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Crown of italian duke (corona normale).svg
Grillo
Coa fam ITA grillo3.jpg
Nitimur in vetitum
Di rosso alla banda d'oro carica di un grillo al naturale posto nel senso della banda[1]
StatoItalia Italia
Titoli
Marchesi di Estoublon
Signori di Robiac
Conti di Serravalle
Duchi di Giugliano[2]
Duchi di Mondragone
Rami cadetti
  • Grillo di Arles
  • Grillo di Serravalle
  • Grillo di Mondragone

I Grillo sono un'antica famiglia consolare d'origine genovese, decorata di vari titoli (furono, ad esempio, gli ultimi duchi di Mondragone).

Indice

Origine del cognomeModifica

L'onomastica europea qualifica Grillus quale personale romano derivato dall'omonimo greco[3]. Un'epigrafe citata da Mommsen attesta il patronimico romano Grillus[4]. La storia ricorda Grillo figlio di Senofonte caduto nella battaglia di Mantinea (362 a.C.); in suo onore Aristotele compose uno scritto intitolato Grillo[5].

Origine della famigliaModifica

Antica famiglia consolare genovese[6]. La tradizione vuole la famiglia Grillo presente in Genova già nel VI secolo con Argenta testimone di un'apparizione della Vergine[7]. A ricordo fu eretta una cappella votiva divenuta nei secoli la Basilica di Santa Maria delle Vigne, che fu patronato di Casa Grillo[8]. I genealogisti indicano la famiglia come proveniente dalla Germania in persona di Gianifero Conte del Sacro Romano Impero stabilitosi in Genova nel 798[9]. Gli storici documentano il radicamento della stirpe viscontile in Genova nel corso del XII secolo: fu fatta pace tra i Grillo ed i Vento nel 1180 dopo furibonde lotte durate decenni[10].

StoriaModifica

La partecipazione della famiglia al Governo della Repubblica e alle sue istituzioni si può dire ininterrotta nel corso dei secoli. A metà del XII secolo la famiglia risulta contitolare del potere consolare in Genova, per la fazione ghibellina, con numerosi Consoli di Stato e Consoli dei Placiti[11].

I Grillo ebbero ambasciatori, ammiragli della flotta genovese e uomini di chiesa[12]. Simone, Ammiraglio vincitore dei veneziani a Durazzo nel 1264, depose il comando con la stessa modestia con cui l'aveva assunto, rifiutando la Signoria offertagli come ad un nuovo Guglielmo Boccanegra[13].

Nel 1427 la famiglia risulta già costituita in Albergo[14], con Giovanni (di Brancaleone) marito di Caterina Spinola (di Goffredo), Seniore della struttura aggregativa che diverrà organo di Governo con la riforma doriana del 1528[15]. Giovanni discendeva da Guglielmo figlio di Pietro, stipite comune dei rami di Serravalle e di Mondragone. Giovanni istituì cospicue colonne nel Banco di San Giorgio. Nel suo testamento a rogito Labaino del 30 gennaio 1433, il Vir Nobilis Civis Januae Dominus Johannes Grillus q. Brancaleonis nomina eredi universali i figli Brancaleone ed Antoniotto, parla diffusamente dell'Albergo Grillo, delle possessioni di Arquata Scrivia (nel territorio di Serravalle) e del Monastero di detto luogo al quale fa legati[16].

Antoniotto, suo figlio, istituisce Cappellanie in San Benigno e San Nicolò del Boschetto nel 1455. È Governatore della famiglia nel 1468 ed Elettore d'Anziani nel 1477. Sposa Maria Spinola dei Signori di Cassano da cui Luca, istitutore di colonne nei cartulari del Banco di San Giorgio[17].

RamiModifica

Dall'Albergo Grillo uscirono altri rami emigrati da Genova tra il XIV ed il XVI secolo[18].

Grillo di ArlesModifica

Giacomo Grillo, ultimo di un ramo della famiglia fissatosi in Arles nel secolo XIV, con testamento 22 marzo 1464 chiamava alla successione il suo congiunto Bartolomeo (di Stefano) con l'obbligo di stabilirsi nella cittadina francese e di chiamarsi Simone. Sposata nel 1472 la genovese Giovanna Vento, Simone originò il ramo dei Grillo marchesi di Estoublon e signori di Robiac i cui discendenti, fratelli Giuseppe e Carlo, ottennero nel 1786 l'iscrizione nel Libro d'Oro della Nobiltà genovese. Cinque personaggi di questo ramo vestirono l'abito di Malta.

Grillo di MondragoneModifica

Tra il XV e il XVI secolo, in conseguenza del clima di grave tensione politica esistente in Genova, un altro ramo della famiglia si trasferì nel Regno di Napoli dove ricoprì incarichi civili e militari per il governo di Spagna. Il 25 aprile 1683 don Domenico Grillo (di Marco Antonio) fu investito del marchesato di Clarafuente già posseduto con titolo viscontale. Marco Antonio (di Agapito), il 4 novembre 1692, ebbe il titolo di duca di Mondragone. Questo ramo, ottenuta l'ascrizione al Liber Nobilitatis, si estinse in Genova l'11 luglio 1820 con Filippo Agapito padre di Maria Rosa maritata a Gio. Carlo d'Oria.

Grillo di SerravalleModifica

Dopo la congiura dei Fieschi (1547), Giuliano Grillo (di Luca, di Antoniotto, di Giovanni) emigrò in Serravalle Scrivia dove la famiglia aveva feudi e tenimenti allodiali sotto la protezione dei parenti Spinola[19]. Giovanni Battista (1703-1776) ereditò i titoli, l'arma ed il nome del cognato conte Ferdinando Carbonara signore di Sardigliano, avendo questi testato senza discendenza il 23 ottobre 1760 con rogito notaio Salvo[20]. Carlo (1780-1852), Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, ebbe il titolo di Conte per l'antica civiltà del casato con RR.LL.PP. 11 marzo 1843. Alto magistrato, concluse la sua carriera quale Primo Presidente del Senato di Savoia[20]. Francesco (1816-1880), nipote del suddetto Carlo, fu magistrato presso la Corte d’Appello. Il di lui nipote, Francesco Pietro (1906-1983) fu giureconsulto, Ufficiale Superiore addetto al Governo AOI, decorato nelle campagne di guerra 1935-1936 e 1940-1945. Nel dopoguerra, i due maggiori esponenti dei Grillo sono stati Carlo (1919-1990) ed il cugino Alberto (1935-1995)[21].

Grillo CattaneoModifica

In Genova la famiglia sopravvisse solamente con il ramo di Leonardo (di Luca) il quale, sposata Delia di Tommaso Negroni, venne adottato nel 1620 dal marchese Leonardo Cattaneo. Dai fratelli Leonardo II e Carlo (di Leonardo) derivarono le linee estintesi nella prima metà del XIX secolo con Nicolò e Francesco, Patrizi genovesi, Cavalieri dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.

Grillo di Giugliano (Giuliano)Modifica

  • 1º Duca di Giugliano (città a volte erroneamente chiamata "Giuliano"): Don Francesco (Genova, 13-12-1646 + 19-9-1703) Patrizio genovese, Conte di Anguillara e Alfiere Maggiore del Re di Spagna. Fu Feudatario di Giugliano dal 28-03-1691, investitura ducale del 14 settembre 1699. Coniugato dal 15-12-1681 con Maria Vittoria Spinola.
  • 2º Duca di Giugliano: Don Domenico[22] (Genova, 15-07-1685 + Cento, 26-07-1756) Duca di Giugliano dal 19-09-1703 al 26-07-1756, Marchese di Francavilla, Principe di Palo, Duca di Monterotondo. Era fratello maggiore di Carlo, Generale dell'Armada Spagnola, deceduto prematuramente in Messico nel 1724 a bordo della nave da guerra Estrella de Mar. Alla morte senza figli di entrambi i fratelli nel 1756, iniziò la procedura di devoluzione da parte del Regio Fisco.
  • 3º Duca di Giugliano: Don Giuseppe Enrico, Patrizio Genovese (Bruxelles, 13-01 1701 + Roma, 14-05-1766). Era del ramo di Mondragone, senza possesso del Feudo di Giugliano, in quanto sottoposto a sequestro il 05 agosto 1756. Coniugato dal 13-01-1759 con Benedetta Grimani, nobile veneziana. La quarta figlia Donna Livia, il 12-12-1733 si unì in matrimonio a Giugliano con Don Piermaria Firrao, 4º Principe di Sant'Agata e 1º Principe di Luzzi.
  • 4º Duca di Giugliano: Don Scipione (+ Padova 30-7-1781), Patrizio Genovese. Coniugato dal 1773 con Maddalena Zambeccari, figlia del Conte Giovanni, patrizio bolognese. Duca di Giugliano fino al 17 agosto del 1778, data del Regio Assenso all’immissione nel Feudo del Principe Marco Antonio Colonna. Gli eredi Grillo: Marchesa di Trevico, Duchessa di Massa Carrara e in particolar modo la Contessa Clelia, coniugata Borromeo, fecero valere i propri diritti su Villa Pinelli, riuscendo a farla escludere dalla devoluzione del Feudo. Solo successivamente, dietro pagamento di una somma ulteriore agli eredi, rispetto ai ducati 83.627 versati al Regio Fisco, il Principe Colonna divenne proprietario della dimora Ducale.

Albergo GrilloModifica

Queste le famiglie comprese nell’Albergum de Grillis (IX)[23].

  • Bassignani
  • Battigatti
  • Bavastrelli
  • Biscotti
  • Boccanegra
  • Boggio
  • Camilla
  • Cantelli
  • Cattaneo
  • Di Canarie
  • Dusio
  • Goggi
  • Granara
  • Griffi
  • Gualtieri
  • Garetti
  • Leonardi
  • Levanto
  • Malabita
  • Mandillo
  • Morando
  • Ottaggio
  • Da Pelo
  • Pignali
  • Di Prà
  • Scaniglia
  • De Scribanis
  • Vignola
  • Voltaggio

NoteModifica

  1. ^ Lo stemma dei Grillo è un'arma parlante, in quanto richiama direttamente il nome del possessore di tale blasonatura.
  2. ^ Giacinto Gimma, Idea della storia dell'Italia letterata, Napoli, 1723, p. Indice.
  3. ^ N. Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana, 1971, pag. 777.
  4. ^ T. Mommsen, Corpus Inscriptionum Latinarum, 1890, VIII, n. 4156.
  5. ^ V. de Vitt, Totius Latinitatis Onomasticon, 1833, III, 278.
  6. ^ Francesco Guasco di Bisio, Dizionario feudale degli antichi stati sardi e della Lombardia, Pinerolo, 1911.
  7. ^ G. Parodi, Collegiata di Santa Maria delle Vigne, Genova, 1980.
  8. ^ Istituto Internazionale di Studi Liguri, Studi Genuensi, Genova, 1991.
  9. ^ G.B. di Crollalanza, Dizionario storico blasonico, Pisa, 1886.
  10. ^ L.T. Belgrano, Il registro della curia dell'Arcivescovo di Genova, in Atti della Società Ligure di Storia Patria, Genova, 1858.
  11. ^ A. Olivieri, Serie cronologica dei Consoli del Comune di Genova, Genova, 1861.
  12. ^ La nobile Beatrice Grillo (di Amico) andò sposa a Ugo Fieschi conte di Lavagna da cui Sinibaldo Fieschi, Papa con il nome di Innocenzo IV. Cfr.: G. Gimma, Idea della storia dell'Italia letterata, Napoli, 1723.
  13. ^ G.M. Canale, Nuova istoria della Repubblica di Genova, Firenze, 1860.
  14. ^ G.F. de Ferrari, Storia della nobiltà di Genova, in Giornale araldico genealogico diplomatico, Bari, 1897.
  15. ^ Istituto Internazionale di Studi Liguri, Studi Genuensi, Genova, 1988.
  16. ^ Fondo Presidenza del Consiglio dei Ministri, Archivio Centrale dello Stato, Roma.
  17. ^ Fondo cit., Archivio Centrale dello Stato, Roma.
  18. ^ A. di Ricaldone, Monferrato tra Po e Tanaro, Cavallermaggiore, 1998.
  19. ^ M. Accinelli, Compendio della storia di Genova, Genova, 1851; R. Allegri, Serravalle nella storia, Alessandria, 1973.
  20. ^ a b Fondo cit., ACS, Roma.
  21. ^ G. Crosa, Quella villa di Moncalvo che ispirò Cesare Pavese, La Stampa, 9 maggio 1999.
  22. ^ Giacinto Gimma, Idea della storia dell'Italia letterata, Napoli, 1723, p. Nell'introduzione.
  23. ^ A.M.C. Scorza, Libro d'Oro della Nobiltà di Genova, Genova, 1920.

Voci correlateModifica