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BiografiaModifica

L'infanziaModifica

Il padre è proprietario di un caseificio. Nonostante l'agiatezza assicurata dalla professione del padre, l'infanzia di Ashby è alquanto tumultuosa: la famiglia è una delle poche non mormone, in una comunità di mormoni. Effetti negativi sul giovane ha il divorzio dei genitori: Ashby va a vivere con la madre. Quando Hal ha 12 anni, il padre si suicida. Si ritira dalla High School durante il senior year (l'ultimo anno). Qualche biografo gli accredita una laurea in materie letterarie alla Utah State University che Ashby non ha mai ottenuto. Poco prima dei vent'anni Ashby si sposa, ma divorzia subito dopo. A ventun anni si è già sposato e ha divorziato ben due volte.

Nel 1953 (o 1950, secondo altre fonti), parte con l'autostop per Los Angeles. Ha già inanellato una serie impressionante di lavori e lavoretti. Il caso lo conduce al cinema: prima alla Universal, poi alla Republic Pictures, casa specializzata in film di serie B di generi tradizionali. Il lavoro di Ashby consiste nel ciclostilare copioni di film. Ashby decide di diventare montatore, influenzato da chi gli ha detto che è la migliore strada per diventare regista. Le regole dei sindacati americani dello spettacolo lo costringono ad attraversare otto anni di apprendistato. È quarto apprendista per Il grande paese di Wyler (1958). In questa occasione conosce Robert Swink, montatore del film, uno dei più affermati di Hollywood.

Hollywood ed il successoModifica

Ashby segue Swink in diversi film. In particolare, per L'amaro sapore del potere ottiene una certa autonomia e può montare da solo alcune scene. Ottiene grazie a Swink il posto di quarto montatore per La più grande storia mai raccontata di Stevens e, a breve, è capo montatore per Il caro estinto di Richardson: il montaggio da lui effettuato non soddisfa però il regista, che porta tutto il materiale a Londra per rimontarlo in altro modo. La delusione è forte e Ashby fatica a trovare altri ingaggi. A salvarlo è il produttore de Il caro estinto, John Calley, che lo presenta a Norman Jewison, alla ricerca di un montatore per Cincinnati Kid. Con Jewison, Ashby trova la perfetta intesa che non aveva trovato con Richardson. Jewison e Ashby formeranno coppia fissa per diversi film del primo.

La grande svolta della sua vita coincide con la vittoria nel 1968 dell'Oscar per il miglior montaggio per il film La calda notte dell'ispettore Tibbs (In the Heat of the Night). Jewison promuove Ashby a supervisore del montaggio e produttore associato per Il caso Thomas Crown e per Gaily, Gaily. Nel mentre si rende conto che il giovane collaboratore aspira alla regia e decide di interessarsi personalmente ad un suo esordio. L'occasione arriva con The Landlord, romanzo di Kristine Hunter che Jewison si è impegnato a portare sullo schermo. Per sopravvenute incombenze decide di passare la sceneggiatura preparata da Bill Gunn ad Ashby. Jewison riesce a convincere la Mirisch Brother (produzione) e la United Artists (distribuzione) ad affidare una produzione non indifferente da due milioni di dollari ad un esordiente, facendosi garante. Nasce così Il padrone di casa (1970).

Sebbene la data di nascita lo ponga decisamente nella generazione d'anteguerra, il cineasta abbraccia rapidamente lo stile di vita hippy (forse come reazione alla sua educazione repressiva), adottando il vegetarismo e lasciandosi crescere i capelli molto prima che divenisse di moda nell'ambiente hollywoodiano. Nel 1970 sposa l'attrice Joan Marshall, oggi nota probabilmente solo per la sua partecipazione straordinaria all'episodio Corte Marziale della serie Star Trek, dove interpretava Arleen Shaw. Sebbene rimangano sposati fino alla morte di Ashby nel 1988, i due si separano nella metà degli anni settanta e la Marshall non perdonerà mai il marito e Warren Beatty per aver drammatizzato certi elementi poco lusinghieri della sua vita in Shampoo.

Nei successivi sedici anni, Ashby dirige numerosi film di successo sia di pubblico che di critica, inanellando una serie di storie atipiche, come l'inusuale incontro tra un giovane ed un'anziana donna in Harold e Maude (Harold and Maude) o la surreale vicenda di un minorato mentale che rischia di divenire presidente degli Stati Uniti in Oltre il giardino (Being There), con Peter Sellers, riportando per l'ultima volta in vita la carriera del brillante attore. Il maggior successo commerciale di Ashby fu la succitata creazione di Warren Beatty, Shampoo, sebbene il regista abbia di fatto ceduto il controllo della produzione al protagonista del film. Inoltre, Questa terra è la mia terra (Bound for Glory), una biografia di Woody Guthrie interpretata da David Carradine, è uno dei primissimi film che hanno utilizzato la steadicam.

Se si esclude Shampoo (una produzione dominata da Beatty), il film di Ashby che ottenne maggior successo fu il dramma sulla guerra del Vietnam Tornando a casa (Coming Home), interpretato da Jon Voight, il quale vinse il premio Oscar per il miglior attore protagonista; Ashby ottiene con questo film la sua sola candidatura come migliore regista. Data la riconosciuta mancanza di cooperazione di Voight durante le riprese, è opinione comune che sia stata la perizia di Ashby nel montaggio di alcune scene particolarmente drammatiche a far guadagnare il premio all'attore. Prodotto dopo film quali Lo squalo e Guerre stellari, Tornando a casa fu uno degli ultimi film a racchiudere l'etica della New Hollywood, incassando quasi 13 milioni di dollari tra incassi e diritti, a fronte di un minuscolo investimento di tre milioni.

Il declinoModifica

Grazie ai suoi successi di critica e (relativamente) di pubblico, Ashby formò, subito dopo i riconoscimenti per Tornando a casa, una società di produzione sotto l'ala protettrice della Lorimar. Essendo però entrato nella spirale dell'uso di droghe, dopo Oltre il giardino (Being There) (l'ultimo dei suoi film che ottenne una certa attenzione generale), Ashby divenne notoriamente solitario ed eccentrico, si ritirò nella sua casa "spartana" (secondo i suoi visitatori i suoi Oscar non erano mai in bella vista) e ad un certo punto si rifiutò persino di mangiare in presenza di altre persone. Le produzioni di Cuori di seconda mano (Second-Hand Hearts) e Cercando di uscire (Looking to Get Out) (un film su un "colpo" a Las Vegas che lo rivide dirigere Voight ed in cui appare la figlia dello stesso Voight: Angelina Jolie) furono penalizzate dal comportamento del regista sempre più stravagante, mentre i dirigenti della produzione si seccarono per le sue tecniche di montaggio esageratamente perfezioniste (esemplificate dal suo lavoro ossessivo di sei mesi su di un collage riguardante Message in a Bottle dei Police). Le voci su queste sue bizzarre tendenze gli costarono il licenziamento poco prima dell'inizio delle riprese di Tootsie, di cui gli era stata inizialmente affidata la regia.

Poco tempo dopo, Ashby (fan accanito dei Rolling Stones) accompagnò il gruppo nel suo tour americano del 1981 filmando nel frattempo il documentario Time Is on Our Side: The Rolling Stones (Let's Spend the Night Together). I disagi ed i pericoli del viaggio furono eccessivi per la fragile salute del cineasta, che soffrì per una overdose prima del concerto di Phoenix. Il film fu terminato in qualche modo e relegato alle televisioni via cavo, dove fu un fiasco clamoroso.

La moglie del campione (The Slugger's Wife), con una sceneggiatura firmata dal noto drammaturgo Neil Simon, continuò la serie perdente. Nelle intenzioni doveva essere una commedia romantica, ma si dice che Simon rimase orripilato quando vide che il montaggio duro di Ashby ne aveva fatto una "pièce" dal sapore impressionista, con la prima mezz'ora di film basata su dialoghi minimalisti. Ostinandosi a rifiutare di accettare le richieste di Simon di montare il film come una semplice commedia, Ashby alla fine fu licenziato nella fase finale della produzione; il film fu un fallimento commerciale. 8 milioni di modi per morire (8 Million Ways to Die), scritto da Oliver Stone, ottenne lo stesso risultato al botteghino; a questo punto le stravaganze di Ashby erano considerate tali sprechi che fu licenziato dalla società di produzione l'ultimo giorno delle riprese principali.

La morteModifica

Tentando di imporre una svolta alla sua carriera in declino, Ashby decise di smettere di assumere droghe, accorciò barba e capelli ed iniziò a frequentare le feste di Hollywood in giacca sportiva blu in modo da suggerire una nuova "rispettabilità". Malgrado questi sforzi, le voci sulla sua reputazione di inaffidabilità erano così diffuse che riuscì a trovare solo scritture come regista televisivo, dirigendo due episodi pilota per la commedia di "spada e stregoneria" Jake's Journey (che non andò mai oltre) e Beverly Hills Buntz, una commedia di Dennis Franz che pose le basi di Beverly Hills Cop (che durò 13 episodi).

L'amico Warren Beatty gli consigliò di affidarsi alle cure mediche; gli fu presto diagnosticato un cancro al pancreas che si estese rapidamente ai polmoni ed al fegato. Qualche amico di Ashby si indignò quando la sua compagna, una seguace della New Age, insistendo nelle cure omeopatiche si rifiutò di lasciarlo incontrare con loro. Ashby morì il 27 dicembre 1988 a Malibù.

Il debutto di Sean Penn come regista, Lupo solitario (The Indian Runner), è stato dedicato ad Ashby ed al suo contemporaneo attore e cineasta John Cassavetes, sebbene Penn non abbia mai collaborato con nessuno dei due.

«Ciò che è successo a Hal Ashby, sia quello che lui ha fatto a se stesso che quello che gli altri gli hanno fatto, è stata la cosa più ributtante che abbia mai visto nei miei 40 anni di professione»

(Bruce Dern)

I cameoModifica

Hal Ashby apparve in alcuni cameo in tre dei suoi film:

  • in Harold e Maude è l'uomo con la barba nel parco di divertimenti
  • ne L'ultima corvé è l'uomo con la barba al bar nella scena delle freccette
  • in Oltre il giardino è l'uomo vicino all'archivio dei documenti al Washington Post

FilmografiaModifica

Assistente al montaggioModifica

MontaggioModifica

Produttore associatoModifica

RegiaModifica

Per la televisioneModifica

NoteModifica

  1. ^ Esistono discordanze sulla reale data di nascita di Ashby: l'anno indicato più di frequente è il 1936, che si rivela però assai improbabile "alla luce degli sviluppi successivi della carriera e in particolare alla data della sua partenza per Los Angeles" (Rudy Salvagnini, Hal Ashby, ed. cit., p. 12).

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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