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Guido Aristarco

critico cinematografico e sceneggiatore italiano

BiografiaModifica

Decano della critica cinematografica marxista influenzata dal pensiero di György Lukács e di Antonio Gramsci, nel 1952 fonda la rivista Cinema Nuovo che dirigerà sino alla sua morte. Il regista Luchino Visconti, come lo stesso Aristarco amava spesso ricordare, lo definiva "il più viscontiano dei critici".

La pubblicazione di un suo soggetto cinematografico sull'occupazione italiana in Grecia (L'armata s'agapò), scritto nel 1953 assieme a Renzo Renzi, gli costa una denuncia per vilipendio alle forze armate e la reclusione per quarantacinque giorni nel carcere militare di Peschiera. Su quel processo il regista Pino Passalacqua realizzerà oltre trent'anni dopo un film storico intitolato L'armata s'agapò[2].

Nel 1969 vince, insieme a Luigi Chiarini, il primo concorso a cattedra in Storia e Critica del Cinema. Nel 1987 viene chiamato a rappresentare la nuova disciplina presso l'Accademia dei Lincei.

Dalla seconda metà dei Settanta, per circa vent'anni, insieme al collega Ugo Casiraghi collabora con il periodico degli Italiani della Jugoslavia (poi di Croazia e Slovenia), "Panorama".

È insegnante presso la Facoltà di Magistero di Torino fino ai primi anni ottanta. Successivamente è titolare della Cattedra di 'Storia e Critica del Cinema' presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università 'La Sapienza' a Roma, in cui dal 1985 al 1987 tiene il corso Luchino Visconti. Poeta e Critico della Decadenza. Nel 1989 lascia la cattedra per raggiunti limiti di età.

Aristarco ha vissuto la sua esperienza di insegnamento in modo encomiabile: era un tutt'uno con i suoi ragazzi, anche se li costringeva per almeno tre volte alla visione dei film studiati non escluso quando si trattava di opere degli anni del muto e il solo rumore del proiettore accompagnava le visioni.

Gli incontri con grandi tecnici, artisti e teorici dello spettacolo fra cui Cesare Zavattini, a Torino nel 1982, i Fratelli Taviani, Dario Fo, Suso Cecchi D'Amico, a Roma negli anni seguenti, rendevano le ore universitarie coinvolgenti ed attuali, spaziando dal cinema al teatro e facendo vivere agli allievi la ricerca estenuante di un rapporto attivo, soprattutto per chi interpretava le sue lezioni come una base indispensabile di conoscenza. Aristarco promuoveva un sistema di insegnamento basato su attività di ricerca, anche in gruppi di lavoro, autentici laboratori-fucina per chi si proiettava in modo pieno nell'arte del cinema.

Guido Aristarco muore nel settembre del 1996, appena dato alle stampe il suo ultimo libro Il cinema fascista. Il prima e il dopo. È sepolto nel cimitero di Formello, vicino a Roma.

Vita privataModifica

Alcuni dei libri di Aristarco sono stati curati insieme alla moglie Teresa, anch'essa studiosa di cinema. Hanno avuto tre figli, Tiziana, Sabina e Roberto, tutti e tre impegnati nel mondo dello spettacolo. Roberto è stato aiuto regista nel corso degli anni '80, Sabina è segretaria di edizione, Tiziana è regista televisiva.

NoteModifica

  1. ^ Il padre, ferroviere, si spostava di continuo e pochi mesi dopo si trasferì con la famiglia a Mantova dove Guido crebbe.
  2. ^ Interpreti: Arturo Dominici, Gianluca Favilla, Giovanni Lombardo Radice. Produzione: Italia 1985

Opere pubblicateModifica

  • L'arte del film: antologia storico-critica - Bompiani, Milano, (1950)
  • Storia delle teoriche del film - Einaudi, Torino, (1951)
  • Dall'Arcadia a Peschiera: Il processo s'agapò - Laterza, Bari, (con Renzo Renzi e Piero Calamandrei, 1954)
  • Cinema italiano 1960: romanzo e antiromanzo - Il Saggiatore, Milano, (1961)
  • Il dissolvimento della ragione: discorso sul cinema - Feltrinelli, Milano, (1965)
  • Antologia di Cinema Nuovo: 1952-1958: dalla critica cinematografica alla dialettica culturale - Guaraldi, Firenze, (1975)
  • Sotto il segno dello scorpione. Il cinema dei fratelli Taviani - Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, (1978)
  • Marx, il cinema e la critica del film - Feltrinelli, Milano, (1979)
  • Neorealismo e nuova critica cinematografica - Nuova Guaraldi, Firenze, (1980)
  • Sciolti dal giuramento - Dedalo, Bari, (1981)
  • Il mito dell'attore - Dedalo, Bari, (1983)
  • L'utopia cinematografica - Sellerio editore, Palermo, (1984)
  • Il nuovo mondo dell'immagine elettronica (con Teresa Aristarco) - Dedalo, Bari, (1985)
  • Su Visconti - La zattera di Babele, Roma, (1986)
  • Su Antonioni - La zattera di Babele, Roma, (1988)
  • I sussurri e le grida - Sellerio editore, Palermo, (1988)
  • Il cinema. Verso il centenario (con Teresa Aristarco) - Dedalo, Bari, (1992)
  • Il cinema fascista. Il prima e il dopo - Dedalo, Bari, (1996)

SceneggiatureModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN37723837 · ISNI (EN0000 0001 1622 7144 · SBN IT\ICCU\CFIV\012487 · LCCN (ENn79109763 · GND (DE119315815 · BNF (FRcb120302029 (data) · BAV ADV11442344 · WorldCat Identities (ENn79-109763