Harry a pezzi

film del 1997 diretto da Woody Allen
Harry a pezzi
Harry a pezzi.JPG
Woody Allen, Billy Crystal e Elisabeth Shue in una scena del film
Titolo originaleDeconstructing Harry
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1997
Durata96 min
Rapporto1,85:1
Generecommedia
RegiaWoody Allen
SoggettoWoody Allen
SceneggiaturaWoody Allen
ProduttoreJean Doumanian
Produttore esecutivoJ.E. Beaucaire
Casa di produzioneJean Doumanian Productions, Sweetland Films
FotografiaCarlo Di Palma
MontaggioSusan E. Morse
Effetti specialiJohn Ottesen, Thomas Rosseter
MusicheAA.VV
ScenografiaSanto Loquasto, Tom Warren, Susan Kaufman, Elaine O'Donnell
CostumiSuzy Benzinger
TruccoMargot Boccia
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Harry a pezzi (Deconstructing Harry) è un film del 1997 scritto, diretto e interpretato da Woody Allen.

Il film è stato uno dei candidati al premio Oscar 1998 per la migliore sceneggiatura originale.[1]

TramaModifica

Una donna di nome Lucy va a casa del suo ex, lo scrittore Harry Block, per affrontarlo: è infuriata perché nel suo ultimo romanzo ha descritto in maniera non troppo velata il rapporto fedifrago che ebbero anni addietro. Lucy estrae una pistola e minaccia prima di uccidersi, poi di uccidere Harry, il quale le spiega di stare già soffrendo in quanto la sua ultima fidanzata, Fay, lo ha lasciato per il suo miglior amico Larry.

In terapia Harry si rende conto di non essere cambiato da quando era giovane e ossessionato dal sesso; il giorno seguente lo scrittore dovrebbe andare alla sua vecchia università (da cui era stato espulso) per una cerimonia in suo onore, ma non ha nessuno che lo accompagni: Block è infatti disprezzato da gran parte delle persone che lo circondano, le quali lo accusano di sfruttare la loro vita come materiale per i suoi libri, esponendo pubblicamente i loro fatti privati.

Harry incontra un suo conoscente, Richard, preoccupato per la propria salute, e gli chiede di venire alla cerimonia universitaria. Poi va da Fay e la implora di annullare il fidanzamento con Larry per venire insieme a lui all'università, ma la donna deve sposarsi il giorno dopo. Deluso, quella notte lo scrittore assume la prostituta Cookie per avere un rapporto sessuale, per poi invitarla alla cerimonia.

Il mattino seguente, Harry, Cookie e Richard partono e Harry decide di portare con sé anche il figlio Hilliard, nonostante l'ex moglie glielo avesse espressamente vietato, "rapendolo". Lungo la strada il gruppo si ferma dalla sorellastra di Harry, Doris; quest'ultima è una devota ebrea e disapprova la rappresentazione dispregiativa dei semiti nei romanzi di Harry. Durante il viaggio Harry ha modo di parlare con alcune proiezioni mentali dei personaggi da lui creati, i quali lo costringono ad affrontare alcune difficili verità della sua vita che nascondeva anche a sé stesso. Poco prima di giungere a destinazione, Richard muore in auto a causa di un malore, poi Harry, una volta all'università, viene arrestato dalla polizia per il rapimento di Hillard, per possesso di una pistola (appartenente a Lucy) e per detenzione di droga (in realtà di Cookie).

Larry e Fay interrompono il loro matrimonio per pagare la cauzione di Harry e liberarlo dalla prigione e lo scrittore dà loro la sua benedizione, anche se con riluttanza. Tornato al suo appartamento, Harry, in preda alla solitudine, immagina lo svolgimento della cerimonia universitaria con la presenza dei personaggi da lui creati. Resosi conto che lui può vivere solo nell'arte, non nella vita, Harry supera il blocco dello scrittore e riprende a scrivere.[2]

ProduzioneModifica

Harry a pezzi, ventottesimo film di Woody Allen, è stato girato principalmente nella città di New York, negli Stati Uniti. Tra i luoghi del film vi sono Central Park e la West End Avenue, nel distretto di Manhattan, oltre alla Drew University, situata a Madison, nel New Jersey.[3][4]

DistribuzioneModifica

Dopo essere stato presentato fuori concorso al Festival di Venezia (del quale fu il film d'apertura) il 26 agosto 1997, il film è stato distribuito a partire dagli Stati Uniti dal 12 dicembre 1997.[5]

Le date di uscita nelle sale nelle altre principali nazioni sono le seguenti:[5]

RiconoscimentiModifica

Harry a pezzi ha ricevuto i seguenti premi:[6]

  • 1998 - Bogey Award
  • 1999 - Audience Award
    • Miglior film straniero a Woody Allen

Il film è stato inoltre candidato per diversi altri premi, tra cui un Oscar e un Satellite Award:[6]

Edizioni home videoModifica

In Italia l'edizione DVD del film è distribuita a partire dal 19 novembre 2002 dalla Cecchi Gori Group.[7][8]

Citazioni e riferimentiModifica

Il tema dell'università che premia l'ex allievo è un esplicito riferimento a Il posto delle fragole di Ingmar Bergman.[9][10][11] La citazione da Bergman vuole essere talmente dichiarata, che l'automobile che Harry guida per andare all'università è una svedese Volvo.

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) 70th Academy Awards, su oscars.org. URL consultato il 3 novembre 2014.
  2. ^ Paolo Mereghetti, Quel personaggio è sfuocato. Guardiamolo bene, su archiviostorico.corriere.it, corriere.it, 1º febbraio 1998. URL consultato il 3 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2014).
  3. ^ Harry a pezzi - Filming Locations, su imdb.com. URL consultato il 3 novembre 2014.
  4. ^ (EN) Deconstructing Harry, su allmovie.com. URL consultato il 3 novembre 2014.
  5. ^ a b Harry a pezzi - Release info, su imdb.com. URL consultato il 3 novembre 2014.
  6. ^ a b (EN) Harry a pezzi - Awards, su imdb.com. URL consultato il 3 novembre 2014.
  7. ^ Harry a pezzi, su movieplayer.it. URL consultato il 3 novembre 2014.
  8. ^ Harry a pezzi - Homevideo, su filmtv.it, film.tv.it. URL consultato il 3 novembre 2014.
  9. ^ Morando Morandini, Harry a pezzi, su iann.it, ilgiorno.it, 8 febbraio 1998. URL consultato il 3 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2007).
  10. ^ Claudio Carabba, Harry a pezzi, su iann.it, sette.it, 8 febbraio 1998. URL consultato il 3 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2012).
  11. ^ (EN) Deconstructing Harry, su rogerebert.com, rogerbert.com, 24 dicembre 1997. URL consultato il 3 novembre 2014.

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Collegamenti esterniModifica

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