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Hibiki
Japanese destroyer Hibiki 1933.jpg
Lo Hibiki da poco entrato in servizio
Descrizione generale
Naval Ensign of Japan.svg
Naval Ensign of the Soviet Union (1935–1950).svg
TipoCacciatorpediniere
ClasseAkatsuki
ProprietàMarina imperiale giapponese
Ordine1927
CantiereMaizuru
Impostazione21 febbraio 1930
Varo16 giugno 1932
Completamento31 marzo 1933
Radiazione5 ottobre 1945
Destino finaleCeduto all'Unione Sovietica il 5 luglio 1947, demolito dopo il 1963
Caratteristiche generali
Dislocamento1 707 tonnellate
Stazza lorda~ 1 980 tsl
Lunghezza118,57 m
Larghezza10,36 m
Pescaggio3,35 m
Propulsione3 caldaie Kampon e 2 turbine a ingranaggi a vapore Kampon; 2 alberi motore con elica (50 000 shp)
VelocitàA dislocamento standard 38 nodi (72,2 km/h)
Autonomia5 000 miglia a 14 nodi (9 200 chilometri a 26,60 km/h)
Equipaggio197
Armamento
Armamento
  • 6 cannoni Type 3 da 127 mm
  • 9 tubi lanciasiluri Type 12 da 610 mm
  • 2 mitragliatrici Lewis da 7,7 mm
  • 2 lanciatori di bombe di profondità Type 81
  • 18 mine
Note
Dati riferiti all'entrata in servizio

Fonti citate nel corpo del testo

voci di cacciatorpediniere presenti su Wikipedia

L'Hibiki (? lett. "Eco")[1] è stato un cacciatorpediniere della Marina imperiale giapponese, quarta e ultima unità appartenente alla classe Akatsuki. Fu varato nel giugno 1932 dal cantiere di Maizuru.

Appartenente alla 6ª Divisione, nei primi mesi di guerra coprì i convogli che sbarcarono truppe in tutto il Sud-est asiatico, quindi in giugno partecipò marginalmente alla battaglia delle Midway subito dopo la quale, al largo dell'isola di Kiska, rimase danneggiato a causa di un attacco aereo. Riparato e dotato di più armi contraeree, dalla fine del 1942 suo principale impiego fu la difesa di convogli di petroliere, di portaerei di scorta utilizzate come trasporti rapidi per rifornire le grandi basi di Rabaul e Truk, di grandi navi da guerra in viaggio da o per il Giappone; fu presente nel giugno 1944 alla battaglia del Mare delle Filippine pur non avendovi alcun ruolo e in novembre, durante l'ennesimo viaggio di scorta, urtò una mina e subì danni gravissimi. Rientrato in servizio nel gennaio 1945 con un ricco arsenale contraereo, conobbe un'attività ridotta nelle acque nazionali e accusò nuove avarie a causa di un secondo ordigno. La fine della seconda guerra mondiale lo trovò a Maizuru: dopo circa due anni di crociere per riportare in patria le guarnigioni nipponiche rimaste isolate, fu ceduto all'Unione Sovietica (1947) che lo mantenne in servizio sino all'avvio alla demolizione nel 1963.

CaratteristicheModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Classe Akatsuki (cacciatorpediniere 1931).

L'Hibiki presentava una lunghezza fuori tutto di 118,57 metri, una larghezza di 10,36 metri e un pescaggio massimo di 3,35 metri; il dislocamento standard era di 1 707 tonnellate circa, a pieno carico di circa 1 980 tonnellate. L'impianto propulsore era formato da tre caldaie Kampon, due turbine a vapore ingranaggi Kampon, due alberi motore dotati di elica: era erogata una potenza totale di 50 000 shp e la velocità massima era di 38 nodi a carico standard. La scorta di olio combustibile (475 tonnellate) garantiva un'autonomia di 5 000 miglia a 14 nodi (9 200 chilometri a 26,6 km/h). Il massiccio armamento comprendeva sei cannoni Type 3 da 127 mm da 50 calibri (L/50), distribuiti in tre torrette corazzate, chiuse, ognuna con propri depositi munizioni e telemetri; nove tubi lanciasiluri da 610 mm suddivisi in tre impianti trinati brandeggiabili, due mitragliatrici leggere Lewis da 7,7 mm, due lanciabombe di profondità Type 81 (diciotto ordigni), diciotto mine. L'equipaggio era formato da 197 uomini.[2][3][4]

L'Hibiki fu sottoposto a interventi di rafforzamento strutturale e incremento della stabilità nel 1936, dopo i quali il dislocamento a pieno carico era cresciuto a 2 012 tonnellate, la velocità era calata a 34 nodi e le Lewis erano state rimpiazzate da due impianti binati dotati di mitragliatrici pesanti Type 93 da 13,2 mm, posti in prossimità del fumaiolo posteriore.[5]

Servizio operativoModifica

CostruzioneModifica

Il cacciatorpediniere Hibiki fu ordinato nell'anno fiscale edito dal governo giapponese nel 1927. La sua chiglia fu impostata nel cantiere navale di Maizuru il 21 febbraio 1930 e il varo avvenne il 16 giugno 1932; fu completato il 31 marzo 1933.[4] Un'altra fonte, invece, attesta che l'impostazione della chiglia avvenne il 15 febbraio 1930 e il varo dello scafo il 22 dicembre 1932.[6] La nave formò negli anni seguenti con lo Akatsuki, lo Ikazuchi e lo Inazuma la 6ª Divisione, dipendente dalla 1ª Squadriglia della 1ª Flotta. Lo Hibiki fu scelto inoltre quale nave ammiraglia della divisione.[7]

1941-1942Modifica

 
Lo Hibiki all'inizio del conflitto, come attesta la presenza della torre sopraelevata di poppa

Tra 1940 e 1941 lo Hibiki transitò agli ordini del capitano di corvetta Hagemi Ishii e, continuando a essere ammiraglia di divisione, accolse a bordo anche il nuovo comandante, il capitano di vascello Shigeru Narita. Dopo essersi spostato da Hashirajima alla baia di Saeki il 25 novembre 1941, salpò con il resto della divisione d'appartenenza il 29 aggregandosi a un convoglio in rotta per la base militare di Mako (isole Pescadores), toccata il 2 dicembre. Dal 4 dicembre al 4 gennaio 1942 fu in mare di scorta alle unità maggiori della 2ª Flotta del viceammiraglio Nobutake Kondō, incaricata assieme alla 3ª Flotta di coprire le molteplici operazioni anfibie nel Sud-est asiatico, quindi il 6 gennaio fu assegnato alla difesa dell'incrociatore pesante Maya, che giunse il 12 alle isole Palau; il 18 le unità continuarono per la recentemente occupata Davao (Mindanao). Da qui lo Hibiki partì con destinazione Tarakan nel Borneo, di scorta a un convoglio di petroliere che rimepì le cisterne e rientrò indenne il 4 rientrò a Davao. Il giorno seguente accompagnò un convoglio sino alla baia di Cam Ranh, traversata conclusa il 9. Il 27 febbraio si trovava in mare con in convoglio d'invasione occidentale per l'isola Giava. Il 4 marzo fece rifornimento e con lo Akatsuki fece rotta il giorno seguente per le Filippine, essendo stati riassegnati alle forze navali di supporto alla 14ª Armata: dal 10 al 19 marzo lo Hibiki, lo Akatsuki e lo Ikazuchi operarono dalla baia di Subic vicino Bataan, affondando forse un sommergibile statunitense. Il 19 i tre cacciatorpediniere scortarono un convoglio sino a Kure (toccata una settimana dopo) e quindi si spostarono a Yokosuka il 3 aprile: il 6 il capitano Narita fu rimpiazzato dal capitano di vascello Yusuke Yamada, quindi lo Hibiki fu sottoposto a revisione. Il 22 maggio scortò gli incrociatori pesanti Takao e Maya da Kure a Ominato, base della 5ª Flotta del viceammiraglio Boshirō Hosogaya cui l'ammiraglio Isoroku Yamamoto aveva affidato le manovre diversive nelle isole Aleutine, previste dal complesso piano di attacco all'atollo di Midway. Il 28 maggio la flotta salpò e il 7 giugno lo Hibiki e le unità gemelle coprirono lo sbarco sull'isola di Kiska. Il 12, mentre pattugliavano al largo, furono attaccati a più riprese da idrovolanti Consolidated PBY Catalina, che fecero esplodere alcune bombe molto vicino allo Hibiki; la nave dovette ridurre la velocità e accusò la deformazione della prua. Dopo che il capitano Yamada ebbe trasferito le sue insegne sullo Akatsuki, lo Hibiki lasciò la zona, fece tappa il 27 giugno a Ominato per riparazioni di emergenza e quindi si trascinò a bassa velocità sino a Yokosuka, nel cui cantiere rimase dal 12 luglio al 10 ottobre, passando intanto al comando del capitano di corvetta Shunsaku Kudo (13 agosto).[7]

Una volta tornato in servizio, lo Hibiki completò due viaggi di andata e ritorno da Yokosuka alla base aeronavale di Truk (1º-16 novembre e 19 novembre-5 dicembre) accompagnando con il Sazanami la portaerei di scorta Taiyo. Il 10 dicembre passò agli ordini del capitano di corvetta Takuji Mori e il 15 salpò di nuovo con il Sazanami e la portaerei, che toccò Truk e poi Rabaul prima di rientrare a Yokosuka il 31 dicembre. Lo Hibiki fu dunque trainato in secca per manutenzione, protrattasi sino al 22 gennaio 1943.[7] Nel corso della revisione fu piazzata, davanti alla plancia, una terza installazione doppia di mitragliatrici Type 93 da 13,2 mm. Prima del gennaio 1944, ma in data non specificata, tale affusto fu sostituito con un impianto binato di cannoni Type 96 da 25 mm L/60.[8]

1943Modifica

 
La 6ª Divisione naviga in formazione

Dal 1º febbraio al 12 marzo 1943 lo Hibiki, assieme ai cacciatorpediniere Sazanami, Ushio e Akebono, completò due viaggi di scorta alle portaerei Taiyo e Unyo: le due navi fecero due volte un viaggio da Yokosuka sino a Truk per depositarvi velivoli, materiali e truppe. Il 1º aprile la 6ª Divisione (meno lo Akatsuki perduto nelle acque di Guadalcanal) fu riassegnata all'11ª Squadriglia cacciatorpediniere della 1ª Flotta per aiutare a formare i quadri dei nuovi reparti; ciò comunque non distolse lo Hibiki dalla consueta attività: il 4 aprile salpò da Yokosuka con altri cacciatorpediniere di scorta alle portaerei Taiyo, Chuyo e all'incrociatore pesante Chokai in rotta per Truk, quindi li riaccompagnò indietro a Yokosuka assieme allo Shigure e allo Ariake. Il 18 maggio lasciò questo porto e fu riassegnato a Ominato, assumendo compiti di pattugliamento nelle acque settentrionali del Giappone e, nel mese di luglio, fu coinvolto nei due tentativi di evacuare la guarnigione di Kiska: il secondo fu coronato da pieno successo e, con 418 uomini a bordo, lo Hibiki fece tappa a Paramushiro, Otaru e infine Yokosuka, dove arrivò il 9 agosto. In manutenzione nella prima metà di settembre, salpò il 16 con destinazione Shanghai e, giuntovi, ne ripartì il 24 con i cacciatorpediniere Makinami e Yamagumo in difesa di un convoglio composto da mercantili e dalla nave portaidrovolanti Akitsushima. Il 2 ottobre fu toccata Truk e il 5 Rabaul, dove scesero reparti della 17ª Divisione fanteria; lo Hibiki seguì dunque le altre navi a Truk. L'11 lasciò la base in difesa di alcune petroliere che il 29 arrivarono indenni a Singapore; esse impiegarono quasi tutto il mese di novembre per trasferirsi a Balikpapan, riempire le stive e ripartire per Truk, raggiunta il 22 novembre. Il giorno seguente lo Hibiki iniziò un intenso ciclo di trasporto truppe, che recò di rinforzo agli atolli di Ponape, Kwajalein, Mili e all'isola di Kusaie; al termine del primo viaggio passò al comando del capitano di fregata Eikichi Fukushima. Il 21 dicembre, tre giorni dopo la conclusione delle missioni di trasporto, uscì d'urgenza dalla rada di Truk e trasse in salvo i superstiti della petroliera Terukawa Maru, silurata da un sommergibile nemico. Il 27 salpò con lo Inazuma e accompagnò le portaerei Hiyo e Ryuho sino a Kure (2 gennaio 1944).[7]

1944-1945Modifica

 
Lo Hibiki ripreso da un'altra unità; bene in evidenza la torre prodiera con due pezzi da 127 mm

Il 10 gennaio lo Hibiki e lo Inazuma salparono da Kure e accompagnarono la portaerei di scorta Kaiyo in una traversata oceanica che toccò nell'ordine Manila, Singapore, Tarakan, le isole Palau e la rada di Truk, prima di concludersi di nuovo a Kure il 19 febbraio. Il 25 l'11ª Squadriglia fu riassegnato agli ordini diretti della Flotta Combinata (ammiraglio Mineichi Kōga), quindi dal 1º marzo lo Hibiki e lo Inazuma furono distaccati in difesa della portaerei Chiyoda, protagonista anch'essa di un lungo viaggio che da Yokosuka la portò a toccare Guam, Saipan, le Palau (12 marzo), Balikpapan e di nuovo le Palau; le tre navi lasciarono questo arcipelago il 27 marzo per tornare di nuovo a Balikpapan, deviando poi la rotta del ritorno per Davao. Il 10 aprile raggiunsero Kure e qui lo Hibiki rimase in manutenzione e riparazione per il resto del mese.[7] I lavori compresero anche un deciso potenziamento della contraerea: la torre poppiera sopraelevata fu sostituita con due installazioni trinate di Type 96, due altre furono concentrate su una piattaforma rialzata appositamente costruita tra i lanciasiluri a mezzanave e le mitragliatrici pesanti Type 93 furono del tutto rimosse.[8] Fu poi aggiunto, all'albero prodiero tripode, un radar Type 22 per bersagli di superficie,[5] mentre è incerto l'incremento dell'equipaggiamento antisommergibile con due altri lanciatori Type 94, per un totale di trentasei cariche a bordo.[9]

Il 3 maggio lo Hibiki, sempre assieme allo Inazuma e dotato anche di un apparato intercettore di onde radar, salpò di scorta a un convoglio di petroliere in partenza da Moji per l'ancoraggio di Tawi Tawi: nel corso della navigazione, il 14 maggio, lo Inazuma fu distrutto da un sommergibile statunitense e lo Hibiki trasse in salvo 125 naufraghi, quindi condusse al sicuro le petroliere il 19. Quattro giorni dopo fu aggregato alla scorta di cacciatorpediniere alle petroliere, che si portò poi a Davao per l'ultimo rifornimento alla 1ª Flotta mobile del viceammiraglio Jisaburō Ozawa, la formazione incaricata di respingere qualsiasi offensiva aeronavale nemica. Il 10 giugno, comunque, la 6ª Divisione cacciatorpediniere fu disattivata (anche lo Ikazuchi era stato affondato) e dunque lo Hibiki rispose da allora agli ordini della Flotta combinata. Il 19 e 20 giugno rimase ai margini della battaglia del Mare delle Filippine, durante la quale il convoglio di navi cisterna cui apparteneva fu scovato e mitragliato da uno stormo statunitense; il cacciatorpediniere subì danni superficiali ed ebbe due morti a bordo. In seguito alla sconfitta giapponese, lo Hibiki rientrò alle Filippine e tra il 28 giugno e il 2 luglio difese le petroliere che da Guimaras ripararono a Manila. Il 10 luglio lasciò le Filippine di scorta a una petroliera e il 17 fu raggiunta Kure, nel cui arsenale lo Hibiki fu rimesso in piena efficienza e fornito di un altro radar, un Type 13 per la localizzazione di bersagli aerei.[7] L'apparato fu montato in cima all'albero a palo singolo di poppavia.[10] Il personale tecnico procedette, inoltre, a fissare su affusti individuali ben venti Type 96 da 25 mm, locati ovunque fosse disponibile un campo di tiro sgombro.[11]

 
Lo Hibiki in un momento imprecisato del 1947, poco prima di essere trasferito all'URSS: si noti la mancanza dell'armamento

Dal 1º al 25 agosto lo Hibiki fu nuovamente coinvolto nella scorta di convogli in partenza da Moji, uno destinato a Okinawa e il secondo a Takao, città e base militare su Formosa. Il 5 settembre lasciò l'isola in difesa del convoglio TAMA-25 destinato a Manila; il giorno seguente, mentre assisteva il trasporto Eiji Maru in affondamento, urtò una mina oppure fu raggiunto da un ordigno del sommergibile USS Hake. L'esplosione risultante, comunque, quasi tranciò la prua e solo con grande difficoltà riuscì a tornare a Takao, dove per fu oggetto di riparazioni provvisorie; il 16 novembre, dopo aver navigato con mezzi propri, si fermò a Yokosuka per una completa ricostruzione della regione prodiera. Riassegnato il 25 gennaio 1945 alla 7ª Divisione della 2ª Squadriglia cacciatorpediniere, a sua volta parte della 2ª Flotta, lo Hibiki tornò operativo il giorno seguente, quando si spostò sino a Kure: il 19 marzo, mentre si trovava nella vicina baia di Hiroshima, rimase coinvolto in un pesante attacco aereo cui però sopravvisse quasi indenne. Dieci giorni più tardi, invece, incappò in una mina nei pressi di Himejima; i danni furono contenuti, ma lo tennero fermo a Kure per tutto aprile e una parte di maggio, periodo nel quale passò alla 105ª Squadriglia di scorta, operante nella 1ª Flotta di scorta. Il 26 maggio, non del tutto riparato, giunse a Maizuru e fu incaricato di proteggerne le strutture portuali. Il 18 luglio 1945 il comandante Fukushima cedette il posto al capitano di corvetta Hajime Sonoda, che però gestì per poco l'unità: il 15 agosto, infatti, l'Impero giapponese si arrese agli Alleati.[7]

Destino finaleModifica

Il 5 ottobre 1945 lo Hibiki fu depennato dai ruoli del naviglio appartenenti alla Marina imperiale e dal 1º dicembre fu utilizzato come trasporto rapido per rimpatriare alcune delle numerose guarnigioni giapponesi, rimaste isolate nell'Oceano Pacifico e smobilitate. Il 5 luglio 1947 fu ceduto in conto di riparazioni di guerra all'Unione Sovietica:[4] ribattezzato Pritky, servì nella Flotta del Pacifico sino al 1963, quando fu avviato alla demolizione.[12]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Japanese Ships Name, su combinedfleet.com. URL consultato l'11 febbraio 2016.
  2. ^ Stille 2013, Vol. 1, pp. 24, 30-33, 35.
  3. ^ (EN) Akatsuki Destroyers (1932-1933), su navypedia.org. URL consultato l'11 febbraio 2016.
  4. ^ a b c (EN) Materials of IJN (Vessels - Akatsuki class Destroyers), su admiral31.world.coocan.jp. URL consultato l'11 febbraio 2016.
  5. ^ a b Stille 2013, Vol. 1, p. 33.
  6. ^ Stille 2013, Vol. 1, p. 32.
  7. ^ a b c d e f g (EN) IJN Tabular Record of Movement: Hibiki, su combinedfleet.com. URL consultato l'11 febbraio 2016.
  8. ^ a b Stille 2014, pp. 272-273.
  9. ^ (EN) The Pacific War Online Encyclopedia: Akatsuki Class, Japanese Destroyers, su pwencycl.kgbudge.com. URL consultato il 2 gennaio 2017.
  10. ^ Stille 2013, Vol. 1, p. 8.
  11. ^ Stille 2014, pp. 241, 273.
  12. ^ (EN) IJN Akatsuki Class Destroyers, su globalsecurity.org. URL consultato il 12 febbraio 2016.

BibliografiaModifica

  • Mark E. Stille, Imperial Japanese Navy Destroyers 1919-1945, Vol. 1, Oxford, Osprey, 2013, ISBN 978-1-84908-984-5.
  • Mark E. Stille, The Imperial Japanese Navy in the Pacific War, Oxford, Osprey, 2014, ISBN 978-1-4728-0146-3.

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