Apri il menu principale
Un tipico fuoco del Sacro Cuore di Gesù

Gli Herz-Jesu-Feuer, letteralmente i fuochi del Sacro Cuore di Gesù, sono dei falò che vengono accesi in occasione dell'anniversario del 3 giugno 1796, sulle cime delle montagne del Tirolo storico (Tirolo austriaco, Province autonome di Trento e Bolzano, e nell’Ampezzano) in ricordo degli eventi delle guerre napoleoniche.

La storia dei fuochiModifica

 
I fuochi sulla cima dell'Ivigna
 
I fuochi sul monte Pascolo, con la scritta: EIN TIROL

I fuochi di san Giovanni BattistaModifica

I fuochi del Sacro Cuore derivano della preesistente tradizione dei fuochi di San Giovanni, a loro volta derivanti da tradizioni pagante legate al solstizio d'estate.

Il voto del 1796Modifica

Nel 1796 era in pieno svolgimento la Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte. Sconfitto il Regno del Piemonte, con l'Armistizio di Cherasco Napoleone ebbe il libero accesso verso la Lombardia, che era all'epoca un possedimento degli Asburgo. A fine maggio i francesi avevano cacciato gli austriaci dalla Lombardia e avevano quasi completato la conquista delle fortezze del Quadrilatero, dal quale minacciavano direttamente il Principato vescovile di Trento e la Contea del Tirolo (entrambi domini asburgici)

La Dieta tirolese (Landstände), preoccupata per una possibile invasione, si riunì a Bolzano nel palazzo Toggenburg dal 30 maggio al 3 giugno 1796 e decise, su suggerimento dell'abate dell'abbazia di Stams Sebastian Stöckl, di pregare e chiedere aiuto a Dio ed inoltre di affidare il Tirolo al Sacro Cuore di Gesù.[1][2]

L'iniziativa si proponeva di sensibilizzare la popolazione e "difendere" il ruolo della fede nel Tirolo, che si riteneva minacciato dalle riforme laiche della rivoluzione francese. Inoltre, con questa sorta di "consacrazione", i rappresentanti dei 4 ordini sociali presso la Dieta (clero, nobili, cittadini, contadini) si proponevano come intermediari diretti tra Dio e il popolo, onde rafforzare la propria posizione. La Dieta era infatti retta secondo il principio medioevale della divisione in "stati" (Stände) od "ordini", cosa che poneva clero e aristocrazia in posizione di privilegio, in contrasto coi principi della rivoluzione francese; vi era quindi il timore che tale ordine potesse essere abrogato (come in effetti avvenne nel 1805).[3]

L'insorgenza tirolese e la nascita della tradizioneModifica

Nel corso del 1809 si verificò l'insorgenza tirolese, una rivolta volta a restaurare lo status quo dell'antico regime che le riforme illuministe introdotte dal Regno di Baviera (cui il Tirolo era stato annesso) avevano superato. Il comando degli insorti, nei quali militavano parecchi Schützen, fu assunto da Andreas Hofer un oste e commerciante della Val Passiria. Nel corso della prima Battaglia del Bergisel nei pressi di Innsbruck, gli insorti decisero di rinnovare la solenne promessa in favore del Sacro Cuore di Gesù: la battaglia fu vinta dagli insorti. Nel medesimo luogo gli insorti ottennero due ulteriori vittorie (ma la quarta volta furono definitivamente sconfitti. Si decise quindi di perpetuare la tradizione, ponendo i festeggiamenti la domenica successiva alla festa del Sacro Cuore.

Uso politicoModifica

Vietati sotto il fascismo, e dagli anni cinquanta in poi i fuochi assunsero anche un valore di lotta contro lo stato italiano, accusato da larghi strati della popolazione germanofona di non mettere in atto le disposizioni autonomistiche promesse. Questa connotazione politica contraddistinse soprattutto la cosiddetta Notte dei fuochi (Feuernacht) dove tra l'11 ed il 12 giugno 1961, il Befreiungsausschuss Südtirol compì numerosi attentati in regione. All'una di notte, a Bolzano, scoppiò il primo ordigno e nelle seguenti quattro ore vi furono in totale 350 esplosioni le quali causarono enormi danni, in particolar modo a decine di tralicci dell'alta tensione che furono fatti saltare in aria. Questi attentati furono solo l'inizio di una lotta terroristica di trent'anni che ha comportato anche la morte e il ferimento di diverse persone.[4]

Anche oggi, tuttavia, la notte dei fuochi viene sfruttata talvolta dai movimenti estremisti/indipendentisti, che usano i fuochi per comporre enormi slogan inneggianti la riunificazione del Tirolo storico (per esempio Ein Tirol).

I fuochi oggiModifica

Al giorno d'oggi i fuochi sono, oltre che una ricorrenza religiosa dovuta al voto, anche un'esperienza per chi li esegue (Schützen, Bauernjugend, associazioni giovanili, vigili del fuoco volontari o gruppi di fedeli delle varie località) e per chi li ammira dalle valli. Solitamente si effettuano ogni anno nella domenica dopo la festa del Sacro Cuore di Gesù, che liturgicamente cade però sempre il venerdì dopo la solennità del Corpus Domini (Fronleichnam).

Solitamente i fuochi raffigurano la forma di una croce o di un cuore, a volte con la scritta INRI oppure con IHS.

NoteModifica

  1. ^ (DE) Anton Dörrer, Hochreligion und Volksglaube: der Tiroler Herz-Jesu-Bund (1796-1946) volkskundlich gesehen, in Idem (a cura di), Volkskundliches aus Österreich und Südtirol, Innsbruck, 1947, pp. 70-100.
  2. ^ Fuochi del Sacro Cuore - Appiano - BZ
  3. ^ Euregio, Tirolo Alto Adige Trentino - Uno sguardo storico. Trento 2013, ISBN 9788890786020
  4. ^ Stasera su Raistoria le bombe in Alto Adige e l'utopia di Langer Archiviato il 9 giugno 2013 in Internet Archive. su Alto Adige

BibliografiaModifica

  • Carlo Romeo, I fuochi del Sacro Cuore: la devozione al Sacro Cuore di Gesù nella storia del Tirolo tra politica e religione, Bolzano, Edizione Praxis, 1996.
  • (DE) Gertrude Friedrichkeit, Herz-Jesu-Verehrung - Religion, Rituale und Symbole heute, Marburg, Tectum-Verlag, 2010. ISBN 978-3-8288-2468-3

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica