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Guglielmo Chiarini

militare italiano
Guglielmo Chiarini
Guglielmo chiarini.jpg
NascitaFirenze, 10 novembre 1917
MorteBenina[1], 4 febbraio 1941
Cause della mortecaduto in combattimento
Luogo di sepolturaCimitero del Verano
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegia Aeronautica
SpecialitàCaccia
Unità366ª Squadriglia, 151º Gruppo, 53º Stormo Caccia Terrestre
Anni di servizio1938-1941
GradoCapitano
GuerreGuerra civile spagnola
Seconda guerra mondiale
Decorazionivedi qui
Studi militariRegia Accademia Aeronautica di Caserta
dati tratti da Testi delle motivazioni di concessione delle Medaglie d'Oro al Valor Militare' [1]
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Guglielmo Chiarini (Firenze, 10 novembre 1917Benina, 4 febbraio 1941) è stato un ufficiale e aviatore italiano, distintosi come pilota di caccia della Regia Aeronautica durante la seconda guerra mondiale. Il suo aereo fu abbattuto nel febbraio 1941 dalla caccia britannica ed egli venne decorato con la Medaglia d'oro al valore militare alla memoria.

BiografiaModifica

Nacque a Firenze il 10 novembre 1917,[1] e lascio presto la sua città natale per seguire il padre, ufficiale dei bersaglieri, soggiornando in varie parti dell'Italia. Ammesso al Collegio militare della Nunziatella ne uscì, a soli 17 anni, con la licenza liceale,[N 1] e appassionatosi fin da giovane al mondo dell'aviazione decise di iscriversi alla Regia Accademia Aeronautica di Caserta.[2] La sua domanda fu rifiutata perché troppo giovane, ed egli si iscrisse all'Università. Il 16 novembre 1935, pochi giorni dopo aver compiuto i 18 anni, fu ammesso all'Accademia Aeronautica quale aviere allievo pilota del Corso Pegaso.[N 2] Il 2 marzo 1937 fu nominato pilota d’aeroplano, e uscì dall'Accademia con il grado di sottotenente pilota nel 1938.[2] Destinato al 12º Stormo da Bombardamento Terrestre nel mese di luglio partiva per la Spagna, partecipando a quel conflitto. Venne assegnato al gruppo da bombardamento "Falchi delle Baleari", basato a Palma di Maiorca sotto il comando del tenente colonnello Gennaro Giordano, ed equipaggiato con trimotori Savoia-Marchetti S.79 Sparviero. In meno di 10 mesi di attività bellica fu promosso tenente, meritò una Medaglia d'argento al valor militare, una di Medaglia di bronzo al valor militare, una Croce di guerra al valor militare, una Croce al merito di guerra e due decorazioni concessegli dal governo spagnolo.[2]

Rientrato dalla Spagna chiese ed ottenne di passare alla specialità caccia, entrando a far parte del 53º Stormo Caccia Terrestre il 22 aprile 1939.[N 3] Partecipò al corso di addestramento sull'aeroporto di aeroporto di Torino-Caselle. In vista dell'entrata in guerra del Regno d'Italia, il 7 giugno 1940 venne trasferito in Africa settentrionale.[2] Il 9 giugno fu assegnato alla 82ª Squadriglia, 13º Gruppo caccia,[3] del 2º Stormo Caccia Terrestre.[4] Il 13º Gruppo (77ª, 78ª e 82ª Squadriglia) era basato sull'aeroporto di Tripoli-Castel Benito,[3] sotto il comando del maggiore Secondo Revetria. I piloti avevano a disposizione un totale di 25 Fiat C.R.42 Falco ed 11 Fiat C.R.32 Quater,[3] con il compito di vigilare contro le offensive francesi da ovest. All'82ª Squadriglia erano in particolare assegnati 12 Fiat C.R.42, 6 Fiat C.R.32 Quater[N 4] ed 1 Breda Ba.25 per voli di collegamento. L'11 giugno effettuò la sua prima missione bellica ai comandi di un caccia Fiat C.R.42. Nel cielo di Sidi Azeis, il 27 luglio, si meritò una Medaglia di bronzo al valor militare, ottenendone una d'Argento sul cielo della Marmarica il 18 settembre. Quest'ultima decorazione fu ottenuta per il coraggio dimostrato nell'attaccare, alla testa di una sparuta squadriglia, una formazione di 9 bombardieri Bristol Blenheim. Ferito ad una spalla, dovette rinunciare al combattimento per aver perso troppo sangue, temendo di non poter riportare il suo aereo alla base. Nel tardo autunno, dopo breve convalescenza, venne trasferito alla 366ª Squadriglia,[N 5] 151º Gruppo[5][N 6] del 53º Stormo,[5] sempre equipaggiata con i caccia C.R.42[5] e dove fu sempre tra i primi nelle varie missioni di guerra, durante le quali colse numerose vittorie contro le formazioni inglesi avversarie.[6]

Il 4 febbraio 1941 era impegnato in volo di scorta[7] ad un Caproni Ca.133[N 7] pilotato dal maresciallo Giovanni Accorsi[5] della 366ª Squadriglia e dal 1º aviere motorista Callerani, insieme ad altri due C.R.42 della 366ª Squadriglia (pilotati dal maresciallo Giulio Cesare e dal sergente Antonio Camerini).[7] Nel cielo sopra Barce l'aereo da trasporto fu intercettato a 150 metri di quota da un gruppo di Hawker Hurricane Mk.I, la B Flight del No.73 Squadron [7] composta dal Pilot Officer George Goodman, Pilot Officer J. B. 'Chips' McColl e Pilot Officer Ken M. Millist. Il Ca.133 fu colpito e danneggiato gravemente da McColl. Il pilota Accorsi cercò di compiere un atterraggio di emergenza, ma l'aereo si fracassò al suolo ed entrambi gli aviatori a bordo morirono. Mentre gli Hurricane stavano abbattendo il Caproni, Chiarini e gli altri due piloti di C.R.42 (meno armati e potenti degli Hurricane) si lanciarono sui caccia nemici [7], ma i piloti inglesi li videro arrivare e virarono per affrontarli [5]. Nel violento combattimento che ne seguiva, Chiarini veniva abbattuto in fiamme ed ucciso da George Goodman [6] (vittoria numero sette delle 10 totalizzate durante la guerra), che volava sul caccia Hurricane Mk.I matricola V7716 "TP-U" e che dichiarò l'abbattimento di un C.R.42 che stava attaccando McColl. Goodman era un asso della RAF, un pilota particolarmente esperto ed agguerrito, uno dei cosiddetti “Few”, i piloti che avevano combattuto nella Battaglia d’Inghilterra. Era stato decorato con la Distinguished Flying Cross e lo stesso 4 febbraio 1941, dopo Chiarini, avrebbe abbattuto un Messerschmitt Bf 110 del III./ZG 26 a Tobruk. Due settimane dopo era promosso a ‘’Flying Officer’’ ma Goodman sarebbe sopravvissuto a Chiarini poco più di quattro mesi: il 14 giugno venne a sua volta abbattuto e ucciso dalla contraerea tedesca mentre mitragliava l'aeroporto di Gazala.


Alla memoria di Chiarini,[8] così come a quella del maresciallo Accorsi,[8] venne assegnata la Medaglia d'oro al valor militare, massima decorazione italiana[1] La sua salma riposa presso il Sacrario dell'Aeronautica Militare presso il cimitero del Verano, Roma.[9]

L'Aeronautica Militare Italiana ha ulteriormente onorato la sua memoria il 15 ottobre 1971, intitolandogli il 53º Stormo basato sull'aeroporto di Cameri (NO), equipaggiato con i caccia intercettori Lockheed F-104G Starfighter.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«Ufficiale ardito, entusiasta, valoroso pilota da caccia di eccezionale abilità. Appena ventenne, animato dalla fede più pura nei destini della Patria, partecipava volontario alla campagna di Spagna meritando per tre volte la ricompensa al valor militare. Sul fronte libico egiziano, alla testa della propria pattuglia, in un combattimento impegnato contro forze soverchianti, benché ferito desisteva dalla lotta solo quando l'ultimo velivolo nemico era abbattuto. Ripreso poi il suo posto in linea nel momento in cui il nemico incalzante più dura rendeva la lotta, con immutato spirito si prodigava in durissimi combattimenti e in numerosi mitragliamenti a volo radente, infondendo nei gregari, con l'esempio trascinatore, il suo ardore magnifico, e cogliendo più volte la vittoria nel cielo. Durante una azione difficile e rischiosa per la quale si era offerto volontario, si scontrava con forze da caccia superiori e per l'ennesima volta impegnava l'avversario in uno strenuo duello. Nell'impari lotta trovava morte gloriosa precipitando coi suo velivolo. Cielo dell'Africa Settentrionale, giugno 1940 - febbraio 1941
— [1]
  Medaglia d'argento al valor militare
«Volontario in una guerra combattuta per un supremo ideale, ufficiale pilota puntatore di una formazione da bombardamento veloce, effettuava numerosissime azioni da bombardamento sulle più importanti basi terrestri, aeree e navali nemiche.in ogni missione incurante del pericolo e con alto senso del dovere, assolveva con grande perizia il suo delicato compito, nonostante la rabbiosa reazione antiaerea e la presenza della caccia nemica, causando, con precisi tiri, ingenti danni al nemico. Combattente coraggioso, in possesso di elevate virtù militari e sprezzante di ogni pericolo. Cielo di Spagna, settembre 1938-gennaio 1939
— Regio Decreto 2 maggio 1940.
  Medaglia d'argento al valor militare
«”Sul campo”»
— Regio Decreto 29 maggio 1941.[10]
  Medaglia di bronzo al valor militare
«Volontario in missione di guerra per l'affermazione degli ideali fascisti, partecipava quale pilota e puntatore a numerose azioni belliche su importanti centri nemici molto distanti dalla base e potentemente difesi dalla caccia e dalle batterie contraeree, dando costante esempio di coraggio, abnegazione e sprezzo del pericolo. Il 20 luglio 1938, con l'apparecchio colpito in parti vitali da un proiettile d'artiglieria, continuava la propria missione, conducendola brillantemente a termine. Cielo di Spagna, luglio-settembre 1938
  Medaglia di bronzo al valor militare
«Pilota abile, ardito ed entusiasta, partecipava a numerose azioni di guerra, distinguendosi sempre per valoroso comportamento. Durante una crociera, attaccava decisamente velivoli da caccia nemici, riuscendo, in tenace ed aspro duello, ad abbatterne uno. Cielo di Sidi Azeis, 27 ottobre 1940
— Regio Decreto 9 maggio 1941.[11]
  Croce di guerra al valor militare
«Volontario in missione di guerra per l'affermazione degli ideali fascisti, ufficiale pilota e puntatore di formazione da bombardamento, effettuava varie azioni belliche su muniti obiettivi nemici, dimostrando di possedere alto senso del dovere e sprezzo del pericolo. Cielo di Spagna, gennaio-marzo 1939-XVII
  Croce al merito di guerra

NoteModifica

AnnotazioniModifica

  1. ^ Di intelligenza straordinaria, pur seguendo le decisioni paterne, dimostrò fin da giovanissimo una spiccata passione per il mondo dell'aviazione.
  2. ^ Era il più giovane allievo di quel corso dell'Accademia e, risultò uno dei migliori.
  3. ^ Prima dell'inizio della seconda guerra aveva effettuato quasi 700 missioni di volo, delle quali un centinaio di guerra.
  4. ^ I caccia Fiat CR.32 furono usati in missioni di ricognizione fino al 13 giugno.
  5. ^ Al comando del capitano Bernardino Serafini.
  6. ^ Al comando del tenente colonnello Raffaele Colacicchi.
  7. ^ L'aereo doveva recuperare il pilota di un C.R.42 della 368ª Squadriglia, che per un guasto al motore non era riuscito a rientrare alla base e fu costretto ad atterrare sulla pista di Barce, campo ormai sotto il tiro dei cannoni nemici, e che entro breve tempo sarebbe stato occupato dagli inglesi.

FontiModifica

  1. ^ a b c d e Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1969, p. 151.
  2. ^ a b c d Combattenti Liberazione.
  3. ^ a b c Dunning 1988, p. 26.
  4. ^ Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1977, p. 16.
  5. ^ a b c d e Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1977, p. 180.
  6. ^ a b Mattioli, Holmes 2010, p. 37.
  7. ^ a b c d Mattioli, Holmes 2010, p. 36.
  8. ^ a b Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1977, p. 181.
  9. ^ Il Sacrario dell'Aeronautica Militare, p. 14.
  10. ^ Registrato alla Corte dei Conti addì 19 giugno 1941-XIX, registro n.27 Aeronautica, foglio n.320.
  11. ^ Registrato alla Corte dei Conti addì 3 giugno 1941-XIX, registro n.26 Aeronautica, foglio n.341.

BibliografiaModifica

  • (EN) Giorgio Apostolo e Giovanni Massimello, Italian Aces of World War 2, Botley, Osprey Publishing Company, 2000, ISBN 1-84176-078-1.
  • (EN) Robin Brown, Shark Squadron - The history of 112 Squadron 1917-1975, Manchester, Crécy Books, 1994.
  • (EN) Brian Cull e Don Minterne, Hurricanes over Tobruk, London, Grub Street, 1999, ISBN 1-902304-11-X.
  • Diario Storico 77ª Squadriglia
  • Diario Storico 78ª Squadriglia
  • Diario Storico 82ª Squadriglia
  • Antonio Duma, Quelli del Cavallino Rampante, Roma, Editore Dell'Ateneo, 1981.
  • (EN) Chris Dunning, Combat Units od the Regia Aeronautica. Italian Air Force 1940-1943, Oxford, Oxford University Press, 1988, ISBN 1-871187-01-X.
  • Chris Dunning, Solo coraggio! La storia completa della Regia Aeronautica dal 1940 al 1943, Parma, Delta Editrice, 2000.
  • Cesare Gori, Il Savoia Marchetti S.M. 79 nel Secondo Conflitto Mondiale - Bombardamento Terrestre - Ricognizione Strategica - Avia, Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica, 2003.
  • (EN) Hugh A. Halliday, Woody - A Fighter Pilot's Album, Toronto, Canav Books, 1987, ISBN 0-9690703-8-1.
  • I reparti dell'Aeronautica Militare, Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica, 1977.
  • Giulio Lazzati, Stormi d'Italia - Storia dell'aviazione militare italiana, Milano, Ugo Mursia Editore, 1975, ISBN 978-88-425-4079-3.
  • (EN) Marco Mattioli e Tony Holmes, 53º Stormo, Botley, Osprey Publishing Company, 2010, ISBN 1-84603-977-0.
  • Medaglie d'Oro al Valor Militare, Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica, 1969.
  • (EN) Francis K. Mason, The Gloster Gladiator, London, Macdonald & Co. Ltd., 1964.
  • Mirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945 – Azioni belliche e scelte operative, Bologna, Odoya, 2012, ISBN 978-88-6288-144-9.
  • Gianni Rocca, I disperati - La tragedia dell'aeronautica italiana nella seconda guerra mondiale, Milano, 1993, ISBN 88-04-44940-3.
  • Franco Pagliano, Aviatori italiani: 1940-1945, Milano, Ugo Mursia Editore, 2004, ISBN 88-425-3237-1.
  • Franco Pagliano, Storia di diecimila aeroplani, Milano, Edizioni Europee, 1954.
  • Giuseppe Pesce, L'8º Gruppo caccia in due conflitti mondiali, Modena, S.T.E.M. Mucchi, 1974.
  • (EN) Christopher Shores e Clive Williams, Aces High, London, Grub Street, 1994, ISBN 1-898697-00-0.
  • Gino Strada, 2º Stormo - Note storiche dal 1925 al 1975, Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica, 1975.
  • (EN) Andrew Thomas, Gloster Gladiator Aces, London, Osprey Publishing, 2002, ISBN 1-84176-289-X.
  • (EN) Graham Warner, The Bristol Blenheim: A complete history, Manchester, Crécy Publishing Limited, 2002, ISBN 0-947554-92-0.

Collegamenti esterniModifica