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Gruppi Comunisti Rivoluzionari

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Gruppi comunisti rivoluzionari (GCR) era il nome che si diede la sezione italiana della Quarta Internazionale al momento della sua costituzione in Italia nel 1949, quando a Roma si tenne la prima Conferenza nazionale dell'organizzazione. Tra i massimi dirigenti dell'organizzazione, fin dalla fondazione, vi era Livio Maitan. Nel 1979 i GCR cambiarono nome e si chiamarono Lega Comunista Rivoluzionaria (LCR). Nel 1989 confluirono in Democrazia Proletaria e, successivamente, nel 1991 nel nascente Partito della Rifondazione Comunista (PRC).

Indice

Gli inizi negli anni della ricostruzione e del boomModifica

Nei GCR, al momento della costituzione, confluirono tre componenti: la frazione trotskista proveniente dal Partito Operaio Comunista (POC); i giovani della federazione giovanile socialista, di cui lo stesso Livio Maitan fu per un breve periodo segretario; alcuni fuoriusciti dal Partito Comunista Italiano (PCI). Inizialmente i GCR si orientarono verso un'attività politica e di propaganda indipendente, poi, nei primi anni Cinquanta adottarono la tattica consistente nell'entrare nel PCI soprattutto, ma anche nel PSI, per sviluppare in essi correnti di sinistra anticapitaliste. Parallelamente un gruppo di militanti portava avanti l'attività indipendente di propaganda e di pubblicazione di materiali della Quarta Internazionale, nonché la diffusione del loro giornale, Bandiera Rossa, che iniziò le pubblicazioni nel 1950 per chiudere nel 2002, sostituito dalla rivista Erre. I GCR produssero notevoli analisi politiche sia sul piano interno che internazionale, contribuirono a far conoscere le opere di Trotsky in Italia, criticarono da sinistra lo stalinismo e la degenerazione burocratica dell'URSS e delle Democrazie Popolari.

Soprattutto negli anni Sessanta diversi quadri di rilievo dei GCR erano stati reclutati nella Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI) come Andreina De Clementi, Silverio Corvisieri ed Edgardo Pellegrini (giornalista di Paese Sera), oltre che da membri del Comitato Centrale del PCI come Silvio Paolicchi ed Augusto Illuminati, che vennero poi radiati dal partito comunista nel luglio 1966.

La contestazione giovanile e gli Anni di piomboModifica

Dopo il fenomeno della contestazione studentesca del 1968 per i GCR iniziò una crisi, sebbene avessero raggiunto il numero di circa 400 iscritti in tutta Italia.

Molti dirigenti dell'organizzazione come Corviseri, Illuminati, Luigi Vinci, Massimo Gorla, Franco Russo e Paolo Flores d'Arcais ne uscirono, insieme alla grande maggioranza dei giovani e a tutti i leader studenteschi.

La gran parte dei fuoriusciti (eccetto Flores d'Arcais, Russo e Illuminati) costituiranno una parte della nuova Organizzazione comunista Avanguardia Operaia (AO).

Gli altri si disperderanno in piccolissimi gruppi locali (Nuclei comunisti rivoluzionari, Il Comunista, Viva il Comunismo, Avanguardia comunista).

I GCR così decimati finirono per rimanere ai margini della sinistra extraparlamentare, anche dopo la definitiva fuoriuscita dal PCI nel 1969.

Essi subiranno, nel corso degli anni Settanta numerose scissioni operate da tendenze opposte al gruppo dirigente di Livio Maitan: nel 1975, dopo una conferenza del movimento, nacque a Napoli la Lega Socialista Rivoluzionaria (LSR) e nello stesso anno la Lega Comunista (già "Tendenza/Frazione Marxista Rivoluzionaria" nei GCR), un piccolo gruppo guidato da Roberto Massari.

Nel 1976, quando i GCR entrarono nel cartello elettorale di Democrazia Proletaria (DP), alcuni giovani militanti umbri (tra cui Moreno Pasquinelli) fondarono il Collettivo IV Internazionale, più tardi Gruppo Bolscevico Leninista d'Umbria.

Silvio Paolicchi e un nucleo di militanti milanesi dell'organizzazione si unificherà con il Gruppo Bolscevico-Leninista, attivo a Milano e a Genova e diretto da Franco Grisolia, Fernando Visentin (morto nel 2006) e Marco Ferrando, creando la Lega Operaia Rivoluzionaria.

Questo gruppo più tardi verrà assorbito dai GCR, che avevano già cambiato nome nel 1979 in Lega comunista rivoluzionaria IV Internazionale (LCR). È in questo periodo che il movimento, che ha la sua sede centrale a Milano, in via Varchi, assume tendenze interne ben definite. La maggioranza è composta da Maitan, Pellegrini, Sirio Di Giuliomaria (e poi da nuovi membri come Elettra Deiana, Franco Turigliatto, Lidia Cirillo, Luigi Malabarba, Antonio Caronia, Antonio Moscato, Vito Bisceglie, Rocco Papandrea, Roberto Firenze); vi è però una minoranza "di sinistra" composta da Marco Ferrando e Franco Grisolia.

Gli anni ottanta-novanta e lo scioglimento in DPModifica

Nel 1989 la LCR confluisce in Democrazia Proletaria (che si era costituita come partito nell'aprile del 1978), e alcuni suoi esponenti entrano a far parte della Direzione nazionale del partito (Elettra Deiana, Roberto Firenze, Franco Grisolia, Franco Turigliatto e Sergio D'Amia). La ex-LCR segue le sorti di DP fino alla confluenza, nel 1991, nel Partito della Rifondazione Comunista (PRC).

Le correnti della LCR sono rimaste le stesse anche in Rifondazione: la vecchia maggioranza di Maitan e Turigliatto si è costituita nella corrente "Bandiera Rossa", stesso nome del vecchio giornale, mentre la vecchia minoranza di Ferrando e Grisolia ha formato un'area chiamata "Proposta".

Scissioni dopo la morte di Livio MaitanModifica

Dopo la morte di Maitan nel 2004 "Bandiera Rossa" si è trasformata in Sinistra Critica avendo come leader l'ex senatore Malabarba, affiancato da Salvatore Cannavò, Franco Turigliatto e Lidia Cirillo); l'associazione raggruppa gli eredi dell'esperienza della LCR. Invece "Proposta" ha cambiato nome in "Progetto Comunista", che si è poi spezzato in tre tronconi, di cui il primo fuoriuscito dal PRC nell'aprile 2006 costituendo il Partito di Alternativa Comunista, il secondo, maggioritario, fuoriuscito nel giugno dello stesso anno formando il Partito Comunista dei Lavoratori guidato da Marco Ferrando e Franco Grisolia, e il terzo rimasto in Rifondazione (area "Controcorrente") che ha dato vita all'Associazione ControCorrente.