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Il Gruppo di Ur è stato un sodalizio esoterico italiano rivelatosi a partire dal 1927[1], dal quale prese il nome la serie, a cadenza mensile, dei fascicoli di "UR" (1927-28). Il nome viene dall'espressione fonetica u-r esistente nel caldeo e nel runico col significato rispettivamente di fuoco e toro o ariete, e come prefisso "ur" nel tedesco a indicare qualcosa di primigenio, di antico.[2]

StoriaModifica

Il Gruppo apparve nel gennaio del 1927; dal romanzo 'Amo dunque sono' di Sibilla Aleramo, ch'ella pubblicava nel 1927 rievocando proprie vicende sentimentali e intellettuali negli anni 1925-26 con Julius Evola e Giulio Parise, si capisce che il Cenacolo iniziatico era attivo almeno dal 1926, fondato da Arturo Reghini, esoterista pitagorico[3] e Giovanni Colazza, discepolo di Rudolf Steiner, che accolsero attorno sé varii cercatori vocati all'ascesi iniziatica con la condivisione di analoghi studi esoterici[4]. Reghini scelse il giovane Julius Evola come primo direttore della rivista "UR". La consistenza del Gruppo è rimasta celata ma si stima tra le dodici e le quindici persone[5]. Evola rapidamente allargò la sua influenza sulla rivista del Gruppo[3] , al termine del 1928 esautorandone Arturo Reghini e il discepolo di questi Giulio Parise. Forti dissapori personali con Parise avevano difatti condotto a una scissione nel gruppo stesso, dopo la quale, nel gennaio del 1929, Evola fondò una nuova rivista dal nome "Krur".

Il Gruppo di Ur si dichiarava indipendente da scuole o tendenze esoteriche formatesi in epoca moderna e contemporanea : come l'occultismo, la Massoneria, lo spiritismo, ecc.; al suo interno furono accettati pure alcuni cattolici e una significativa componente di steineriani[6], la cui Antroposofia ispira , senza dubbio, gran parte degli aderenti al Gruppo[7].

Secondo Evola[8], l'obiettivo del Gruppo di Ur fu duplice:

  1. suscitare la forza sovrasensibile capace d'aiutare i singoli membri;
  2. indirizzare questa forza superiore, già individualizzata, verso la rettifica, da dietro le quinte della storia, di tutte le altre forze influenti socialmente nel proprio tempo.

Vennero costituite filiali operative del Gruppo a Roma e in altre città della Penisola[9]: le cosiddette "catene", delle quali risulta maggiormente descritta solo quella nella città di Genova[10], di cui sono ignoti i componenti della catena, se non che fosse costituita da cinque persone e che il suo direttore era un ex appartenente alla "Myriam". Queste catene, presenti anche in altre tradizioni esoteriche, come i rosacroce, sono formate da gruppi di persone che si riuniscono per riallacciare il contatto individuale diretto col Cielo [3], . Nel 1927 il gruppo di Ur venne attaccato, dalle pagine di "Studium" , da Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI e al tempo assistente centrale ecclesiastico della FUCI, con l'accusa "di abuso di pensiero e di parole, ... di aberrazioni retoriche, di rievocazioni fanatiche, di superstiziose magie"[11].

Tra i membri del Gruppo, si è inteso annoverare, impropriamente, dato che durante il periodo in cui fu attivo ella già si trovava, notoriamente, in Egitto e da lì non fece mai più ritorno in Italia, Maria de Naglowska, occultista russa amica di Evola e teorizzatrice della magia sessuale, che sino alla metà degli anni '20 aveva vissuto a Roma[12] . Attento studioso degli scritti esoterici-iniziatici di "UR" fu Mircea Eliade, come si evince da una suo racconto terminato di comporre nel 1941[13]. Il suo interesse verso il gruppo si spiega facilmente come aspetto del suo interesse giovanile verso ogni espressione di arcane dottrine, occidentali come dell'antico Oriente indiano[14].

La firma dei Patti Lateranensi nel 1929, con la conseguente scomparsa di atteggiamenti anticlericali da parte del fascismo e l'avvicinamento politico tra Vaticano e fascismo, fecero sparire la possibilità da parte del Gruppo di Ur di promuovere una trasformazione del fascismo e causarono al sodalizio vari problemi[15][16] che portarono al suo scioglimento[17].

Dopo la seconda guerra mondiale un altro sodalizio tentò di riprendere in Italia l'attività del Gruppo di Ur: il Gruppo dei Dioscuri[18]. Il Gruppo dei Dioscuri operò a Roma, Napoli, Messina e Milano, e diversamente dal Gruppo di Ur, ebbe al centro del proprio intento operativo la "Tradizione romana prisca".

Il nome del gruppo ed il suo significato secondo G.B. Forster "ha indubitabilmente ispirato ad Umberto Eco" la definizione di Ur-fascismo[19], da lui descritto in un articolo sul New York Review of Books del 1995[20], in cui discute e descrive gli aspetti attorno ai quali il fascismo si forma e si coagula.

La rivistaModifica

Espressione dei lavori interni al Gruppo di Ur fu la rivista, nella quale gli autori degli articoli si firmavano con uno pseudonimo, perché piuttosto che pubblicizzare la propria persona preferivano diffonderne il pensiero. Direttore della rivista fu Julius Evola nel 1927, insieme a Arturo Reghini e Giulio Parise nel 1928; di nuovo e solamente Evola nel 1929, quando il nome della rivista fu cambiato in "Krur" .

Nella rivista di "UR" vennero pubblicati parecchi testi ermetico-alchemici come la Turba philosophorum, filosofici e rituali, di varia provenienza: vi sono testi antichi come l’APATHANATHISMOS: rituale di Mithra noto anche come Gran Papiro Magico di Parigi, la prima traduzione italiana di "LUCE" , dall'originale greco confrontato con la versione tedesca di Dietercich e con quella inglese del Mead, con introduzione e commento di EA, LEO, LUCE e Pietro Negri," esso conterebbe l'unico rituale degli antichi Misteri che sia pervenuto completo fino a noi, in una redazione che data con ogni probabilità al principio del quarto secolo d.C." ; estratti dal de Mysteriis di Giamblico, i Versi d'oro di Pitagora, uno scongiuro magico pagano, Massime di saggezza pagana di Plotino, rinascimentali (De Pharmaco Catholico, un codice "plumbeo" alchemico italiano, la Clavis Philosophiae Chemisticae di Gerard Dorn, La dignità dell'uomo di Pico della Mirandola), moderni (brani tratti da Il Golem e Il volto verde di Gustav Meyrink, il saggio Prospettive tratto da Musica delle fonti di Otokar Brezina), testi di Aleister Crowley, Giuliano Kremmerz e orientali (un brano del primo capitolo del Kulārṇava Tantra[21], alcuni passi del Majjhima Nikaya, brani dal mantra tantrico Shri chakra sambhara, tre canti di Milarepa)[22].

La rivista uscì con il nome di Ur negli anni 1927 (10 fascicoli, di cui due doppi) e 1928 (8 fascicoli, di cui quattro doppi), mentre il 1929 vide la fine della fase operativa del Gruppo con l'uscita di Reghini e Parise, cui rimase concorde anche Aniceto del Massa. Reghini e Parise vennero tacciati da Evola di voler mettere la rivista sotto il controllo diretto della massoneria del Grande Oriente (peraltro già sciolto da anni e di fatto in esilio). La pubblicazione della rivista, sempre sotto la direzione di Evola, riprese col cambio di nome in Krur (8 fascicoli, di cui due doppi), pubblicando interventi anche di autori che lo avevano abbandonato ma dei quali il barone possedeva ancora vari testi. Tutto ciò, portò ad una breve battaglia legale con Reghini il quale accusò Evola di diffamazione e plagio[23]. Il nome della nuova rivista era tratto dal sumero k-r, k-u-r ossia residenza, casa, montagna e forza, e i suoi contenuti includevano anche una componente nazionalistica[24].

Nel dicembre 1929 fu pubblicato l'ultimo numero di Krur, sul quale Evola annuncia ufficialmente lo scioglimento del Gruppo, che in realtà era avvenuto già da un anno, col proseguimento della propria attività filosofica su nuova rivista dal titolo La Torre[24], della quale saranno editi 10 numeri (dal febbraio al giugno 1930) ma che fu costretta a chiudere per l'ostilità di settori del regime fascista, in primis quelli diretti da Achille Starace. Tale ostilità giunse a colpire Evola con violenti attacchi squadristi. Alla rivista La Torre collaborarono alcuni aderenti al Gruppo di Ur: Guido De Giorgio (con lo pseudonimo di Zero), Girolamo Comi, Domenico Rudatis, Emilio Servadio. La vedova di Arturo Onofri acconsentì alla pubblicazione sulla "Torre" di una lirica del grandissimo poeta, amico d'Evola.

I fascicoli di Ur e Krur furono ripubblicati, con forti modifiche redazionali di gran parte dei testi originali da parte di Evola, nel 1955-1956 in tre volumi dall'editore Bocca, sotto il titolo di Introduzione alla Magia, con la revisione dell'orientalista Paul Masson-Oursel[25]. Una seconda edizione data 1971 e fu effettuata dalle Edizioni Mediterranee con lo stesso titolo [26]. Nel 1987 anche le Edizioni I Dioscuri ripubblicarono i tre volumi di Bocca. Tutte e tre queste riedizioni risentono delle modifiche introdotte da Julius Evola. L'editrice Tilopa di Roma ha pubblicato negli anni 1980-1981 la ristampa anastatica dei fascicoli originali. Questa attività editoriale indica che questi sono ancora di interessi per i gruppi politici di destra e per gli occultisti[27]

I membriModifica

Tra coloro che fecero parte del Gruppo di Ur o collaborarono alle riviste di Ur e Krur (tra parentesi il loro nome simbolico utilizzato per firmare, secondo l'idea della "impersonalità attiva"[28]):

Altre persone, delle quali non si conoscono i nomi, firmarono con gli pseudonimi di: Alba, Apro, Arom, Nilius, Primo Sole, Zam.

Secondo Renato del Ponte in base a testimonianze orali risultano aver fatto parte del Gruppo di Ur (non scrivendo però sulla rivista) anche l'ingegnere aretino Moretto Mori e Amerigo Bianchini, entrambi amici di Reghini (dopo l'espulsione di Guido Bolaffi, Bianchini divenne il Maestro venerabile della loggia "Hermes" di Firenze, facente parte del Rito Filosofico Italiano).

NoteModifica

  1. ^ Fabio Milana, I cenacoli intellettuali/2: dalla Conciliazione al concilio, in Cristiani d'Italia, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2011.
  2. ^ p. 213 in D. Z. Lycourinos (2012)
  3. ^ a b c p.215 Gary Lachman (2012)
  4. ^ J. Godwin (2012)
  5. ^ p. 203 M. Sedgwick (2009)
  6. ^ p. 83 in G. De Turris (2006)
  7. ^ p. 271 Staudenmaier (2014)
  8. ^ "Il Cammino del Cinabro"- terza edizione corretta e aumentata, a cura di Gianfranco de Turris, Andrea Scarabelli, Giovanni Sessa:Roma, Edizioni Mediterranee, 2014
  9. ^ Glosse varie: costituzione di una catena magica, in Ur 1927 e Istruzioni di catena, in Ur 1928
  10. ^ Esperienze di catena, in Krur 1929
  11. ^ p. 150 in G. De Turris (2006)
  12. ^ p. 152 Hugh B. Urban
  13. ^ p.222-223 Gary Lachman (2012)
  14. ^ p. 109 M. Sedgwick (2009)
  15. ^ Paul Furlong, The Social and Political Thought of Julius Evola: Londra, Routledge, anno 2011, pagina 88, ISBN 9780203816912
  16. ^ Julius Evola, Il Cammino del Cinabro, 1963
  17. ^ p. 56 Nicholas Goodrick-Clarke (2003)
  18. ^ p. 753 M. Introvigne (2006)
  19. ^ vedi nota 37 in p. 137 G.B. Forster (2016) that undoubtedly inspired Umberto Eco's famous 1955 article on "Ur-fascism"
  20. ^ (EN) Umberto Eco, Ur-Fascism, New York Review of Books, 22 giugno 1995. URL consultato il 5 gennaio 2018.
  21. ^ p. 155 H.B. Urban (2006)
  22. ^ Stefano Arcella, Julius Evola e l’esperienza del Gruppo di Ur. La storia “occulta” dell’Italia del Novecento
  23. ^ p. 215 Gary Lachman (2012)
  24. ^ a b p. 154 H.B. Urban (2006)
  25. ^ p. 331 H. T. Hakl, C. McIntosh (2014)
  26. ^ Introduzione alla Magia, Ed. Mediterranee, Roma, vol. primo
  27. ^ p. 161 H.B. Urban (2006)
  28. ^ p. 125 in G. De Turris (2006)
  29. ^ "Diversamente da quanto ritiene R. Del Ponte (in Evola e il magico "Guppo di Ur" , Sear, Bolzano, 1994, p. 52) chi scrive queste righe dispone -oggi- di seri elementi per ritenere assolutamente infondata l'attribuzione a Del Massa dello pseudonimo "Sagittario" ed del relativo articolo ("Risveglio") pubblicato da quest'ultimo sulla rassegna evoliana Krur (ristampa anastatica cura della casa editrice Tilopa, Teramo-Roma, 1981, pp. 292-295)." Aniceto Del Massa, Pagine esoteriche, a cura di Angelo Iacovella, La Finestra, Trento, 2001. p. 30, nota 17.
  30. ^ "i miei amici massoni mi considerano un loro fratello, e d'altra parte lo sono in quanto pitagorico" Aniceto Del Massa, Pagine esoteriche, a cura di Angelo Iacovella, La Finestra, Trento, 2001. p. 32.

BibliografiaModifica

  • Claudio Mauri, La catena invisibile. Il giallo del fascismo magico, Milano, Mursia, 2005. ISBN 8842533319.
  • Renato Del Ponte, Evola e il magico Gruppo di Ur. Studi e documenti per servire alla storia di Ur-Krur, Borzano, Albinea, Sear Edizioni, 1994.
  • Gianfranco De Turris, Esoterismo e fascismo: storia, interpretazioni, documenti, Edizioni Mediterranee, 2006.
  • Geneviève Dubois, Fulcanelli. Svelato l'enigma del più famoso alchimista del XX secolo Edizioni Mediterranee, 1996.
  • Julius Evola, Introduzione alla magia, 3 voll., Roma, Mediterranee, 1971.
  • Julius Evola, Ur 1927. Roma, Tilopa, 1980.
  • Julius Evola, Ur 1928. Roma, Tilopa, 1980.
  • Julius Evola, Krur 1929. Roma, Tilopa, 1981.
  • Julius Evola, Introduzione alla magia quale scienza dell'io, La Spezia, Fratelli Melita, 1987.
  • (EN) John Bellamy Foster, Trump in the White House: Tragedy and Farce, NYU Press, 2017.
  • (EN) Nicholas Goodrick-Clarke, Black Sun: Aryan Cults, Esoteric Nazism, and the Politics of Identity, NYU Press, 2003.
  • (EN) Joscelyn Godwin, Atlantis and the Cycles of Time: Prophecies, Traditions, and Occult Revelations, Simon and Schuster, 2010.
  • (EN) Hans Thomas Hakl, Julius Evola and the UR Group, Aries, 12, Leida, Brill, 2012, pp. 53–90.
  • (EN) Hans Thomas Hakl, Christopher McIntosh, Eranos: An Alternative Intellectual History of the Twentieth Century, Routledge, 2014.
  • Massimo Introvigne, Le religioni in Italia, Centro studi sulle nuove religioni, Raffaella Di Marzio, 2006.
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  • (EN) Damon Zacharias Lycourinos, Occult Traditions, Numen Books, 2012.
  • Marco Rossi, Neopaganesimo e arti magiche nel periodo fascista, in Storia d'Italia, Annali 25, Esoterismo, a cura di Gian Mario Cazzaniga, Einaudi, Torino, 2010, pp. 599–627.
  • (EN) Mark Sedgwick, Against the Modern World: Traditionalism and the Secret Intellectual History of the Twentieth Century, Oxford University Press, 2009.
  • Roberto Sestito, Il figlio del sole. Vita e opere di Arturo Reghini. Filosofo e matematico, Ancona, IGNIS.
  • (EN) Peter Staudenmaier, Between Occultism and Nazism: Anthroposophy and the Politics of Race in the Fascist Era, BRILL, 2014.
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  • (EN) Hugh B. Urban, Magia Sexualis: Sex, Magic, and Liberation in Modern Western Esotericism, University of California Press, 2006.

Collegamenti esterniModifica