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La guerra civile Jedi è un conflitto immaginario dell'Universo espanso di Guerre stellari, raffigurato nei videogiochi Star Wars: Knights of the Old Republic e Star Wars: Knights of the Old Republic II: The Sith Lords. Ebbe luogo nel 3.956 BBY. È noto anche con il nome di "seconda guerra Sith" e di "guerra della Star Forge", e viene raggruppata insieme ad altri conflitti vicini nel tempo sotto il nome di "antiche guerre Sith".

Indice

OriginiModifica

Le guerre mandalorianeModifica

Attorno al 4000 BBY, una razza di guerrieri mandaloriani, conosciuta sotto il nome di Neo-Crusaders, iniziò ad assaltare mondi lungo il Margine Esterno. L'Ordine Jedi insistette sulla necessità di rimanere estranei al conflitto, ma Revan, seguito dal suo migliore amico e compagno Jedi Malak, partì con un gruppo di Jedi ribelli per difendere la galassia. Dopo diverse battaglie, Revan e Malak vinsero la guerra con l'ultima, sanguinosa battaglia su Malachor V. Da quel momento i Mandaloriani trovarono in Revan un nemico degno della loro venerazione. Durante l'ultima battaglia Revan scoprì l'Accademia di Trayus, un antico sito ed archivio Sith. Egli si sottomise al Lato Oscuro ed assunse il ruolo di nuovo Signore dei Sith. Subito dopo la guerra, Revan e Malak scomparvero insieme agli altri Jedi ribelli e alle truppe repubblicane che li accompagnavano.

L'antico Impero dei Sith, creduto morto per millenni, aspettava solo il momento giusto per riemergere. "Quando la Guerra Civile Jedi scoppiò, il Consiglio Jedi dichiarò Revan e Malak responsabili. Ma le origini della guerra erano in realtà da ricercarsi nelle indifferenti dottrine dell'Ordine Jedi, che lasciarono il Margine Esterno al suo destino." Queste parole furono pronunciate da un esule Jedi, che seguì Revan in guerra servendo come Generale, assistendo alla Battaglia di Malachor V, e che fu l'unica persona a resistere alla tentazione del Lato Oscuro.

Segue una citazione completa delle sue parole.

Io fui l'unico a tornare davanti al consiglio dopo Malachor V, solamente per essere accusato di disobbedienza ed esiliato.

Questi Jedi, cominciai a vederli sotto una luce diversa. Vidi i loro volti mentre mi giudicavano su Coruscant. Perfino loro, i dodici grandi Maestri, erano incapaci di nascondere la loro rabbia, il loro odio. Emozioni che alimentano il nostro lato oscuro. Questo odio, dai "compassionevoli, aperi" Jedi fu probabilmente il motivo che spinse così tanti Jedi ad abbandonare l'Ordine per seguire i nuovi Signori dei Sith: Malak, l'apprendista, ed il potente Revan, il maestro.

Ed ora, io, un esule, vago per la galassia mentre una nuova guerra infuria, una guerra d'odio e tradimento radicati nell'assolutismo dei Jedi e del loro Codice. Non posso fare a meno di provare colpa per il fatto che noi Jedi, buoni e cattivi, siamo nuovamente al fronte in una sanguinosa guerra, ora schierati l'uno contro l'altro. Trasportiamo milioni di soldati con parole di gloria e giustizia, ma tutto ciò che ci spinge sono in realtà le ferite del nostro passato e la nostra sete di vendetta.

Preludio alla guerraModifica

Poco prima della loro scomparsa, Revan e Malak andarono su Dantooine dove Revan, utilizzando le conoscenze acquisite su Malachor V, individuò all'interno di un'antica rovina Jedi una Star Map. Questa lo condusse ad altre, su Tatooine, Kashyyyk, Manaan e Korriban. Fu su quest'ultimo pianeta che la loro caduta al Lato Oscuro fu completa ed essi diventarono nuovi Signori dei Sith. Presi i nomi di Darth Malak e Darth Revan, quest'ultimo emerse come nuovo Signore dei Sith, ed il secondo lo seguì come apprendista. Insieme crearono, con l'obbiettivo di distruggere la Repubblica ed i Jedi, e servendosi della Star Forge, un'antica costruzione dei Rakata risalente al loro Impero Infinito, una flotta immensa. Un anno dopo cominciò il loro attacco contro la Repubblica.

La seconda guerra Sith cominciaModifica

Così scoppiò la seconda guerra Sith, un conflitto che si rivelò essere ancora più devastante di quello scatenato da Exar Kun. Molti più Jedi cedettero al Lato Oscuro, furono uccisi in battaglia o assassinati. Revan mostrò essere il più grande genio militare che i Jedi avessero mai affrontato, e come affermato in seguito da molti, fu solo grazie alla sua astuzia se le Guerre Mandaloriane si conclusero con una vittoria per la Repubblica. Revan fu molto cauto nel cercare di infliggere il minor danno possibile alla flotta della Repubblica, nella speranza di poterla utilizzare in futuro. Al contrario Malak non mancò di devastare interi pianeti, come Telos e Taris, con bombardamenti orbitali. L'unica difesa della Repubblica si rivelò essere una giovane Padawan di nome Bastila Shan insieme alla sua tecnica della Meditazione da battaglia, una tecnica molto rara e potente in grado di aumentare la forza di volontà dei soldati della Repubblica e di diminuire quella dei Sith. Nonostante questo potere, la Repubblica era consapevole che una guerra prolungata avrebbe visto la sua sconfitta. Fu proprio in un disperato tentativo di porre fine alla guerra, che le forze della Repubblica posero una trappola abbordando l'ammiraglia di Revan, che in quel momento era sotto l'attacco del traditore Malak. Durante la confusione dovuta all'attacco Bastila salvò la vita di Revan, la cui mente fu irreparabilmente danneggiata. Questa fu riprogrammata dai Jedi, che ne fecero un loro alleato.

Il ritorno di RevanModifica

Revan fu posto sotto il comando di Bastila sulla nave repubblicana Endar Spire. Intanto Malak, pensando il suo maestro fosse morto, consacrava tutte le sue forze alla caccia a Bastila. Una flotta Sith attaccò e distrusse la Endar Spire in orbita attorno al pianeta Taris. Bastila riuscì a fuggire sulla superficie del pianeta, seguito a breve da Revan e dal commilitone Carth Onasi.

Scoprendo Bastila prigioniero della banda di banditi di Black Vulkar, Revan organizzò un audace e provante salvataggio ed in seguito fuggì dal pianeta a bordo della Ebon Hawk, assieme a Bastila, Carth e l'equipaggio che avevano radunato sul pianeta. Non appena fuggirono da Taris, la flotta di Malak cominciò un bombardamento orbitale nel disperato tentativo di uccidere Bastila con ogni mezzo. L'Ebon Hawk trovò rifugio nella roccaforte Jedi di Dantooine dove Bastila convinse il consiglio dell'accademia Jedi a rieducare Revan alla via Jedi. Una volta completato il suo addestramento Revan prese Bastila con sé e investigando una struttura di antiche rovine scoprì la stessa Star Map che lui e il suo apprendista avevano scoperto anni prima. Sebbene la mappa fosse incompleta essa indicava la via verso le altre parti. Revan scoprì che solo la combinazione delle informazioni di tutte e cinque le mappe poteva svelare il luogo del misterioso artefatto Rakata chiamato "Star Forge". Questa sarebbe stata la chiave per finire una guerra che la Repubblica non poteva più continuare.

Revan, Bastila e compagni viaggiarono per questi mondi, ricalcando i passi che Darth Revan aveva fatto anni prima. Su ogni pianeta la potente aura del lato oscuro emanata dalle Star Map creava pericolose condizioni che rendevano l'accesso alle mappe difficile. L'equipaggio del Ebon Hawk si trovava inoltre bersaglio di Sith e cacciatori di taglie, e confrontato con problemi con le popolazioni locali ad ogni tappa.

Dopo aver scoperto la quarta Star Map, Revan e i suoi alleati furono catturati dai Sith, riuscirono a scappare dalle loro celle, ma non appena fuggirono verso l'Ebon Hawk Revan fu confrontato da Malak che gli rivelò della sua precedente vita come Signore dei Sith. Seguì un feroce duello con le spade laser, culminante con la cattura di Bastila da parte di Malak. Revan fu costretto a fare i conti con la rivelazione di Malak e la perdita di Bastila durante la fase culminante della ricerca della Star Forge, che fu infine trovata nel sistema natale degli antichi Rakata.

Dopo aver guadagnato il sostegno di questa razza Revan fu costretto ad affrontare Bastila che in seguito a settimane di tortura per mano di Malak si era abbandonato al suo odio ed era passato al lato oscuro diventando il nuovo apprendista del Signore dei Sith (il precedente apprendista e già Jedi chiamato Darth Bandon era stato ammazzato da Revan durante la cerca delle Mappe Stellari). Sulla sommità di un antico tempio Rakatano Bastila tentò di sedurre Revan a reclamare il suo precedente titolo di Signore dei Sith. Questa fu l'apice della cerca della Star Forge e finì con Revan prendente una volta ancora una scelta destinata a cambiare il destino della galassia.

La redenzione di Darth RevanModifica

Revan rifiutò il Lato Oscuro. Frustrata, Bastila fuggì sulla Star Forge, ma Revan e il suo equipaggio la seguirono con la Ebon Hawk.
Sulla Star Forge, Revan affrontò Bastila ancora una volta. Dopo averla sconfitta, la convinse a tornare alla luce facendo leva sul loro legame sentimentale che li aveva legati durante la loro missione. Alla fine, Revan affrontò il vecchio amico e apprendista Malak in un duello epico mentre l'assalto alla Star Forge continuava, con la flotta della repubblica aiutata dalla Meditazione da Battaglia di Bastila. Durante il duello, Malak succhiava continuamente energia vitale dai corpi dei Jedi tenuti prigionieri, ma neppure questo fu sufficiente per sconfiggere Revan. Alla fine, Malak venne ucciso, con rimorso e rimpianto, e la Star Forge venne distrutta. Un anno dopo la sconfitta di Malak e dei Sith, Revan lasciò la Repubblica, avendo ricordato che c'erano alcuni frammenti dell'antico Impero Sith che aveva scoperto come Signore Oscuro, e decise di porre fine alla minaccia che poteva distruggere la ancora debole Repubblica. Prima di andare, Revan salutò i nove compagni che lo avevano accompagnato nella missione, sapendo che, nei luoghi in cui doveva andare nessuno poteva accompagnarlo. Diede il compito a Carth Onasi di mantenere la sicurezza nella Repubblica, lasciò il coraggioso Mandaloriano Canderous Ordo nell'Anello Esterno, e lasciò Bastila, il suo vero amore. "Sarebbe stato meglio," Kreia, il vecchio Maestro di Revan, avrebbe detto, "se le avesse fatto capire. Ma aveva una forte volontà, quella, e non capiva la guerra come Revan." Revan scomparve, lasciando la Ebon Hawk con i droidi T3-M4 e HK-47 ai limiti dello Spazio Conosciuto, perché non avrebbe avuto bisogno di loro. Non si sa se Revan abbia mai completato la missione che si era dato.

Ripercussioni della guerra della Star ForgeModifica

La guerra civile devastò la Repubblica rendendola vulnerabile a un altro attacco. Revan pensò che questo attacco potesse venire dai Sith antichi e partì per prevenirlo. Durante la sua assenza, la successiva minaccia alla sicurezza della Galassia si rivelò. Colpì non dalle Regioni Ignote, ma dalle ombre. Nel cuore dell'Accademia Trayus, il Nucleo di Trayus, sull'antico mondo Sith Malachor V, venne creata una alleanza tra Darth Nihilus e Darth Sion, ex apprendisti della Signora dei Sith Darth Traya. Questi nuovi Sith possedevano la capacità di nutrirsi tramite la Forza, qualcosa che Nihilus imparò durante la battaglia su Malachor. Colpendo dalle ombre, i nuovi Sith uccisero per un solo scopo: la completa distruzione dei Jedi. Corruppero gli eventi e le situazioni planetarie, causando guerre sui pianeti chiave della Repubblica. Questi mondi, se lasciati a loro stessi, avrebbero causato la fine distruttiva della Repubblica. Un Esule, comunque, stava tornando per evitare questo.

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