Guerra civile in Tagikistan

Guerra civile in Tagikistan
Destroyed turret of a T-62 in Tajikistan.jpg
Due tagiki osservano un T-72 andato distrutto
Data1992 - 1997
LuogoTagikistan Tagikistan
EsitoLe Nazioni Unite promossero un armistizio e la firma di un trattato di pace; Rahmonov vinse le elezioni presidenziali del 1999 e l'IRP ottenne il 30% dei voti alle elezioni politiche diventando di fatto il secondo partito della Nazione.
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Tagikistan
2.000-3.000 (1992)
18.000 (1995)
5.000-7.000 (1998)
8.000 (2002)
Russia
3.500 (1993)
24.000 (1996)
25.000 (1999)
115.000 (2000)
12.000 (2002)
Flag of Kyrgyzstan.svg
278 (1993-2002)
Uzbekistan
69.000-76.000 (2002)
Flag of Kazakhstan.svg
500 (1993-2001)
Tagikistan
16.000 (1992)
5.000 (2000)
5.000 (2002)
Uzbekistan
500-1.000 (2001)
2.000 (2002)
Flag of Afghanistan (WFB 1996).png Flag of Taliban.svg
10.000 (2000)
5.000 (2001)
Perdite
SconosciuteSconosciute
50.000 - 100.000 morti
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La guerra civile in Tagikistan (tagico: Ҷанги шаҳрвандии Тоҷикистон, Jangi shahrvandii Tojikiston) iniziò nel marzo del 1992 quando i gruppi etnici delle regioni del Garm e della provincia Autonoma di Gorno-Badachšan insorsero contro il presidente del Consiglio Supremo Emomali Rahmonov, che rappresentava le città di Chujand e Leninabad, ovverosia le regioni di Suǧd e Chatlon. Dal punto di vista politico, gli scontenti erano i liberal democratici riformisti[2] e gli islamisti; entrambi i movimenti si organizzarono per formare l'Opposizione Unita tagica[3].

Il presidente Rahmonov, il leader dell'opposizione unita Sayid Abdulloh Nuri e il rappresentante speciale del segretario delle Nazioni Unite Gerd Merrem posero fine alla guerra civile firmando, il 27 giugno 1997, il "trattato sul mantenimento della pace e dell'accordo in Tagikistan" e il "protocollo di Mosca"[4].

NoteModifica

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