny Dorelli. Personaggi: Amedeus ex machina (Nazzari), il Buzzanco (Buzzanca)

  • 23° ciclo: 13 puntate, dal 2 gennaio al 26 marzo 1972 (puntate 286–298)

Autori: Antonio Amurri e Dino Verde. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Lando Buzzanca, Adriano Celentano, Paolo Panelli, Rosanna Schiaffino, Gianrico Tedeschi[N 26]. Sigla di raccordo: Mamy Blue, cantata da Johnny Dorelli. Personaggi: il Buzzanco (Buzzanca).

  • 24° ciclo: 13 puntate, dal 2 aprile al 25 giugno 1972 (puntate 299–311)

Autori: Antonio Amurri e Dino Verde. Collabora ai testi Ferruccio Fantone. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Arnoldo Foà, Vittorio Gassman, Milva, Enrico Montesano, Monica Vitti[N 27]. Sigla di raccordo: Per chi, cantata da Johnny Dorelli. Personaggi: Torquato il pensionato (Montesano).

Cicli quadrimestraliModifica

  • 25° ciclo: 18 puntate, dal 2 luglio al 29 ottobre 1972 (puntate 312–329)

Autori: Antonio Amurri e Dino Verde. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Raffaella Carrà, Caterina Caselli, Gino Cervi, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Virna Lisi, Iva Zanicchi[N 28]. Partecipano inoltre Carla Comaschi e Franco Pucci. Sigla iniziale: Luglio agosto e settembre (inedita su disco), cantata dai Ricchi e Poveri. Sigla di raccordo: Il Padrino (Parla più piano), cantata da Johnny Dorelli. Sigla finale: Che strano amore, cantata da Caterina Caselli. Iva Zanicchi è presente come cantante ospite nei mesi di luglio e agosto, Caterina Caselli nei mesi di settembre e ottobre. Johnny Dorelli conduce la rubrica Vecchi amici, dedicata a celebri cantanti del passato che intervengono in trasmissione, tra i quali Nilla Pizzi, Wilma De Angelis, Betty Curtis, Fausto Cigliano, Nicola Arigliano e Giovanni D'Anzi. Personaggi: il naufrago (Cervi), l'aspirante accalappiacani semplice (Franchi) e il professore (Ingrassia).

  • 26° ciclo: 18 puntate, dal 5 novembre 1972 al 4 marzo 1973 (puntate 330–347)

Autori: Antonio Amurri e Dino Verde. Conduttrice: Raffaella Carrà. Ospiti fissi: Walter Chiari, Cochi e Renato, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Gianrico Tedeschi, Sylvie Vartan, Monica Vitti[N 29]. Partecipano inoltre Renato Mori, Dario Penne, Franco Pucci. Sigla iniziale e di raccordo: T'ammazzerei, cantata da Raffaella Carrà. Sigla finale: Prisencolinensinainciusol, cantata da Adriano Celentano. Sylvie Vartan è presente come cantante ospite nei mesi di novembre e dicembre, Gianni Morandi e Massimo Ranieri nei mesi di gennaio e febbraio. Personaggi: Conversevole della Domenica (Tedeschi), Rosalia la portinaia (Vitti).

  • 27° ciclo: 16 puntate, dall'11 marzo al 24 giugno 1973 (puntate 348–363)

Autori: Antonio Amurri e Dino Verde. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Marcella Bella, Isabella Biagini, Lando Buzzanca, Alighiero Noschese, Luigi Proietti, Catherine Spaak[N 30]. Partecipano inoltre Antonio Guidi, Enzo Liberti, Carla Comaschi, Giovanna Mainardi, Gioietta Gentile, Ombretta De Carlo. Complesso musicale diretto da Gino Bettoni (per gli sketch della Biagini e di Noschese). Sigla di raccordo: Una serata insieme a te, cantata da Johnny Dorelli e Catherine Spaak. Sigla finale: Io domani, cantata da Marcella Bella. Personaggi: Avogadro er ladro (Proietti), Don Vito Corabbacchio (Noschese), Melissa e "Io" (Spaak e Dorelli), Filumeno, il pecoraro dell'Apiro (Buzzanca). Isabella Biagini interpreta varie tipologie di donne, storiche e contemporanee, richieste di volta in volta dal pretendente di turno, interpretato da Antonio Guidi. Inizialmente era prevista la partecipazione del compositore Armando Trovajoli, il quale all'ultimo istante diede forfait e al suo posto venne invitata Marcella Bella, che rimase come cantante ospite per l'intera serie[8].

  • 28° ciclo: 18 puntate, dal 1º luglio al 28 ottobre 1973 (puntate 364–381)

Autori: Antonio Amurri e Dino Verde. Collabora ai testi Ferruccio Fantone. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Loretta Goggi, Alberto Lupo, Enrico Montesano, Paola Pitagora, Catherine Spaak, Ugo Tognazzi, Ornella Vanoni[N 31]. Sigla finale: Pazza d'amore, cantata da Ornella Vanoni. Personaggi: Dudù il gagà e Cocò (Montesano), il professionista e la segretaria fanatica degli oroscopi (Lupo e Pitagora).

  • 29° ciclo: 18 puntate, dal 4 novembre 1973 al 3 marzo 1974 (puntate 382–399)

Autori: Antonio Amurri, Maurizio Jurgens e Dino Verde. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Raffaella Carrà, Rina Morelli, Paolo Stoppa, Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio, Monica Vitti, Iva Zanicchi[N 32]. Partecipano inoltre Pietro De Vico, Mario Frera, Gilberto Mazzi. Sigla di raccordo: L'amore è una gran cosa, cantata da Johnny Dorelli. Sigla finale: Chi mi manca è lui, cantata da Iva Zanicchi. Personaggi: l'Estetisto o Visagisto con Giandomenico Fracchia (Villaggio), Eleuterio e Sempre Tua (Stoppa e Morelli), Marion Glacé (Vitti). Rubriche: Tre Ugo Tre Ugo, parodia di Chiamate Roma 3131 (Tognazzi). Johnny Dorelli e Iva Zanicchi interpretano uomini e donne impegnati nelle affannose domeniche festive nel periodo di austerity contrapposti ai tranquilli lunedì lavorativi, mentre sempre Dorelli con Raffaella Carrà rivisitano celebri musical statunitensi (Hello, Dolly!, Guys and Dolls ecc.) o fiabe per bambini. L'ospite musicale è presentato a inizio di puntata. La sigla iniziale e le presentazioni di attori e cantanti sono eseguiti con il vocoder.

  • 30° ciclo: 18 puntate, dal 10 marzo al 7 luglio 1974 (puntate 400–417)

Autori: Antonio Amurri, Maurizio Jurgens e Dino Verde. Conduttore: Lando Buzzanca. Ospiti fissi: Fred Bongusto, Peppino Di Capri, Vittorio Gassman, Gilda Giuliani, Mia Martini, Bruno Martino, Sandra Milo, Patty Pravo, Ugo Tognazzi[N 33]. Personaggi: Il Sociologo e Tipologo di vaglia (Gassman). Gilda Giuliani è la cantante ospite nei mesi di marzo e aprile, Mia Martini e Patty Pravo nei mesi di maggio e giugno. Le loro presentazioni sono eseguite in alternanza da Bruno Martino (con una rivisitazione di E la chiamano estate) e Peppino Di Capri (con una rivisitazione di Nun è peccato). Buzzanca le intervista rifacendo il verso ai suoi personaggi più famosi (per la Martini è il pecoraro dell'Apiro). La sigla iniziale e gli stacchetti musicali sono eseguiti con il distorsore wah wah applicato all'orchestra.

  • 31° ciclo: 16 puntate, dal 14 luglio al 27 ottobre 1974 (puntate 418–433)

Autori: Antonio Amurri, Maurizio Jurgens e Dino Verde. Collabora ai testi Ferruccio Fantone. Conduttore: Walter Chiari. Ospiti fissi: Vittorio Gassman, Giuliana Lojodice, Mina, Enrico Montesano, Gianni Nazzaro, Gianrico Tedeschi, Aroldo Tieri[N 34]. Sigla finale: La scala buia, cantata da Mina. Personaggi: Montecristo Superstar (Gassman), Leonida ed Esmeralda (Tieri e Lojodice), Dudù il gagà e Cocò (Montesano), Fernando De Rossi Bianchetti, il vecchietto (Tedeschi). Mina e Walter Chiari interpretano una fantasia musicale sotto forma di inchiesta sulle curiosità e le anomalie nella canzone italiana.

  • 32° ciclo: 18 puntate, dal 3 novembre 1974 al 2 marzo 1975 (puntate 434–451)

Autori: Antonio Amurri, Maurizio Jurgens e Dino Verde. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Gianni Agus, Francesco Mulè, Paolo Panelli, Giovanna Ralli, Catherine Spaak, Ugo Tognazzi, Ornella Vanoni[N 35]. Sigla di raccordo: Un uomo solitario, cantata da Johnny Dorelli. Sigla finale: La voglia di sognare, cantata da Ornella Vanoni. Personaggi: Menelao Strarompi (Panelli e Agus), Maria e Fernando (Ralli e Mulè), Don Gnazzi (Tognazzi).

  • 33° ciclo: 18 puntate, dal 9 marzo al 6 luglio 1975 (puntate 452–469)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Carlo Campanini, Walter Chiari, Aldo Fabrizi, Catherine Spaak, Nino Taranto, Romolo Valli, Bice Valori[N 36]. Sigla di raccordo: Aggiungi un posto a tavola, cantata da Johnny Dorelli. Personaggi: Firmina Calì (Valori e Campanini), i due vicini di casa (Taranto e Fabrizi), il Maleducatore (Valli), l'uomo che va dallo psichiatra per euforizzarsi (Dorelli).

  • 34° ciclo: 16 puntate, dal 13 luglio al 26 ottobre 1975[N 37] (puntate 470–485)

Autori: Antonio Amurri e Maurizio Jurgens. Conduttore: Walter Chiari. Ospiti fissi: Carlo Campanini, Raffaella Carrà, Il Guardiano del Faro, Gigi Proietti, Bice Valori, Paolo Villaggio[N 38]. Personaggi: Firmina Calì (Valori e Campanini), il Conquistatore (Proietti), Ugo Fantozzi (Villaggio). Ultima edizione dove Maurizio Jurgens è l'autore dei testi.

  • 35° ciclo: 18 puntate, dal 9 novembre 1975 al 7 marzo 1976 (puntate 486–503)

Autori: Antonio Amurri e Dino Verde. Collabora ai testi Bruno Broccoli. Conduttori: Raffaella Carrà e Paolo Villaggio. Ospiti fissi: Gianni Agus, Claudio Baglioni, Fred Bongusto, Cochi e Renato, Drupi, Giusi Raspani Dandolo, Ugo Tognazzi. Complesso musicale diretto da Irio De Paula[N 39]. Personaggi: Astorre e Aspasia (Agus e Raspani Dandolo). Claudio Baglioni e Fred Bongusto sono ospiti nei mesi di novembre e dicembre, Drupi nei mesi di gennaio e febbraio. Sigla di raccordo: Sambariò, cantata da Drupi. Sigla finale: La fortuna ha le mutande rosa, cantata da Cochi e Renato. Villaggio conduce il Villaggio Quiz, già presentato in precedenza in alcuni programmi televisivi. Prima edizione andata in onda dopo la scomparsa di Maurizio Jurgens, è l'unica suddivisa in due parti distinte: il varietà tradizionale tra novembre e dicembre 1975 e l'edizione più sperimentale e cabarettistica della storia del programma nei mesi di gennaio e febbraio 1976.

  • 36° ciclo: 16 puntate, dal 14 marzo al 27 giugno 1976 (puntate 504–519)

Autori: Antonio Amurri e Dino Verde. Collaborano ai testi Bruno Broccoli e Ferruccio Fantone. Conduttori: Raffaella Carrà e Paolo Villaggio. Ospiti fissi: Giuliana Lojodice, Domenico Modugno, Enrico Montesano, Paolo Panelli, Aroldo Tieri[N 40]. Sigla di raccordo: Forte forte forte, cantata da Raffaella Carrà. Personaggi: Il Divino Creaturo (Tieri e Lojodice), Bastianino (Panelli), la romantica donna inglese (Montesano). Raffaella Carrà, insieme con Villaggio e Marcello De Martino - che per la prima volta interviene in voce al microfono - presentano celebri operette.

  • 37° ciclo: 18 puntate, dal 4 luglio al 31 ottobre 1976 (puntate 520–537)

Autori: Antonio Amurri e Dino Verde. Collabora ai testi Bruno Broccoli. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Adriano Celentano, Loretta Goggi, Sandra Mondaini, Mina, Catherine Spaak, Gianrico Tedeschi, Raimondo Vianello, Monica Vitti, Betty Wright[N 41]. Loretta Goggi e Betty Wright sono ospiti nei mesi di luglio e agosto, Adriano Celentano e Mina nei mesi di settembre e ottobre. Sigla finale: Colpa mia, cantata da Mina.

  • 38° ciclo: 18 puntate, dal 6 novembre 1977 al 5 marzo 1978 (puntate 538–555)

Autori: Antonio Amurri e Dino Verde. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Gianni Agus, Walter Chiari, Mina, Catherine Spaak, Gianrico Tedeschi, Ugo Tognazzi[N 42]. Partecipano inoltre Renato Carosone, Bruno Martino, Angel Pocho Gatti. Sigla di raccordo: Che bestia, cantata da Johnny Dorelli. Mina e Johnny Dorelli interpretano con Marcello De Martino – che interviene in voce al microfono – e con l'ospite di turno una fantasia musicale a tema, dedicata di volta in volta al tango, lo swing, la commedia musicale, le colonne sonore dei film italiani, le colonne sonore dei film stranieri, la canzone napoletana, la rivoluzione musicale di Renato Carosone, la hit parade, le canzoni di Bruno Martino, le canzoni per bambini, la canzone latina, le sigle televisive e altro ancora. Prima edizione del nuovo ciclo in forma riveduta e corretta, meno enfatica e senza le sigle introduttive dei componenti del cast. Per questo ciclo la trasmissione ricevette nel 1978 il Telegatto.

  • 39° ciclo: 16 puntate, dal 12 marzo al 25 giugno 1978 (puntate 556–571)

Autori: Antonio Amurri e Dino Verde. Collabora ai testi Ugo Gregoretti. Conduttore: Johnny Dorelli. Ospiti fissi: Ugo Gregoretti, Alberto Lupo, Ornella Vanoni, Monica Vitti[N 43]. Ultima edizione nella quale Antonio Amurri scrive i testi, l'ultima condotta da Johnny Dorelli e l'ultima in cui Federico Sanguigni firma la regia.

  • 40° ciclo: 18 puntate, dal 2 luglio al 29 ottobre 1978 (puntate 572–589)

Autori: Dino Verde e Bruno Broccoli. Collabora ai testi Gustavo Verde. Regia: Umberto Orti. Conduttore: Domenico Modugno. Ospiti fissi: Antonio Casagrande, Walter Chiari, Franco Franchi, Ubaldo Lay, Angela Luce, Massimo Ranieri[N 44]. Antonio Casagrande, Angela Luce e Massimo Ranieri interpretano celebri sceneggiate napoletane.

  • 41° ciclo: 18 puntate, dal 5 novembre 1978 al 4 marzo 1979 (puntate 590–607)

Autori: Italo Terzoli ed Enrico Vaime. Collaborano ai testi Dino Verde e Bruno Broccoli. Regia: Umberto Orti. Conduttore: Gino Bramieri. Ospiti fissi: Gianni Agus, Lino Banfi, Raffaella Carrà, Giuliana Lojodice, i Matia Bazar, Walter Maestosi, Gigi Proietti, Aroldo Tieri[N 45]. Sigla di raccordo: Dai, dai, dai, cantata da Gino Bramieri. Personaggi: Il Mago della Garbatella (Proietti).

  • 42° ciclo: 18 puntate, dall'11 marzo all'8 luglio 1979 (puntate 608–625)

Autori: Italo Terzoli ed Enrico Vaime. Collaborano ai testi Dino Verde e Bruno Broccoli. Regia: Umberto Orti. Conduttore: Gino Bramieri. Ospiti fissi: Dee D. Jackson, Sandra Mondaini, Enrico Montesano, Francesco Mulè, Valeria Valeri[N 46].

PersonaggiModifica

Eleuterio e Sempre TuaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Caro bugiardo.

«Paolo Stoppa e Rina Morelli incarnano il disfacimento della coppia borghese. La famiglia allargata ancora non esisteva e le separazioni erano sconsigliate per motivi di decoro. In compenso esisteva già la doppia casa. Riferimenti non casuali, visto che nella vita i due inarrivabili attori rimasero insieme per quarant'anni, senza sposarsi, evitando persino di dividere lo stesso appartamento.»

(Dario Salvatori, 2008)

È stato lo sketch più celebre della storia del programma e l'unico andato avanti per quattro edizioni – nell'autunno del 1966, estate del 1967, inverno del 1970 e tra l'autunno del 1973 e l'inverno del 1974 – per 56 scenette complessive, scritto da Maurizio Jurgens e interpretato da Paolo Stoppa e Rina Morelli. Una trentina di anni più tardi, nel 2008 Dario Salvatori e i tre figli di Jurgens (Stefano, Gessica e Carlo) pubblicheranno un libro con le trascrizioni integrali degli sketch[9].

Dopo il primo ciclo di trasmissioni, nel settembre 1966 Maurizio Jurgens, ispirandosi al successo teatrale di Caro bugiardo di Jerome Kilty propose di far debuttare Paolo Stoppa e Rina Morelli insieme – la Morelli aveva partecipato da sola al ciclo precedente sempre col personaggio di Sempre Tua che passa le vacanze al mare scrivendo lettere al marito rimasto in città a lavorare – in uno sketch scritto su misura per loro, basato su questo lavoro che avevano già recitato nel 1961 in teatro e sul piccolo schermo nel 1963, ma ispirato anche, nelle dinamiche della vita coniugale, allo sceneggiato del 1960 Vita col padre e con la madre tratto dai romanzi Life with father e Life with mother di Howard Lindsay e Russel Crouse, dove interpretavano Clarence (Carlo) Day e sua moglie Vinnie, al centro di vicissitudini familiari, osservati dal figlio[10].

La prima messa in onda dello sketch radiofonico avvenne il 2 ottobre 1966, l'ultima il 3 marzo 1974. Una coppia della borghesia romana, Eleuterio (Stoppa) e Sempre Tua (Morelli) passavano la domenica insieme in continui battibecchi coloriti, caustici e talvolta impietosi, a metà strada tra ironia e sottili crudeltà; quando degenerano in litigio avveniva il consueto ritorno della moglie a casa della madre nel popolare quartiere di Trastevere, mentre il marito rimane in uno dei quartieri più esclusivi, quello dei Parioli. Nella realtà i due attori rimasero insieme per quarant'anni, dal 1936 al 1976 – la Morelli si era sposata nel 1932 con l'attore Gastone Ciapini e si separò dopo poco tempo – ma decisero di vivere in case separate[11].

A somiglianza del lavoro teatrale di Kilty, durante la settimana marito e moglie si scrivono ogni giorno lettere epistolari – le date che gli attori leggono sono le stesse precedenti e coincidenti la messa in onda della trasmissione – interrogandosi ogni volta sui motivi che hanno portato al clamoroso litigio e abbandono del tetto coniugale da parte della donna. Sempre Tua è di carattere sognante, con la testa tra le nuvole, un po' lunatica ma sempre pronta a imporre al marito nuove iniziative perlopiù suggerite prima dalla madre e poi, nell'ultimo ciclo del novembre 1973, da una sorellina petulante e invadente (ad esempio la culturizzazione delle masse). Invece Eleuterio è più concreto e sbrigativo, talvolta irascibile e offensivo (arriva a definire madre e sorellina "zampogna", "dinosauro", "Mostro di Loch-Ness" e altri epiteti similari) ma alla fine della settimana si rappacifica con la moglie poiché durante la sua assenza nel suo appartamento accadono sempre cose strane, ogni volta risolte prontamente dalla portinaia.

Nella seconda loro apparizione, durante l'estate del 1967, nel ciclo condotto da Raimondo Vianello, Sempre Tua si trova in vacanza all'Isola d'Elba mentre Eleuterio rimane in città, andandola a trovare durante il fine settimana, anche se la sostanza non cambia. Nella terza, messa in onda da gennaio ad aprile del 1970, si ritorna nelle loro abitazioni. La quarta, tra il novembre 1973 e il marzo 1974, fu anche quella conclusiva: quindici episodi dell'ultima serie nel 2015 sono stati immessi in rete da Rai Teche[12]. Qualche anno prima il canale radiofonico web della Rai Wr6 – oggi non più attivo – aveva diffuso una dozzina di trasmissioni integrali dello spettacolo radiofonico, tra cui quella del 6 gennaio 1974 dove Paolo Stoppa e Rina Morelli sono presenti[13]. Uno sketch di circa 11 minuti venne presentato anche in televisione, il 3 giugno 1967, nella nona puntata di Sabato sera[14].

Di seguito si riporta l'elenco e un breve riassunto degli sketch andati in onda, sia del personaggio di Sempre Tua nella sua apparizione durante il primo ciclo di trasmissioni (l'elenco è parziale) sia delle 56 scenette in coppia (tra parentesi la data di messa in onda).

Sempre Tua:

  • Il cocktail della stampa (14 agosto 1966)
  • La strana gelosia (21 agosto 1966)
  • La vecchia Bugatti (28 agosto 1966)
  • Il cabinato (4 settembre 1966)
  • Lo smoking (11 settembre 1966)
  • Gli extra sul conto (18 settembre 1966)
  • La festicciuola di ringraziamento (25 settembre 1966)

Eleuterio e Sempre Tua:

  • Il fiasco di vino (2 ottobre 1966)

Eleuterio, una volta rientrato a casa dal lavoro, sogna una cenetta prelibata, ma le pietanze che Sempre Tua gli ha preparato non sono proprio quelle da lui immaginate; per giunta, un fiasco di vino posto dalla moglie proprio in mezzo al tavolo, oltre a ricordargli la suocera, gli impedisce di vedere la televisione.

  • L'enciclopedia (9 ottobre 1966)

Eleuterio, dopo aver cenato, si mette a leggere un libro mentre Sempre Tua tenta di risolvere le parole crociate e si trova una definizione difficile da risolvere. Il marito non sa rispondere al quesito, e la invita a consultare la costosa enciclopedia in dieci volumi da poco acquistata. Sempre Tua, invece di sistemare i libri nella biblioteca, li ha piazzati nella credenza della cucina e, quando ha effettuato le pulizie, li ha sparpagliati sul pavimento.

  • La rapida telefonata (16 ottobre 1966)

Eleuterio, rincasato dal lavoro, aspetta una telefonata veloce ma importante e rimprovera a Sempre Tua che sua madre stia molto tempo attaccata all'apparecchio. Dopo alcuni falsi allarmi, quando finalmente il telefono squilla risponde ancora la suocera, che vuol parlare con la figlia. Eleuterio, adirato, si accinge a dirle ciò che pensa quando Sempre Tua gli sfila la cornetta e gliela sbatte sul sopracciglio.

  • Il pranzo (23 ottobre 1966)

Eleuterio, rientrato dal lavoro, vorrebbe pranzare ma Sempre Tua è in ritardo nel cucinarlo; il marito si immagina che lei gli abbia preparato un gustoso risotto alla milanese, ma la suocera ha suggerito a Sempre Tua che lui deve mettersi a dieta e quindi gli tocca un pasto dietetico, mentre la moglie si mette a mangiare le pietanze destinate al marito poiché, sempre secondo sua madre, risulta essere deperita e deve perciò nutrirsi.

  • Il sonnellino (30 ottobre 1966)

Eleuterio, dopo aver pranzato, vorrebbe appisolarsi sulla sua sedia pieghevole (denominata "Savonarola") ma Sempre Tua gli rammenta di continuo alcune scadenze dei pagamenti e di compleanni. Il marito, adirato per l'interruzione del sonnellino pomeridiano, vorrebbe avere un caffè e la donna, dopo aver minacciato di mettere il curaro nella bevanda, prende la sedia e alcuni vasi di fiori, scagliandoli contro la vetrata della finestra, riducendola in frantumi: la sedia pieghevole finisce sul marciapiede sottostante a pochi centimetri dalla portinaia.

  • La tazzina di caffé (6 novembre 1966)

Eleuterio, svegliatosi controvoglia alle sette del mattino per recarsi al lavoro, vorrebbe che Sempre Tua gli preparasse una tazzina di caffè ma la moglie inizia a domandare quale pietanza vorrebbe mangiare per pranzo. Lui inizia a metterle fretta e comincia ad apostrofare sua suocera con epiteti piuttosto coloriti. Per tutta risposta, Sempre Tua gli rovescia la bevanda sulla sua canottiera che ha indosso.

  • Il libro di Pirandello (13 novembre 1966)

Sempre Tua ha deciso di invitare sua madre a cena a casa loro poiché in televisione quella stessa sera trasmettono La giara di Luigi Pirandello e lei non può vederla poiché non possiede l'apparecchio televisivo. Eleuterio le ribadisce che non ha molto piacere di vederla, e che può tranquillamente portarle a casa sua il libro di Pirandello nella quale è riportata la novella narrata. Non perde occasione poi di offendere nuovamente la suocera, e la moglie gli scaglia addosso il libro colpendolo sulla testa.

  • La porta sbattuta (20 novembre 1966)

Eleuterio sveglia di prima mattina la moglie ancora appisolata sul letto poiché si è accorto che la camicia da lui prediletta è ancora da stirare mentre le altre, tutte orribili e dai colori improbabili, non tanto consone all'austerità del luogo di lavoro, mandate in tintoria tre mesi prima, non sono state ancora ritirate. Sempre Tua si accinge piuttosto di malavoglia a stirargliela quando alle ennesime offese di Eleuterio alla suocera, lei se ne va sbattendo la porta in faccia e colpendo il suo naso.

  • Il flacone di lacca (27 novembre 1966)

Eleuterio rincasa per il pranzo e la moglie, notato l'aumento del costo della vita, a ogni piatto che gli serve dice quanto le è costato facendo il paragone con i prodotti di bellezza che ha acquistato, tra cui una costosa lacca per capelli. Al marito passa l'appetito poiché le passa sempre una diaria mensile per la spesa e, una volta saputo che è stata la suocera ad avere quest'idea, cerca di fare giustizia sommaria cercando un oggetto contundente. Sempre Tua, preso il flacone, gli spruzza un getto di lacca sugli occhi.

  • Il fumo fa male (4 dicembre 1966)

Eleuterio dopo la cena si mette a riordinare i suoi documenti e non ritrova alcuni appunti. Diventa impaziente e Sempre Tua, leggendo l'articolo di un giornale ritagliato da sua madre, attribuisce la nevrosi del marito al vizio del fumo. Lui, arrivato al culmine, vorrebbe accendersi una sigaretta ma lei glielo impedisce. Preso un tagliacarte, la minaccia e in risposta la moglie le getta un piccolo quadro in testa.

  • La brocca d'acqua (11 dicembre 1966)

Eleuterio, prima di addormentarsi, vorrebbe leggere un libro giallo ma Sempre Tua lo interrompe di continuo con i pretesti più svariati. Alla fine, lei vuole che il marito gli fornisca una brocca colma di acqua da porre sul comodino. Lui esegue il suo ordine e a quel punto la situazione si capovolge: Sempre Tua si mette a leggere il libro mentre Eleuterio, sempre più adirato, desidera dormire.

  • Lo scarabocchio (18 dicembre 1966)

Il Natale si avvicina e Sempre Tua vuol fare un regalo a sua madre; acquista un televisore nuovo. Constatato che un investimento di Eleuterio è andato a buon fine, decide di pagarla con una cambiale intestata a quest'ultimo e, non riuscendo a imitare la sua scrittura, la firma con uno scarabocchio. Quando lui rientra dal lavoro riesce a scoprire l'inghippo.

  • Il Natale (25 dicembre 1966)

Siamo a Natale. Eleuterio, insolitamente gentile, vorrebbe passarlo con Sempre Tua all'insegna della tranquillità ma al cenone della vigilia hanno invitato i genitori di lei, attaccati alle consuete tradizioni. Entrambi hanno acquistato tutto ciò che serve per trascorrere il giorno di festa, e una volta insieme, nell'attesa dell'arrivo dei suoceri elencano le spese fatte, alcune delle quali doppie. Sketch conclusivo della prima stagione, è l'unico dell'intera saga a svolgersi in una sola giornata, dove non ci sono flashback e dove apparentemente non si bisticcia.

  • Dodici ostriche (2 luglio 1967)

Primo sketch della seconda stagione. Sempre Tua ha iniziato il trimestre di vacanza in un albergo all'Isola d'Elba e per festeggiare l'avvenimento invita una dozzina di amici conosciuti sul luogo ai quali fa dono di dodici ostriche, pescate direttamente sul luogo di origine e, per impreziosirle, fa aggiungere a ciascuna una perla di grande valore. Eleuterio, rimasto in città – il quale a malapena non riesce a cucinare neppure una minestra – una volta arrivato da lei scopre che le ostriche acquistate sono in realtà 120, perla inclusa, pagandole naturalmente sul suo conto. Tenta di fare giustizia sommaria con coltello e forchetta, ma lei rincara la dose acquistando altre 30 perle da mettere nella sua collana.

  • Le spigole vive (8 luglio 1967)

Sempre Tua fa partecipare Eleuterio, a sua insaputa, a una gara di pesca e, per fargli fare bella figura, affitta due motopescherecci con ciurma inclusa, i quali hanno già provveduto a pescare 75 spigole vive, utilizzando i soldi spediti per saldare la mensilità del soggiorno in albergo. Quando il consorte scopre tutto, vorrebbe scagliare contro la moglie una credenza, ma lei, per placarlo, decide di rimborsare personalmente una parte delle spese sostenute. Una volta arrivato il conto, si scopre che Sempre Tua ha pagato di suo soltanto gli ami per la pesca.

  • La rivieretta (16 luglio 1967)

Eleuterio spedisce i soldi alla moglie per prenotare la rivieretta dove abbronzarsi, ma Sempre Tua li utilizza per finanziare una festa di beneficenza con annesso concorso di bellezza. Le prime tre classificate, insieme ai loro accompagnatori, vinceranno un soggiorno all'albergo Rivieretta delle isole Hawaii. Al marito conferisce l'incarico di distributore dei biglietti alla cassa, ma Eleuterio, sempre più adirato, vorrebbe scagliarle addosso un tavolo. In seguito, grazie al titolare di un'agenzia di viaggi, si scopre che Sempre Tua ha acquistato due biglietti in più per le Hawaii, destinati ai suoi genitori.

  • L'anellino smarrito (23 luglio 1967)

Sempre Tua mentre si trova in spiaggia a fare le bagnature smarrisce un prezioso anellino con il brillante, che le donò sua madre anni prima, durante il fidanzamento con Eleuterio. Per ritrovarlo, ingaggia una squadra di palombari i quali, venuti apposta da Taranto, impiegano tre giorni per ripescarlo dai fondali. Eleuterio, quando viene a conoscenza delle nuove spese folli della moglie, si arrabbia. Una volta calmato, scopre che Sempre Tua aveva promesso ai palombari, oltre al costo dell'ingaggio, anche un premio supplementare di centomila lire.

  • Lo sci acquatico (30 luglio 1967)

Sempre Tua vuole dedicarsi allo sport dello sci acquatico e ingaggia un insegnante e un pilota di motoscafi fatti venire appositamente dalla Liguria. Quando Eleuterio, prima della cena, scopre i costi elevati di quella operazione, distrugge una cristalliera e il tavolo con rivestimento in vetro dell'albergo. In seguito si accorge che la moglie ha invitato anche i suoi genitori a constatare i progressi fatti in quella disciplina.

  • La festa da ballo (6 agosto 1967)

Sessanta cadetti dell'Accademia nautica in vacanza premio sono di passaggio con la nave scuola all'Elba e Sempre Tua, durante la loro sosta, viene invitata in visita al vascello. Per ricambiare, la donna organizza a spese di Eleuterio una festa da ballo nella sala da pranzo dell'albergo con cena fredda composta da vivande prelibate. Il marito tenta di gettarle addosso una cassapanca, e in seguito scopre un biglietto di ringraziamento dei cadetti con la fattura dell'orefice per i sessanta portachiavi d'argento personalizzati ordinati da Sempre Tua in ricordo della loro visita.

  • Il premio letterario (13 agosto 1967)

Sempre Tua, utilizzando i risparmi del libretto postale di Eleuterio, decide di organizzare un concorso letterario per gli ospiti dell'albergo, con il primo premio fissato a due milioni di lire. Quando il marito scopre la macchinazione, prende un set di coltelli da cucina per l'arrosto con l'intenzione di lanciarli addosso alla consorte. Più tardi scopre che Sempre Tua ha fatto stampare da un tipografo mille copie del libro scritto dal giovane vincitore del premio, per incoraggiarlo a proseguire.

  • Il bagno in piscina (20 agosto 1967)
  • Un po' di musica (27 agosto 1967)
  • La caccia al tesoro (3 settembre 1967)
  • La festa del mare (10 settembre 1967)
  • La serata d'addio (17 settembre 1967)
  • La crostata di visciole (24 settembre 1967)
  • Una cucchiaiata di ragù (18 gennaio 1970)
  • La lampadina (25 gennaio 1970)
  • Una sveglia che suona (1° febbraio 1970)
  • Un pizzico di sale (8 febbraio 1970)
  • Il ritratto di mammina (15 febbraio 1970)
  • Il vaso di Murano (22 febbraio 1970)
  • Una bottiglia di acqua di colonia (1° marzo 1970)
  • Prontezza di riflessi (8 marzo 1970)
  • Il tappeto spostato (15 marzo 1970)
  • Un elenco di nomi gettato in aria (22 marzo 1970)
  • La statuina di Sévres (29 marzo 1970)
  • La teiera rovesciata (5 aprile 1970)
  • La rubrica del telefono (4 novembre 1973)
  • Il centro storico (11 novembre 1973)
  • Il piano regolatore (18 novembre 1973)
  • La riforma sanitaria (25 novembre 1973)
  • L'inquinamento (2 dicembre 1973)
  • La ristrutturazione degli uffici (9 dicembre 1973)
  • L'austerity (16 dicembre 1973)
  • L'incremento delle zone depresse (23 dicembre 1973)
  • Il tempo libero (30 dicembre 1973)
  • La culturizzazione delle masse (6 gennaio 1974)
  • La tutela del paesaggio (13 gennaio 1974)
  • Il Mercato Comune (20 gennaio 1974)
  • La riforma burocratica interna (27 gennaio 1974)
  • La crisi energetica (3 febbraio 1974)
  • L'organizzazione zootecnica e agraria (10 febbraio 1974)
  • L'incremento del turismo (17 febbraio 1974)
  • Il potenziamento delle attività sportive (24 febbraio 1974)
  • L'economia interna (3 marzo 1974)

Il Conversevole della domenicaModifica

«È il Conversevole / della domenica / ma quanto chiacchera / ma quanto blatera»

(Dalla sigla di presentazione)

Il Conversevole della domenica è un personaggio apparso nel 26° ciclo della trasmissione, dal 5 novembre 1972 al 4 marzo 1973, per 18 trasmissioni. Interpretato da Gianrico Tedeschi, è un bislacco oratore che parla in maniera dotta e ricercata per un pubblico che lo comprende soltanto a tratti; pronuncia inoltre svarioni clamorosi. Nella trasmissione del 25 febbraio 1973, la penultima del ciclo, disquisisce sulla frase latina Est modus in rebus, attribuendola – erroneamente – a Marco Tullio Cicerone e Attilio Regolo e traducendola – stavolta correttamente – come "C'è una regola in ogni cosa". Tra improbabili citazioni si giunge al finale, quando attribuisce a Esopo, Plutarco e Svetonio – con tanto di frase latina totalmente inventata, «Inter rosas violasque lilium / eziam benestat nastantum / bonum volumus matri superiori» – i versi della filastrocca per bambini «Tra le rose e le viole / anche un giglio ci sta bene / noi vogliamo tanto bene / alla madre superiora»[15].

Marion GlacéModifica

«No, sono io, io che me ne vado, non mi meritate! La mia arte aspira ad alte vette! Ma ricordatevi, che con la mia dipartita voi perdete un usignolo, voi vi perdete una sirena, voi vi siete giocato Marion Glacé!»

(Il finale, invariato, di ogni singola scenetta)

Marion Glacé è un personaggio apparso nel 29° ciclo del programma, dal 4 novembre 1973 al 3 marzo 1974, per 18 trasmissioni. Interpretata da Monica Vitti, è una sciantosa napoletana, diva del varieté in fase declinante – anche se è più corretto definirlo Café chantant e quindi si può inquadrarlo storicamente tra il tramonto di questa forma di spettacolo e l'avvento dell'avanspettacolo, tra la fine degli anni Venti e l'inizio degli anni Trenta – che si affida a un fantasista internazionale e scalcinato impresario, don Fraffellicco III° – impersonato da Pietro De Vico – ed è seguita dal tuttofare Gennarino – interpretato da Mario Frera – all'occorrenza segretario, cameriere, suggeritore, chaperon ma soprattutto claquer; dovrebbe applaudire ogni volta che lei termina la sua interpretazione, ma il più delle volte i suoi interventi, non richiesti, arrivano al momento sbagliato e generalmente ogni volta che l'impresario, al colmo dell'esasperazione, straccia il suo contratto mandandola via.

In principio i tre tentano di mettere in scena spettacoli di genere diverso, ma si rivelano fallimentari e la donna a quel punto cerca di trovare pretendenti e ammiratori più o meno facoltosi – i quali spesso non compaiono in voce, tranne in alcuni casi, impersonati da Gilberto Mazzi – che siano in grado di farla uscire dalla condizione precaria nella quale si trova. Anche questi tentativi, però, sono destinati all'insuccesso e allora adotta uno stratagemma: ruba sempre qualche cosa dal suo impresario, ormai diventato suo amico – che per questo la soprannomina Teresa la ladra – facendolo naturalmente ritrovare, per proporgli un nuovo ingaggio, oppure lo trascina come suo complice nei tentativi di conquista, e infine consigliere su clamorose vincite o inaspettati guadagni, nel quale però i compiti maggiori toccano sempre a lui, poiché la donna, che si sente ancora una "diva" o "stella" del varieté, non può abbassarsi a simili gravose fatiche, cercando di tenersi con astuzia sempre innalzata su un piedistallo.

Insieme a quello di Pappagone, è l'unico sketch della trasmissione che ha una doppia sigla specifica, sia quella consueta per l'attrice sia per il personaggio; quest'ultima viene ripetuta alla fine di ogni scenetta e solo alla prima puntata della serie viene eseguita anche all'inizio.

Di seguito sono indicati i titoli degli sketch (l'elenco è parziale, ne mancano tre) e le date di messa in onda.

  • Marion Glacé e il provino (4 novembre 1973)
  • Marion Glacé e il debutto (11 novembre 1973)
  • Marion Glacé e la Rivoluzione francese (18 novembre 1973)
  • Marion Glacé e la sceneggiata (25 novembre 1973)
  • Marion Glacé e il dramma degli emigranti (2 dicembre 1973)
  • Marion Glacé e la storia d'amore e di coltello (9 dicembre 1973)
  • Marion Glacé e l'entrata in scena (16 dicembre 1973)
  • Marion Glacé e il salotto letterario (23 dicembre 1973)
  • Marion Glacé e il piantatore brasiliano (30 dicembre 1973)
  • Marion Glacé e il lord inglese (6 gennaio 1974)
  • Marion Glacé e il barone prussiano (13 gennaio 1974)
  • Marion Glacé e la quaterna al lotto (20 gennaio 1974)
  • Marion Glacé e il commendatore milanese (27 gennaio 1974)
  • Marion Glacé e l'eredità dello zio (3 febbraio 1974)
  • Marion Glacé e la polizza contro gli infortuni (17 febbraio 1974)

NoteModifica

EsplicativeModifica

  1. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 27 del 3/7/1966 (puntata n. 1), n. 28 del 10/7 (n. 2), n. 29 del 17/7 (n. 3), n. 30 del 24/7 (n. 4), n. 31 del 31/7 (n. 5), n. 32 del 7/8 (n. 6), n. 33 del 14/8 (n. 7), n. 34 del 21/8 (n. 8), n. 35 del 28/8 (n. 9), n. 36 del 4/9 (n. 10), n. 37 dell'11/9 (n. 11), n. 38 del 18/9 (n. 12) e n. 39 del 25/9/1966 (n. 13), tutti usciti in edicola.
  2. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 40 del 2/10/1966 (puntata n. 14), n. 41 del 9/10 (n. 15), n. 42 del 16/10 (n. 16), n. 43 del 23/10 (n. 17), n. 44 del 30/10 (n. 18), n. 45 del 6/11 (n. 19), n. 46 del 13/11 (n. 20), n. 47 del 20/11 (n. 21), n. 48 del 27/11 (n. 22), n. 49 del 4/12 (n. 23), n. 50 dell'11/12 (n. 24), n. 51 del 18/12 (n. 25) e n. 52 del 25/12/1966 (n. 26), tutti usciti in edicola.
  3. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 1 del 1/1/1967 (puntata n. 27), n. 2 dell'8/1 (n. 28), n. 3 del 15/1 (n. 29), n. 4 del 22/1 (n. 30), n. 5 del 29/1 (n. 31), n. 6 del 5/2 (n. 32), n. 7 del 12/2 (n. 33), n. 8 del 19/2 (n. 34), n. 9 del 26/2 (n. 35), n. 10 del 5/3 (n. 36), n. 11 dell'12/3 (n. 37), n. 12 del 19/3 (n. 38) e n. 13 del 26/3/1967 (n. 39), tutti usciti in edicola.
  4. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 14 del 2/4/1967 (puntata n. 40), n. 15 del 9/4 (n. 41), n. 16 del 16/4 (n. 42), n. 17 del 23/4 (n. 43), n. 18 del 30/4 (n. 44), n. 19 del 7/5 (n. 45), n. 20 del 14/5 (n. 46), n. 21 del 21/5 (n. 47), n. 22 del 28/5 (n. 48), n. 23 del 4/6 (n. 49), n. 24 dell'11/6 (n. 50), n. 25 del 18/6 (n. 51) e n. 26 del 25/6/1967 (n. 52), tutti usciti in edicola.
  5. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 27 del 2/7/1967 (puntata n. 53), n. 28 del 9/7 (n. 54), n. 29 del 16/7 (n. 55), n. 30 del 23/7 (n. 56), n. 31 del 30/7 (n. 57), n. 32 del 6/8 (n. 58), n. 33 del 13/8 (n. 59), n. 34 del 20/8 (n. 60), n. 35 del 27/8 (n. 61), n. 36 del 3/9 (n. 62), n. 37 del 10/9 (n. 63), n. 38 del 17/9 (n. 64) e n. 39 del 24/9/1967 (n. 65), tutti usciti in edicola.
  6. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 40 del 1/10/1967 (puntata n. 66), n. 41 dell'8/10 (n. 67), n. 42 del 15/10 (n. 68), n. 43 del 22/10 (n. 69), n. 44 del 29/10 (n. 70), n. 45 del 5/11 (n. 71), n. 46 del 12/11 (n. 72), n. 47 del 19/11 (n. 73), n. 48 del 26/11 (n. 74), n. 49 del 3/12 (n. 75), n. 50 del 10/12 (n. 76), n. 51 del 17/12 (n. 77) e n. 52 del 24/12/1967 (n. 78), tutti usciti in edicola.
  7. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 1 del 31/12/1967 (puntata n. 79), n. 2 del 7/1/1968 (n. 80), n. 3 del 14/1 (n. 81), n. 4 del 21/1 (n. 82), n. 5 del 28/1 (n. 83), n. 6 del 4/2 (n. 84), n. 7 dell'11/2 (n. 85), n. 8 del 18/2 (n. 86), n. 9 del 25/2 (n. 87), n. 10 del 3/3 (n. 88), n. 11 del 10/3 (n. 89), n. 12 del 17/3 (n. 90), n. 13 del 24/3 (n. 91) e n. 14 del 31/3/1968 (n. 92), tutti usciti in edicola.
  8. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 15 del 7/4/1968 (puntata n. 93), n. 16 del 14/4 (n. 94), n. 17 del 21/4 (n. 95), n. 18 del 28/4 (n. 96), n. 19 del 5/5 (n. 97), n. 20 del 12/5 (n. 98), n. 21 del 19/5 (n. 99), n. 22 del 26/5 (n. 100), n. 23 del 2/6 (n. 101), n. 24 del 9/6 (n. 102), n. 25 del 16/6 (n. 103), n. 26 del 23/6 (n. 104) e n. 27 del 30/6/1968 (n. 105), tutti usciti in edicola.
  9. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 28 del 7/7/1968 (puntata n. 106), n. 29 del 14/7 (n. 107), n. 30 del 21/7 (n. 108), n. 31 del 28/7 (n. 109), n. 32 del 4/8 (n. 110), n. 33 dell'11/8 (n. 111), n. 34 del 18/8 (n. 112), n. 35 del 25/8 (n. 113), n. 36 del 1/9 (n. 114), n. 37 dell'8/9 (n. 115), n. 38 del 15/9 (n. 116), n. 39 del 22/9 (n. 117) e n. 40 del 29/9/1968 (n. 118), tutti usciti in edicola.
  10. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 41 del 6/10/1968 (puntata n. 119), n. 42 del 13/10 (n. 120), n. 43 del 20/10 (n. 121), n. 44 del 27/10 (n. 122), n. 45 del 3/11 (n. 123), n. 46 del 10/11 (n. 124), n. 47 del 17/11 (n. 125), n. 48 del 24/11 (n. 126), n. 49 del 1/12 (n. 127), n. 50 dell'8/12 (n. 128), n. 51 del 15/12 (n. 129), n. 52 del 22/12 (n. 130) e n. 53 del 29/12/1968 (n. 131), tutti usciti in edicola.
  11. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 1 del 5/1/1969 (puntata n. 132), n. 2 del 12/1 (n. 133), n. 3 del 19/1 (n. 134), n. 4 del 26/1 (n. 135), n. 5 del 2/2 (n. 136), n. 6 del 9/2 (n. 137), n. 7 del 16/2 (n. 138), n. 8 del 23/2 (n. 139), n. 9 del 2/3 (n. 140), n. 10 del 9/3 (n. 141), n. 11 del 16/3 (n. 142) e n. 12 del 23/3/1969 (n. 143), tutti usciti in edicola.
  12. ^ Sordi presentò entrambi i personaggi in questo ciclo di trasmissioni – Mario Pio tra il 5 gennaio e il 9 febbraio 1969, il conte Claro tra il 16 febbraio e il 23 marzo 1969 per sei sketch ciascuno – verosimilmente a causa dei suoi molteplici impegni cinematografici.
  13. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 13 del 30/03/1969 (puntata n. 144) n. 14 del 6/4 (n. 145), n. 15 del 13/4 (n. 146), n. 16 del 20/4 (n. 147), n. 17 del 27/4 (n. 148), n. 18 del 4/5 (n. 149), n. 19 dell'11/5 (n. 150), n. 20 del 18/5 (n. 151), n. 21 del 25/5 (n. 152), n. 22 del 1/6 (n. 153), n. 23 dell'8/6 (n. 154), n. 24 del 15/6 (n. 155), n. 25 del 22/6 (n. 156) e n. 26 del 29/6/1969 (n. 157), tutti usciti in edicola.
  14. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 27 del 6/7/1969 (puntata n. 158), n. 28 del 13/7 (n. 159), n. 29 del 20/7 (n. 160), n. 30 del 27/7 (n. 161), n. 31 del 3/8 (n. 162), n. 32 del 10/8 (n. 163), n. 33 del 17/8 (n. 164), n. 34 del 24/8 (n. 165), n. 35 del 31/8 (n. 166), n. 36 del 7/9 (n. 167), n. 37 del 14/9 (n. 168), n. 38 del 21/9 (n. 169) e n. 39 del 28/9/1969 (n. 170), tutti usciti in edicola.
  15. ^ Lo sfasamento nel ciclo trimestrale – che doveva concludersi il 28 dicembre 1969 – si verificò in quanto il 2 novembre 1969, giorno dei defunti, la trasmissione non andò in onda, mentre la puntata del 14 dicembre 1969 non venne anch'essa trasmessa per il lutto nazionale decretato a seguito della strage di piazza Fontana a Milano. Le due puntate non trasmesse vennero mandate in onda nelle domeniche immediatamente successive. Per recuperare, nei due cicli seguenti vennero mandate in onda 12 trasmissioni.
  16. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 40 del 5/10/1969 (puntata n. 171), n. 41 del 12/10 (n. 172), n. 42 del 19/10 (n. 173), n. 43 del 26/10 (n. 174), n. 44 del 2/11 (non trasmessa), n. 45 del 9/11 (n. 175), n. 46 del 16/11 (n. 176), n. 47 del 23/11 (n. 177), n. 48 del 30/11 (n. 178), n. 49 del 7/12 (n. 179), n. 50 del 14/12 (non trasmessa), n. 51 del 21/12 (n. 180), n. 52 del 28/12/1969 (n. 181), n. 1 del 4/1/1970 (n. 182) e n. 2 dell'11/1/1970 (n. 183), tutti usciti in edicola.
  17. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 3 del 18/1/1970 (puntata n. 184), n. 4 del 25/1 (n. 185), n. 5 del 1/2 (n. 186), n. 6 dell'8/2 (n. 187), n. 7 del 15/2 (n. 188), n. 8 del 22/2 (n. 189), n. 9 del 1/3 (n. 190), n. 10 dell'8/3 (n. 191), n. 11 del 15/3 (n. 192), n. 12 del 22/3 (n. 193), n. 13 del 29/3 (n. 194) e n. 14 del 5/4/1970 (n. 195), tutti usciti in edicola.
  18. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 15 del 12/4/1970 (puntata n. 196), n. 16 del 19/4 (n. 197), n. 17 del 26/4 (n. 198), n. 18 del 3/5 (n. 199), n. 19 del 10/5 (n. 200), n. 20 del 17/5 (n. 201), n. 21 del 24/5 (n. 202), n. 22 del 31/5 (n. 203), n. 23 del 7/6 (n. 204), n. 24 del 14/6 (n. 205), n. 25 del 21/6 (n. 206) e n. 26 del 28/6/1970 (n. 207), tutti usciti in edicola.
  19. ^ Originariamente era prevista la partecipazione di Walter Chiari, poi sostituito da Buzzanca. Chiari tornerà ospite fisso della trasmissione il 5 novembre 1972, nel 26° ciclo, per poi condurla nuovamente in due edizioni nel 1974 e nel 1975.
  20. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 27 del 5/7/1970 (puntata n. 208), n. 28 del 12/7 (n. 209), n. 29 del 19/7 (n. 210), n. 30 del 26/7 (n. 211), n. 31 del 2/8 (n. 212), n. 32 del 9/8 (n. 213), n. 33 del 16/8 (n. 214), n. 34 del 23/8 (n. 215), n. 35 del 30/8 (n. 216), n. 36 del 6/9 (n. 217), n. 37 del 13/9 (n. 218), n. 38 del 20/9 (n. 219) e n. 39 del 27/9/1970 (n. 220), tutti usciti in edicola.
  21. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 40 del 4/10/1970 (puntata n. 221), n. 41 dell'11/10 (n. 222), n. 42 del 18/10 (n. 223), n. 43 del 25/10 (n. 224), n. 44 del 1/11 (n. 225), n. 45 dell'8/11 (n. 226), n. 46 del 15/11 (n. 227), n. 47 del 22/11 (n. 228), n. 48 del 29/11 (n. 229), n. 49 del 6/12 (n. 230), n. 50 del 13/12 (n. 231), n. 51 del 20/12 (n. 232) e n. 52 del 27/12/1970 (n. 233), tutti usciti in edicola.
  22. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 1 del 3/1/1971 (puntata n. 234), n. 2 del 10/1 (n. 235), n. 3 del 17/1 (n. 236), n. 4 del 24/1 (n. 237), n. 5 del 31/1 (n. 238), n. 6 del 7/2 (n. 239), n. 9 del 28/2 (n. 242), n. 10 del 7/3 (n. 243), n. 11 del 14/3 (n. 244), n. 12 del 21/3 (n. 245) e n. 13 del 28/3/1971 (n. 246), usciti in edicola. I fascicoli n. 7 del 14/2 (n. 240) e n. 8 del 21/2 (n. 241) non uscirono nelle edicole per uno sciopero dei poligrafici.
  23. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 14 del 4/4/1971 (puntata n. 247), n. 15 dell'11/4 (n. 248), n. 16 del 18/4 (n. 249), n. 17 del 25/4 (n. 250), n. 18 del 2/5 (n. 251), n. 19 del 9/5 (n. 252), n. 20 del 16/5 (n. 253), n. 21 del 23/5 (n. 254), n. 22 del 30/5 (n. 255), n. 23 del 6/6 (n. 256), n. 24 del 13/6 (n. 257), n. 25 del 20/6 (n. 258) e n. 26 del 27/6/1971 (n. 259), tutti usciti in edicola.
  24. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 27 del 4/7/1971 (puntata n. 260), n. 28 dell'11/7 (n. 261), n. 29 del 18/7 (n. 262), n. 30 del 25/7 (n. 263), n. 31 del 1/8 (n. 264), n. 32 dell'8/8 (n. 265), n. 33 del 15/8 (n. 266), n. 34 del 22/8 (n. 267), n. 35 del 29/8 (n. 268), n. 36 del 5/9 (n. 269), n. 37 del 12/9 (n. 270), n. 38 del 19/9 (n. 271) e n. 39 del 26/9/1971 (n. 272), tutti usciti in edicola.
  25. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 40 del 3/10/1971 (puntata n. 273), n. 41 del 10/10 (n. 274), n. 42 del 17/10 (n. 275), n. 43 del 24/10 (n. 276), n. 44 del 31/10 (n. 277), n. 45 del 7/11 (n. 278), n. 46 del 14/11 (n. 279), n. 47 del 21/11 (n. 280), n. 48 del 28/11 (n. 281), n. 49 del 5/12 (n. 282), n. 50 del 12/12 (n. 283), n. 51 del 19/12 (n. 284) e n. 52 del 26/12/1971 (n. 285), tutti usciti in edicola.
  26. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 1 del 2/1/1972 (puntata n. 286), n. 2 del 9/1 (n. 287), n. 3 del 16/1 (n. 288), n. 4 del 23/1 (n. 289), n. 5 del 30/1 (n. 290), n. 6 del 6/2 (n. 291), n. 7 del 13/2 (n. 292), n. 8 del 20/2 (n. 293), n. 9 del 27/2 (n. 294), n. 10 del 5/3 (n. 295), n. 11 del 12/3 (n. 296), n. 12 del 19/3 (n. 297) e n. 13 del 26/3/1972 (n. 298), tutti usciti in edicola.
  27. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 14 del 2/4/1972 (puntata n. 299), n. 15 del 9/4 (n. 300), n. 16 del 16/4 (n. 301), n. 17 del 23/4 (n. 302), n. 18 del 30/4 (n. 303), n. 19 del 7/5 (n. 304), n. 20 del 14/5 (n. 305), n. 21 del 21/5 (n. 306), n. 22 del 28/5 (n. 307), n. 23 del 4/6 (n. 308), n. 24 dell'11/6 (n. 309), n. 25 del 18/6 (n. 310) e n. 26 del 25/6/1972 (n. 311), tutti usciti in edicola.
  28. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 27 del 2/7/1972 (puntata n. 312), n. 28 del 9/7 (n. 313), n. 29 del 16/7 (n. 314), n. 30 del 23/7 (n. 315), n. 31 del 30/7 (n. 316), n. 32 del 6/8 (n. 317), n. 33 del 13/8 (n. 318), n. 34 del 20/8 (n. 319), n. 35 del 27/8 (n. 320), n. 36 del 3/9 (n. 321), n. 37 del 10/9 (n. 322), n. 38 del 17/9 (n. 323), n. 39 del 24/9 (n. 324), n. 40 del 1/10 (n. 325), n. 41 dell'8/10 (n. 326), n. 42 del 15/10 (n. 327), n. 43 del 22/10 (n. 328) e n. 44 del 29/10/1972 (n. 329), tutti usciti in edicola.
  29. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 45 del 5/11/1972 (puntata n. 330), n. 46 del 12/11 (n. 331), n. 47 del 19/11 (n. 332), n. 48 del 26/11 (n. 333), n. 49 del 3/12 (n. 334), n. 50 del 10/12 (n. 335), n. 51 del 17/12 (n. 336), n. 52 del 24/12/1972 (n. 337), n. 3 del 14/1/1973 (n. 340), n. 6 del 4/2 (n. 343), n. 7 dell'11/2 (n. 344), n. 9 del 25/2 (n. 346) e n. 10 del 4/3/1973 (n. 347), tutti usciti. I fascicoli n. 1 del 31/12/1972 (n. 338), n. 2 del 7/1/1973 (n. 339), n. 4 del 21/1 (n. 341), n. 5 del 28/1 (n. 342) e n. 8 del 18/2/1973 (n. 345) non uscirono nelle edicole per uno sciopero dei poligrafici.
  30. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 11 dell'11/3/1973 (puntata n. 348), n. 12 del 18/3 (n. 349), n. 13 del 25/3 (n. 350), n. 14 del 1/4 (n. 351), n. 15 dell'8/4 (n. 352), n. 16 del 15/4 (n. 353), n. 17 del 22/4 (n. 354), n. 18 del 29/4 (n. 355), n. 19 del 6/5 (n. 356), n. 20 del 13/5 (n. 357), n. 21 del 20/5 (n. 358), n. 22 del 27/5 (n. 359), n. 23 del 3/6 (n. 360), n. 24 del 10/6 (n. 361), n. 25 del 17/6 (n. 362) e n. 26 del 24/6/1973 (n. 363), tutti usciti in edicola.
  31. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 27 del 1/7/1973 (puntata n. 364), n. 28 dell'8/7 (n. 365), n. 29 del 15/7 (n. 366), n. 30 del 22/7 (n. 367), n. 31 del 29/7 (n. 368), n. 32 del 5/8 (n. 369), n. 33 del 12/8 (n. 370), n. 34 del 19/8 (n. 371), n. 35 del 26/8 (n. 372), n. 36 del 2/9 (n. 373), n. 37 del 9/9 (n. 374), n. 38 del 16/9 (n. 375), n. 39 del 23/9 (n. 376), n. 40 del 30/9 (n. 377), n. 41 del 7/10 (n. 378), n. 42 del 14/10 (n. 379), n. 43 del 21/10 (n. 380) e n. 44 del 28/10/1973 (n. 381), tutti usciti in edicola.
  32. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 45 del 4/11/1973 (puntata n. 382), n. 46 dell'11/11 (n. 383), n. 47 del 18/11 (n. 384), n. 48 del 25/11 (n. 385), n. 49 del 2/12 (n. 386), n. 50 del 9/12 (n. 387), n. 51 del 16/12 (n. 388), n. 52 del 23/12 (n. 389), n. 1 del 30/12/1973 (n. 390), n. 2 del 6/1/1974 (n. 391), n. 3 del 13/1 (n. 392), n. 4 del 20/1 (n. 393), n. 5 del 27/1 (n. 394), n. 6 del 3/2 (n. 395), n. 7 del 10/2 (n. 396), n. 8 del 17/2 (n. 397), n. 9 del 24/2 (n. 398) e n. 10 del 3/3/1974 (n. 399), tutti usciti in edicola.
  33. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 11 del 10/3/1974 (puntata n. 400), n. 12 del 17/3 (n. 401), n. 13 del 24/3 (n. 402), n. 14 del 31/3 (n. 403), n. 15 del 7/4 (n. 404), n. 16 del 14/4 (n. 405), n. 17 del 21/4 (n. 406), n. 18 del 28/4 (n. 407), n. 19 del 6/5 (n. 408), n. 20 del 12/5 (n. 409), n. 21 del 19/5 (n. 410), n. 22 del 26/5 (n. 411), n. 23 del 2/6 (n. 412), n. 24 del 9/6 (n. 413), n. 25 del 16/6 (n. 414), n. 26 del 23/6 (n. 415), n. 27 del 30/6 (n. 416) e n. 28 del 7/7/1974 (n. 417), tutti usciti in edicola.
  34. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 29 del 14/7/1974 (puntata n. 418), n. 30 del 21/7 (n. 419), n. 31 del 28/7 (n. 420), n. 32 del 4/8 (n. 421), n. 33 dell'11/8 (n. 422), n. 34 del 18/8 (n. 423), n. 35 del 25/8 (n. 424), n. 36 del 1/9 (n. 425), n. 37 dell'8/9 (n. 426), n. 38 del 15/9 (n. 427), n. 39 del 22/9 (n. 428), n. 40 del 29/9 (n. 429), n. 41 del 6/10 (n. 430), n. 42 del 13/10 (n. 431), n. 43 del 20/10 (n. 432) e n. 44 del 27/10/1974 (n. 433), tutti usciti in edicola.
  35. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 45 del 3/11/1974 (puntata n. 434), n. 46 del 10/11 (n. 435), n. 47 del 17/11 (n. 436), n. 48 del 24/11 (n. 437), n. 49 del 1/12 (n. 438), n. 50 dell'8/12 (n. 439), n. 51 del 15/12 (n. 440), n. 52 del 22/12 (n. 441), n. 1 del 29/12/1974 (n. 442), n. 2 del 5/1/1975 (n. 443), n. 3 del 12/1 (n. 444), n. 4 del 19/1 (n. 445), n. 5 del 26/1 (n. 446), n. 7 del 9/2 (n. 448), n. 8 del 16/2 (n. 449), n. 9 del 23/2 (n. 450) e n. 10 del 2/3/1975 (n. 451), tutti usciti. Il fascicolo n. 6 del 2/2/1975 (n. 447) non uscì nelle edicole per uno sciopero dei poligrafici.
  36. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 11 del 9/3/1975 (puntata n. 452), n. 12 del 16/3 (n. 453), n. 13 del 23/3 (n. 454), n. 14 del 30/3 (n. 455), n. 15 del 6/4 (n. 456), n. 16 del 13/4 (n. 457), n. 17 del 20/4 (n. 458), n. 18 del 27/4 (n. 459), n. 19 del 4/5 (n. 460), n. 20 dell'11/5 (n. 461), n. 21 del 18/5 (n. 462), n. 22 del 25/5 (n. 463), n. 23 del 1/6 (n. 464), n. 24 dell'8/6 (n. 465), n. 25 del 15/6 (n. 466), n. 26 del 22/6 (n. 467), n. 27 del 29/6 (n. 468), e n. 28 del 6/7/1975 (n. 469), tutti usciti in edicola.
  37. ^ Il 2 novembre 1975, giorno dei defunti, il programma non venne trasmesso.
  38. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 29 del 13/7/1975 (puntata n. 470), n. 30 del 20/7 (n. 471), n. 31 del 27/7 (n. 472), n. 32 del 3/8 (n. 473), n. 33 del 10/8 (n. 474), n. 34 del 17/8 (n. 475), n. 35 del 24/8 (n. 476), n. 36 del 31/8 (n. 477), n. 37 del 7/9 (n. 478), n. 38 del 14/9 (n. 479), n. 39 del 21/9 (n. 480), n. 40 del 28/9 (n. 481), n. 41 del 5/10 (n. 482), n. 42 del 12/10 (n. 483), n. 43 del 19/10 (n. 484), n. 44 del 26/10 (n. 485) e n. 45 del 2/11/1975 (non trasmessa), tutti usciti in edicola.
  39. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 46 del 9/11/1975 (puntata n. 486), n. 47 del 16/11 (n. 487), n. 48 del 23/11 (n. 488), n. 49 del 30/11 (n. 489), n. 50 del 7/12 (n. 490), n. 51 del 14/12 (n. 491), n. 52 del 21/12 (n. 492), n. 53 del 28/12/1975 (n. 493), n. 1 del 4/1/1976 (n. 494), n. 2 dell'11/1 (n. 495), n. 3 del 18/1 (n. 496), n. 4 del 25/1 (n. 497), n. 5 del 1/2 (n. 498), n. 6 dell'8/2 (n. 499), n. 7 del 15/2 (n. 500), n. 8 del 22/2 (n. 501), n. 9 del 29/2 (n. 502) e n. 10 del 7/3/1976 (n. 503), tutti usciti in edicola.
  40. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 11 del 14/3/1976 (puntata n. 504), n. 12 del 21/3 (n. 505), n. 13 del 28/3 (n. 506), n. 14 del 4/4 (n. 507), n. 15 dell'11/4 (n. 508), n. 16 del 18/4 (n. 509), n. 17 del 25/4 (n. 510), n. 18 del 2/5 (n. 511), n. 19 del 9/5 (n. 512), n. 20 del 16/5 (n. 513), n. 21 del 23/5 (n. 514), n. 22 del 30/5 (n. 515), n. 23 del 6/6 (n. 516), n. 24 del 13/6 (n. 517), n. 25 del 20/6 (n. 518) e n. 26 del 27/6/1976 (n. 519), tutti usciti in edicola.
  41. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 27 del 4/7/1976 (puntata n. 520), n. 28 dell'11/7 (n. 521), n. 29 del 18/7 (n. 522), n. 30 del 25/7 (n. 523), n. 31 del 1/8 (n. 524), n. 32 dell'8/8 (n. 525), n. 33 del 15/8 (n. 526), n. 34 del 22/8 (n. 527), n. 35 del 29/8 (n. 528), n. 36 del 5/9 (n. 529), n. 37 del 12/9 (n. 530), n. 38 del 19/9 (n. 531), n. 39 del 26/9 (n. 532), n. 40 del 3/10 (n. 533), n. 41 del 10/10 (n. 534), n. 42 del 17/10 (n. 535), n. 43 del 24/10 (n. 536) e n. 44 del 31/10/1976 (n. 537), tutti usciti in edicola.
  42. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 45 del 6/11/1977 (puntata n. 538), n. 46 del 13/11 (n. 539), n. 47 del 20/11 (n. 540), n. 48 del 27/11 (n. 541), n. 49 del 4/12 (n. 542), n. 50 dell'11/12 (n. 543), n. 51 del 18/12 (n. 544), n. 52 del 25/12/1977 (n. 545), n. 1 del 1/1/1978 (n. 546), n. 2 dell'8/1 (n. 547), n. 3 del 15/1 (n. 548), n. 4 del 22/1 (n. 549), n. 5 del 29/1 (n. 550), n. 6 del 5/2 (n. 551), n. 7 del 12/2 (n. 552), n. 8 del 19/2 (n. 553), n. 9 del 26/2 (n. 554) e n. 10 del 5/3/1978 (n. 555), tutti usciti in edicola.
  43. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 11 del 12/3/1978 (puntata n. 556), n. 12 del 19/3 (n. 557), n. 13 del 26/3 (n. 558), n. 14 del 2/4 (n. 559), n. 15 del 9/4 (n. 560), n. 16 del 16/4 (n. 561), n. 17 del 23/4 (n. 562), n. 18 del 30/4 (n. 563), n. 19 del 7/5 (n. 564), n. 20 del 14/5 (n. 565), n. 21 del 21/5 (n. 566), n. 22 del 28/5 (n. 567), n. 23 del 4/6 (n. 568), n. 24 dell'11/6 (n. 569), n. 25 del 18/6 (n. 570) e n. 26 del 25/6/1978 (n. 571), tutti usciti in edicola.
  44. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 27 del 2/7/1978 (puntata n. 572), n. 28 del 9/7 (n. 573), n. 29 del 16/7 (n. 574), n. 30 del 23/7 (n. 575), n. 31 del 30/7 (n. 576), n. 32 del 6/8 (n. 577), n. 33 del 13/8 (n. 578), n. 34 del 20/8 (n. 579), n. 35 del 27/8 (n. 580), n. 36 del 3/9 (n. 581), n. 37 del 10/9 (n. 582), n. 38 del 17/9 (n. 583), n. 39 del 24/9 (n. 584), n. 40 del 1/10 (n. 585), n. 41 dell'8/10 (n. 586), n. 42 del 15/10 (n. 587), n. 43 del 22/10 (n. 588) e n. 44 del 29/10/1978 (n. 589), tutti usciti in edicola.
  45. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 45 del 5/11/1978 (puntata n. 590), n. 46 del 12/11 (n. 591), n. 47 del 19/11 (n. 592), n. 48 del 26/11 (n. 593), n. 49 del 3/12 (n. 594), n. 50 del 10/12 (n. 595), n. 51 del 17/12 (n. 596), n. 52 del 24/12 (n. 597), n. 1 del 31/12/1978 (n. 598), n. 2 del 7/1/1979 (n. 599), n. 3 del 14/1 (n. 600), n. 4 del 21/1 (n. 601), n. 5 del 28/1 (n. 602), n. 6 del 4/2 (n. 603), n. 7 dell'11/2 (n. 604), n. 8 del 18/2 (n. 605), n. 9 del 25/2 (n. 606) e n. 10 del 4/3/1979 (n. 607), tutti usciti in edicola.
  46. ^ Fascicoli del Radiocorriere Tv n. 11 dell'11/3/1979 (puntata n. 608), n. 12 del 18/3 (n. 609), n. 13 del 25/3 (n. 610), n. 14 del 1/4 (n. 611), n. 15 dell'8/4 (n. 612), n. 17 del 22/4 (n. 614), n. 18 del 29/4 (n. 615), n. 19 del 6/5 (n. 616), n. 20 del 13/5 (n. 617), n. 21 del 20/5 (n. 618), n. 22 del 27/5 (n. 619), n. 23 del 3/6 (n. 620), n. 24 del 10/6 (n. 621), n. 25 del 17/6 (n. 622), n. 26 del 24/6 (n. 623), n. 27 del 1/7 (n. 624) e n. 28 dell'8/7/1979 (n. 625), tutti usciti. Il fascicolo n. 16 del 15/4/1979 (n. 613) non uscì nelle edicole per uno sciopero dei giornalisti.

RiferimentiModifica

  1. ^ Gran varietà – Puntata integrale del 25 marzo 1973 (MP3), su radio.rai.it. URL consultato il 15 maggio 2020.
  2. ^ Trasmettiamo per voi Gran Varietà, su radio.rai.it. URL consultato il 27 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2013).
  3. ^ Sigla d'apertura di Gran varietà della 3° stagione (gennaio-marzo 1967), su rai.it. URL consultato il 23 luglio 2020.
  4. ^ Giancarlo Leone, I 90 anni della radio: Gran varietà – uno dei programmi più amati e seguiti della storia della radio, su Marida Caterini, 23 agosto 2014. URL consultato l'11 maggio 2020.
  5. ^ Su Radiodue parte Quel famoso Gran Varietà, su www1.adnkronos.com, 2 aprile 1994. URL consultato l'11 giugno 2020.
  6. ^ Carlo Ciavoni, In Sala A rimpiangendo Gran varietà, su la Repubblica, 6 gennaio 1997. URL consultato l'11 maggio 2020.
  7. ^ Giancarlo Leone, Carlo Conti risponde al nostro appello: Gran varietà tornerà su Radio 2, su maridacaterini.it, 7 luglio 2016. URL consultato l'11 maggio 2020.
  8. ^ Gran varietà – Puntata integrale dell'11 marzo 1973 (MP3), su radio.rai.it. URL consultato il 15 maggio 2020.
  9. ^ Maurizio Jurgens, 2008.
  10. ^ Eleuterio e Sempre Tua, su radiodrammi.it. URL consultato il 12 maggio 2020.
  11. ^ Sandro Russo, Eleuterio e Sempre Tua – La coppia, cinquant'anni fa, su ponzaracconta.it, 6 novembre 2018. URL consultato il 12 maggio 2020.
  12. ^ Personaggi: Rina Morelli, su teche.rai.it. URL consultato il 12 maggio 2020.
  13. ^ Gran varietà – Puntata integrale del 6 gennaio 1974 (MP3), su radio.rai.it. URL consultato il 12 maggio 2020.
  14. ^ Rina Morelli e Paolo Stoppa ospiti a Sabato Sera, su memoria-attori.amati.fupress.net. URL consultato il 12 maggio 2020.
  15. ^ Gran varietà – Puntata integrale del 25 febbraio 1973 (MP3), su radio.rai.it. URL consultato il 16 maggio 2020.

BibliografiaModifica

  • Maurizio Jurgens, Eleuterio e «Sempre Tua» Le 56 conversazioni radiofoniche recitate da Paolo Stoppa e Rina Morelli (1966-1974), Dario Salvatori (prefazione), Stefano Jurgens, Gessica Jurgens e Carlo Jurgens (postfazione), Donzelli Editore, 2008, ISBN 978-8-86-036221-6.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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