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Grand Hotel
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàsettimanale
Generestampa nazionale
Formatomagazine
Fondazione1946
SedeMilano
Diffusione cartacea118 133 (settembre 2015)
DirettoreOrio Buffo
 

Grand Hotel è una tra le più diffuse riviste settimanali di attualità italiane. Ha contribuito alla diffusione del genere del fotoromanzo, raggiungendo tirature di oltre un milione di copie a numero[1].

Storia editorialeModifica

Nel 1946 i fratelli Alceo e Domenico Del Duca, proprietari delle Editrice Universo, insieme a Matteo Macciò, hanno l'idea di lanciare un settimanale basato su storie d'amore disegnate a fumetti, a prezzo basso, destinato al pubblico femminile, tant'è vero che sovente fu definito ingloriosamente "un giornale per le cameriere".

A giugno dello stesso anno viene pubblicato il primo numero di Grand Hotel, al prezzo di 12 lire per sedici pagine: il successo è, sin dalle prime copie, molto grande.

La sede della rivista è a Milano in via Stresa 22, in quella che è anche la sede della casa editrice; Macciò diventa il primo direttore; rimarrà in carica ininterrottamente per più di vent'anni. Tra i disegnatori che collaborano alla rivista è da ricordare Walter Molino.

Presto Macciò ha l'idea di realizzare anche storie d'amore fotografiche (come quelle realizzate su idea di Stefano Reda per la testata Il mio sogno): si tratta del fotoromanzo che, sebbene non inventato per Grand Hotel, trova su questa rivista un'ampia diffusione, al punto da oscurare completamente le storie a fumetti.

Negli anni cinquanta la tiratura di Grand Hotel superò il milione di copie[2].

Negli anni successivi vengono anche sviluppate delle rubriche di attualità, in particolare sul cinema (con particolare attenzione ai fatti di cronaca rosa del bel mondo) e sulla musica; inoltre vengono pubblicati romanzi a puntate.

NoteModifica

  1. ^ FFF - Pacifico "Cino" DEL DUCA, su www.lfb.it. URL consultato il 30 novembre 2017.
  2. ^ Uliano Lucas e Tatiana Agliani, La realtà e lo sguardo. Storia del fotogiornalismo in Italia, Giulio Einaudi editore, Torino 2015, p. 196

Collegamenti esterniModifica

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