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H 4
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tiposommergibile costiero
ClasseH
ProprietàFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
CantiereElectric Boat Company, Montréal[1]
Impostazione1916
Varo24 aprile 1917
Entrata in servizio1917
Radiazionemaggio 1937
Destino finaledemolito
Caratteristiche generali
Dislocamento in immersione474 t
Dislocamento in emersione360 t
Lunghezza45,8 m
Larghezza4,65 m
Pescaggio3,76 m
Profondità operativa80 m
Propulsionedue motori diesel da 490 CV, due motori elettrici da 600 CV; due eliche
Velocità in immersione 11 nodi
Velocità in emersione 12 nodi
Autonomiain superficie 3300 miglia marine a 7 nodi
in immersione: 1200 miglia marine alla velocità di 3,5 nodi
Equipaggio2 ufficiali, 25 sottufficiali e marinai
Armamento
Artiglieria1 cannone AA da 76/30 mm
Siluri4 tubi lanciasiluri da 450 mm

dati tratti da www.betasom.it - Classe H e da Uomini sul fondo di Giorgio Giorgerini

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L'H 4 è stato un sommergibile della Regia Marina.

StoriaModifica

Dopo il completamento effettuò le prove a Montreal e l'addestramento di base ad Halifax; partito quindi dal Canada al comando del tenente di vascello Pietro Tacchini, attraversò l'Oceano Atlantico arrivò a Cagliari negli ultimi giorni di agosto del 1917[2].

In ottobre fu assegnato alla «Squadriglia Sommergibili H» basata a Brindisi, operando (a partire da novembre 1917) nel Basso Adriatico svolgendo in tutto 17 infruttuose missioni esplorativo-offensive[2].

Assegnato dopo il conflitto all'Ispettorato Siluranti di Taranto, nel settembre del 1923 stazionò per una decina di giorni a Corfù nel corso della controversia fra Italia e Grecia con oggetto l’isola[2].

Fu poi impiegato per l'addestramento e le esercitazioni[2].

Nel corso della guerra di Spagna fu impiegato nel Canale di Sicilia ma ritornò alla base senza aver individuato navi da attaccare[3].

All'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale era a La Spezia; operò sempre nel Mar Ligure, con il tenente di vascello Loris Albanese come comandante[2].

Verso la fine del gennaio 1941, essendo partita da Gibilterra, diretta verso est, la Forza H britannica (lo scopo era bombardare Genova), l’H 4 dislocato in agguato difensivo al largo di Livorno; a causa del maltempo la squadra navale britannica tornò in porto dopo aver attaccato con aerei la diga del Tirso (il bombardamento fu poi comunque svolto il 9 febbraio 1941)[4].

Nel corso dell'operazione britannica «Style» (si trattava di una missione di rifornimento di Malta, ma i comandi italiani pensarono potesse trattarsi di un altro bombardamento navale di Genova) fu mandato in agguato difensivo nel golfo di Genova in funzione difensiva (assieme al gemello H 1), ma, come detto, la formazione britannica non passò in quelle acque[5].

Nel settembre 1941, con l'operazione britannica «Halberd» (ancora una volta si trattava di un convoglio inviato a Malta, ma i comandi italiani ritennero opportuno l'invio di alcuni sommergibili in Mar Ligure temendo un'altra azione di bombardamento) fu nuovamente fatto uscire in Mar Ligure[6].

Complessivamente, nel periodo 1940-1943, effettuò 36 missioni esplorativo-offensive, 13 addestrative (per conto della Scuola Idrofonisti di La Spezia) e 11 di trasferimento, navigando in totale per 8239 miglia nautiche[2].

L'armistizio lo sorprese ad Ajaccio; si consegnò agli Alleati a Palermo e da tale porto salpò 19 settembre (insieme ai gemelli H 1 ed H 2, ad altri tre sommergibili e a diverse altre unità navali) diretto a Malta[2][7]. Il 13 ottobre lasciò Malta e fece ritorno Italia, analogamente ai gemelli e ad altri dodici sommergibili[8].

Tornò poi a Malta ove fu impiegato dagli Alleati in esercitazioni antisommergibile; nell'agosto del 1944 fu inviato a Taranto dove fu sottoposto a lavori di manutenzione, riprendendo poi l'attività con altre missioni, sia offensive che difensive, nel golfo di Taranto[2].

Disarmato a fine guerra, fu radiato il 1º febbraio 1948 e demolito[2].

NoteModifica

  1. ^ Trentoincina
  2. ^ a b c d e f g h i Sommergibili classe H
  3. ^ Giorgerini, p. 197.
  4. ^ Giorgerini, p. 278.
  5. ^ Giorgerini, p. 297.
  6. ^ Giorgerini, p. 299.
  7. ^ Caruana, p. 56.
  8. ^ Caruana, p. 63.

BibliografiaModifica

  • Joseph Caruana, Interludio a Malta, in Storia Militare, nº 204, settembre 2010.
  • Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, Mondadori, 2002, ISBN 978-88-04-50537-2.
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