Grato di Aosta

vescovo e santo italiano
San Grato di Aosta
Saint Grat d'Aoste
Aosta Collegiata Sant Orso Stalli San Grato.jpg
statua lignea di san Grato dello stallo del coro, nella Collegiata di Sant'Orso
 

Vescovo

 
NascitaV secolo
Morte7 settembre 470
Venerato daChiesa cattolica
Ricorrenza7 settembre
Attributiinsegne episcopali, regge il capo reciso di San Giovanni Battista, grandine
Patrono diAosta, Valgrisenche, Valle d'Aosta, Conflans, Morlon, Montbovon, Piscina, Saluggia, Rossana
Grato
vescovo della Chiesa cattolica
Gratusofaosta.jpg
NatoV secolo
Deceduto7 settembre 470
 

Grato di Aosta (V secoloAosta, 7 settembre 470) visse nel V secolo e fu il secondo vescovo di Aosta..

AgiografiaModifica

Secondo la tradizione Grato era un presbitero che collaborava con Eustasio, primo vescovo di Aosta. È certa la sua partecipazione al secondo sinodo di Milano tenutosi nel 451, di cui sottoscrisse gli atti in vece del vescovo Eustasio che non poté intervenirvi, forse a causa dell'età avanzata. Partecipò alla traslazione ad Agauno delle reliquie di sant'Innocenzo martire tebeo. Se ne conserva la pietra tombale che indica il giorno della sua deposizione (non della morte) il 7 settembre in un anno imprecisato.

Sarebbe succeduto ad Eustasio nella guida della diocesi.

Un racconto leggendario compilato nel XIII secolo gli attribuisce la inventio (cioè il ritrovamento, dopo lunga ricerca) in Palestina del capo di San Giovanni Battista, gettato in un pozzo dopo che Salomè, istigata dalla madre Erodiade l'ebbe fatto decapitare. Nel quadro sopra l'altare del sunnominato santuario di Boves, si vede San Grato che presenta a Maria un telo con raffigurata la testa del Battista.

CultoModifica

Fu scelto come patrono della città di Aosta e della rispettiva diocesi.

Le sue reliquie sono conservate nella Cattedrale di Aosta in una magnifica cassa reliquiario, gioiello dell'arte gotica iniziato da Guglielmo di Locana e portato a compimento dall'orafo fiammingo Jean de Malines. Esse vengono portate in processione per le vie del centro storico il giorno della sua festa. In quest'occasione, l'onore di scortare il reliquiario spetta ai giovani della parrocchia di Fontainemore vestiti in costume tradizionale e armati di sciabola, perché nel Medioevo le reliquie, rubate, vennero recuperate e riportate ad Aosta dalla Savoia da un gruppo di muratori di quella parrocchia attraverso il colle sopra l'attuale lago di Saint-Grat, nell'alta Valgrisenche.

La Chiesa cattolica lo ricorda il 7 settembre. In questo giorno viene solennemente celebrato come patrono della diocesi, festa che coincide anche con quella civile della Valle d'Aosta.

 
La statua sopra l'eremo di San Grato.

È un santo taumaturgo molto venerato e popolare anche nei territori circostanti la Valle d'Aosta come protettore dei raccolti dalle tempeste, specie dalla grandine. Appositi delegati delle parrocchie piemontesi più soggette a questo flagello si recavano un tempo ad Aosta con generose offerte, ritornandosene con ceri appositamente benedetti. Venivano accesi in caso di necessità dai fedeli in preghiera, che chiedevano l'allontanamento o il placarsi delle tempeste per Sua intercessione. Si consideri che anche alla sola lastra tombale del santo vescovo venivano attribuiti poteri di guarigione dalla lebbra. Per questo motivo era stata prelevata da Aosta e murata nella parrocchiale di Saint-Christophe, nei pressi della quale esisteva un ricovero medievale per infetti chiamato La Maladière, in modo che i ricoverati, sfiorandola, potessero sperare di essere miracolosamente risanati.

Nel comune di Charvensod, nei pressi di Péroulaz, sorge l'eremo di San Grato[1]. A Canischio sorge la cappella di San Grato.

IconografiaModifica

L'iconografia lo rappresenta con le insegne episcopali, mentre regge il capo reciso di San Giovanni Battista, spesso anche nell'atto di far precipitare la grandine in un pozzo o di calmare gli elementi naturali scatenati.

PatronoModifica

San Grato è il santo patrono di:

A San Grato è dedicato, oltre che a Sant'Antonio da Padova, il santuario sulle colline di Boves.

NoteModifica

  1. ^ L'eremo di San Grato, su comune.charvensod.ao.it. URL consultato il 12 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2018).

BibliografiaModifica

  • (FR) Pierre-Étienne Duc, Culte de Saint Grat, 1892-1897, Torino-Aosta.
  • (FR) Matthieu Viettes e Gaspard de la Crête, Vie de Saint Grat, 1575.

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