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Guglielmo IV di Aquitania

Guglielmo IV
Duca di Aquitania
In carica 963 - 993
Predecessore Guglielmo Testa di Stoppa
Successore Guglielmo il Grande
Conte di Poitiers (Guglielmo II)
In carica 963 –
993
Predecessore Guglielmo Testa di Stoppa
Successore Guglielmo il Grande
Nome completo Guglielmo Braccio di Ferro
Nascita 937
Morte 996
Luogo di sepoltura abbazia di Saint-Maixent[1]
Dinastia Ramnulfidi
Padre Guglielmo Testa di Stoppa
Madre Adele
Consorte Emma
Figli Guglielmo il Grande e
Ebalus

Guglielmo di Aquitania, detto anche Guglielmo II di Poitiers, conosciuto come Guglielmo Braccio di Ferro, oppure Guglielmo Fortebraccio (937996), fu conte di Poitiers e duca d'Aquitania dal 963 al 993.

OrigineModifica

Secondo il monaco e storico, Ademaro di Chabannes, era figlio del duca d'Aquitania, conte d'Alvernia e conte di Poitiers, Guglielmo Testa di Stoppa[2] e della moglie, Gerloc (917-962, ribattezzata Adele) di Normandia, figlia del duca di Normandia, Rollone (870-927) e della seconda moglie, Poppa di Bayeux. Guglielmo testa di Stoppa era figlio del duca d'Aquitania, conte d'Alvernia e conte di Poitiers, Ebalus il Bastardo[3] e della sua prima moglie, Aremburga; la discendenza è confermata anche dal Chronico Comitum Pictaviæ, che lo definisce Testa di Stoppa (Caput stupe)[4].

BiografiaModifica

Nel 963, alla morte di suo padre, gli subentrò nei titoli di duca d'Aquitania e conte di Poitiers, mentre la contea di Alvernia veniva concessa come viscontea a Roberto II di Clermont.
Secondo lo storico francese Alfred Richard, Guglielmo IV in un documento proveniente dal cartolario di Saint-Hilaire de Poitiers, si definisce duca d'Aquitania per grazia divina (Guillelmus, divina ordinante clementia, Aquitanensium dux)[5].

Nel 968, nello stesso anno in cui la sorella Adelaide (952-1004) aveva sposato il futuro re di Francia Ugo Capeto (940-996), secondo il Chronicon Santi Maxentii Pictavinis, Chroniques des Eglises d´Anjou, Guglielmo sposò Emma[6], figlia del conte Tebaldo I di Blois[2]. Guglielmo oltre ad essere un guerriero valoroso (da cui il suo soprannome) che seppe imporre la sua autorità ai visconi ed ai signori del Poitiers, fu anche un adultero, che provocò l'allontanamento della moglie, Emma, a causa dei suoi numerosi adulteri e sempre secondo lo storico francese Alfred Richard, a causa del suo comportamento perse la moglie (Ob facinus amissae uxoris)[7].
Sembrerebbe che le scarse informazioni che si hanno di lui siano dovute al fatto che i cronisti dell'epoca erano restii a trattare delle infedeltà del duca.

Secondo lo storico Szabolcs de Vajay[8], la contessa Emma si allontanò dal marito, lasciando la contea di Poitiers, dove risiedeva, nel 976[9].

Dal cartolario di Saint-Hilaire de Poitiers, risulta che in questo stesso periodo Guglielmo fece alcune donazioni[9].

I suoi primi anni da duca Guglielmo li aveva passati a combattere, ed in particolare si era scontrato con il conte Goffredo I d'Angiò, detto Grisegonelle (?-887), a cui, nel 975, strappò la città di Loudun[10].

Nel 979, il re di Francia, Lotario IV, restaurò il regno d'Aquitania per il figlio, Luigi, che era stato associato al trono e incoronato, quello stesso anno, re di Francia, a Compiègne[11], ma il ducato di Aquitania continuò ad essere governato autonomamente. Poi, nel 982, fece sposare Luigi con Adelaide d'Angiò[11], come ci confermano le Richeri Historiarum[12]; la cerimonia, molto imponente fu celebrata in Alvernia[11], a Vieux-Brioude, Haute-Loire, dove, i due, sempre secondo le Richeri Historiarum furono incoronati re e regina d'Aquitania dai vescovi[13]; il matrimonio tuttavia durò poco perché già due anni dopo i due, incapaci di vivere pacificamente insieme, divorziarono[13], anche per la differenza di età (nell'Ex Libro de Otiis Imperialibus vengono definiti: Ludovicus, qui adhuc puer Blanchiam duxit uxorem[14]) giacché Luigi aveva circa quindici anni ed Adelaide circa quaranta[15] ed avevano costumi ed interessi diversi[13]. Secondo il monaco cluniacense e cronista, Rodolfo il Glabro fu Adelaide che stanca del marito, Luigi, lo convinse a seguirla in Aquitania, dove lo abbandonò, riunendosi ai suoi familiari[16]. E dato che l'Aquiatnia era sempre controllata dal suo duca, Guglielmo IV, Lotario IV andò a riprendersi il figlio[11], per riportarlo alla corte di Parigi.

Nel 988, sempre secondo il Richard, la moglie Emma rientrò a Poitiers, riunendo nuovamente la famiglia[17].
In quello stesso anno, Guglielmo non riconobbe l'elezione a re di Francia del cognato Ugo Capeto, il quale, ricordando che il suo predecessore, il re Lotario gli aveva assegnato il ducato d'Aquitania (a cui aveva rinunciato dopo un accordo con Guglielmo Testa di Stoppa), ora la pretese da Guglielmo. Avendo ricevuto un rifiuto attaccò l'Aquitania, ma l'esercito reale venne sconfitto nella valle della Loira.
Guglielmo IV fece di più, accolse nel suo palazzo di Poitiers, il giovane Luigi (980-ca. 1010), carolingio[18], figlio del pretendente al trono di Francia Carlo di Bassa Lorena (953-993), che era stato imprigionato a Parigi da Ugo Capeto, trattandolo col rispetto dovuto al pretendente al trono.
Poco dopo che Emma si era riunita al marito, nel gennaio del 989, Guglielmo, assieme alla moglie e al figlio, secondo il cartolario di Saint-Hilaire de Poitiers, fondò un ospedale vicino all'abbazia di Sant'Ilario[19].

Nel frattempo, sempre secondo il Richard, Guglielmo era stato abbandonato nuovamente dalla moglie Emma e dal figlioGuglielmo[20].
Nel dicembre del 992, però, secondo il Richard, fu fatta una donazione da Guglielmo ed Emma assieme al loro primogenito, Guglielmo, all'abbazia di Saint-Maixent[21].

Nel gennaio 993, Guglielmo si ritirò nel monastero Saint-Cyprien di Poitiers lasciando i titoli al figlio Guglielmo[22]; dopo pochi mesi si trasferì nell'abbazia di Saint-Maixent[22].
Guglielmo morì a Saint-Maixent, nel 996[23], dove fu sepolto[1].

DiscendenzaModifica

Guglielmo ed Emma ebbero almeno due figli:

NoteModifica

  1. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IV, Ademari Historiarum III. par.34, p. 131.
  2. ^ a b c (LA) Ademarus Engolismensis Historiarum, pagg 45 par 30
  3. ^ (LA) Ademarus Engolismensis Historiarum, pagg 43 par 25
  4. ^ (LA) Nobiltà Aquitana - Guillaume
  5. ^ (FR) #ES Alfred Richard, Les comtes de Poitou, tome I, pag 101, nota 2
  6. ^ a b (LA) Chronicon Santi Maxentii Pictavinis, Chroniques des Eglises d´Anjou', pag 380
  7. ^ (FR) Alfred Richard, Les comtes de Poitou, tome I, pag 137 e 138, nota 3 di pag. 138
  8. ^ Nel suo libro:Comtesses d'origine occitane dans la Marche d'Espagne aux 10e and 11e siècles. Essai sur le rattachement de Richilde, de Garsende et de Letgardis, comtesses de Barcelone, et de Thietberge comtesse d'Urgel au contexte généalogique occitan, Hidalguía 28 (1980)
  9. ^ a b (LA) #ES Foundation for Medieval Genealogy: Nobiltà Aquitana - Guillaume
  10. ^ (FR) #ES Alfred Richard, Les comtes de Poitou, tome I, pag 116
  11. ^ a b c d Louis Halphen, Francia: Gli ultimi Carolingi e l'ascesa di Ugo Capeto (888-987, pag. 655
  12. ^ (LA) Richeri Historiarum libro III, paragrafo 92, pagina 120
  13. ^ a b c (LA) Richeri Historiarum libro III, paragrafo 94, pagina 121
  14. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptires, tomus IX, Ex Libro de Otiis Imperialibus, pagina 45
  15. ^ Bernard S. Bachrach, Fulk Nerra the Neo-Roman Consul, 987-1040 (University of California Press, 1993),
  16. ^ (LA) Rodulfi Glabri Historiarum Libri Quinque, liber I, caput III, pagine 617 e 618
  17. ^ (FR) #ES Alfred Richard, Les comtes de Poitou, tome I, pag 123
  18. ^ L'ultimo, carolingio, pretendente al trono di Francia, Luigi, fu poi catturato ed imprigionato da Roberto II di Francia con la complicità di Roberto II arcivescovo di Rouen.
  19. ^ (LA) Documents pour l´histoire de l´église de Saint-Hilaire de Poitiers, Mémoires de la société des antiquaires de l'ouest, année 1847, pagine 54 - 56
  20. ^ (FR) #ES Alfred Richard, Les comtes de Poitou, tome I, pag 135
  21. ^ (FR) #ES Alfred Richard, Chartes et documents pour servir à l'histoire de l'abbaye de Saint-Maixent, Archives historiques du Poitou Tome XVI (Poitiers) ("Saint-Maixent"), pagg 77-79
  22. ^ a b (FR) #ES Alfred Richard, Les comtes de Poitou, tome I, pag 136
  23. ^ (FR) #ES Alfred Richard, Les comtes de Poitou, tome I, pag 138

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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