Grande guerra dei motociclisti del nord

Grande guerra dei motociclisti del nord
Data22 gennaio 1994 - 25 settembre 1997
LuogoDanimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia
CausaConcorrenza nel traffico di droga
EsitoAccordo tra le due parti sul divieto di aprire nuovi "charter" in Scandinavia
Schieramenti
Bandidos MC
Outlaws MC
Klan MC
Altri gruppi alleati
Hells Angels Québec - Nomads.svg Hells Angels
Screwdrivers
Avengers
Untouchables
Altri gruppi alleati
Comandanti
Effettivi
Circa 300 uominiCirca 250 uomini
In totale ci furono 12 morti (tra cui due civili) e 96 feriti.
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La grande guerra dei motociclisti del nord indica un conflitto armato tra alcune bande di motociclisti, che durò dal 1994 al 1997 in alcuni Stati della scandinavia.

Furono coinvolti i gruppi Hells Angels, Bandidos MC e in parte anche gli Outlaws MC, all'epoca dei fatti tutti di recente insediamento in Europa. Le città che principalmente diventarono teatro della faida furono Copenaghen (Danimarca), Helsinki (Finlandia), Oslo (Norvegia), Helsingborg e Malmö (Svezia).[1]

StoriaModifica

Il fenomeno delle bande di motociclisti attecchì in Europa grazie ai simpatizzanti di questi gruppi e dai membri degli stessi costretti ad allontanarsi dagli Stati Uniti, in quanto affiliati ad organizzazioni criminali. In Europa ciò che ne risultò fu la formazione lungi dal divenire ad essere come quella americana di alcune fazioni di Hells Angels, Bandidos e Outlaws.

Le bande si scontrarono nell'Europa settentrionale durante una rispettiva e contemporanea fase di espansione territoriale. Nel 1994, dopo alcuni segnali di ragguaglio circa la possibile esplosione di una guerra tra bande, scoppiò un violento e sanguinoso conflitto che le autorità difficilmente riuscirono a placare anche perché non si trattava di organizzazioni criminali vere e proprie ma di gruppi disomogenei continuamente in movimento e in combutta tra loro.

Per tre anni, nell'area compresa tra Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia, si assistette a regolamenti di conti, attentati esplosivi alle varie sedi dei club coinvolti, risse in luoghi pubblici e sparatorie con ferimenti od uccisioni. Ciò contribuì a rafforzare il pensiero dell'opinione pubblica e delle autorità dell'ordine che le bande di motociclisti, in particolare gli Hells Angels, potessero essere classificate come una vera e propria organizzazione criminale internazionale.

La guerra ebbe fine solamente nella seconda parte del 1997, con una pace suggellata dalla stretta di mano tra i rappresentanti a livello europeo di entrambe le fazioni in lotta davanti alle telecamere della televisione di stato danese.

ConseguenzeModifica

Al termine della guerra tra bande risultarono 12 omicidi, 74 tentativi di assassinio e 96 persone ferite. Entrambe le associazioni motocicliste firmarono un accordo di intesa per il controllo della Scandinavia, ma entro la fine degli anni Novanta ambedue ruppero il trattato senza che però ne risultasse, fortuitamente, un ulteriore conflitto. Per far fronte al fenomeno, che negli Stati Uniti era stato contrastato indicando sia gli Hells Angels che le altre bande di motociclisti come organizzazioni criminali perseguibili dalla legge, la Danimarca approvò una legge che vietava a membri o associazioni motocicliste di affittare o comprare proprietà finalizzate a ritrovo per i club. Il provvedimento legislativo in seguito fu abrogato per motivi costituzionali.[2]

NoteModifica

  1. ^ Angels of Death: Inside the Bikers' Empire of Crime, su randomhouse.ca. URL consultato il 30 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2011).
  2. ^ Biker Wars In the Land of 'The Little Mermaid'

Voci correlateModifica