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Guidantonio da Montefeltro

condottiero italiano

BiografiaModifica

Nel 1404 si fece investire da Papa Bonifacio IX conte di Urbino fino alla terza generazione, per 1.200 fiorini d'oro. Essendosi in seguito distaccato dal papa per unirsi al re Ladislao, che nel 1411 lo creò gran connestabile del regno, fu scomunicato. Con questo pretesto, conquistò Assisi.

In seguito si riconciliò con lo Stato Pontificio e fece ossequio a Papa Martino V divenendone il principale alleato assieme agli Sforza e che sostenne contro Braccio da Montone.

Nel 1426 il Papa lo investì del dominio di Castel Durante, ovvero Urbania, che egli assediò ed occupò nel 1427. Nel 1430 assediò Lucca con l'esercito fiorentino ma venne pesantemente sconfitto da Niccolò Piccinino e dai lucchesi.

Per Federico (e non Guidantonio), stando alla testimonianza di Giorgio Vasari, lavorò a lungo Piero della Francesca.

DiscendenzaModifica

Aveva sposato nel 1397 Rengarda Malatesta, dalla quale, in ventisette anni di matrimonio, non ebbe figli.
Da una relazione con Elisabetta degli Accomanducci[1], dama di compagnia della contessa, nacque:

Da un'altra relazione extraconiugale sarebbe nata:

Dopo la morte di Rengarda in seguito a malattia, sposò Caterina Colonna, nipote del papa Martino V. Questa gli diede finalmente un figlio maschio, Oddantonio, garantendo così la successione alla casata. La coppia ebbe in totale 6 figli:

OnorificenzeModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • F. Ugolini, Vite dei conti e duchi di Urbino, Urbino, 1859.
  • G. Franceschini, I Montefeltro.
  • Pompeo Litta, Famiglie celebri italiane, Milano, 1834.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN67534693 · GND (DE129045748 · CERL cnp00524291 · WorldCat Identities (EN67534693