Himno Nacional de Guatemala

L'Himno Nacional de Guatemala (anche noto come Guatemala Feliz) è l'inno nazionale del Guatemala. Il testo è stato scritto in lingua spagnola da José Joaquín Palma, mentre la musica è stata composta da Rafael Álvarez Ovalle. Il brano è stato adottato come inno nel 1896.

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TestoModifica

¡Guatemala feliz...! que tus aras

no profane jamás el verdugo;

ni haya esclavos que laman el yugo

ni tiranos que escupan tu faz.

Si mañana tu suelo sagrado

lo amenaza invasión extranjera,

libre al viento tu hermosa bandera

a vencer o a morir llamará.

(Coro): Libre al viento tu hermosa bandera

a vencer o a morir llamará;

que tu pueblo con ánima fiera

antes muerto que esclavo será.

De tus viejas y duras cadenas

tu forjaste con mano iracunda

el arado que el suelo fecunda

y la espada que salva el honor.

Nuestros padres lucharon un día

encendidos en patrio ardimiento

y lograron sin choque sangriento

colocarte en un trono de amor.

(Coro): Y lograron sin choque sangriento

colocarte en un trono de amor,

que de Patria, en enérgico acento,

dieron vida al ideal redentor.

Es tu enseña pedazo de cielo

en que prende una nube su albura,

y ¡ay de aquel que con ciega locura,

sus colores pretenda manchar!

Pues tus hijos valientes y altivos,

que veneran la paz cual presea,

nunca esquivan la ruda pelea

si defienden su tierra y su hogar.

(Coro): Nunca esquivan la ruda pelea

si defienden su tierra y su hogar,

que es tan solo el honor su alma idea

y el altar de la Patria su altar.

Recostada en el Ande soberbio,

de dos mares al ruido sonoro,

bajo el ala de grana y de oro

te adormeces del bello quetzal.

Ave Indiana que vive en tu escudo,

paladión que protege tu suelo;

¡ojalá que remonte su vuelo,

más que el cóndor y el águila real!

(Coro): ¡Ojalá que remonte su vuelo,

más que el cóndor y el águila real,

y en sus alas levante hasta el cielo,

Guatemala, tu nombre inmortal!

TraduzioneModifica

Guatemala felice ...! che i tuoi figli

mai siano profanati dal carnefice;

né ci siano schiavi che adulino il giogo

né tiranni che sputino la tua faccia.

Se domani il tuo suolo sacro

È minacciato da un'invasione straniera,

libera al vento la tua bella bandiera

a vincere o a morire chiamerà.

CORO Libera al vento la tua bella bandiera

a vincere o a morire chiamerà;

che il tuo popolo con l'anima fiera

prima morto che schiavo sarà.

Dalle tue vecchie e dure catene

tu forgiasti con mano iraconda,

l'aratro che il suolo feconda

e la spada che salva l'onore.

I nostri padri combatterono un giorno

illuminati da patriottico ardimento,

e realizzarono senza la sanguinosa disputa

collocarti su un trono d'amore.

CORO E realizzarono senza la sanguinosa disputa

collocarti su un trono d'amore,

che di patria in energico accento

diedero vita all'ideale redentore.

È la tua insegna (vessillo) un pezzo di cielo

In cui una nube prende il suo candore

e ahilùi! che con cieca follia

i tuoi colori osa macchiare.

Perché i tuoi figli valenti e fieri,

che venerano la pace quale gioia,

non schivano mai la ruta lotta

se difendono la propria terra e la propria casa.

CORO Non schivano mai la lotta

se difendono la propria terra e la propria casa,

che è solamente l'onore la propria anima idea

e l'altare della patria il proprio altare.

Giacente dall'Ande superba,

tra due mari al sibilo sonoro,

sotto l'ala scarlatta e d'oro

ti addormenti del bel Quetzal.

L'alato indiano che vive nel tuo scudo,

palladio che protegge il tuo suolo;

che spicchi il volo,

più del condor e l'aquila reale!

CORO Che spicchi il volo,

più del condor e l'aquila reale!

e tra le sue ali levi fino al cielo,

Guatemala, il tuo nome immortale!

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