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Guido Raimondi

Giudice italiano della Corte europea dei diritti dell'uomo

«La Corte è un presidio efficace contro possibili derive autoritarie. È un bene prezioso che bisogna salvaguardare, una polizza di assicurazione contro il ripetersi di avvenimenti passati[1]»

Guido Raimondi
Guido Raimondi.jpg

Presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo
In carica
Inizio mandato 1º novembre 2015
Predecessore Dean Spielmann

Giudice italiano della Corte europea dei diritti dell'uomo
In carica
Inizio mandato 5 maggio 2010
Predecessore Vladimiro Zagrebelsky

Guido Raimondi (Napoli, 22 ottobre 1953) è un magistrato italiano, giudice della Corte europea dei diritti dell'uomo dal 2010 ed attuale Presidente della medesima.

Indice

BiografiaModifica

Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Napoli, assistente alla cattedra di diritto internazionale, magistrato dal 1977. Dal 1986 al 1989 è stato distaccato presso il ministero degli Esteri al servizio del contenzioso diplomatico. Dal 1989 al 1997 è stato addetto giuridico presso la rappresentanza permanente dell'Italia a Strasburgo. È stato direttore dei servizi giuridici dell'Organizzazione internazionale del lavoro di Ginevra.

Nel gennaio 2010 è stato eletto giudice della Corte europea dei diritti dell'uomo dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa con 107 voti.[2] Ha assunto l'incarico il 5 maggio 2010, succedendo a Vladimiro Zagrebelsky. Dal novembre 2012, per i tre anni successivi, è stato vicepresidente della Corte.[3]

A partire dal novembre 2015 ricopre il ruolo di presidente della Corte europea dei diritti umani.[4]

NoteModifica

  1. ^ Intervista a Beda Romano, L’equilibrio fra sicurezza e libertà, Il Sole 24 Ore, 11 febbraio 2018.
  2. ^ Guido Raimondi nuovo giudice italiano, la Repubblica.it, 27 gennaio 2010. URL consultato il 9 ottobre 2014.
  3. ^ Angela Lamboglia, Corte Strasburgo: Raimondi nuovo vicepresidente, EurActiv.it, 11 settembre 2012. URL consultato il 9 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2014).
  4. ^ Corte europea dei diritti umani, il nuovo presidente è napoletano

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN55993589 · ISNI (EN0000 0000 7254 6695 · LCCN (ENn2003105182 · BNF (FRcb161599287 (data) · WorldCat Identities (ENn2003-105182