Apri il menu principale

Gustavo Rodella

incisore e acquarellista

BiografiaModifica

Gustavo Rodella era figlio di Ottavio, pittore specializzato in soggetti militari, e di Angela Canonica. Dopo il fallimento della società editrice, per cui lavorava il padre, tutta la famiglia si spostò a Milano, dove Gustavo si iscrisse e si diplomò all'Accademia di Brera. Gustavo Rodella si trasferì a Roma nel 1912 e aprì uno studio in via Margutta.

Nel 1913 esordì a una mostra dell'Associazione Amatori e Cultori di belle arti e nel 1929 ottenne la cattedra di Tecniche dell'incisione all'Accademia di Belle Arti di Roma. Utilizzava varie tipologie incisorie: la xilografia, l'acquaforte, l'acquatinta, la vernice molle, la puntasecca e la litografia.[1] Fu uno dei 25 fondatori del Gruppo Romano Incisori Artisti (Gria), costituito a palazzo Venezia, a Roma, per iniziativa di Federico Hermanin. Realizzò all'acquarello figurini e ammiccanti signorine; incise vedute romane ad acquaforte o ad acquatinta, come la Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane. Ha disegnato copertine per il "Giornalino della Domenica".[2] Un'altra sua incisione, popolaresca, rappresenta i preparativi per una esecuzione del boia romano Mastro Titta, a Piazza del Popolo. Incisione di taglio verista è Le Gerle, del 1909; un'acquatinta di gusto simbolista è L'Albero di villa d'Este, del 1932.[3] Prese parte a circa settanta esposizioni, tra cui la mostra Coloniale di Roma, le mostre del Bianco e Nero di Milano e di Firenze, l'Esposizione d'Arte Figurativa di Torino e mostre a New York, a Buenos Aires e a Los Angeles nel 1923, a Chicago nel 1931, a Bordeaux nel 1932, a Varsavia e a Vienna nel 1933, a Monaco di Baviera nel 1934.[1] Sua allieva è stata Valeria Vecchia.

Una serie di 32 lastre, incise con differenti tecniche, è stata donata nel 1973[4] dalla sorella dell'artista Rosalia Rondella Vichi all'Istituto Nazionale per la Grafica, che allora si chiamava Calcografia Nazionale ed era diretta da Carlo Bertelli.

OpereModifica

  • La modella, 1920, acquarello e biacca
  • L'albero di Villa d'Este, 1932, acquatinta su rame
  • Nellina
  • Ragazza sulla sedia
  • La passeggiatrice
  • L'aratro
  • Viandanti

NoteModifica

  1. ^ a b Gruppo Romano Incisori Artisti, p. 100.
  2. ^ Come la copertina del n. 32, a. VII, 1919, che rappresenta una bambina che scrive.
  3. ^ Gruppo Romano Incisori Artisti, pp. 101 e 103.
  4. ^ Autorizzazione Ministeriale n. 1161 del 20 febbraio 1974.

BibliografiaModifica

  • Cesare Ratta, Acquafortisti italiani, vol. III, tav. 73 74 75 76, Bologna, A cura e spese di Cesare Ratta, 1931, SBN IT\ICCU\LO1\0429507.
  • Luigi Servolini, Dizionario illustrato degli incisori italiani moderni e contemporanei, Milano, 1955, SBN IT\ICCU\RAV\0147593.
  • Umberto Vichi, Gustavo Rodella incisore romano, Roma, Quaderni dell'Alma Roma, 1960, SBN IT\ICCU\SBL\0424195.
  • AAVV, Gruppo Romano Incisori Artisti 1921, Roma, Fratelli Palombi Editori, 1988, SBN IT\ICCU\CFI\0094666.
  • Raffaele Nigro, Novecento a colori. Percorsi nell'arte di un secolo infinito, Bari, Progedit, 2008, SBN IT\ICCU\BA1\0047520.