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BiografiaModifica

Nato a Ferrara nella centralissima via Palestro, figlio di un noto avvocato e fratello dello scrittore Corrado Tumiati, del professore universitario e giurista Leopoldo Tumiati e del drammaturgo Domenico Tumiati nonché zio del giornalista e scrittore Gaetano Tumiati e del giovane Francesco Tumiati eroe dell'antifascismo ferrarese, si laureò in giurisprudenza e per un po' esercitò la professione presso lo studio legale paterno. Il suo debutto avvenne attorno ai trent'anni, da attore generico; tuttavia, le sue doti interpretative lo fecero ben presto notare.

Del 1910 è il successo nel Cyrano de Bergerac. Allo scoppio della prima guerra mondiale, Tumiati si dedicò a spettacoli per intrattenere le truppe. Con il 1920 iniziò il periodo dei grandi lavori teatrali: tra gli altri, La dodicesima notte di William Shakespeare e Liliom di Ferenc Molnar. Nel 1924, grazie all'appoggio della moglie Beryl Hight, pittrice e scenografa, fondò a Milano la "Sala Azzurra", uno dei primi teatri d'avanguardia. Nel 1936, Silvio d'Amico lo chiamò a far parte del corpo docente dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica; tuttavia, Tumiati se ne distaccò l'anno seguente.

Nel 1940 diresse l'Accademia dei filodrammatici di Milano: suoi allievi furono Giorgio Strehler e Paolo Grassi. Risale al 1951 l'unione con Annibale Ninchi. Il 1958 è l'anno del ritiro dalle scene, salvo poi ritornarvi ancora una volta ben undici anni dopo, per interpretare l'indovino Tiresia, cieco come ormai era anche lui, nell'Edipo re di Sofocle diretto da Giorgio De Lullo al Teatro alla Scala.

Ha interpretato inoltre numerosi film di successo, tra i quali Malombra (1942), Eugenia Grandet (1947), La figlia del capitano (1947), Il Cristo proibito (1951), Il mercante di Venezia (1953), Ulisse (1954) e Guerra e pace (1956).

Trascorse gli ultimi dieci anni di vita in cecità, assistito dalla moglie che morì il 6 novembre del 1970, cinque mesi prima di lui[1].

Prosa teatraleModifica

FilmografiaModifica

Prosa radiofonica EIARModifica

DoppiatoriModifica

  • Aldo Silvani in Il Passatore, Il Cristo proibito, I figli di nessuno, Don Camillo
  • Mario Besesti in I tre corsari, Noi peccatori, La nave delle donne maledette

NoteModifica

  1. ^ La Stampa di sabato 24 aprile 1971, pag. 8

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN121278866 · ISNI (EN0000 0000 7936 515X · SBN IT\ICCU\TO0V\309185 · LCCN (ENno2010087786 · WorldCat Identities (ENno2010-087786