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Guy Verhofstadt
Guy Verhofstadt EP press conference 3.jpg
Guy Verhofstadt nel 2014

Capogruppo dell'ALDE al Parlamento Europeo
Durata mandato 1º luglio 2009 –
1° luglio 2019
Presidente Annemie Neyts-Uyttebroeck
Graham Watson
Hans van Baalen
Predecessore Graham Watson
Successore Dacian Cioloș
(Renew Europe)

Primo ministro del Belgio
Durata mandato 12 luglio 1999 –
20 marzo 2008
Monarca Alberto II del Belgio
Vice capo del governo Laurette Onkelinx
(1999-2007)
Louis Michel
(1999-2004)
Johan Vande Lanotte
(1999-2005)
Isabelle Durant
(1999-2003)
Magda Aelvoet
(1999-2002)
Jef Tavernier
(2002-2003)
Patrick Dewael
(2003-2007)
Didier Reynders
(2004-2008)
Freya Van den Bossche
(2005-2007)
Yves Leterme
(2007-2008)
Predecessore Jean-Luc Dehaene
Successore Yves Leterme

Presidente del Consiglio europeo
Durata mandato 1º luglio 2001 –
31 dicembre 2001
Predecessore Göran Persson
Successore José María Aznar

Presidente dei Liberali e Democratici Fiamminghi
Durata mandato 1992 –
1995
Predecessore creazione del partito
Successore Herman De Croo

Durata mandato 7 giugno 1997 –
10 luglio 1999
Predecessore Herman De Croo
Successore Karel De Gucht

Durata mandato 8 giugno 2009 –
11 dicembre 2009
(ad interim)
Predecessore Bart Somers
Successore Alexander De Croo

Vice primo ministro del Belgio
Durata mandato 28 novembre 1985 –
9 maggio 1988
Cotitolare Charles-Ferdinand Nothomb
Philippe Maystadt
Jean Gol
Capo del governo Wilfried Martens
Predecessore Charles-Ferdinand Nothomb
Willy De Clercq
Jean Gol
Successore Hugo Schiltz
Melchior Wathelet
Jean-Luc Dehaene
Philippe Moureaux
Willy Claes

Membro del Parlamento fiammingo
Durata mandato 22 gennaio 1985 –
20 maggio 1995
Legislature 1985-1987, 1988-1991, 1991-1995,
Sito istituzionale

Membro della Camera dei rappresentanti del Belgio
Durata mandato 7 gennaio 1985 –
20 maggio 1995
Legislature 47°, 48°
Circoscrizione Arrondissement di Gand-Eeklo
Sito istituzionale

Membro del Senato del Belgio
Durata mandato 21 maggio 1995 –
11 luglio 1999
Legislature 1995-1999

Durata mandato 18 maggio 2003 –
12 luglio 2003
Legislature 2003-2007

Durata mandato 10 giugno 2007 –
20 dicembre 2007
Legislature 2007-2010
Sito istituzionale

Eurodeputato
In carica
Inizio mandato 14 luglio 2009
Legislature VII, VIII
Gruppo
parlamentare
ALDE
Collegio Belgio
Incarichi parlamentari
  • Membro della Conferenza dei presidenti (14 luglio 2009 - 30 giugno 2014)
  • Membro della Commissione per gli affari costituzionali (16 luglio 2009 - 18 gennaio 2012)
  • Membro della Commissione per gli affari costituzionali (19 gennaio 2012 - 30 giugno 2014)
  • Membro della Conferenza dei presidenti (1º luglio 2014 -)
  • Membro della Commissione per gli affari costituzionali (1º luglio 2014 -)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Liberali e Democratici Fiamminghi
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Università Università di Gand
Professione Avvocato
Firma Firma di Guy Verhofstadt

Guy Maurice Marie Louise Verhofstadt (Dendermonde, 11 aprile 1953) è un politico belga, di orientamento liberale, attivo sia in Belgio sia nelle istituzioni dell'Unione europea.

Primo ministro del Belgio dal 1999 al 2008, ha ricoperto anche la carica di Vice Primo ministro e Ministro del bilancio dal 1985 al 1987. È stato membro della Camera dei rappresentanti dal 1985 al 1995.

Dal 2009 è membro del Parlamento europeo dove è presidente del Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa, ha fondato il gruppo federale inter-parlamentare Spinelli. È stato candidato dal Partito dell'Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa alla carica di Presidente della Commissione europea nelle elezioni del Parlamento europeo del 2014, ed è il rappresentante del Parlamento europeo nei negoziati Brexit.

BiografiaModifica

Il padre di Verhofstadt era professore di storia in un ginnasio di Dendermonde, mentre sua madre era infermiera, ha un fratello minore, Dirk, filosofo. Verhofstadt si laureò in giurisprudenza nel 1975[1].

Nel 1972 venne eletto presidente dell'unione degli studenti liberali fiamminghi a Gand, mentre nel 1976 fu eletto membro del consiglio comunale di Gand, di cui fece parte fino al 1982[1][2]. Nel 1985 divenne membro della Camera dei rappresentanti, della quale fece parte ininterrottamente fino al 1995[1]. Fu segretario politico di Willy De Clercq[2].

Carriera politicaModifica

Presidente del Partito della Libertà e del Progresso e dei Liberali e Democratici Fiamminghi ApertiModifica

Nel 1979 fu eletto presidente nazionale del movimento giovanile del Partito della Libertà e del Progresso (PVV)[1]. Presiedette il movimento fino al 1981, e l'anno successivo fu eletto presidente nazionale del PVV[1]. Presiedette il partito fino al 1985, quando fu nominato vice primo ministro e ministro per il bilancio, la ricerca e la programmazione[1]. Nel 1988 terminò l'incarico di governo e l'anno successivo tornò a presiedere il PVV[1].

Nel 1992 il partito assunse il nome di Liberali e Democratici Fiamminghi (VLD), Verhofstadt lo presiedette fino al 1995[1]. Tra il 1995 e il 1999 Verhofstadt fu membro del Senato federale[1]. Tra il 1997 e il 1999 tornò a presiedere il VLD[1].

Primo ministroModifica

 
Verhofstadt e Vladimir Putin durante una conferenza stampa a Bruxelles (Politica estera e di sicurezza comune) il 2 ottobre 2001.

Dopo le elezioni federali belghe del 13 giugno 1999, Verhofstadt fu nominato Primo ministro e formò un governo di coalizione tra i liberali, i socialisti e gli ecologisti. Nel secondo semestre del 2001 fu presidente di turno del Consiglio dell'Unione Europea[1]. La vittoria dei liberali e socialisti alle elezioni del 18 maggio 2003 gli permise di rimanere Primo ministro e di formare un governo di coalizione tra socialisti e liberali.

In seguito della sconfitta subita dal VLD alle elezioni legislative del 10 giugno 2007, Verhofstadt rassegnò le dimissioni. Si aprì una lunga crisi politica durata quasi 200 giorni, che si risolse con la nomina il 23 dicembre 2007 di un governo ad interim guidato ancora da Verhofstadt . Il 20 marzo 2008 fu nominato Primo ministro Yves Leterme. Tra il 2007 e il 2009 Verhofstadt ha fatto parte del consiglio comunale di Gand[1].

Presidenza ad interim dei Liberali e Democratici Fiamminghi ApertiModifica

Il 7 giugno 2009, Guy Verhofstadt è diventato il primo vicepresidente dell'Open Vld a passare alla carica di presidente ad interim del partito. Ciò è accaduto dopo che il presidente del partito Bart Somers ha rassegnato le dimissioni a seguito della sconfitta elettorale alle elezioni fiamminghe del 2009. Verhofstadt ha temporaneamente assunto la presidenza dei liberali fiamminghi fino a quando le elezioni per la presidenza del 12 dicembre 2009 hanno portato Alexander De Croo ad essere nuovo presidente.

Dopo il governoModifica

Capogruppo al Parlamento europeoModifica

 
Verhofstadt nel 2012

Nel 2009 Verhofstadt fu eletto parlamentare europeo e il 30 giugno 2009 fu eletto presidente del gruppo politico dell'ALDE[2]. Nel settembre 2010 promosse, assieme a Daniel Cohn-Bendit, la formazione del Gruppo Spinelli per il rilancio dell'integrazione europea.

Molto critico nei confronti della Presidenza russa di Vladimir Putin durante la crisi ucraina, nel maggio 2015 è tra le 89 personalità europee non gradite in Russia[3]

Dopo le elezioni è riconfermato capoguppo dell'ALDE.

Amministratore della holding Sofina e altri incarichiModifica

Dal maggio 2012 è, per un periodo di tre anni, amministratore indipendente della holding Sofina.[4] È anche direttore del fondo pensionistico olandese APG e dell'armatore Exmar. Questi tre mandati gli portano un reddito lordo di 130.000, 42.840 e 60.000 € rispettivamente nel 2013.

Candidato alla presidenza della Commissione europeaModifica

 
Guy Verhofstadt in un dibattito nella campagna elettorale europea del 2014 con il suo concorrente socialdemocratico Martin Schulz

Il 4 dicembre 2013, i leader liberali dei paesi del Benelux hanno dato sostegno a Verhofstadt come candidato alla presidenza della Commissione europea dopo le elezioni del Parlamento europeo del 2014.[5] In precedenza, era stato proposto come candidato del Partito Socialista Europeo Martin Schulz.[6] Il giorno dopo, il commissario Olli Rehn ha annunciato che aspirava alla presidenza.[7] Il 18 dicembre 2013 è arrivata la notizia che quattordici altri leader del partito liberale hanno supportato Rehn in questo.[8] L'olandese Mark Rutte (VVD) e il tedesco Christian Lindner (FDP) sono stati nominati mediatori per l'ALDE.[9] L'ALDE il 20 gennaio 2014 ha annunciato che ha portato alla nomina di Verhofstadt, a nome del partito liberale. Rehn è un candidato per un'altra alta posizione.

Verhofstadt è prossimo candidato come presidente e leader dell'Open VLD per le elezioni europee in Belgio del 2014.

Politica europea e sostegno a Emmanuel MacronModifica

Nell'agosto 2015 Guy Vehofstadt ha chiesto una riforma del sistema di asilo e immigrazione in risposta alla crisi migratoria in Europa. Ha criticato il primo ministro britannico David Cameron e il presidente francese François Hollande per la loro opposizione alla proposta della Commissione europea per distribuire l'asilo tra i paesi dell'Unione europea. Invita inoltre la Francia, il Regno Unito e l'Ungheria a interrompere la costruzione di muri e misure di sicurezza alle frontiere e a concentrare i loro sforzi sull'assistenza umanitaria.

 
Guy Verhofstadt al Forum sul Futuro dell'Europa nel 2017

L'8 settembre 2016 è stato nominato rappresentante del Parlamento europeo nei negoziati sull'uscita del Regno Unito dall'EU (Michel Barnier è il capo negoziatore). Alla fine del 2016 affronta Sylvie Goulard come candidato ALDE nelle future elezioni del Presidente del Parlamento europeo.[10].

È responsabile del coordinamento del lavoro del Parlamento europeo sulla questione del Brexit.[11] Nel corso del 2017 sostenne Emmanuel Macron, candidato alle elezioni presidenziali francesi del 2017.[12][13].

SpinelliModifica

Il 15 settembre 2010, Verhofstadt ha lanciato la nuova iniziativa del Gruppo Spinelli al Parlamento europeo con Daniel Cohn-Bendit, Isabelle Durant e Sylvie Goulard per dare un nuovo impulso alla lotta per un'Europa federale.[14] Famosi seguaci sono Jacques Delors, Mario Monti, Andrew Duff, Elmar Brok, Pat Cox e Joschka Fischer. In questa prospettiva ha pubblicato nell'ottobre 2012 per l'Europa insieme a Daniel Cohn-Bendit, un appello per un'Europa federale più integrata.[15]

Vita personaleModifica

Verhofstadt è sposato e ha due figli[2]. Vive a Gand.

PubblicazioniModifica

  • The United States of Europe (2006)
  • The New Age of Empires (2008)
  • Emerging from the Crisis: How Europe can Save the World (2009)
  • Per l'Europa! Manifesto per una rivoluzione unitaria, con Daniel Cohn-Bendit (Mondadori, 2012)

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Curriculum vitae di Guy Verhofstadt, Parlamento europeo. URL consultato il 25 novembre 2012.
  2. ^ a b c d (EN) Biografia di Guy Verhofstadt, ALDE. URL consultato il 25 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2010).
  3. ^ Rainews; 89 europei nella lista nera di Putin
  4. ^ "Moniteur belge" en ligne acte de la société Sofina 21 mai 2012.
  5. ^ (NL) 'Rutte wil Guy Verhofstadt als voorzitter Europese Commissie', nrc.nl 4 december 2013, accesso al 20 gennaio 2014.
  6. ^ (EN) Schulz named 'candidate designate' for commission post, EU Observer 6 november 2013, accesso al 20 januari 2014.
  7. ^ (EN) Rehn seeks Liberal nomination for Commission president, EuropeanVoice 5 dicembre 2013, accesso al 20 gennaio 2014.
  8. ^ (EN) Olli Rehn challenges Guy Verhofstadt for next Commission chief Archiviato il 23 gennaio 2014 in Internet Archive., New Europe 18 dicembre 2013, accesso al il 20 gennaio 2014.
  9. ^ (NL) Bemiddeling voor Europese tweestrijd Guy Verhofstadt en Olli Rehn, De Standaard 19 december 2013, accesso al 20 gennaio 2014.
  10. ^ (FR) Aline Robert, « Sylvie Goulard candidate à la présidence du Parlement européen », euractiv.fr, 25 novembre 2016.
  11. ^ (FR) Verhofstadt : Le plan de Theresa May est une vaste illusion, su Le Figaro, 18 gennaio 2017. URL consultato il 22 gennaio 2017..
  12. ^ (FR) Guy Verhofstadt : "Pourquoi je soutiens Emmanuel Macron", su lopinion.fr, 5 marzo 2017..
  13. ^ (FR) Jack Dion, L’œil de Berlin surveille la présidentielle, su marianne.net, 13 aprile 2017..
  14. ^ (DE) Verhofstadt houdt Spinelli-groep boven doopvont, De Morgen, 15 settembre 2010. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  15. ^ (NL) Guy Verhofstadt en Daniel Cohn-Bendit publiceren manifest 'Voor Europa!', Het Laatste Nieuws, 1º ottobre 2012. URL consultato il 27 settembre 2012.
  16. ^ (PL) Ordinanza del Presidente della Repubblica Polacca 18 ottobre 2004, MP 2005/162 (pdf-file).
  17. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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