Guerra di Rio de Janeiro della droga

Guerra[1] di Rio de Janeiro della droga[2] o semplicemente guerra della droga[3], sono i nomi con cui viene definito quel conflitto armato tra forze dell'ordine e narcotrafficanti iniziato il 17 ottobre 2009 nelle baraccopoli della zona settentrionale di Rio de Janeiro dopo che una banda criminale della collina della scimmie ha abbattuto un elicottero della polizia militare, nel quale sono rimasti uccisi tre dei sei agenti a bordo.

Guerra di Rio de Janeiro della droga
parte della Guerra tra Comando Vermelho e Amigos dos Amigos
Data17 ottobre - 25 ottobre 2009
LuogoBrasile. Favelas della zona nord di Rio de Janeiro: Jacarezinho, Morro dos Macacos, Morro Sao Joao, Vila Cruzeiro
Casus belliAbbattimento di un elicottero della polizia militare da parte dei narcos
EsitoVittoria delle autorità dell'ordine
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
7.500+ uomini
M113
MOWAG Piranha
AAV7
EE-9 Cascavel
EE-11 Urutu
Caveirão
Elicottero d'attacco
10.000+ uomini [senza fonte]
Perdite
3 poliziotti militari
1 elicottero
42 vittime civili
Voci di guerre presenti su Wikipedia

La guerriglia è iniziata a due settimane di distanza dall'assegnazione della città come sede dei giochi della XXXI Olimpiade (2016), oltre che la precedente conferma come uno dei luoghi in cui si sono tenuti i mondiali di calcio (2014).

Antonio Biscaia, candidato per la presidenza dello Stato di Rio, ha paragonato gli scontri a una guerra civile, mostrando come nella sola metropoli il livello degli omicidi sia più alto e in aumento che nel resto del Brasile.[4]

In un contesto di disagio sociale, violenza e criminalità diffusa nelle tristemente famose baraccopoli indigenti della metropoli, Rio è qualificata come una delle città più violente al mondo e ogni anno si contano migliaia di uccisioni per morte violenta. Il conflitto armato ha fatto risorgere il problema sicurezza nella città, creando polemiche in tutto il Paese oltre che all'estero, in particolare alcuni membri del CIO hanno espresso dubbi circa la situazione in vista delle future Olimpiadi.[5]

I fatti della Collina delle ScimmieModifica

La collina delle scimmie è una delle più violente baraccopoli della zona settentrionale di Rio de Janeiro appartenente al quartiere Vila Isabel. Dopo che intorno alla mezzanotte di sabato 17 ottobre i Comando Vermelho, una potente organizzazione criminale di Rio, provenienti da Morro Sao Joao avevano invaso la collina, controllata però da Amigos dos Amigos, con l'intenzione di controllarne le attività di narcotraffico dei rivali, era iniziata una guerriglia armata.
Per arginare gli scontri interni tra le bande, alle 4 di mattina erano stati inviati nel territorio 150 uomini delle truppe di assalto del reparto speciale della Polícia Militar per attività di pattugliamento e contenimento. Proprio per impedire l'intervento delle forze dell'ordine nella faida, nella zona erano state costruite dai criminali delle barricate di fortuna con i mezzi a disposizione (pneumatici, ferri vari) e successivamente appiccato loro fuoco.[1][6][7]

Intorno alle 10:20 del mattino, l'elica posteriore di un elicottero Fenix in pattuglia sopra la collina viene raggiunto da alcuni colpi sparati dai narcotrafficanti: secondo alcuni l'arma era un bazooka o una mitragliatrice, facendo punto comune sul fatto che è stata un'arma da guerra; dai dati forniti da Alan Turnowski, responsabile della Polícia Civil, si è venuto a sapere che «i criminali dispongono di armi corte e lunghe, fucili di calibro 7,62 e 5,56, ossia armi che sparano lontano proiettili con un alto potere di perforazione», aggiungendo però che le indagini non hanno capito con quale di esse sia stato colpito il mezzo. Contemporaneamente il pilota viene raggiunto da un proiettile alla gamba che gli impedisce di controllare il mezzo. Nel tentativo di formulare un atterraggio d'emergenza, il mezzo prende fuoco subito dopo l'arrivo in un campo di calcio, esplodendo qui, e due degli agenti rimangono uccisi dalle ustioni sul colpo; dei restanti quattro che riescono a salvarsi feriti, uno decede qualche giorno dopo.[2][8][9]

L'attacco all'elicottero da parte dei narcotrafficanti segna l'inizio di una violenta guerra urbana tra le numerose bande di strade e associazioni criminose presenti nelle favelas della zona settentrionale e le forze dell'ordine ancora più presenti sul territorio al fine di sanare sia il conflitto interno alla collina che la violenza esplosa in gran parte delle baraccopoli.[5]

Piste alternativeModifica

Distaccandosi dalla pista ufficiale secondo cui la faida tra le due bande rivali sarebbe stata causata dal controllo dello spaccio di droga nel territorio, questioni locali quindi, si è andata delineandosi dalle indagini la pista carceraria. La polizia era andata indagando la possibilità che un capo dei narcotrafficanti incarcerato in una prigione di massima sicurezza di Parana avesse ordinato l'attacco alle favelas per riottenere dal carcere il controllo del traffico di droga.[2]

Il 24 ottobre vengono trasferiti dai carceri di Rio de Janeiro dieci signori della droga, ritenuti responsabili direttamente dal luogo di detenzione, in diverse strutture di massima sicurezza del Brasile con regime di isolamento totale in modo da evitare - nuovamente - che tramite l'uso dei telefoni cellulari ordinati dalla galera potessero dettare nuovi ordini alle rispettive bande.[10]

Cronologia della guerrigliaModifica

  • 17 ottobre[5][7][8][11][12][13][14][15]
    • Dopo l'abbattimento dell'elicottero della polizia, si sono verificati i primi scontri tra le bande di narcotrafficanti unitesi nel frattempo alla lotta armata con le varie bande di strada e associazioni criminose presenti nelle favelas della parte settentrionale di Rio.
    • Poco dopo l'esplosione del mezzo di polizia, dall'altra parte delle favelas, viene appiccato un incendio doloso a un edificio scolastico e sette mezzi del trasporto pubblico vengono bloccati durante il percorso in città e dati alle fiamme dai narcotrafficanti, dopo aver fatto scendere autista e passeggeri, nel tentativo di distogliere le forze di polizia dalle operazioni contro i trafficanti nelle favelas, qualche tempo dopo il numero dei mezzi bruciati sale a dieci; il danno complessivo inferto alla società dei trasporti dagli incendi appiccati è di circa 1ml £. Secondo altri, si è trattato di un messaggio ben preciso, il quale decodificato dal linguaggio criminale avrebbe significato che la presenza delle forze dell'ordine nella zona nord non era gradita. L'incendio dei mezzi ha portato alcune linee di trasporto a rinunciare interi passaggi del percorso in alcune favelas.
    • A fine giornata il bilancio è di dodici morti (escludendo i due agenti dell'elicottero): due civili, dieci narcotrafficanti e dieci feriti: quattro agenti presenti nell'elicottero abbattuto e sei civili tra cui un bambino in modo grave.
  • 18 ottobre[1][5][9][16][17][18][19]
    • La mattinata è stata tranquilla facendo sperare il ritorno alla normalità dopo gli eventi del giorno precedente, tuttavia gli scontri armati sono ripresi durante il corso del giorno.
    • Nel pomeriggio, a seguito dell'escalation di violenza nelle favelas della zona nord di Rio, è stato dichiarato lo stato di allerta per le forze di polizia da parte di Jose Mariano Beltrame, il segretario alla Sicurezza, al fine di evitare nuovi scontri, ogni agente di polizia è stato richiamato in servizio e 4500 unità supplementari provenienti dall'area metropolitana sono state mandate di presenza su tutta la zona settentrionale, in particolare le zone adiacenti allo stadio Maracanã.
    • Viene lanciata un'operazione anticrimine in tutta la zona settentrionale di Rio, in modo particolarmente attivo nella baraccopoli di Jacarezinho, frutto della cooperazione del Batalhão de Operações Policiais Especiais, il corpo speciale della polizia di Stato incaricato nell'effettuare incursioni sul territorio delle favelas e in altre zone ad alto rischio, e della Polícia Militar, per la partecipazione totale di circa 3000 agenti dell'ordine. Nel corso dell'azione di contenimento vengono uccisi due narcotrafficanti e feriti altri quattro, peraltro indagati per l'abbattimento dell'elicottero, come dichiarato dopo il loro arresto da Orderlei Santos, maggiore e portavoce della polizia militare.
    • Dando un parere circa la situazione del conflitto, il comandante generale della Polícia Militar, Mario Sergio Duarte, ha dichiarato che la risposta delle forze dell'ordine non è stata sintomo di una violenza generalizzata perché «non siamo mossi dal desiderio di vendetta, ma i colpevoli non rimarranno impuniti», che si sarebbe fatto di tutto per dare una risposta efficace alle azioni criminose e che l'abbattimento dell'elicottero dovrebbe essere un monito per indurre le autorità all'acquisto di elicotteri blindati perché «sono episodi come questi che dimostrano quanto risultino essenziali».
    • A fine giornata si conta l'uccisione di tre narcotrafficanti nelle baraccopoli di San Joao e Jacarezinho e l'arresto di altri quattro.
  • 19 ottobre[7][19]
    • Nelle prime ore della mattina di lunedì la violenta favela di Jacarezinho è stata nuovamente oggetto di scontri a fuoco con le forze di polizia, nei quali sono rimasti uccisi due narcotrafficanti e feriti altri quattro.
  • 20 ottobre [20][21][22][23][24][25]
    • Nella notte molte persone residenti alla collina delle scimmie hanno lasciato le abitazioni andando altrove per non rischiare di venire uccise come altri civili tra gli scontri a fuoco di narcotrafficanti e forze di polizia dopo che ha iniziato a circolare voce di una prossima invasione della baraccopoli da parte di una banda.
    • Alle prime ore del giorno si è verificato un conflitto a fuoco tra narcotrafficanti e forze dell'ordine nella favela Morro dos Macacos, al termine del quale sono stati trovati quattro cadaveri, ma l'impossibilità temporanea di identificazione non ha permesso di stabilire se erano criminali o civili.
    • Tre persone, estranee al conflitto, sono rimaste uccise dalle autorità in un'area di guerriglia, dopo che avevano partecipato ad una festa tra privati tenutasi nella zona. L'azione delle forze di polizia era dovuta al fatto che si pensava fossero dei narcotrafficanti, ma solo dopo aver accertato l'identità delle vittime è stato appurato che non si trattava dei criminali ricercati.
    • Viene annunciata la messa di una taglia sui responsabili dell'abbattimento dell'elicottero e una ricompensa a chi sia utile ai fini delle indagini. Il conteggio finale della giornata fa salire a 25 le vittime del conflitto, tra queste molti civili in parte arruolati dai narcotrafficanti per combattere.
  • 21 ottobre[15][20][22][26][27][28][29]
    • Nella giornata gli scontri si sono intensificati nonostante l'operato ingente delle forze di polizia, facendo salire a 29 il numero delle vittime (23 narcotrafficanti, 3 civili, 3 poliziotti), non solo più causate dagli scontri narcotrafficanti-autorità ma anche da regolamenti di conti interni tra le bande di strada e dal ritrovamento di cadaveri nascosti tra le baraccopoli.
    • La mattina avvengono degli scontri a fuoco nella zona settentrionale che portano all'uccisione di tre persone. Uno degli scontri a fuoco avviene nel corso di un'operazione della polizia nella baraccopoli Morro do Juramento, quando un gruppo di tre narcotrafficanti assalta l'unità dell'ordine ingaggiando un breve conflitto armato, al termine del quale i tre rimangono uccisi. Secondo Oderlei Santos, portavoce della polizia, i tre narcos erano vicini alla banda considerata responsabile dell'abbattimento dell'elicottero.
    • Nelle stesse ore avveniva un altro ingaggio narcos-polizia in una favela della stessa zona della città.
    • In uno scontro a fuoco nella baraccopoli Vila Cruzeiro, alcuni proiettili vaganti feriscono all'addome lo studente diciottenne Jose Carlos Guimaraes, che viene trasportato in ospedale in condizioni gravi.
    • Entro mezzogiorno terminano gli scontri a fuoco, e la situazione nell'area delle baraccopoli violente torna calma.
    • In un carrello per la spesa di un supermercato della collina delle scimmie è stato invece ritrovato il cadavere di un giovane con riporto di lividi, lesioni varie causate da torture corporali e perforazioni da proiettile, dopo che una signora a passeggio con il figlio nella via ne ha notato la presenza, avvertendo le autorità. L'omicidio è considerato uno tra i più brutali dall'inizio della guerriglia.
    • Vengono dati alle fiamme altri veicoli dai narcotrafficanti per distogliere gli agenti dalle azioni di contenimento, facendo salire il numero di mezzi incendiati a 12 dall'inizio del conflitto.
    • In una delle molteplici operazioni anticrimine organizzate dalle forze di polizia nelle baraccopoli della zona nord, vengono trovate e sequestrate alcune armi dei narcotrafficanti, tra cui diverse armi da fuoco pesante capaci di abbattere un elicottero.
    • A fine giornata viene annunciato che tra gli arrestati dall'inizio del conflitto si trova Rodrigo Mello, capo del Commando Vermelho. Secondo l'autorità sarebbe stato proprio egli ad ordinare l'invasione di Morro Sao Joao per ottenerne il controllo.
  • 22 ottobre[4][15]
    • Gli scontri della giornata e dell'ultima parte del 21 hanno portato all'uccisione complessiva di 7 persone e 17 arresti, facendo salire a 33 le vittime della guerriglia. Alcuni degli arresti sono avvenuti nella baraccopoli Morro Santo Amaro.
    • Il dispiegamento delle forze dell'ordine porta a contenere la violenza in 5 baraccopoli, portando i narcotrafficanti ad agire in altri territori.
  • 23 ottobre[30][31]
    • In un carrello fatto in casa vengono ritrovati i corpi senza vita di due uomini uccisi a colpi di arma da fuoco; nelle vicinanze vengono trovati altri quattro cadaveri.
    • Viene comunicato dalla polizia che all'inizio della settimana un abitante delle baraccopoli si è presentato in un ospedale, portando due cadaveri stipati nel proprio furgone, perché glielo avrebbero ordinato i narcotrafficanti.
    • Nella prima parte della giornata i morti salgono a 35, che a conteggio finale divengono più di quaranta.
    • Il partito socialdemocratico dell'opposizione accusa Lula da Silva e il suo governo di essere responsabili della violenza dilagante in Rio de Janeiro, e che le misure di sicurezza annunciate come la dotazione di elicotteri blindati alla polizia siano insufficienti rispetto all'importanza dell'argomento. Josè Anibal, capo del partito, ha dichiarato che il ruolo del governo non dev'essere lo stanziamento di armi e fondi ma la lotta concreta alla criminalità relativa al narcotraffico. Contemporaneamente, Tarso Genro, ministro della giustizia, viene convocato al Congresso per una relazione circa il conflitto.
  • 24 ottobre[10]
    • Sabato si è tenuta una manifestazione di protesta contro il conflitto armato nella spiaggia di Copacabana. I partecipanti alla protesta si sono messi dentro dei carrelli della spesa, vestendosi di nero e indossando maschere bianche, in segno di ricordo per una vittima della guerriglia, ritrovata in circostanze analoghe alcuni giorni prima.
    • Dieci signori della droga vengono trasferiti dai carceri di Rio de Janeiro in strutture di massima sicurezza situate in diverse parti del Brasile. Il trasferimento avviene a seguito delle indagini della polizia circa una pista alternativa riguardante l'invasione dei Comando Vermelho contro gli Amigos dos Amigos.
  • 25 ottobre[32]
    • In un comunicato pubblicato dalla polizia locale di Rio, viene annunciato che le vittime sono salite a 42.

Collusioni tra polizia e narcosModifica

Giovedì 22 viene aperta un'indagine delle autorità dopo il ritrovamento di un video risalente al 18 ottobre, nel quale due agenti di polizia arrestavano e rilasciavano due narcotrafficanti per l'agguato con armi da fuoco a Evandro Joao Silva, coordinatore di AfroReggae, un progetto per il risanamento delle baraccopoli. Nel video si vede l'arrivo e l'inseguimento tra le vie delle favelas degli agenti e narcos circa 30 secondi dopo il ferimento e il pestaggio di Silva; dopo averli raggiunti i due criminali danno gli oggetti rubati alla vittima (giacca, scarpe da ginnastica) alla coppia di agenti per poi venire liberati e ripresi poco dopo dalle stesse telecamere per il quartiere.
Silva è morto per le ferite non curate nel tempo intercorso tra l'inseguimento e la colluttazione. Il caso ha riportato all'attenzione della stampa brasiliana il fenomeno che lega la corruzione delle forze di polizia ai narcotrafficanti.[33]

Le autorità brasiliane hanno ammesso la presenza della corruzione e brutalità tra le forze di polizia; confermando l'esistenza di milizie armate formate da poliziotti fuori servizio e vigili del fuoco che competono contro i narcotrafficanti per il controllo del mercato della droga.[34]

Risposte del governoModifica

Dal mondo della politica brasiliana sono state emesse più dichiarazioni circa la situazione di sicurezza nella metropoli, proponendo idee per il contenimento della criminalità diffusa in vista dei giochi della XXXI Olimpiade.

Alcuni hanno chiesto la stipula di un accordo tra il governo e i narcotrafficanti per porre fine al conflitto armato, basandosi su un trattato della stessa natura - mai confermato, firmato per far terminare gli scontri del 2006 a San Paolo.[1][7]

Il ministro della giustizia, Tarso Genro, aveva invece proposto - subito dopo l'inizio del conflitto, al governo dello Stato di Rio l'invio della Força Nacional de Segurança Pública, un corpo delle forze speciali incaricato in operazioni di emergenza, ma Sergio Cabral si era dichiarato contrario[17] chiedendo solo con l'intensificarsi degli scontri l'invio di rinforzi da parte del governo federale.[4]

José Beltrame, segretario alla sicurezza della città di Rio, rispondendo al forte impatto mediatico causato dagli scontri ha dichiarato che «il problema riguarda solo quella parte della città [le favelas oggetto della guerra] che non è la vera Rio de Janeiro»[7]. Beltrame si è detto speranzoso nel fatto che il conflitto armato sia l'episodio di violenza che serva a far capire ai politici brasiliani la necessità di dissolvere la criminalità con soluzioni concrete e definitive, confermando tuttavia la difficoltà delle autorità nell'irrompere nelle baraccopoli[30]:

(EN)

«When we enter a slum, where they have their stockpile of weapons and ammunition, defending their territory and reacting against police as if it were a war.»

(IT)

«Quando entriamo in una baraccopoli, dove loro hanno arsenali con armi e munizioni, difendono il loro territorio e reagiscono contro la polizia come se si trattasse di una guerra»

A quattro giorni dall'inizio del conflitto armato, Lula da Silva, presidente del Brasile, annuncia che il suo governo si impegnerà in una lotta contro i narcotrafficanti di Rio de Janeiro per arginare il grave fenomeno criminale e risanare l'immagine della città in vista del campionato mondiale di calcio 2014 e delle Olimpiadi 2016. Per condurre la lotta al crimine è stato emendato lo stanziamento di 40ml € come fondo per la Polícia Federal, ammettendo comunque che «non sarà facile» visto che interi quartieri di Rio sono controllati dai narcotrafficanti[24][25][35]:

(EN)

«We'll do anything it takes and make all necessary sacrifices so we can clean up the mess these people are creating in Brazil, damaging our image abroad. There are so many great things that take place in this country, so many honest people who work here and yet this group of people manage to control another group of people, ruining our image abroad and leaving innocent victims in Brazil.»

(IT)

«Faremo tutti i sacrifici necessari per ripulire la vergogna che questa gente ha gettato sulla nostra immagine all'estero. Sono tanti gli aspetti positivi di questo Paese, così tante le persone oneste che lavorano e tuttavia questa gente riesce a controllare gruppi ristretti capaci di rovinare la nostra reputazione internazionale e fare vittime nel Paese.»

(Lula da Silva annuncia la lotta al crimine.)

Nel novembre 2009 viene annunciato che per far fronte a narcotraffico e criminalità diffusa nelle baraccopoli, saranno in volo da dicembre tre aerei senza pilota di produzione israeliana con il compito di sorvolare le aree più insicure ad un'altitudine di 7000m.[36]

Criticità sulla sicurezza per le OlimpiadiModifica

Alcune personalità del Comitato Olimpico Internazionale hanno espresso dubbi riguardanti la scelta di Rio de Janeiro come sede delle Olimpiadi 2016 alla luce della guerra armata tra trafficanti di droga e forze di polizia, in risposta a queste diversi politici brasiliani hanno emesso dichiarazioni sullo stato di sicurezza della metropoli. Secondo Sergio Cabral, presidente dello stato di Rio, «i problemi esistono ma non si possono cancellare nello spazio di una giornata con una bacchetta magica» visto che entro il 2014 saranno state date risposte concrete ai fenomeni criminosi della metropoli per garantirne la sicurezza in vista dei giochi olimpici, stanziando gran parte dei fondi devoluti all'organizzazione di essi nella lotta alla criminalità.[16] Altri politici hanno dichiarato che la città è tranquilla e non sussistono problemi circa il fatto che nel 2016 si terranno le Olimpiadi, ma le polemiche sulla situazione di instabilità della città si sono estese in tutto il Brasile.[37]

Tra i membri del CIO che hanno invece difeso la scelta della città come sede dei giochi olimpici si citano il portavoce del consiglio Mark Adams che ha dichiarato: «la responsabilità è interamente affidata alle autorità nazionali, regionali e cittadine. Ma siamo fiduciosi delle loro capacità per riuscire a garantire con sette anni di tempo un'edizione sicura» e Craig Reedie, membro per l'Inghilterra dell'esecutivo del CIO, il quale ha comparato la situazione delle favelas a quella di Londra dopo gli attentati del 7 luglio 2005, ma in quel caso nessuno aveva comunque sollevato dubbi sulla situazione di sicurezza pubblica per le Olimpiadi 2012 lì fissate.[38][39]

Eduardo Paes, sindaco della metropoli, ha rilasciato una personale dichiarazione il 19 ottobre nel corso di una conferenza stampa a Londra per il Comitato Olimpico[38]:

«Non abbiamo nascosto i nostri problemi presentando la candidatura. Abbiamo sempre detto che questo tipo di problema c'è e che siamo determinati a risolverlo. Ci sono tante cose da fare e c'è ancora tanta strada da percorrere e quello che è accaduto nel fine settimana lo dimostra. Ma siamo sicuri che per il 2016 avremo risolto gran parte delle criticità e che la città sarà molto più sicura e pacifica. Siamo preoccupati per la sicurezza dei nostri cittadini, e per quella dei turisti. Questa è la nostra sfida.»

NoteModifica

  1. ^ a b c d Paolo Manzo. La guerra di Rio mette a rischio le Olimpiadi. Il Sole 24 Ore, 19-10-2009 (ultimo accesso il 19-10-2009).
  2. ^ a b c Polizia su tracce responsabili abbattimento elicottero[collegamento interrotto]. APCOM, 19-10-2009 (ultimo accesso il 20-10-2009).
  3. ^ (EN) Drug dealers, gangs and police at war in Rio de Janeiro slums, Telegraph.co.uk, 17 ottobre 2009. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  4. ^ a b c (EN) Marcelo Soares, Seven die in 'civil war' in Rio slums, The Age, 22 ottobre 2009. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  5. ^ a b c d Rio de Janeiro, secondo giorno di scontri tra gang e polizia Archiviato l'11 aprile 2013 in Archive.is.. Reuters, 18-10-2009 (ultimo accesso il 18-10-2009).
  6. ^ 'Narcos' abbattono elicottero militare a Rio. RaiNews24, 17-10-2009 (ultimo accesso il 19-10-2009).
  7. ^ a b c d e In attesa dei Giochi Rio fa la guerra nelle baraccopoli Archiviato il 20 ottobre 2009 in Internet Archive.. La Stampa, 19-10-2009 (ultimo accesso il 19-10-2009).
  8. ^ a b È guerra tra polizia e narcotrafficanti. Dodici morti nella favelas di Rio. La Repubblica, 17-10-2009 (ultimo accesso il 20-10-2009).
  9. ^ a b Brasile: guerriglia tra le favelas, 2 morti[collegamento interrotto]. L'Unione Sarda, 18-10-2009 (ultimo accesso il 20-10-2009).
  10. ^ a b (EN) Gary Duffy, Rio police transfer 'drug barons', BBC News, 25 ottobre 2009. URL consultato il 25 ottobre 2009.
  11. ^ (EN) Tom Phillips, Twelve dead and helicopter downed as Rio de Janeiro drug gangs go to war, Guardian.co.ul, 17 ottobre 2009. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  12. ^ Brasile, guerriglia a Rio tra polizia e narcos: 17 morti e un elicottero abbattuto. BlitzQuotidiano, 17-10-2009 (ultimo accesso il 20-10-2009).
  13. ^ Rio de Janeiro. I narcos abbattono un elicottero della polizia, 2 morti[collegamento interrotto]. Il Sole 24 Ore, 17-10-2009 (ultimo accesso il 20-10-2009).
  14. ^ Brasile, polizia in stato allerta. TgCom, 18-10-2009 (ultimo accesso il 19-10-2009).
  15. ^ a b c (EN) Marcelo Soares, Chris Kraul, Death toll rises in Rio violence, Los Angeles Times, 22 ottobre 2009. URL consultato il 22 ottobre 2009.
  16. ^ a b Guerriglia a Rio,ma per i politici città olimpica sicura. DiariodelWeb.it, 18-10-2009 (ultimo accesso il 18-10-2009).
  17. ^ a b Brasile, Scontri mortali tra polizia e narco-trafficanti. QuiNews, 18-10-2009 (ultimo accesso il 19-10-2009).
  18. ^ Guerra tra 'narcos' e polizia a Rio, 12 morti. RaiNews24, 18-10-2009 (ultimo accesso il 18-10-2009).
  19. ^ a b Guerra ai narcos a Rio: 17 morti[collegamento interrotto]. ANSA, 19-10-2009 (ultimo accesso il 19-10-2009).
  20. ^ a b (EN) Rio police kill drugs suspects. Al Jazeera, 21-10-2009 (ultimo accesso il 21-10-2009).
  21. ^ (EN) At least 25 killed in Rio de Janeiro gang clashes. Belfast Telegraph, 21-10-2009 (ultimo accesso il 21-10-2009).
  22. ^ a b Rio death toll rises to 25 after bloody clashes. Google.com, 20-10-2009 (ultimo accesso il 21-10-2009).
  23. ^ (EN) Brazil Drug Battle Death Toll Rises to 25. Latin American Herald Times, 21-10-2009 (ultimo accesso il 21-10-2009).
  24. ^ a b Rio: Salgono a 21 i morti negli scontri narcos-polizia. CNR Media, 20-10-2009 (ultimo accesso il 20-10-2009).
  25. ^ a b Violenze trafficanti nelle favelas di Rio, Lula stanzia fondi e forze militari. EuroNews, 20-10-2009 (ultimo accesso il 20-10-2009).
  26. ^ Death toll in Rio de Janeiro drug violence reaches 25 Archiviato il 24 ottobre 2009 in Internet Archive.. Xinhua.net, 21-10-2009 (ultimo accesso il 21-10-2009).
  27. ^ (EN) Ed Harris. Body in a trolley: the brutal reality of Rio's drug war Archiviato il 24 ottobre 2009 in Internet Archive.. This Is London, 21-10-2009 (ultimo accesso il 21-10-2009).
  28. ^ (EN) Rio slum residents flee, fearing new fights; Death toll from battles up to 29, su google.com, 21 ottobre 2009. URL consultato il 22 ottobre 2009.
  29. ^ (EN) Death toll from Rio violence rises to 33. Press Trust of India, 22-10-2009 (ultimo accesso il 22-10-2009).
  30. ^ a b (EN) [1]. Google.com, 23-10-2009 (ultimo accesso il 23-10-2009).
  31. ^ (EN) “Shell-shocked” Brazil demands an end to violence in “Olympic City” Rio. MercoPress, 23-10-2009
  32. ^ (EN) Death toll in Rio drug gang shootouts rises to 42 people, su en.rian.ru, Rianovosti, 25 ottobre 2009. URL consultato il 25 ottobre 2009.
  33. ^ (EN) Rio police caught on video freeing murderers. Google.com, 22-10-2009 (ultimo accesso il 22-10-2009).
  34. ^ (EN) Juan Forero, Violence In Rio Raises Olympic Security Concerns, NPR, 22 ottobre 2009. URL consultato il 23 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2009).
  35. ^ Rio promised federal help in drug war. EuroNews, 20-10-2009 (ultimo accesso il 20-10-2009).
  36. ^ Rio de Janeiro. Le favelas controllate da tre droni[collegamento interrotto]. City, 18-11-2009 (ultimo accesso il 18-11-2009).
  37. ^ Guerriglia a Rio, Mondiali e Giochi col panico narcos Archiviato il 1º settembre 2009 in Internet Archive.. La Stampa, 18-10-2009 (ultimo accesso il 19-10-2009).
  38. ^ a b Olimpiadi 2016: Sindaco Rio, risolveremo problema violenza[collegamento interrotto]. Asca, 19-10-2009 (ultimo accesso il 19-10-2009).
  39. ^ Guerriglia a Rio, CIO: Fiduciosi organizzazione sicura[collegamento interrotto]. Virgilio, 20-10-2009 (ultimo accesso il 20-10-2009).

Voci correlateModifica