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Guiglia

comune italiano
Guiglia
comune
Guiglia – Stemma Guiglia – Bandiera
Guiglia – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Modena-Stemma.png Modena
Amministrazione
SindacoIacopo Lagazzi (lista civica) dall'11-6-2018
Territorio
Coordinate44°25′30″N 10°57′47″E / 44.425°N 10.963056°E44.425; 10.963056 (Guiglia)Coordinate: 44°25′30″N 10°57′47″E / 44.425°N 10.963056°E44.425; 10.963056 (Guiglia)
Altitudine490 m s.l.m.
Superficie48,3 km²
Abitanti3 898[1] (30-11-2018)
Densità80,7 ab./km²
FrazioniCastellino, Gainazzo, Monteorsello, Pieve di Trebbio, Roccamalatina, Rocchetta, Samone
Comuni confinantiMarano sul Panaro, Pavullo nel Frignano, Savignano sul Panaro, Valsamoggia (BO), Zocca
Altre informazioni
Cod. postale41052
Prefisso059
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT036017
Cod. catastaleE264
TargaMO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantiguigliesi
Patronosan Geminiano
Giorno festivo31 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Guiglia
Guiglia
Guiglia – Mappa
Posizione del comune di Guiglia all'interno della provincia di Modena
Sito istituzionale

Guiglia (Guîa o Guéa in dialetto frignanese[2]) è un comune italiano di 3 898 abitanti della provincia di Modena, in Emilia-Romagna, situato a sud del capoluogo, fa parte dell'Unione Terre di Castelli.

Il territorio comunale di Guiglia si estende sulle prime colline che occupano il versante destro del fiume Panaro ad un'altezza di 490 metri sul livello del mare. È soprannominata "Balcone dell'Emilia" merito della posizione che occupa in cima ad una collina che permette, da quasi tutto il paese, di vedere la maggior parte della provincia di Modena. Comprende il capoluogo Guiglia e sette frazioni: Roccamalatina, Samone, Monteorsello, Castellino, Gainazzo, Pieve di Trebbio e Rocchetta. Oltre una buona dotazione di servizi ricettivi ed attrezzature sportive, Guiglia offre un ambiente naturale particolarmente interessante (Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina) arricchito dalla presenza di molte borgate rurali e da monumenti.

StoriaModifica

I primi documenti che fanno riferimento al territorio Guigliese sono dei contratti di affitto risalenti al anno 890. In questi documenti conservati nel monastero di Nonantola si parla di alcuni terreni in affitto a Guilia.

Dopo l’anno mille esistono diversi altri documenti che contengono riferimenti al paese di Guiglia, un chiaro esempio è un atto notarile risalente al 1048 nel quale vengono concessi in affitto case, terreno, boschi, castagneti e pascoli posti in Auilla, Pugnano, Samoni, e Trebbo.

Il territorio di Guiglia è stato spettatore di numerose lotte per il suo possedimento, da quelle tra Liguri e Romani, Longobardi e Ungari, fino ad arrivare alla nascita del primo castello, dovuta ad invasioni ungare. Questa militarizzazione del territorio, pone la possibile costruzione di un castello nella parte più elevata del colle, che domina la valle del Panaro, intorno all'anno 1048.

Nell'anno 1227 invece venne edificato il Castello di Montevallaro, che sorgeva sulla sommità di un colle tra Guiglia e Monteorsello. La sua costruzione è dovute alle lotte tra Modena e Bologna, tra guelfi e ghibellini per la e il precisione, e furono i modenesi in questo caso a costruire il castello.

Dopo circa quarantanni dalla sua costruzione e continui assedi, il castello venne completamente distrutto e non vi è più purtroppo nessuna traccia.

Nel 1361 invece sempre a causa di uno scontro tra guelfi e ghibellini, il Castello di Guiglia venne distrutto da un incendio.

Nel 1405, il castello di Guiglia è stato ormai ricostruito, con ponte levatoio e due nuove torri venne concesso alla famiglia dei Pio di Carpi. Da qui ci sarà un succedersi di varie famiglie, e anche il centro abitato del paese inizia a mutare. Nel 1584, tramite un rogito, venne concesso ai Padri Carmelitani l’antico oratorio che sorgeva nelle immediate vicinanze del Castello, dal quale prenderà il soprannome successivamente di “Conventino”.

Con il rogito del 16 marzo 1630 il Duca Francesco I d’Este concesse il feudo al marchese Francesco Montecuccoli, marito di Sigismonda Laderchi. Questa famiglia, essendo venute meno le funzioni militari del castello decise di modificarlo sia sul piano architettonico che su quello funzionale, facendolo diventare una delle dimore signorili più sontuose ed eleganti. Venne eliminato il ponte elevatoio, costruita la nuova porta d’accesso e commissionato un teatro all'interno del castello.

Tra il 1690 e il 1715 venne costruito, non molto distante dal castello, l’oratorio della Madonnina, contenente l’immagine della Beata Vergine di San Luca, ai quali la famiglia erano molto devoti. La chiesa venne costruita in scala rispetto alla famosa Chiesa di San Luca sul Monte della Guardia di Bologna. Questo edificio in seguito sarebbe divenuto anche la tomba della famiglia Montecuccoli.

Intorno alla fine del 1800, a causa delle innumerevoli spese, gli eredi della famiglia misero in vendita il castello all'asta. Il 18 agosto 1897, l’edificio venne venduto all'Ingegnere svizzero Giovanni Beusch, che trasformò nuovamente il castello rendendolo un albergo termale. Inoltre, cosa molto importante per il paese, riesce a portare da una sorgente l’acqua potabile della sorgente dei Volti, fino alla sommità del centro.

A partire dal 1865 a causa dell’arrivo delle truppe francesi e del contesto dell’Italia nazione nasce il Comune di Guiglia con quelle che sono le frazioni attuali.

L’albergo di Beusch venne chiuso nel 1914, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Il conventino venne rimesso in vendita e nel 1919 venne acquistato dal Comune di Reggio Emilia per renderlo una colonia scolastica per bambini. Venti anni dopo, nel 1939, il Podestà di Guiglia decise di acquistare il Castello per una somma di 300.000 mila lire.

Nel 1944, durante la seconda Guerra Mondiale, il paese di Guiglia e il suo castello assumono un ruolo strategico di immediata importanza a causa della vicinanza con la Linea Gotica dei tedeschi. Il paese divenne tappa per i militari tedeschi, mentre la Rocca come ospedale militare. Molto spesso Guiglia rimase immune ai bombardamenti, fino al 15 aprile del 1945 dove venne colpita dalle bombe alleate, che distrussero molte case e danneggiarono varie zone di rilevanza come il lavatoio pubblico del Poggio, il Conventino e l’arco d’ingresso. Qualche giorno dopo, Guiglia verrà liberata.

Successivamente alla seconda guerra mondiale, il Comune cede in affitto “il Conventino”. Lo stabile viene adibito ad attività turistiche e ricreative, con trasformazione perciò a uso Albergo, Ristorante, Bar, Cinematografo, Sale da concerto, di lettura, di giochi, di esposizioni artistiche e mostre. In questo contesto la rocca apre anche un casinò, destinato a durare pochi mesi, in quanto il Ministero dell’Interno impone la chiusura della casa da gioco lo stesso anno.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Castello di GuigliaModifica

L'antico Castello di Guiglia era la sontuosa residenza dei marchesi di Montecuccoli. Come ogni borgo antico, fu coinvolto in sanguinose guerre tra fazioni, incendi, terremoti e subì alterne dominazioni che ne modificarono man mano la pianta originale.

Nel 1630 il marchese Francesco Montecuccoli iniziò un restauro radicale che trasformò l'antica rocca in sontuosa residenza nobiliare per la sua famiglia.

In tale occasione fu rimosso il ponte levatoio e chiusa la vecchia porta a oriente, furono ampliati gli appartamenti e creato un nuovo e prestigioso accesso, l'attuale, costituito da un alto portale sormontato da un timpano sostenuto da colonne attraverso il quale si accede ad una loggia decorata da pregevoli stucchi. All'interno delle mura esisteva anche un convento di Carmelitani, con l'annessa chiesa.

In seguito alla decadenza dei Montecuccoli e a travagliate vicende, l’edificio venne acquistato all'asta dall'Ing. Beush che lo trasformò in albergo.

La Torre del Pubblico, collocata davanti all'originario ingresso della rocca, ha pianta quadrata, un portale in cotto ad arco a strombo ed è sormontata dalla cella campanaria dotata di campana seicentesca. L'edificio attiguo aveva probabilmente funzione di Casella, il luogo in cui si svolgevano le adunanze della Comunità.

Nei pressi del Castello sorge l'Oratorio della Madonnina, articolato in uno spazio percorso da tre nicchie. Quella centrale ospita l’unico altare presente. Ripostiglio e sagrestia sono ai lati dell'ingresso. La cupola è sormontata da una lanterna circolare. All'interno sono conservate tre tombe dei marchesi Montecuccoli Laderchi e numerosi ex voto di fattura popolare.

La famiglia Montecuccoli era devota alla Madonna di San Luca e per questo motivo l'Oratorio si presenta come una riproduzione in miniatura del Santuario di San Luca che si trova a Bologna.

Il parco dei Sassi Di RoccamalatinaModifica

Il Parco dei Sassi di Roccamalatina protegge 2.300 ettari di territorio adagiato sulle morbide colline modenesi. La sua particolarità sono le imponenti guglie in arenaria che svettano in questo dolce paesaggio, fatto di antichi castagneti, boschi e coltivi.

Le guglie, alte circa 70 metri, sono veri e propri monumenti della natura, derivati da stratificazioni più resistenti all'erosione rispetto al terreno circostante.

LE CARATTERISTICHE DEL PARCO

Nel Parco dei Sassi di Roccamalatina, un’ampia biodiversità di habitat concentrata in poco spazio vede la presenza di specie come la mediterranea erica arborea a fianco di altre di quota come il faggio e il mirtillo. Ricca è la presenza di orchidee che, assieme ad anemoni, campanellini, gigli e ciclamini, colorano i boschi, le radure e gli ambiti rupestri.

Di particolare valore sono gli habitat riconosciuti dall’Unione Europea di Interesse Comunitario, quali le foreste alluvionali di ontano o le formazioni cespugliate a Festuco brometalia. Non meno importanti le specie faunistiche: dal tasso all’istrice, dalla volpe al capriolo, dal daino alla faina. Diverse quelle di Interesse Comunitario, come il cervo volante, il gambero di fiume, il tritone crestato, il falco pellegrino, la tottavilla, il succiacapre, il rinolofo euriale. Sporadica, ma accertata è la presenza del lupo.

Un’ampia varietà di ambienti aggiungono poi valore al territorio protetto: castagneti di ambito montano, incolti argillosi di bassa collina, boschi ripariali, greti fluviali, fenomeni di carsismo con grotte e inghiottitoi, coltivi collinari e piccoli borghi medievali. Tra pievi, antiche torri rondonare e borghi, i Musei del borlengo, del castagno e la Mostra della tigella esaltano la cultura e le specialità tradizionali. Completano il quadro oltre 100 chilometri di sentieri da percorrere a piedi, a cavallo o in mountain bike, lungo 12 itinerari segnalati.

Comprende i territori dei comuni di Guiglia, Zocca, Marano e Unione Terre di Castelli.

Roccamalatina e il borgo dei Sassi

Il nome di Roccamalatina trae origine da una famiglia nobile, i "Malatigni", che fra il XII ed il XIV secolo dominò una parte abbastanza estesa del territorio. La località, a metà strada fra Guiglia e Zocca, deve la sua notorietà proprio ai Sassi, le imponenti guglie di arenaria che dominano la valle del Panaro.

I Sassi, inespugnabili roccaforti naturali, ospitarono fin da tempi antichissimi insediamenti fortificati. Forse già durante la dominazione bizantina costituirono un caposaldo della linea difensiva approntata dall'esercito contro i Longobardi.

Ai piedi dei Sassi il grazioso Borgo dei Sassi (Rocca di Sopra) è arroccato ai piedi del Sasso della Croce. Qui sono visibili fabbricati ben conservati con portali del '300 e '400 e l'Oratorio della Madonna dei Sassi, con bassorilievi del '400. Sull’altare dell’Oratorio si trova, in una nicchia, la statua della Beata Vergine Maria considerata dalla popolazione di Roccamalatina la protettrice del paese.

di sentieri che lo attraversano.

Pieve di TrebbioModifica

Per raggiungere Pieve di Trebbio bisogna salire a quota 463 metri sul livello del mare. Siamo esattamente nel cuore del Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina, con una vista mozzafiato sugli speroni rocciosi. Da qui è possibile partire per suggestive passeggiate verso i tanti casali della zona o lungo i sentieri del Parco.

Citata su una carta di Nonantola del 996 assieme a Guiglia, la Pieve di Trebbio è dedicata a S. Giovanni Battista. La sua costruzione definitiva risale con molta probabilità all’XI-XII secolo, e per questo costituisce uno dei più significativi esempi di Romanico in Appennino. Nonostante alcuni successivi interventi di rifacimento, conserva infatti l'aspetto tipicamente Romanico, con pianta tre navate e cripta. Il campanile è costruito su una preesistente torre fortificata.

I particolari da notare sono tanti: il portale scolpito sul lato sud, i capitelli originali, le sculture nel presbiterio e, nel battistero adiacente, un fonte battesimale del IX secolo con bassorilievi. All’interno della Pieve di Trebbio sono inoltre conservate pitture e sculture di notevole pregio. Fra questi, la tela che raffigura San Giovanni Battista, risalente al Seicento.

Monteorsello, Bottazza Mulino d'Andrea e Castellino delle FormicheModifica

Il Borgo di Monte Orsello

Monte Orsello è un antico borgo situato sul cocuzzolo che domina la strada statale 623 fra Guiglia e Roccamalatina. Il nome deriva probabilmente da quello di qualche notabile Orso o Orsello. Nella disposizione dell’abitato si nota ancora l’antica struttura difensiva raccolta attorno al Castello di cui, purtroppo, rimangono solo pochi resti. Fra questi, sono ancora visibili un voltone di passaggio in conci in arenaria e una torre trecentesca. Ciò che resta sicuramente intatto, è il fascino delle antiche viuzze del borgo e lo splendido panorama sulle valli circostanti.

Nel 1308, in seguito al testamento del marchese Azzo d’Este, il Castello passò in potere dei Bolognesi, ma già alla fine dello stesso secolo tornò in mano agli Estensi. Dopo un periodo di appartenenza ai feudi dei Contrari (XV secolo) e dei Boncompagni fece parte, fino alla fine del Settecento, del Marchesato di Vignola sotto la giurisdizione di Savignano.

A valle della torre, dove si diramano le due strade che portano alla parte alta del borgo, è situato l'oratorio seicentesco di San Pellegrino, detto dell'Ospitalino in riferimento all'ospizio qui esistente nella seconda metà del Cinquecento. Anticamente vi era anche una chiesa intitolata a S. Maria, dipendente dalla Pieve di Trebbio, che già versava in pessime condizioni alla fine del '700.

La chiesa attuale, intitolata all'Assunta e dotata di una torre campanaria del 1271, fu ricostruita tra il 1945 ed il 1947 in seguito ai danni dei bombardamenti. Custodisce nell’abside una preziosa Madonna con Bambino in terracotta del 1545 scolpita dal modenese Antonio Begarelli, miracolosamente scampata al crollo totale dell'edificio.

Jacopo Cantelli, il personaggio storico di Monte Orsello

All'incrocio con la strada che porta al camposanto, è possibile vedere l'antica Casa Cantelli, dove nacque nel 1643 l’insigne “cosmografo ducale” Jacopo Cantelli. Formatosi a Bologna, Cantelli fu benvoluto da illustri personaggi tra cui il cardinale Boncompagni e il conte Rinaldo Marescotti. Il celebre ministro del Re di Francia, Colbert, lo avrebbe voluto alla corte di Versailles ma il Cantelli andò invece a Roma dove restò per 16 anni a studiare intensamente storia, archeologia e geografia. Francesco II duca di Modena cercò in ogni modo di averlo come suo geografo e bibliotecario, riuscendoci finalmente nel 1685. La maggior parte delle sue carte furono inserite nel Mercurio Geografico, il noto atlante pubblicato a Roma nel 1692. Jacopo Cantelli morì a Modena nel 1695.

Bottazza e Mulino d’Andrea

Non lontano da Monte Orsello si trova la Bottazza una borgata a corte ancora ben conservata su cui spicca una pregevole casa-torre del ‘500. Si racconta che tale luogo prendesse il nome da una ostessa che vendicò l’uccisione dell’amante trapassando con uno spiedo l’assassino. La corte chiusa, di proprietà privata, non è attualmente accessibile.

Da segnalare nelle vicinanze, presso Selva di Monte Orsello, il Mulino d'Andrea: antico mulino ormai in disuso che conserva intatti tutti gli elementi caratteristici.

Castellino delle Formiche

Nella località di Castellino di Guiglia troviamo il Castellino delle Formiche. La denominazione è, con ogni probabilità, frutto di un’errata traduzione popolare del medievale Castrum Formigis che in realtà rimanda al latino formido, formidabilis cioè “Castello che incute timore”.

Le case arroccate sulla roccia si raccolgono attorno alla torre medievale dell'antico Castello, rimasta intatta. Fuori dall’abitato, boschi e campi declinano verso il fondovalle del fiume Panaro. Sulla piazza si affacciano diversi edifici degni di una visita: tra questi, la torre dell'antico Castello (su uno sperone roccioso) e la chiesa quattrocentesca dedicata a S. Stefano e S. Lorenzo.

Il fortilizio del Castellino nel Medioevo fu sede di un ramo della famiglia Malatigni proveniente dalle omonime rocche situate presso i Sassi di Roccamalatina. Nel ‘300 passò poi ai Montecuccoli che lo conservarono fino al 1623, anno in cui fu aggregato alla Podesteria di Guiglia. A partire dal 1630, anche quest’ultima fu poi ceduta in feudo ai Montecuccoli.

L’unica testimonianza rimasta del Castello è la torre, oggi trasformata in campanile. L'attuale chiesa di S. Stefano fu costruita all'interno del Castello, presso l'Oratorio di San Lorenzo, documentato fin dal XIII secolo. Di notevole interesse è il portale della canonica, databile al XV secolo, costruito con poderosi conci di arenaria disposti a sesto acuto.

All'interno si conserva un pregevole fonte battesimale del 1662 in arenaria scolpita. Notevoli anche le tele seicentesche e le formelle in terracotta della Via Crucis.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Gli stranieri residenti nel comune sono diminuiti notevolmente, al 31 dicembre 2013. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[4]:

  1. Marocco: 191
  2. Albania: 59
  3. Romania: 50
  4. Ghana: 7
  5. Ucraina: 10
  6. Tunisia: 13
  7. Moldavia: 11
  8. Polonia: 10
  9. India: 8
  10. Nigeria: 10

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 maggio 1985 5 maggio 1990 Silvano Baccolini Partito Comunista Italiano Sindaco [5]
6 maggio 1990 13 marzo 1993 Ferruccio Magnani Democrazia Cristiana Sindaco [5]
20 aprile 1993 22 aprile 1995 Ermanno Monzali Democrazia Cristiana Sindaco [5]
23 aprile 1995 12 giugno 1999 Vittorio Predieri centro-sinistra Sindaco [5]
13 giugno 1999 6 giugno 2009 Angelo Pasini centro-destra Sindaco [5]
7 giugno 2009 9 settembre 2017 Monica Amici lista civica - Nel Futuro al Sicuro Sindaco [6]
11 giugno 2018 - Iacopo Lagazzi centro-sinistra Sindaco [5]

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 324.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2013 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 15 novembre 2012.
  5. ^ a b c d e f http://amministratori.interno.it/
  6. ^ Portale della Provincia di Modena | Enti | Elezioni amministrative 25 maggio 2014

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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