Guardia particolare giurata

tipo di guardia privata

Una guardia particolare giurata (comunemente guardia giurata, in acronimo GPG), in Italia, è una guardia privata che opera nel campo della vigilanza il cui compito è tutelare e proteggere i beni mobili e immobili affidati in custodia ad essa o all'istituto di vigilanza privata da cui dipende.

Storia

Una prima regolamentazione in tema fu quella di cui alla legge 21 dicembre 1890 n. 7321 che all'art. 45 stabiliva:

«I comuni, i corpi morali e i privati cittadini possono destinare guardie particolari alla custodia delle loro proprietà, le guardie particolari devono possedere i requisiti determinati dal regolamento, essere approvate dal prefetto e prestare giuramento innanzi al pretore. I loro verbali nei limiti del servizio cui sono destinate, faranno fede in giudizio sino a prova contraria.»

La disciplina venne successivamente raccolta nel TULPS emanato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e dal relativo regolamento di esecuzione, ovvero il regio decreto 6 maggio 1940, n. 635. Il decreto del ministero dell'interno del 1º dicembre 2010, n. 269, che ha stabilito nuovi requisiti per gli istituti di vigilanza privata, ha anche dettato nuove disposizioni per la formazione delle guardie dipendenti da tali enti.

Disciplina normativa generale

La normativa generale in materia è costituita da:

  1. Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS, Regio Decreto 18 giugno 1931 n. 773, artt. 133 a 141);
  2. Disciplina del servizio delle guardie particolari giurate (Regio Decreto-Legge 26 settembre 1935, n. 1952, convertito in legge 19 marzo 1936, n. 508);
  3. Regolamento per l'esecuzione del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (approvato con Regio Decreto del 6 maggio 1940, artt. da 249 a 260);
  4. Regolamento recante disposizioni per l'affidamento dei servizi di sicurezza sussidiaria nell'ambito dei porti, delle stazioni ferroviarie e dei relativi mezzi di trasporto e depositi, delle stazioni delle ferrovie metropolitane e dei relativi mezzi di trasporto e depositi, nonché nell'ambito delle linee di trasporto urbano (Decreto del Ministero dell'interno 5 settembre 2009, n. 154);
  5. Regolamento recante disciplina delle caratteristiche minime del progetto organizzativo e dei requisiti minimi di qualità degli istituti e dei servizi (Decreto del Ministro dell'interno del 1º dicembre 2010 n. 269).

Il titolo di GPG viene ottenuto a seguito del giuramento e dal conferimento di un decreto rilasciato dal prefetto della zona dove si esercita il servizio, ed è soggetto a rinnovo ogni due anni previa verifica, da parte delle autorità di pubblica sicurezza preposte, della persistenza dei requisiti[1] in capo alla GPG che è tenuta a indossare la divisa o, in casi particolari, il distintivo, i cui modelli vengono autorizzati dalla prefettura competente, su richiesta dell'istituto di appartenenza.[2] In ogni caso, le GPG non possono operare a tutela delle persone, funzione che, secondo la legge italiana, è di esclusiva competenza delle forze di polizia italiane indicate nella legge 1º aprile 1981 n. 121.

Le GPG sono generalmente assunte e prestano servizio per conto un istituto di vigilanza privata, e il rapporto di lavoro è regolamentato dallo specifico CCNL che prevede diverse qualifiche per il personale con funzioni amministrative e per quello con funzioni tecnico-operative. Possono tuttavia svolgere la loro attività in forma di lavoro autonomo,[3] ma in ambo i casi è comunque necessario che siano in possesso di licenza prefettizia[4] e il loro operato è sottoposto alla vigilanza della questura competente,[5] con eventuali regolamenti provinciali che possono stabilire disposizioni sulle modalità del servizio e sulle dotazioni. Secondo l'art. 133 del TULPS, inoltre, gli enti pubblici, gli altri enti collettivi e i privati possono destinare guardie particolari alla vigilanza o alla custodia delle loro proprietà mobiliari o immobiliari. La giurisprudenza della Cassazione ha altresì evidenziato come le suddette guardie abbiano, tra l'altro, facoltà di stendere verbali riguardo al servizio a cui sono destinate, ai sensi dell'art. 255 del regio decreto 6 maggio 1940 n. 635, nonché l'obbligo e il dovere di cooperare con l'autorità di polizia, nei casi previsti dalla legge.[6]

La legislazione regionale può dettare disposizioni particolari per il loro utilizzo: ad esempio, la Regione Lombardia, con legge regionale 9 dicembre 2013 n. 18, ha disposto che i gestori dei servizi di trasporto pubblico, nonché l'ente locale competente territorialmente, possano affidare alle guardie le attività di controllo, prevenzione, contestazione e accertamento, riguardo all'osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista una sanzione amministrativa (ad esempio la sanzione relativa alla mancanza del titolo di viaggio dell'utente).[7]

Caratteristiche

Requisiti

I requisiti richiesti sono previsti dall'art. 138 del TULPS e sono:[8]

Costituisce ulteriore requisito minimo l'avere prestato servizio per almeno un anno, senza demerito, quale volontario di truppa nelle forze armate italiane.[9] Inoltre il Ministro dell'interno, con proprio decreto, sentite le Regioni, provvede all'individuazione dei requisiti minimi professionali e di formazione delle guardie particolari giurate.[10] Infine, per coloro che svolgano servizio armato, è necessario altresì rispettare le previsioni ed i requisiti per la licenza di porto d'armi in Italia.

Stato giuridico

Il giuramento è prestato dinnanzi al prefetto o un suo delegato, e di tale atto è prevista la redazione di un verbale. La formula del giuramento[11] recita:

«Giuro di osservare lealmente le leggi e le altre disposizioni vigenti nel territorio della Repubblica e di adempiere le funzioni affidatemi con coscienza e diligenza, nel rispetto dei diritti dei cittadini.»

Secondo una consolidata giurisprudenza della Corte suprema di cassazione le GPG non possono essere ritenute ipso iure pubblici ufficiali,[12] ma alle guardie che svolgono la loro attività per la salvaguardia e la vigilanza dei beni mobili ed immobili è riconosciuta l'attribuzione della qualifica di incaricato di pubblico servizio.[13]

La licenza di porto d'armi per difesa personale è la medesima di quella rilasciata ai privati cittadini, tranne per alcune differenze: la sua durata è biennale, ed è previsto il beneficio della riduzione dell'ammontare della prevista tassa di concessione governativa.[14][15] Le GPG possono inoltre ottenere la licenza di porto di fucile per difesa personale, la quale, a differenza di un privato cittadino a cui viene concessa la medesima autorizzazione di polizia, legittima al porto di armi lunghe esclusivamente durante il turno di servizio e solo nel caso in cui si debbano espletare determinati compiti e mansioni; in ogni caso è vietato l'utilizzo di munizioni spezzate e sono unicamente consentite quelle a palla unica.[16]

Funzioni e poteri

Durante il servizio, la GPG può essere tenuta a redigere verbali in relazione al servizio a cui è destinata, che faranno fede fino a prova contraria in un eventuale processo. Essa ha inoltre l'obbligo giuridico, se richiesto, di collaborare con l'autorità di pubblica sicurezza nonché con gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, ai sensi dell'art. 139 del TULPS.[17] Le guardie che effettuino scorte valori per conto di un istituto di vigilanza privata con l'auto di servizio sono esentate dall'obbligo di indossare la cintura di sicurezza, così come sancito dal codice della strada italiano, in modo che le cinture non ostacolino l'eventuale pronta discesa dal veicolo.[18]

Nel corso degli anni, varie disposizioni normative hanno ampliato la casistica dell'impiego delle guardie giurate: ad esempio possono essere adibite anche al controllo e accertamento del divieto di fumo nei locali pubblici sancito dalla legge 16 gennaio 2003. In tal caso, le GPG devono essere esplicitamente adibite a tale servizio, così come riportato nella circolare 17 dicembre 2004 del Ministero della salute e dalla Conferenza Stato-Regioni del 16 dicembre 2004.

Il decreto del Ministero dell'interno 5 settembre 2009, n. 154 ha previsto e disciplinato l’affidamento alle guardie (sia dipendenti dai concessionari dei servizi che dagli istituti di vigilanza privata) dei servizi di sicurezza sussidiaria nell'ambito dei porti, delle stazioni ferroviarie, delle stazioni delle ferrovie metropolitane, nonché nell'ambito delle linee di trasporto urbano ed extraurbano. Ai sensi di tale decreto possono essere impiegate in strutture di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi tramite l'istituto d'appartenenza. Rientra altresì nei servizi di sicurezza complementare, come stabilito dal D.M. 269/10 e dall'art. 256-bis TULPS, la vigilanza presso tribunali ed altri edifici pubblici, installazioni militari, centri direzionali, industriali o commerciali e altre simili infrastrutture, quando speciali esigenze di sicurezza impongano che i servizi medesimi siano svolti da guardie particolari giurate.[19]

Rientrano, in sintesi, nei servizi di sicurezza da svolgersi a mezzo di guardie particolari giurate, salvo che la legge disponga diversamente o vi provveda la forza pubblica, le attività di vigilanza concernenti:[20]

  • la sicurezza negli aeroporti, nei porti, nelle stazioni ferroviarie, metropolitane e negli altri luoghi pubblici o aperti al pubblico specificamente indicati dalle norme speciali, ad integrazione di quella assicurata dalla forza pubblica;
  • la custodia, il trasporto e la scorta di armi, esplosivi e di ogni altro materiale pericoloso, nei casi previsti dalle disposizioni in vigore o dalle prescrizioni dell'autorità, ferme restando le disposizioni vigenti per garantire la sicurezza della custodia, del trasporto e della scorta;
  • la custodia, il trasporto e la scorta del contante o di altri beni o titoli di valore, nonché la vigilanza nei luoghi in cui vi è maneggio di somme rilevanti o di altri titoli o beni di valore rilevante, appartenenti a terzi;
  • la vigilanza armata mobile e gli interventi sugli allarmi, salve le attribuzioni degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza;
  • la vigilanza presso infrastrutture del settore energetico o delle telecomunicazioni, dei prodotti ad alta tecnologia, di quelli a rischio di impatto ambientale, e presso ogni altra infrastruttura che può costituire, anche in via potenziale, un obiettivo sensibile ai fini della sicurezza o dell'incolumità pubblica o della tutela ambientale.

Infine, il decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107, convertito in legge 2 agosto 2011, n. 130, ha inoltre sancito la possibilità di impiegare tali guardie su navi della marina mercantile italiana, sia a bordo che sulla terraferma, a tutela dell'imbarcazione stessa e del carico trasportato demandando la specifica disciplina alla decretazione ministeriale, contemplando le modalità di detenzione e trasporto delle armi sia a bordo della nave che sulla terraferma;[21] nello specifico la disciplina è prevista dal D.M. 7 novembre del 2019, n. 139.

Note

  1. ^ Art. 250 comma 3 R.D. 6 maggio 1940 n. 635, su edizionieuropee.it.
  2. ^ Art. 254 comma 1 R.D. 6 maggio 1940 n. 635, su edizionieuropee.it.
  3. ^ Guardie giurate, il Consiglio di Stato apre al lavoro autonomo, su stopsecret.it, 27 novembre 2019.
  4. ^ Art. 134 comma 1 R.D. 18 giugno 1931, n. 773, su edizionieuropee.it.
  5. ^ Art. 1 R.D.L. 26 settembre 1935, n. 1952, convertito in legge 19 marzo 1936, n. 508., su edizionieuropee.it.
  6. ^ Vedasi anche Cass., sez. I, 19.11.1993 D'Acquisto Mass. Cass. Pen., 1994, fasc. 3,83 (m) c.p.p., 57 R.D. 18.06.1931 773/1931, 139 R.D. 06.05.1940 635/1940, 255.
  7. ^ Legge Regionale 9 dicembre 2013 n. 18-Modifiche alla legge regionale 4 aprile 2012, n. 6 (Disciplina del settore dei trasporti).
  8. ^ Art. 138 R.D. 18 giugno 1931, n. 773, su brocardi.it.
  9. ^ Introdotto dall'art. 11 comma 3 d.lgs. 28 gennaio 2014, n. 8., su edizionieuropee.it.
  10. ^ Art. 4 comma 1 lett. c) decreto legge 8 aprile 2008, n. 59 (convertito in legge 6 giugno 2008, n. 101, su edizionieuropee.it.
  11. ^ previsto dal R.D. 635/1940, modificata dal dpr 4 agosto 2008, n. 153
  12. ^ Cassazione, riconfermati i limiti delle GPG da securindex.com, 16 settembre 2013
  13. ^ Art. 4 decreto legge 8 aprile 2008, n. 59 (convertito in legge 6 giugno 2008, n. 101, su edizionieuropee.it.
  14. ^ Art. 138 comma 3 R.D. 18 giugno 1931, n. 773., su edizionieuropee.it.
  15. ^ Art. 256 Regio Decreto 6 maggio 1940, n. 635, su edizionieuropee.it.
  16. ^ Le Armi e le G.P.G., su ratiolegisweb.it, 17 marzo 2018.
  17. ^ Art. 139 regio decreto 18 giugno 1931 n. 773, su brocardi.it.
  18. ^ Art. 172 comma 8 lett. c) del codice della strada (d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285) dal sito dell'ACI
  19. ^ Articolo introdotto dalla lett. g) dell'art. 1 del D.P.R. 4 agosto 2008, n. 153 pubblicato sulla G.U. n. 234 del 6 ottobre 2008, S.O., su edizionieuropee.it.
  20. ^ Art. 256 bis R.D. 6 maggio 1940, n. 635, su edizionieuropee.it.
  21. ^ Pirateria, arrivano i «contractor» a proteggere i mercantili italiani, su lastampa.it. URL consultato il 19 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2019).

Bibliografia

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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