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Grazia Cherchi

scrittrice, giornalista e curatrice editoriale italiana

BiografiaModifica

Fu tra i fondatori e in seguito condirettrice dei "Quaderni Piacentini", di cui più tardi curò un'antologia [1]. Come giornalista ha lavorato per "Linus", "il manifesto", "Panorama", "l'Unità". Come curatore editoriale ha lavorato per diverse case editrici, tra cui Rizzoli, Arnoldo Mondadori Editore, Feltrinelli, e fu "autrice fantasma di alcuni dei più bei libri della nostra narrativa... Scrittori, anche assai famosi, le presentavano i propri manoscritti e lei, in notti e notti di insonnia, correggeva, aggiustava, riscriveva. Stefano Benni, uno dei 'suoi' autori, le dedicò una poesia: «Grazia ha telefonato: / "Finalmente mi hai mandato / un vero romanzo / asciutto e stringato". / Grazia, da mesi di dirtelo tento, / era la lettera di accompagnamento»[2]. Oltre a Benni, figurano tra i 'suoi' autori, tra gli altri, Alessandro Baricco, Maurizio Maggiani, Massimo Carlotto, Gianni Riotta, Giulio Angioni, Enrico Deaglio, Gad Lerner[3]. Come scrittrice, molto apprezzata la sua raccolta di racconti Basta poco per sentirsi soli[4], come critica letteraria la sua raccolta migliore resta, in attesa di altre, Scompartimento per lettori e taciturni: articoli, ritratti, interviste.

Opere principaliModifica

  • Basta poco per sentirsi soli, Catania, Tringale, 1986
  • Fatiche d'amore perdute, Milano, Longanesi, 1993

NoteModifica

  1. ^ Quaderni piacentini: antologia, 1968-1972, a cura di Luca Baranelli e Grazia Cherchi, Milano, Gulliver, 1978
  2. ^ Ricordo di Gianni Riotta
  3. ^ Una biografia
  4. ^ Severità romantica di Grazia Cherchi

BibliografiaModifica

  • Scompartimento per lettori e taciturni: Articoli, ritratti, interviste, prefazione di Giovanni Giudici, introduzione di Piergiorgio Bellocchio, Milano, Feltrinelli, 1997 - Roma, Minimum fax 2017

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN35720337 · ISNI (EN0000 0001 1619 6798 · SBN IT\ICCU\CFIV\056438 · LCCN (ENn78088453 · WorldCat Identities (ENn78-088453