Hanns Eisler

compositore austriaco

Hanns Eisler (Lipsia, 6 luglio 1898Berlino Est, 6 settembre 1962) è stato un compositore austriaco.

Hanns Eisler e Bertold Brecht

Biografia

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Figlio del filosofo Rudolf, prese alcune lezioni alla Staatsgymnasium di Vienna, e fu pupillo di Arnold Schönberg e Anton Webern, ma fu prevalentemente autodidatta di formazione. [1] Con la sua prima sonata per piano, composta nel 1922, vinse il prestigioso Vienna Art Award.[1][2] Nel 1925 diventò professore del Conservatorio Klindworth-Scharwenka di Berlino, e qui si avvicinò al movimento di sinistra extra-parlamentare "Das rote Sprachrohr".[2] In questo periodo la sua produzione si politicizzò, e iniziò a comporre inni di protesta e musiche per film e lavori teatrali spiccatamente di sinistra.[1][2] Nel 1930 iniziò una lunga collaborazione con Bertolt Brecht come compositore di fiducia dei suoi lavori teatrali.[1][2]

Con l'avvento del nazismo riparò in America, dove insegnò composizione e storia della musica alla School for Social Research di New York e dove scrisse insieme a Theodor W. Adorno il celebre saggio Composition for the Film. Durante questo periodo compose diverse colonne sonore, e ottenne due candidature agli Oscar.[2] Al termine della guerra, con l’inizio della guerra fredda e il crescere della tensione est-ovest, fu espulso verso la Germania Est in quanto possibile comunista, nel quadro delle attività della commissione parlamentare McCarthy.[2]

A Berlino Est insegnò al Conservatorio di Stato e intrecciò una stretta collaborazione con il poeta Johannes Becher, con il quale fu autore di diverse canzoni patriottiche nonché di Auferstanden aus Ruinen (Rinati dalle rovine), inno nazionale della Repubblica Democratica Tedesca dal 1949 al 1990.[2] Continuò inoltre la sua attività nel cinema, collaborando a numerose produzioni della Deutsche Film AG.[2]

Il figlio Georg fu un celebre pittore.[2]

Filmografia

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  1. ^ a b c d John Sandford, Eisler, Hann, in Encyclopedia of Contemporary German Culture, Routledge, 2013, ISBN 1136816100.
  2. ^ a b c d e f g h i Hans-Michael Bock, Tim Bergfelder, Hanns Eisler, in The Concise Cinegraph: Encyclopaedia of German Cinema, Berghahn Books, 2009, ISBN 0857455656.

Bibliografia

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  • Armando Gentilucci, Guida all'ascolto della musica contemporanea, Milano, Feltrinelli, 1992, ISBN 88-07-80595-2.

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Collegamenti esterni

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