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Grillo (in greco antico: Γρύλλος, Grýllos; IV secolo a.C.Mantinea, 362 a.C.) è stato un militare ateniese, figlio di Senofonte.

BiografiaModifica

Secondo Diocle di Magnesia Senofonte aveva fatto educare a Sparta i suoi figli,[1] che secondo Dinarco venivano soprannominati Dioscuri: Grillo, il maggiore, e Diodoro, il minore.[2]

Nel 365 a.C., quando la guerra tra Elide e Arcadia per le città della Trifilia rese la residenza di Scillunte poco sicura, Senofonte mandò i figli a Lepreo, dove lui stesso li raggiunse poco dopo.[3] Quando Atene si alleò con Sparta contro Tebe, Senofonte fece arruolare i suoi figli nell'esercito ateniese.[3]

Grillo e Diodoro combatterono a Mantinea (362 a.C.): a differenza di Diodoro, che sopravvisse alla battaglia senza distinguersi in alcun modo e in seguito ebbe anche un figlio (di nome Grillo), Grillo cadde combattendo valorosamente nella cavalleria ateniese comandata da un tale Cefisodoro, secondo quanto riferiva Eforo di Cuma.[1] Si racconta che Senofonte stesse facendo sacrifici con una ghirlanda in testa: quando gli annunciarono la morte del figlio la tolse, ma la rimise quando seppe che era morto combattendo coraggiosamente;[1] secondo alcuni non pianse, ma disse semplicemente: "Sapevo che mio figlio era mortale".[4]

Secondo Pausania c'erano vari racconti riguardanti la morte a Mantinea del famoso comandante tebano Epaminonda: gli Ateniesi e i Tebani, ai quali Pausania sembra dare ragione,[5] affermavano che a ucciderlo era stato proprio Grillo, mentre i Mantineesi davano il merito al loro concittadino Macarione e gli Spartani riportavano anch'essi il nome di Macarione, sostenendo però che era spartano.[6]

Secondo Aristotele furono numerosi gli elogi e gli epitaffi composti in onore di Grillo e, almeno in parte, anche in onore del suo illustre padre.[4] Ermippo, nella sua Vita di Teofrasto ricordava anche un encomio su Grillo scritto da Isocrate.[4] Ad Atene, in un portico presso il Ceramico, Pausania vide un portico con dipinti illustranti la battaglia di Mantinea avente come protagonisti Grillo ed Epaminonda;[7] anche a Mantinea, presso le tombe dei personaggi illustri, c'era una lastra con una raffigurazione di Grillo.[8]

NoteModifica

  1. ^ a b c Diogene Laerzio, II, 54.
  2. ^ Diogene Laerzio, II, 52.
  3. ^ a b Diogene Laerzio, II, 53.
  4. ^ a b c Diogene Laerzio, II, 55.
  5. ^ Pausania, IX, 15, 5.
  6. ^ Pausania, VIII, 11, 5-6.
  7. ^ Pausania, I, 3, 4.
  8. ^ Pausania, VIII, 9, 5.

BibliografiaModifica