Guerre veneziano-genovesi

Guerre veneziano-genovesi
Ritorno vittorioso da Chioggia del doge Andrea Contarini.JPG
Il ritorno vittorioso dalla guerra di Chioggia del doge di Venezia Andrea Contarini.
Data1256-1381
LuogoMar Mediterraneo orientale e Mar Nero
EsitoInconcludente con l'accumulo di molti debiti da parte delle due repubbliche marinare
Schieramenti
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Le guerre veneziano-genovesi furono quattro guerre tra la Repubblica di Venezia e la Repubblica di Genova che si svolsero tra il 1256 e il 1381. Gli scontri tra le due potenze si svolsero quasi sempre in mare. Bisogna aggiungere che anche durante i periodi di pace, gli episodi di pirateria e violenza tra le due comunità commerciali erano all'ordine del giorno.

Nella prima, chiamata Guerra di San Saba nel 1256-1270, nonostante i Veneziani dimostrarono la loro superiorità in battaglia, non furono in grado di estromettere i genovesi da Bisanzio e dal Mar Nero. Nella seconda del 1294-1299 i genovesi si presero una rivincita. Anche questo conflitto si concluse in una fase di stallo, così come la terza nel 1350-1355, in cui Venezia si alleò con gli Aragonesi.

Nella quarta del 1377-1381 Venezia si trovò circondata da vari fronti e si trovo i genovesi all'ingresso della Laguna. Un enorme sforzo bellico portò la Serenissima alla vittoria finale seppur stremata.

Guerra di San SabaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra di San Saba.
 
Espansione e commerci della Repubblica di Venezia.

Il primo conflitto su vasta scala tra Genova e Venezia, chiamato anche Guerra di San Saba nacque da una disputa tra mercanti ad Acri. Futili motivi, in realtà alimentati da vecchie ruggini che avevano escluso i Genovesi dall'Impero Latino, portarono ad un attacco genovese al quartiere veneziano. I veneziani assieme ai pisani i provenzali, i templari e alcuni membri della nobiltà locale si misero contro i catalani, gli anconetani, l'ordine degli ospedalieri, altri nobili locali e i genovesi. Una flotta inviata da Venezia sotto Lorenzo Tiepolo nel 1257 sconfisse una flotta genovese al largo di Acri quando arrivò a giugno dell'anno successivo[1].

Nel 1261 con la firma del Trattato di Ninfeo tra Genova e l'imperatore di Nicea Michele VIII Paleologo avvenne la riconquista della vecchia capitale bizantina di Costantinopoli dall'Impero latino di Costantinopoli (protetto da Venezia)[2].

Sul lato marittimo la marina veneziana mantenne il dominio in battaglia sui genovesi. Le maggiori battaglie che si verificarono, ad Acri nel 1258, a Settepozzi in Eubea nel 1263 e al largo di Trapani in Sicilia nel 1266, furono schiaccianti vittorie veneziane. I genovesi invece si concentrarono sugli attacchi ai convogli commerciali veneziani con atti di pirateria tra cui la battaglia di Saseno[3].

Le controversie tra i genovesi e l'imperatore Michele VIII permisero ai Veneziani la possibilità di avere dei privilegi commerciali nell'impero bizantino, con una tregua firmata nel 1268. La guerra terminò nel 1270 con la Pace di Cremona, mediata da Luigi IX di Francia e Papa Clemente IV che desideravano organizzare l'ottava crociata e avevano bisogno delle flotte veneziane e genovesi per questa impresa[4]. In seguito alla pace Venezia nel frattempo, aveva aumentato il suo potere in ciò che rimaneva del Regno di Gerusalemme ma non riuscì a impedire il rilancio dei commerci genovesi nel mondo bizantino e il dominio commerciale nel Mar Nero, che durò fino alla conquista ottomana di Costantinopoli nel 1453.

Guerra di CurzolaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Curzola e Guerra tra Genova, Bisanzio e Venezia.

La continua rivalità tra le due potenze portò a degli scontri nel 1291 e di fatto alla ripresa della guerra nel 1295. Nel 1294 una flotta Veneziana fu distrutta da una flotta navale delle colonie orientali di Genova al largo dell'importante porto del Mar Nero di Laiazzo in Armenia Ciliciana. Successivamente i Veneziani ricostruirono una flotta che saccheggiò i porti di Phokaia nell'Egeo e Caffa in Crimea e bruciò l'insediamento senza mura di Pera fuori Costantinopoli.

Nel 1296 i mercanti genovesi di Costantinopoli distrussero il quartiere veneziano uccidendo i suoi abitanti. Nonostante la tregua bizantina-veneziana del 1285, l'imperatore bizantino Androniko II Paleologo si schierò immediatamente con i genovesi arrestando i sopravvissuti veneziani al massacro, tra cui il bailo veneziano Marco Bembo.

Nel luglio 1296, la flotta veneziana, al comando di Ruggiero Morosini Malabranca, prese d'assalto il Bosforo. Nel corso della battaglia furono catturati vari possedimenti genovesi nel Mediterraneo e nel Mar Nero, tra cui la città di Focea. Anche la colonia genovese di Galata sul Corno d'oro dalla capitale bizantina, fu bruciata. Il basileus bizantino tuttavia, preferì a quel punto evitare la guerra.

Nel 1298 quando la flotta genovese sotto Lamba Doria entrò nell'Adriatico diede l'avvio ad una sanguinosa battaglia tra le due repubbliche al largo di Korcula (Curzola). La flotta veneziana sotto Andrea Dandolo fu distrutta. Anche i genovesi avevano subito delle gravi perdite e decisero di tornare in patria piuttosto che avanzare verso Venezia.

Fu nella battaglia di Curzola che Marco Polo, in lotta per la sua Venezia, fu fatto prigioniero e mentre era in prigione scrisse le sue memorie[5].

Nel 1299 con il Trattato di Milano le due Repubbliche firmarono la pace. I Veneziani invece continuarono la guerra con i Bizantini.

Guerra degli StrettiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra degli Stretti, Battaglia di Sapienza e Guerra sardo-catalana.
 
Espansione e commerci della Repubblica di Genova.

Le controversie sul Mar Nero provocarono lo scoppio di un'altra guerra nel 1350, in cui Venezia si alleò col Re Pietro IV di Aragona, che era in contrasto con Genova per il controllo della Sardegna. Gli Aragonesi entrarono in guerra nel 1351.

Nel 1351 una grande flotta genovese al comando di Pagano Doria assediò la colonia veneziana di Negroponte prima di avanzare a Costantinopoli. L'imperatore bizantino Giovanni VI, che aveva perso una breve guerra con i genovesi nel 1348-1349 vedeva di buon occhio un'alleanza con i veneziani che li aveva già aiutati negli attacchi nel quartiere bizantino di Pera. Una flotta veneziano-catalana sotto Niccolò Pisani arrivò poco dopo e unì le forze con i bizantini. Nel febbraio 1352 avvenne la Battaglia dello Stretto combattuta nel Bosforo. Entrambe le parti subirono gravi perdite, ma le perdite più gravi furono inflitte agli Aragonesi, inducendo Pisani a ritirarsi e permettendo a Doria di costringere Bisanzio a uscire dalla guerra.

Nell'agosto 1353, l'Allenza marittima veneziano-aragonese comandata da Pisani, ottenne una schiacciante vittoria sui genovesi sotto Antonio Grimaldi, al largo di Alghero, in Sardegna. Provati dalla sconfitta la Repubblica di Genova si sottomise a Giovanni Visconti, signore di Milano, per assicurarsi il sostegno finanziario. Nel 1354 Pagano Doria sorprese Pisani durante il suo ancoraggio all'isola di Sapienza, nel Peloponneso, canquistando così l'intera flotta veneziana. Questa sconfitta contribuì alla deposizione del doge Marino Faliero che venne decapitato e Venezia fece pace con Genova il 1º giugno 1355. Seppur anche tale guerra si concluse in un nulla di fatto, Venezia fu attaccata dal Re Luigi I d'Ungheria che si impossessò della Dalmazia approfittandone del momento di debolezza. Genova non avendo più necessità di sostegno da parte di Milano pose fine a tale dominio nel 1356.

Guerra di ChioggiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra di Chioggia.
 
Fortezza Veneziana di Tenedo (Bozcaada).

Nel 1376 imperatore bizantino Giovanni V cedette a Venezia l'isola di Tenedo. Tale isola era in una posizione strategica in quanto vicino allo stretto di Dardanelli. I Genovesi videro minacciato il loro accesso al Mar Nero e quindi appoggiarono il figlio di Giovanni Andronikos IV, a conquistare il trono, in cambio del passaggio di proprietà dell'isola alla Repubblica di Genova. I Veneziani non accettarono tale mossa e stettero nell'isola. I genovesi non riuscirono a prendere Tenedos dai veneziani nell'assedio del 1377, ma riuscirono a costruire un'alleanza con diversi nemici della Serenissima:il Regno di Ungheria, il Ducato d'Austria, il Patriarcato d'Aquileia e i Carraresi del Comune di Padova. Venezia si alleò con la Signoria di Milano il cui esercito minacciò Genova dal lato nord, e con il Regno di Cipro, che fu sconfitto in una guerra con Genova nel 1373-74 e sottoposto controvoglia all'egemonia genovese.

Una piccola flotta genovese guidata da Luciano Doria entrò nell'Adriatico nel 1378 e sconfisse i veneziani comandati da Vettor Pisani a Pola nel 1379. Luciano Doria venne ucciso in battaglia, i genovesi vennero raggiunti da alcuni rinforzi comandati da Pietro Doria. Dopodiché avanzarono verso Venezia.I genovesi catturarono il porto di Chioggia ma vennero respinti dalle difese della laguna veneta, mentre gli alleati Padovani attaccavano la Serenissima da terra.

Nel dicembre del 1379 il ritorno della flotta Veneziana capeggiata da Carlo Zeno intrappolò le navi del porto di Chioggia facendo affondare le navi anche con l'uso dell'artiglieria. I genovesi intrappolati all'interno furono costretti ad arrendersi nel giugno 1380.

I combattimenti continuarono anche dopo fino alla mediazione di Amedeo VI di Savoia che mise d'accordo le due parti a sottoscrivere la pace di Torino nel 1381. Nonostante la vittoria a Chioggia, la guerra era stata finanziariamente disastrosa anche per Venezia.

ConseguenzeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Guerre di Lombardia e Battaglia di Modone (1403).

La guerra di Chioggia lasciò ancora una volta irrisolta la rivalità tra Venezia e Genova. Venezia gradualmente ricostruì le sue finanze pubbliche e riuscì ad espandersi nella terraferma. Genova ebbe meno successo nel gestire i debiti accumulati durante le guerre cadendo in una crisi finanziaria profonda nei decenni successivi. La sua instabilità politica cronica divenne acuta dopo il 1390, contribuendo all'accettazione della sovranità francese nel 1396. Il primo di una serie di periodi prolungati di dominio straniero durante il XV secolo, che ridusse la sua libertà di azione.

Questi sviluppi contrastanti diminuirono la capacità di Genova di competere politicamente e economicamente con Venezia, sebbene le sue fortune commerciali continuarono a prosperare fino alla metà del XV secolo. Dopo il 1400, l'espansione del potere aragonese nel Mediterraneo occidentale rappresentò una minaccia crescente per Genova. Con gli Aragonesi vi furono una serie di guerre su vasta scala (1420–26; 1435–44; 1454–58) che misero in secondo pieno le rivalità con Venezia.

Anche Venezia messo in secondo piano le rivalità con Genova in seguito all'ascesa dell'Impero Ottomano. Nei secoli successivi le guerre turco-veneziane segneranno il futuro della Serenissima fino al 1797 anno della caduta della Repubblica di Venezia.

Atti di pirateria tra Veneziani e Genovesi (sottoposti al controllo francese nel frattempo) continuarono fino alla vittoria Veneziana nella battaglia di Modone nel 1403. Genova passò sotto un periodo di dominio milanese. Il conflitto tra Milano e Venezia durante le guerre di Lombardia riportò Genova ad un'altra battaglia navale dove venne sconfitta a San Fruttuoso nel 1431. Tuttavia, la rivalità aveva cessato di essere una considerazione dominante negli affari di entrambe le città.

NoteModifica

  1. ^ Lane (1973), pp. 73-75.
  2. ^ Lane (1973), pp. 75-76.
  3. ^ Lane (1973), pp. 76-77.
  4. ^ Lane (1973), pp. 77-78.
  5. ^ Ostrogorsky, pp. 490-491.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica