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Hockey Novara
Hockey su pista Roller hockey pictogram.svg
Hockey Novara Logo.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Blu bordato di Bianco con scudo Rosso crociato e stella Gialla.png Azzurro
Dati societari
Città Novara
Paese Italia Italia
Campionato n.a.
Fondazione 1924
Scioglimento 2011
Impianto Palasport Dal Lago
(2.500 posti)
Novara - Barcellona (1987).jpg
Palmarès
10 scudetti10 scudetti10 scudettiScudettoScudetto 10 coppe Italia10 coppe Italia Coppa di LegaCoppa di LegaCoppa di Lega Coppa CERSCoppa CERSCoppa CERS
Scudetti 32
Trofei nazionali 20 Coppe Italia
3 Coppe di Lega
Trofei internazionali 3 Coppa CERS/WSE

L'Hockey Novara è una squadra di hockey su pista di Novara. Tra tutti gli sport è la squadra che, fino al 2015, aveva vinto più scudetti in Italia: 32[1].

Fondato come Hockey Club Vittoria nel settembre del 1924, e in seguito rinominato Hockey Club Novara nel febbraio del 1925[2], il club ha militato stabilmente nella massima categoria del Campionato italiano di hockey su pista. Al termine della stagione 2008-2009, la FIHP dispose tuttavia la retrocessione a tavolino del club, per mancanza di regolare attività giovanile[3]. La compagine, pur mantenendo l'affiliazione alla Federazione, non disputò più alcun campionato per mancanza di fondi. In seguito, durante la stagione 2010-2011, il proprietario dell'Hockey Novara Massimo Rapetto noleggiò il marchio storico Hockey Novara al gruppo dirigenziale del Roller 3000 Novara. Nel 2011 cessò l'affiliazione dell'Hockey Novara con la FIHP, e tale operazione tolse dal panorama hockeistico italiano la società fino a quel momento più titolata d'Italia.
È da registrare che dal 2009 l'Hockey Novara non svolge più alcuna attività sportiva, e di conseguenza non esiste più dal punto di vista agonistico; tuttavia la società non è fallita, bensì è, per così dire, mantenuta in "stato di ibernazione" dall'ultimo presidente e proprietario, Massimo Rapetto[4][5][6].

Nel suo palmarès figurano 32 vittorie nel Campionato italiano, 20 Coppe Italia, 3 Coppe di Lega per un totale di 55 vittorie in competizioni nazionali, a cui vanno sommati 5 titoli vinti a livello internazionale: 3 Coppe CERS, oltre a 2 trofei minori (Euro League e Mundialito de España)[1]

StoriaModifica

Dalle origini agli anni quaranta: Lino Grassi e i cinque campionati consecutiviModifica

«...ci eravamo detti: se si vince, si continua. Se si perde, significa che non siamo all'altezza. E quindi dovremo smettere. Ma in cuore speravamo di aver fatto le cose per bene...»

(Lino Grassi, in ricordo della prima partita vera organizzata contro la Pro Vercelli, disputata il 4 giugno 1925 e conclusasi con la vittoria per 4-3[7])
 
Vittorio Masera: il primo presidente

Masera (1900-1960) è riconosciuto con Francesco Cestagalli come il pioniere dell'Hockey Novara. Vittorio viveva a Novara in casa Baraggioli (sopra al cinematografo del cinema Vittoria), si laureò in ingegneria forestale e fu il primo presidente dell'Hockey Novara. È inoltre considerato il dirigente che lanciò l'hockey a Novara[8].

 
La prima squadra dell'Hockey Novara nella sala sotterranea del cinema Vittoria

Nel settembre del 1924 in corso Vittorio Emanuele 48 (presso la sala sotterranea del cinema Vittoria) nacque l'Hockey Club Vittoria (più precisamente Club Vittoria Skating, Danze e Hockey[1]) per iniziativa dei due pionieri Francesco Cestagalli e Vittorio Masera, i quali scoprirono questo gioco nella vicina Milano (città nella quale erano presenti due realtà consolidate quali il Sempione e il Milan Skating). Il passo successivo fu l'iscrizione (nel gennaio del 1925) del Vittoria Hockey Club Novara alla Federazione. Nel mese di febbraio Vittorio Masera, consigliato da amici, decise di adottare per la società e la squadra il nome Hockey Club Novara[9]. La prima partita del Club fu disputata il 4 giugno del 1925 a Vercelli contro la Pro Vercelli e si concluse con la vittoria per 4-3, mentre la prima gara internazionale fu disputata il 28 dicembre del 1925 contro l'Hockey Club Paris e si concluse con una sconfitta per 9-2[10]. Nel febbraio del 1926 l'Hockey Novara, pur non partecipando ancora ad un campionato, giocò un torneo internazionale presso la sala sotterranea del cinema Vittoria di Novara. A questo torneo parteciparono squadre storiche quali l'inglese Herne Bay, il Montreux HC e il Milan Skating[11] e, grazie all'ottima prestazione, l'anno seguente l'esperienza si ripeté a Montreux[12]. Pur non avendo ancora partecipato al campionato italiano la squadra, come testimoniato anche dalle convocazioni in nazionale dei vari Cestagalli, Zavattaro, Grassi era nota e stimata in Italia e all'estero. Finalmente dopo queste prime apparizioni, l'Hockey Novara esordì ufficialmente nel Campionato del 1929, dove si classificò primo a pari merito con la Triestina ma, in virtù del regolamento, il titolo finì sulle maglie dei forti triestini[13]. Il primo grande ciclo vincente del club piemontese iniziò nel 1930, quando a soli sei anni dalla sua fondazione l'Hockey Novara vinse il suo primo titolo[1]. Nel 1931 non ci fu nessun torneo e lo stesso regolamento applicato nel 1929 (scudetto a tavolino ai campioni in carica), questa volta premiò i novaresi e lo scudetto finì nel loro palmarès[14]. A partire dal campionato del 1932 iniziò un duello sportivo tra l'Hockey Novara dei vari Grassi, Cestagalli, Zavattaro, e il Milan di Pera e Zorloni che durerà per diversi anni. In questo primo torneo le finali si disputarono a Roma, con nove squadre ai nastri di partenza che si affrontarono in un girone all'italiana. Decisiva ai fini dell'assegnazione del titolo risultò essere l'ultima giornata, quando si affrontarono le prime due della classe: Hockey Novara e Milan. Al termine della gara il club novarese (battendo i milanesi per una rete a zero) si aggiudicò il suo terzo titolo consecutivo. Stesso copione anche per il torneo del 1933, ovvero Hockey Novara vittorioso sul Milan con il risultato di 4 a 3. Nel 1934 arrivò il quinto titolo consecutivo, che concluse il primo ciclo vincente del Club e che permise agli azzurri piemontesi di eguagliare il record di cinque titoli consecutivi della Triestina[15]. Ma nel 1935 il Milan riuscì a vincere il titolo, interrompendo così la supremazia dell'Hockey Novara.

 
Formazione dell'Hockey Novara anni trenta, vincitore di sei scudetti. In piedi (da sinistra) Zavattaro, Drisaldi, il dirigente Monfrone, Ciocala, Gallina; accosciati (da sinistra) Grassi e Cestagalli

Tale sconfitta, come ricordato da Lino Grassi, fu l'occasione per far affiorare i problemi del club (che in precedenza aveva anche tentato un "gemellaggio" con la squadra di calcio cittadina nella speranza, risultata vana, di ricevere aiuti[16]):

«...Quella sconfitta fu la cartina di tornasole per far venire a galla i nostri problemi, le nostre difficoltà. In poche parole non avevamo una pista per allenarci, dovevamo forzatamente giocare fra di noi sulle aie delle cascine. Ci venne a mancare la preparazione necessaria per affrontare tante partite in pochi giorni. Ci mettemmo sul piede di guerra, protestammo...»

(Lino Grassi, in ricordo della sconfitta ne campionato del 1935[17])

In seguito a tali esternazioni, i giocatori e il presidente Masera ottennero un incontro con il podestà di Novara e raggiunsero un accordo per la costruzione di una pista per l'hockey in caso di vittoria nel campionato alle porte (una sorta di "premio partita"[18]). Nel 1936 il Novara tornò al successo conquistando il suo sesto titolo e, come da accordi, venne fatta costruire una nuova pista sita in Viale Buonarroti, inaugurata il 21 aprile 1937 e tuttora esistente[19][20]. Tutte queste vittorie attirarono inevitabilmente l'interesse della Nazionale italiana e molti giocatori della compagine novarese ne fecero parte. Tra questi ricordiamo il portiere Grassi (primo giocatore novarese a vestire la maglia della Nazionale[1]) che, oltre a difendere la porta novarese fino al 1953, vinse dieci scudetti[14] e partecipò a diverse edizioni del Campionato del Mondo e Campionato Europeo. Oltre a lui, gli altri protagonisti di questi primi successi azzurri furono Ciocala, Zavattaro, Drisaldi, Cestagalli, Concia, Genesi, Gallina, Pomella[14]. A partire dal 1937 iniziò il dominio del Pubblico Impiego Trieste e, per rivedere uno scudetto nella città della Cupola antonelliana, bisognerà attendere il secondo dopoguerra.

 
Formazione dell'Hockey Novara del secondo dopoguerra. Da sinistra Ghione, Prandi, Nanotti, Grassi, Gallarini, Monfrinotti e Panagini.

Il secondo dopoguerra: la prima stella, Panagini campione del Mondo nel 1953Modifica

Nel secondo dopoguerra la società si rinnovò sia a livello dirigenziale (Ugo Schleifer presidente per un biennio[21]) che di organico (non ci sono più i vari Cestagalli, Gallina, Zavattaro, Concia) e, dopo una lunga parentesi di dieci anni, arrivarono nuovi trionfi. Nel 1946 iniziò l'avventura del nuovo Hockey Novara che si presentò ai nastri di partenza del campionato con Grassi e Ciocala unici superstiti della squadra degli anni trenta e con nuovi giocatori frutto del proprio vivaio quali Gallarini, Nanotti, Ghione, Prandi e una coppia formidabile di attaccanti entrambi classe 1929, quali furono Monfrinotti e "Gin" Panagini[14]. Il campionato, dopo una fase preliminare con tre gironi, ebbe il suo apice a Novara dove si affrontarono, oltre alla squadra di

 
L'Hockey Novara campione d'Italia 1959. In piedi (da sinistra) Zaffinetti, Monfrinotti, Cerrina, Panagini; accosciati (da sinistra) Aina, Sacchi, Nanotti

casa, Corniglianese Genova, Triestina, Milan HC, Edera Trieste e ASSI Firenze. Gli azzurri, dopo aver vinto contro la capolista Corniglianese, passarono al comando e battendo poi la Triestina per 1-0 riuscirono a vincere il campionato. Con 10 reti Panagini fu il capocannoniere del torneo (alla pari con Massa della Corniglianese)[14]. Il campionato del 1947 vide tra le squadre partecipanti le finaliste dell'anno precedente più il neo-promosso Mirabello. Alla fine il Novara ebbe la meglio con 23 punti su Edera Trieste (20 punti) e Hockey Club Monza (19 punti). Nel 1948 il titolo andò all'Edera Trieste, mentre nel 1949 lo scudetto tornò a cucirsi sulle maglie dell'Hockey Novara[14]. Il 1950 fu l'anno storico, in quanto la squadra novarese vinse il suo decimo titolo che le valse in seguito il diritto a poter esporre sulle maglie la prima stella[19]. Dopo una lunga parentesi senza vittorie, nel 1958 l'Hockey Novara tornò al successo mettendo in mostra un attacco capace di produrre con il trio Panagini, Monfrinotti e l'astro nascente Zaffinetti 128 goal (il solo Panagini ne realizzò 68 vincendo la classifica marcatori[14]). Nel 1959, dopo una dura lotta contro l'Hockey Club Monza, gli azzurri riuscirono a vincere il loro dodicesimo scudetto. Le due Coppe Italia vinte nel 1966 e 1967 (conquistate sotto la presidenza Ceresa), chiusero il secondo ciclo vincente dell'Hockey Novara. Protagonista assoluto di queste vittorie fu il novarese Ferruccio Panagini, vincitore di tutti gli scudetti di questo periodo (1946, 1947, 1949, 1950, 1958, 1959), cinque titoli di capocannoniere e, con la maglia della nazionale, del Campionato del Mondo di Ginevra nel 1953[14].

Gli anni settanta: l'era Tarantola, l'olandese Olthoff, la seconda stellaModifica

 
Giocatori, dirigenti e tecnici festeggiano il 13º scudetto del 1969, giunto dopo dieci anni dall'ultimo.

Dopo un periodo di anonimato, nel 1969 con l'avvento alla presidenza di Santino Tarantola[22], l'Hockey Novara tornò competitivo: ingaggiò il primo straniero del campionato italiano (l'olandese Robert Olthoff[23]), voluto fortemente da Ferruccio Panagini. Nello stesso anno venne anche costruito il Palazzetto dello sport[24]. Olthoff esordì durante il girone di ritorno del campionato 1969 e con le sue reti contribuì assieme ai vari Zaffinetti (capocannoniere con 39 reti), Romussi, Aina, Mora, Colombo, Marcon e Maderna, alla conquista del primo scudetto di questo nuovo ciclo dell'Hockey Novara. Al termine del campionato altri giocatori stranieri (ad esempio António Livramento) rafforzarono le dirette avversarie dell'Hockey Novara, ma il titolo del 1970 andò nuovamente agli azzurri, i quali conclusero il torneo da imbattuti con 33 punti in 18 partite[25]. Nel 1971 il Novara, con 42 punti in 22 partite (20 vittorie e 2 pareggi con Triestina e C.G.C. Viareggio) e un immarcabile Olthoff (cannoniere con 91 reti), vinse l'ennesimo titolo lasciando a nove lunghezze la Triestina seconda classificata[25]. In questo periodo iniziò l'avventura a livello internazionale dell'Hockey Novara, con l'assalto alla Coppa dei Campioni. Durante l'edizione del 1971 la squadra arrivò a disputare la sua prima finale europea contro i campioni in carica del Reus Deportiu (vincitori delle precedenti quattro edizioni della competizione), ma dopo aver strappato un pareggio (7-7) nella partita di andata Olthoff e compagni dovettero inchinarsi ai

 
Robert Olthoff, primo giocatore straniero del campionato italiano. Qui premiato dal presidente federale Gianni Mariggi

campioni in carica del Reus[26]. Archiviato il campionato e la delusione in coppa, l'ambizioso presidente Tarantola decise di rafforzare ulteriormente la squadra acquistando il bomber Beniamino Battistella il quale si unì ad una squadra già competitiva composta da Romussi, Maremma, Aina, Mora, Zaffinetti, Marcon, Olthoff, Romagnoli e Maderna. Come l'anno precedente, nel 1972 l'Hockey Novara vinse il suo quarto scudetto consecutivo conquistato con 42 punti in 22 partite (con due soli pareggi) distaccando il Breganze di 14 punti[25]. In ambito internazionale i novaresi raggiunsero per la seconda volta consecutiva la finale di Coppa dei Campioni, sotto la guida di Ferruccio Panagini. Dopo aver vinto con uno scarto di otto reti la partita di andata, al ritorno il Reus Deportiu riuscì a ribaltare a proprio favore il risultato facendo svanire per la seconda volta i sogni di gloria di Olthoff e compagni[27][28]. Nel 1973, con un po' più di fatica rispetto al precedente campionato, l'Hockey Novara vinse lo scudetto con tre lunghezze di vantaggio sul (Breganze) secondo, ma venne battuto dal Monza per 6-5 interrompendo così, dopo tre anni e mezzo, una lunga serie di 84 partite senza subire sconfitte[25].

Nel 1975, ancora sotto la guida di Ferruccio Panagini la squadra, nonostante la partenza del bomber Zaffinetti e l'abbandono dell'attività agonistica del capitano-giocatore Aina[29], vinse il diciannovesimo titolo, ottenuto con 37 punti davanti all'Hockey Club Monza (24 punti) e stabilì il record di sette scudetti consecutivi. A livello personale, Battistella stabilì un proprio primato riconfermandosi per la terza volta consecutiva capocannoniere con la maglia azzurra[25].

 
La Stella d'oro al merito sportivo

L'anno storico fu però il 1977 in cui l'Hockey Novara, oltre a vincere il campionato (senza Olthoff tornato nei Paesi Bassi[25]), raggiunse quota 20 in fatto di scudetti e, siccome a quell'epoca nessuna squadra italiana in nessuna disciplina sportiva aveva raggiunto tale cifra (la Juventus nel calcio conquistò il 17º scudetto[30], la Pro Recco nella pallanuoto era ferma a 14[31], mentre l'Olimpia Milano nella pallacanestro era ferma a 19[32] come la Triestina nell'hockey su pista), il club novarese fu il primo in Italia a cucirsi sulle maglie le due stelle.

Gli anni ottanta: l'era Ubezio, il primo grande slam, la tragedia Dal LagoModifica

 
Luciano Ubezio, presidente dell'Hockey Novara durante gli anni '80 e '90.

Dopo aver conquistato lo scudetto del 1977 seguì una crisi di risultati fino all'arrivo nel 1984 alla presidenza del dottor Luciano Ubezio[19] (già Vice Presidente negli anni '70 della Rotellistica Novara), con cui prese il via il primo ciclo vincente dell'Hockey Novara che, dal 1985 al 1988 vinse tre scudetti, quattro Coppe Italia, una Coppa CERS, raggiungendo inoltre due finali di Coppa dei Campioni (1986[33] e 1988[34] disputate rispettivamente contro il Porto e il Liceo La Coruña). Con lui iniziò anche l'attività la squadra femminile dell'Hockey Novara.

 
Amato e Dal Lago, tragicamente scomparso nel 1988 a 24 anni.

Il primo successo del nuovo Hockey Novara risale alla vigilia del campionato 1984-1985, quando il nuovo presidente riuscì a concludere l'ingaggio del fuoriclasse pugliese Pino Marzella, chiamato a sostituire l'argentino Jorge Luz. Con le sue reti, Marzella contribuì a fare la differenza per la conquista del grande slam dell'Hockey Novara, che comprendeva il ventunesimo scudetto[35] (eguagliando la Juventus nel calcio e l'Olimpia Milano nel basket), la settima Coppa Italia e la prima Coppa CERS (superando nella doppia finale il Cacaolat Cerdanyola[36]). Nel 1985-1986 l'Hockey Novara vinse la sua ottava Coppa Italia ma, per la terza volta nella sua storia, perse la Coppa dei Campioni con il Porto, crollando clamorosamente nel secondo tempo della gara di ritorno davanti ai propri tifosi[37]. Ai nastri di partenza della stagione 1986-1987, i piemontesi cambiarono tre giocatori rispetto alla stagione precedente, cedendo Massimo Mariotti ma acquistando Pablo Cairo, Franco Amato e il portiere Livio Parasuco. Al termine della stagione il palmarès azzurro si arricchì ugualmente di scudetto e Coppa Italia ma la squadra novarese perse la Coppa delle Coppe per mano del Barcellona solamente a pochi secondi dalla fine[38]. La stagione 1987-1988 si aprì con l'obiettivo dichiarato di portare a Novara l'ormai stregata Coppa dei Campioni e pertanto la società si rafforzò acquistando il forte portoghese Vitor Hugo (a soli 25 anni annoverava nel suo palmarès 3 Coppe delle Coppe, 1 Coppa Campioni e 1 Supercoppa europea, oltre a 4 scudetti) il quale formò assieme ad Amato, Bernardini e Pablo Cairo un reparto offensivo capace di realizzare 242 reti[39]. In ambito nazionale la stagione terminò con la vittoria del ventitreesimo scudetto e della decima Coppa Italia. A livello internazionale la squadra approdò in finale di Coppa dei Campioni (per la quarta volta nella sua storia) contro i campioni in carica del Liceo La Coruña ma il sogno di portare il trofeo in Piemonte svanì quando a sei minuti dalla fine della partita (sul risultato di 1 a 1) il giocatore Alejandro Avecilla con una tripletta sancì il 4 a 1 finale[40]. L'annata 1988-1989 segnò invece un'inattesa svolta nella gestione Ubezio e improvvisamente finì il ciclo vincente dell'Hockey Novara per demeriti tecnici ma soprattutto extratecnici quando il 27 settembre del 1988 perse la vita Stefano Dal Lago[41], in pista, durante Novara-Forte dei Marmi di Coppa Italia. Tale tragedia segnerà sul piano morale oltre che tecnico il Novara e il Club impiegherà diversi anni per uscirne[42].

Gli anni novanta: il secondo grande slam, i sei scudetti in sette anniModifica

Durante gli anni novanta iniziò il secondo grande ciclo vincente del presidente Ubezio. L'Hockey Novara si presentò ai nastri di partenza del campionato 1992-1993 con i nuovi acquisti: Massimo (si tratta di un ritorno) ed Enrico Mariotti, il portiere Cunegatti i quali sommati ai già collaudati Crudeli, Amato, Bernardini, formarono una squadra capace di vincere tra il 1992 e il 1999 sei Campionati italiani, sette Coppe Italia, due Coppe CERS (edizioni 1991-1992, 1992-1993). I primi successi non si fecero attendere e durante la stagione 1992-1993 mister Innocenti guidò la squadra azzurra alla conquista del secondo grande slam (coppa Italia, scudetto, coppa Cers) dell'Hockey Novara[43]. Con il successivo venticinquesimo titolo conquistato al termine della stagione 1993-1994 la società superò l'Olimpia Milano (ferma a 24) e la Juventus (ferma a 22) in termini di scudetti vinti e nel 1994 l'Hockey Novara è quindi la società con il maggior numero di titoli italiani vinti nella storia[44]. Nel campionato successivo arrivò l'ennesimo scudetto e soprattutto la vittoria nella prima (e finora unica) edizione dell'Euro League della storia, in cui si sfidarono le società più blasonate dell'hockey pista[45]. La stagione 1995-1996 vide la scomparsa del Roller Monza (che nonostante ciò riuscirà a vincere il titolo) seguita da quelle di società storiche quali l'Amatori Lodi e l'Hockey Club Lodi[46] e inoltre si assistette all'interruzione dopo quattro anni del record di imbattibilità in partite di postseason dell'Hockey Novara[47]. Dopo una stagione caratterizzata quindi dall'impoverimento di alcune società storiche, il campionato 1996-1997 vide come protagoniste l'Hockey Novara e l'Amatori Vercelli. Il presidente Ubezio rafforzò la squadra strappando i forti gemelli Alberto e Alessandro Michielon all'ormai scomparso Roller Monza, riportò a Novara Dario Rigo sacrificando però Enrico Mariotti (passato al Barcellona). Lo scudetto andò all'Hockey Novara grazie ad una squadra formata dal portiere Cunegatti, i difensori Orlandi, Alberto Michielon Rigo e gli attaccanti Alessandro Michielon, Amato e Bernardini[48]. Dopo aver vinto lo scudetto ai danni dell'Amatori Vercelli le due stagioni successive (1997-1998 e 1998-1999) ripartirono e si conclusero come la precedente ovvero con le due squadre piemontesi dominatrici incontrastate in campionato e con la vittoria dell'Hockey Novara[49].

Gli anni duemila: la terza stella, la crisi dirigenzialeModifica

Tra la fine degli anni novanta ed i primi anni 2000, l'Hockey Novara raggiunse i suoi ultimi prestigiosi traguardi sportivi, ma iniziarono a esserci i primi segnali di una crisi societaria che culminerà nel 2009 con la retrocessione a tavolino in serie A2 e il successivo stop parziale dell'Hockey Novara Srl.

Periodo 1999-2007: il trentaduesimo scudetto, la linea verde di RapettoModifica

Al termine della stagione 1999-2000 la società raggiunse il prestigioso traguardo dei trenta scudetti (battendo in finale playoff il Prato nella partita decisiva disputatasi il 21 aprile 2000). Durante la stagione successiva 2000-2001 all'indomani dell'ennesima coppa Italia vinta (martedì 11 dicembre 2001) la crisi dell'Hockey Novara esplose con l'annuncio delle dimissioni del presidente Ubezio a causa di mancate sponsorizzazioni fondamentali per lo sviluppo di un qualsiasi progetto duraturo. Malgrado ciò gli azzurri piemontesi nel 2001-2002 raggiunsero la cifra record per gli sport di squadra di trentadue scudetti e venti coppe Italia[50]. Al termine però del campionato tale situazione di crisi costrinse la società a rinunciare a giocatori del calibro dei gemelli Michielon, il capitano Piscitelli e del portiere Cunegatti per citarne alcuni[51]. La stagione 2002-2003 si aprì con importanti novità a livello societario: si rinnovò completamente il consiglio direttivo con nomi prestigiosi dello sport cittadino quali l'ex sindaco ed ex presidente Armando Riviera e Renzo Zaffinetti, mentre a livello di sponsor troviamo il contributo della Regione Piemonte[51]. A livello di organico, il presidente Ubezio (nel frattempo ritornato al timone della società) rafforzò la squadra riportando a Novara giocatori del calibro di Roberto Crudeli e Franco Amato ma nonostante ciò l'Hockey Novara non riuscì a vincere alcun titolo[51]. Nell'estate del 2003 il presidente Ubezio lasciò una società in grosse difficoltà economiche a Massimo Rapetto[19] il quale, pur non avendo a disposizione le risorse economiche passate e quella generazione di hockeisti capaci solo pochi anni prima di cucirsi sul petto la terza stella, rifondò la squadra. Grazie a lui e all'allenatore Belbruno, arrivarono in Italia giovani argentini sconosciuti in Europa (ad esempio Abalos e Molina[52]) che, pur non incrementando il palmarès della società in termini di trofei, riuscirono quantomeno a riportare l'Hockey Novara a disputare una competizione europea grazie al sesto posto ottenuto al termine della stagione 2003-2004. Dalla stagione 2004-2005 alla 2007-2008 la posizione in classifica della squadra oscillò tra il quinto e sesto posto senza mai andare oltre i quarti di finale playoff.

Periodo 2008-2009: la retrocessione a tavolino in A2, lo stop parziale dell'attività sportivaModifica

Nonostante gli sforzi fatti per ricostruire la squadra, l'Hockey Novara si ritrovò in una situazione di abbandono e la retrocessione a tavolino, disposta durante la stagione 2008-2009 dalla FIHP (per il mancato rispetto degli obblighi relativi all'attività giovanile[3]), fu l'epilogo di questa situazione diventata ormai insostenibile. Successivamente, durante il mese di luglio, il presidente decise di non iscrivere la squadra al campionato di serie A2 per mancanza di fondi pur mantenendo l'iscrizione alla Federazione e, tale decisione, decretò lo stop parziale dell'attività sportiva della società.

Periodo 2010-2013: la cessazione dell'affiliazione, la scomparsa della societàModifica

Durante la stagione 2010-2011 l'Hockey Novara tornò in vita grazie ad un accordo tra il presidente Rapetto e il Roller 3000 Novara (militante in serie A2) che prevedeva il noleggio (di un anno) del marchio Hockey Novara Srl. In questo modo il Roller (con lo sponsor Effenbert) assunse la denominazione di Roller Effenbert Hockey Novara[53]. Nel 2011 cessò l'affiliazione (la storica nº 4) del vecchio marchio Hockey Novara Srl alla FIHP per questioni burocratiche e si concluse così nell'indifferenza generale la gloriosa storia dell'Hockey Novara. Al termine della stagione 2011-2012 il Roller Effenbert Hockey Novara ottenne la promozione in Serie A1. Durante l'estate del 2012 i dirigenti del Roller (con il presidente Giuratrabocchetti) si incontrarono con il dottor Massimo Rapetto per avviare un discorso di rinascita del glorioso Hockey Novara, ma il procedimento subì un'interruzione. Nonostante ciò, il Roller 3000 cercò ugualmente di legarsi (anche se formalmente) con l'Hockey Novara, rinominando il proprio sodalizio A.S.D. Hockey Novara[19][54]. Al 2013 è da registrare che l'Hockey Novara non risulta più facente parte delle società iscritte alla Federazione[55], non svolge più attività sportiva dal 2009, non è fallito ma è, per così dire, "ibernato" in attesa di sviluppi futuri.

CronistoriaModifica

Cronistoria dell'Hockey Novara
  • 1924 · Fondazione del Vittoria Hockey Club.
  • 1925 · Attività amatoriale.
  • 1926 · Cambia denominazione in Novara Hockey Club. Attività amatoriale.
  • 1927 · Attività amatoriale.
  • 1928 · Attività amatoriale.
  • 1929 · 3º nel girone finale della Divisione Nazionale.




  Vince la Coppa Italia (1º titolo).
  Vince la Coppa Italia (2º titolo).
Eliminato in Coppa Italia.
  Vince la Coppa Italia (3º titolo).

  Vince la Coppa Italia (4º titolo).
Quarti di finale in Coppa dei Campioni.
Eliminato in Coppa Italia.
Finale in Coppa dei Campioni.
  Vince la Coppa Italia (5º titolo).
Finale in Coppa dei Campioni.
Primo turno in Coppa dei Campioni.
Eliminato in Coppa Italia.
Quarti di finale in Coppa dei Campioni.
Finale in Coppa Italia.
Semifinale in Coppa dei Campioni.
  Vince la Coppa Italia (6º titolo).
Quarti di finale in Coppa dei Campioni.
Semifinale in Coppa Italia.
Semifinale in Coppa delle Coppe.
Seconda fase in Coppa Italia.
Primo turno in Coppa dei Campioni.
Eliminato in Coppa Italia.

Eliminato in Coppa Italia.
Eliminato in Coppa Italia.
Semifinale dei play-off scudetto.
Eliminato in Coppa Italia.
Semifinale dei play-off scudetto.
Quarti di finale in Coppa Italia.
Finale in Coppa CERS.
Vince i play-off scudetto.   Campione d'Italia (21º titolo).
  Vince la Coppa Italia (7º titolo).
Eliminato in Coppa di Lega.
  Vince la Coppa CERS (1º titolo).
Semifinale dei play-off scudetto.
  Vince la Coppa Italia (8º titolo).
Finale in Coppa dei Campioni.
Vince i play-off scudetto.   Campione d'Italia (22º titolo).
  Vince la Coppa Italia (9º titolo).
Finale in Coppa delle Coppe.
Vince i play-off scudetto.   Campione d'Italia (23º titolo).
  Vince la Coppa Italia (10º titolo).
Finale in Coppa dei Campioni.
Semifinale dei play-off scudetto.
Eliminato in Coppa Italia.
Semifinale in Coppa dei Campioni.
Finale dei play-off scudetto.
Finale in Coppa Italia.
Quarti di finale in Coppa CERS.

Semifinale dei play-off scudetto.
Finale in Coppa delle Coppe.
Semifinale dei play-off scudetto.
  Vince la Coppa CERS (2º titolo).
Vince i play-off scudetto.   Campione d'Italia (24º titolo).
  Vince la Coppa Italia (11º titolo).
  Vince la Coppa CERS (3º titolo).
Vince i play-off scudetto.   Campione d'Italia (25º titolo).
  Vince la Coppa Italia (12º titolo).
Semifinale in Coppa dei Campioni.
Vince i play-off scudetto.   Campione d'Italia (26º titolo).
  Vince la Coppa Italia (13º titolo).
Semifinale in Coppa dei Campioni.
Finale dei play-off scudetto.
  Vince la Coppa Italia (14º titolo).
Quarti di finale in Coppa dei Campioni.
Vince i play-off scudetto.   Campione d'Italia (27º titolo).
  Vince la Coppa Italia (15º titolo).
Fase a gironi in Champions League.
Vince i play-off scudetto.   Campione d'Italia (28º titolo).
  Vince la Coppa Italia (16º titolo).
Semifinale in Champions League.
  Vince la Coppa Italia (17º titolo).
  Vince la Coppa di Lega (1º titolo).
Semifinale in Champions League.
Vince i play-off scudetto.         Campione d'Italia (30º titolo).
  Vince la Coppa Italia (18º titolo).
  Vince la Coppa di Lega (2º titolo).
Semifinale in Champions League.

Vince i play-off scudetto.   Campione d'Italia (31º titolo).
  Vince la Coppa Italia (19º titolo).
  Vince la Coppa di Lega (3º titolo).
Fase a gironi in Champions League.
Vince i play-off scudetto.   Campione d'Italia (32º titolo).
  Vince la Coppa Italia (20º titolo).
Fase a gironi in Coppa di Lega.
Fase a gironi in Champions League.
Quarti di finale dei play-off scudetto.
Semifinale in Coppa Italia.
Fase a gironi in Champions League.
Quarti di finale dei play-off scudetto.
Eliminato in Coppa Italia.
Primo turno in Coppa CERS.
Quarti di finale dei play-off scudetto.
Eliminato in Coppa Italia.
Quarti di finale dei play-off scudetto.
Seconda fase in Coppa Italia.
Quarti di finale in Coppa CERS.
Quarti di finale dei play-off scudetto.
Eliminato in Coppa Italia.
Semifinale in Coppa CERS.
Quarti di finale dei play-off scudetto.
Eliminato in Coppa Italia.
Quarti di finale in Coppa CERS.
Eliminato in Coppa Italia.
Ottavi di finale in Coppa CERS.
  • 2009-2010 · Inattivo

  • 2010-2011 · Noleggio del marchio Hockey Novara alla società Roller Novara.
  • 2011 · Cessazione dell'affiliazione numero 4 con la FIPH.

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

Al momento delle prime partite disputate dalla formazione novarese Lino Grassi ricordò quanto segue:

«...Le prime maglie da gioco vennero offerte dalla ditta Erbetta-Gallina ed erano di colore verde, altre maglie offerte dalla ditta Righetti-Rimoldi (costruttori di biciclette) erano di colore azzurro...»

(Lino Grassi in ricordo delle prime maglie da gioco[57])

Per la prima partita ufficiale, disputata il 4 giugno del 1925 contro la Pro Vercelli, il Vittoria Hockey utilizzò la maglia azzurra con lo stemma cittadino e calzoncini bianchi e, da allora, la maglia è rimasta quella azzurra (spesso con bordini bianchi) con lo stemma di Novara (croce bianca su sfondo rosso) e, in tempi più recenti, il logo della società sul petto[58].

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Il logo storico dell'Hockey Novara è costituito da un pentagono azzurro e bianco all'interno del quale compaiono la denominazione della società, lo stemma della città di Novara, un bastone da hockey su pista e una pallina. Più recentemente, sono state aggiunte tre stelle (simbolo dei trenta scudetti raggiunti) sopra a uno scudetto tricolore su cui compare il numero 32, indicante i campionati vinti nel corso della sua storia dalla società. Una variante a tale logo è un pentagono in cui compaiono sui suoi cinque lati, in successione, trentadue scudetti con il rispettivo anno di conquista.

Strutture di giocoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Palasport Dal Lago.

La sala sotterranea del Cinema VittoriaModifica

La prima struttura utilizzata dall'Hockey Club fu la sala sotterranea del cinema Vittoria ubicata sotto i portici di corso Vittorio Emanuele (oggi corso Rosselli) di fronte al Teatro Coccia. Nel dicembre del 1915 il novarese Ettore Baraggioli aprì sull'allora corso Vittorio Emanuele, il cinema Vittoria (in onore del re Vittorio Emanuele III) sul terreno di un ex convento demolito[59]. Sotto la sala cinematografica era presente un salone che ospitava partite di hockey, incontri di boxe e serate di ballo. Nel 1924 in questa sala nacque il Club Vittoria Skating, Danze e Hockey. Qui la società conquistò ben sei scudetti prima di trasferire l'attività ufficiale nella nuova pista di viale Buonarroti. La sala ha ospitato campioni come Cestagalli, Zavattaro, Drisaldi, Grassi, Ciocala e tutti i fondatori dell'Hockey Novara[60]. Oggi il cinema e la sala sotterranea non sono più presenti in quanto tutta la zona limitrofa al Vittoria ha subito una profonda ristrutturazione con la costruzione della galleria che unisce corso Rosselli e corso Italia.[61]

La pista in viale BuonarrotiModifica

 
La pista in viale Buonarroti
L'Ingresso della pista "Lino Grassi" oggi (a sinistra) e la targa commemorativa a Lino Grassi affissa all'ingresso della pista (a destra).

Dal 1924 al 1935 la squadra alternò allenamenti e preparazione in vista dei campionati tra la sala sotterranea del cinema e le aie delle cascine (tra le quali troviamo la cascina "Sposina"[62]). Al termine del campionato del 1935 i giocatori e il presidente Vittorio Masera si incontrarono con l'allora podestà di Novara Luigi Tornielli per discutere la costruzione di una pista di hockey regolare. A conclusione del colloquio si raggiunse un accordo che prevedeva la costruzione di una pista in zona Allea in caso di scudetto al termine del successivo campionato.[63] Successivamente la squadra vinse il campionato del 1936 e di conseguenza il podestà dovette mantenere la promessa fatta agli azzurri. La pista fu costruita a Novara sotto i bastioni dell'allea San Luca, in prossimità di viale Buonarroti. In origine essa si componeva di pista regolare a cielo aperto (oggi dotata di copertura nei mesi freddi), spogliatoi, uffici e tribune. Fu inaugurata il 22 novembre del 1936 e per l'occasione si disputò un torneo al quale presero parte il Dopolavoro Ferroviario Trieste, l'Hockey Roma Parioli e le due squadre novaresi Fascio Gioventù e Hockey Novara[64]. Nel 1984 la pista fu ristrutturata e il 6 settembre 2008 è stata intitolata al nome di Lino Grassi "pioniere e campione dell'Hockey Novara"[65].

La riserva Pomella e la rete 'storica'Modifica

Dopo che nel 1935 il Milan Skating interruppe la supremazia dell'Hockey Novara, l'anno seguente la squadra piemontese tornò al successo. Dopo aver superato la fase eliminatoria, nel girone finale disputatosi a Monza si arrivò alla partita decisiva con i rivali del Milan. I rossoneri andarono in vantaggio con Rasponi, poi Zavattaro ristabilì la parità e all'ultimo minuto il giovane rincalzo Pomella con una sua rete 'storica' consegnò il sesto scudetto al Novara e la nuova pista in viale Buonarroti[66].

 
Ingresso principale del Palasport "Stefano Dal Lago"

Il Palasport in viale KennedyModifica

Nel 1969 l'Hockey Novara si trasferì nel palazzetto ubicato in viale Kennedy 34, successivamente denominato Palasport Dal Lago in ricordo di Stefano Dal Lago, morto in questa struttura il 27 settembre del 1988 durante un incontro fra il suo Hockey Novara e l'Hockey Club Forte dei Marmi. L'impianto si presenta come una struttura coperta realizzata appositamente per ospitare partite di hockey pista, tribune distribuite su tre lati che permettono di raggiungere una capienza di 2500 posti a sedere. Sotto alle tribune sono presenti quattro palestre utilizzate per pugilato, arti marziali e altre attività. Nel corso degli anni la struttura ha subito diverse ristrutturazioni. In particolare nel 1984 in occasione dei Mondiali di hockey pista di Novara è stato rifatto il parquet della pista utilizzando un legno speciale proveniente dal Mozambico[67].

SocietàModifica

 
I 15 fondatori dell'Hockey Novara

La società Hockey Novara nacque nel lontano 1924 nel salone sotterraneo del cinematografo Vittoria per volere di 15 giovani novaresi tra i quali spiccano i nomi di Vittorio Masera e Francesco Cestagalli. Nel corso del tempo la società passò nelle mani di diverse figure di spicco del panorama imprenditoriale novarese e tra esse troviamo Santino Tarantola durante gli anni settanta e Luciano Ubezio dai primi anni ottanta fino al 2003. Nel 2004 la società passò nelle mani di Massimo Rapetto il quale si ritrovò a gestire una società sempre più indebitata e, successivamente nel 2011, il presidente noleggiò il marchio storico Hockey Novara alla società Roller 3000 ma il 18 luglio 2013, in occasione di una serata pubblica tenutasi a Novara per salvaguardare l'hockey cittadino, il segretario della Lega Hockey Pista Cesare Ariatti intervenne affermando che «non esiste, sportivamente parlando, nessun Hockey Novara 1924 in quanto non più affiliato alla FIHP dal 2010»[68]. A seguito di tale affermazione Massimo Rapetto, senza voler alzare i toni già duri della polemica, si limitò a esibire tutte le ricevute dei bonifici di affiliazione alla FIHP fatti negli ultimi anni, a partire proprio dal 2010, data della presunta decadenza[68].

Presidenti e allenatoriModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti e allenatori dell'Hockey Novara.

Il primo presidente dell'Hockey Novara fu Vittorio Masera, uno dei fondatori[69]. Il periodo più lungo in carica è appannaggio di Vittorio Masera, alla guida della società per quasi 20 anni tra il 1924 e il 1944, seguito da Luciano Ubezio in carica per 18 anni, dal 1984 al 2002 e Santino Tarantola in carica per 10 anni (alternandosi con Antonio Giulio), dal 1969 al 1979. Da citare anche la presidenza dell'allora sindaco di Novara Armando Riviera il quale, assumendo la reggenza di una società in crisi, creò le condizioni per il successivo passaggio di proprietà a Luciano Ubezio. L'ultimo presidente fu Massimo Rapetto che rilevò una società ormai in caduta libera da Luciano Ubezio nel 2003. Attualmente risulta essere il proprietario del marchio Hockey Novara 1924[70].

Inizialmente Vittorio Masera e Cestagalli oltre a essere rispettivamente presidente e giocatore per necessità facevano l'allenatore. Nel 1937 Cestagalli abbandò l'attività agonistica e allenò l'Hockey Novara. Dal campionato del 1951 al 1957 in panchina si alternarono Carlo Ciocala, Federico Colombo e Lino Grassi ma l'Hockey Novara non riuscì a vincere nessun titolo. Nel 1958 il Club tornò al successo sotto la guida degli allenatori Giancarlo Gallarini, Grassi e Federico Colombo. Oltre a loro sono annoverati Panagini, Battistella (allenatore durante il primo grande slam), Innocenti (allenatore durante il secondo grande slam) e Tommaso Colamaria destinato a essere l'ultimo allenatore di questa gloriosa società.

SediModifica

Si riporta di seguito l'elenco delle sedi storiche dell'Hockey Novara.

  • Sala sotterranea del Cinema Vittoria - Corso Vittorio Emanuele 48 (oggi corso Rosselli)
  • Pista di viale Buonarroti
  • Curva Nord dello Stadio Silvio Piola di Novara - viale Luciano Marmo 6

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Si riporta di seguito l'elenco degli sponsor ufficiali della società Hockey Novara con il periodo di sponsorizzazione.

PalmarèsModifica

StatisticheModifica

Partecipazioni ai campionatiModifica

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Divisione Nazionale 14 1929 1942 79
Serie A 39 1945 1982-1983
Serie A1 26 1983-1984 2008-2009

Partecipazione alle coppe nazionaliModifica

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa Italia 40 1966 2008-2009
Coppa di Lega 5 1984-1985 2001-2002

Partecipazioni alle coppe europeeModifica

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Miglior risultato
Coppa dei Campioni / Champions League 21 1969-1970 2002-2003 Finale nel 1970-1971, nel 1971-1972, nel 1985-1986 e nel 1987-1988
Coppa delle Coppe 3 1976-1977 1990-1991 Finale nel 1986-1987 e nel 1990-1991
Coppa CERS 10 1983-1984 2008-2009 Campione nel 1984-1985, nel 1991-1992 e nel 1992-1993

NoteModifica

  1. ^ a b c d e L'Hockey Novara nato nel 1924 è già entrato nella leggenda (PDF), in panathlon-novara.it. URL consultato l'8 gennaio 2012..
  2. ^ Capra, Quaderni novaresi. Lino Grassi la storia dell'hockey. La nascita del Vittoria Hockey Club p. 18,28.
  3. ^ a b l'Amatori rispetti le regole, in Lasesia.vercelli.it. URL consultato il 18 agosto 2013.
  4. ^ Il comune non può essere lo sponsor dell'Hockey Novara, in LaStampa.it, 23 luglio 2013. URL consultato l'11 agosto 2013..
  5. ^ Hockey Novara, Pace fatta con il comune, ma rispunta l'ex presidente Massimo Rapetto, in corrierediNovara.it, 16 luglio 2013. URL consultato l'11 agosto 2013.
  6. ^ Hockey Novara iscritto alla A1 ma restano tanti interrogativi, in LaStampa.it, 10 agosto 2013. URL consultato l'11 agosto 2013..
  7. ^ Capra, Quaderni novaresi Lino Grassi. L'autore riporta la frase a p. 22.
  8. ^ Capra, Quaderni novaresi. Lino Grassi la storia dell'hockey. Arriva lo scudetto, il primo p. 38.
  9. ^ Capra, Quaderni novaresi. Lino Grassi la storia dell'hockey. Diventa Hockey Novara, p. 28.
  10. ^ Capra, Quaderni novaresi. Lino Grassi la storia dell'hockey. Le prime partite vere, p. 22.
  11. ^ Capra, Quaderni novaresi. Lino Grassi la storia dell'hockey. Diventa Hockey Novara p. 28.
  12. ^ Capra, Quaderni novaresi. Lino Grassi la storia dell'hockey. Novara esplosivo a Montreux p. 30.
  13. ^ Capra, Quaderni novaresi. Lino Grassi la storia dell'hockey. Finalmente il campionato, p. 36.
  14. ^ a b c d e f g h La storia dei precedenti venti scudetti: il primo è arrivato 55 anni fa, in Corriere di Novara, Novara, giovedì 20 giugno 1985..
  15. ^ Capra, Quaderni novaresi. Lino Grassi la storia dell'hockey. In riferimento al quinto titolo consecutivo p. 41.
  16. ^ Capra, Quaderni novaresi Lino Grassi. Successi e preoccupazioni, p. 34.
  17. ^ Capra, Quaderni novaresi Lino Grassi. Scoppiano le polemiche, p. 42.
  18. ^ Capra, Quaderni novaresi. Lino Grassi la storia dell'hockey. In riferimento all'accordo p. 42.
  19. ^ a b c d e La storia dell'Hockey Novara. Dalle origini agli anni 60, in tuttonovara.it. URL consultato il 6 gennaio 2012..
  20. ^ N.B. in Gianfranco Capra, Quaderni novaresi. Lino Grassi la storia dell'hockey.a pag 45 si fa riferimento ad una prima inaugurazione avvenuta il 22 novembre 1936.
  21. ^ Capra, Quaderni novaresi. Vigorosa ripresa nel 45 p. 52.
  22. ^ Santino Tarantola, un personaggio per 35 anni al servizio di Novara (PDF), in panathlon-novara.it. URL consultato il 6 gennaio 2012..
  23. ^ Quando arrivò Olthoff tutta Novara impazzì, in ok Novara.it. URL consultato il 6 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 23 novembre 2011)..
  24. ^ 1984: favolosi mondiali di hockey su rotelle al Palazzetto (PDF), in panathlon-novara.it. URL consultato il 6 gennaio 2012..
  25. ^ a b c d e f Novara imbattibile nell'era Olthoff, in Corriere di Novara, Novara, giovedì 20 giugno 1985..
  26. ^ L'attaccante Sabater artefice del successo del Reus in coppa 1971, in La Stampa, 1971. URL consultato il 6 gennaio 2012..
  27. ^ Il Novara sconfitto. Drammatica rissa, in La Stampa, 1972. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  28. ^ CERH hockey pista, in CERH. URL consultato il 6 gennaio 2012..
  29. ^ Panagini guida ancora l'hockey e punta alla coppa campioni, in La Stampa, 6 febbraio 1975. URL consultato il 7 agosto 2013..
  30. ^ Juve e Toro due squadroni, in La Stampa, 1977. URL consultato il 15 marzo 2013..
  31. ^ Albo d'oro campionato italiano di pallanuoto, in torino81.to.it. URL consultato il 15 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2013)..
  32. ^ Albo d'oro campionato italiano pallacanestro, in legabasket.ita. URL consultato il 15 marzo 2013..
  33. ^ La Coppa sfugge al Novara, in La Stampa, 30 giugno 1986. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  34. ^ Coppa stregata per il Novara, in La Stampa, 27 giugno 1988. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  35. ^ Un Maradona a rotelle da 40 milioni l'anno ha dato a Novara lo scudetto numero 21, in La Stampa, 20 giugno 1985. URL consultato il 12 agosto 2013.
  36. ^ (EN) CERS 1985 (PDF), http://rink-hockey.net/index.php. URL consultato il 30 ottobre 2013.
  37. ^ Virdi, Volume 1 p. 41.
  38. ^ Virdi, Volume 1 p. 46.
  39. ^ Virdi, Volume 1 p. 57.
  40. ^ Virdi, Volume 1 p. 65.
  41. ^ La tragica notte dell'Hockey, in La Stampa, 29 settembre 1988. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  42. ^ Arnoldi, Ubezio 10 anni di Hockey, p. 11.
  43. ^ Grande slam dell'Autocentauro Novara, in La Stampa, 21 giugno 1993. URL consultato il 7 marzo 2013..
  44. ^ Virdi, Volume 1 p. 177.
  45. ^ Virdi, Volume 2 p. 196.
  46. ^ Virdi, Volume 1 p. 213.
  47. ^ Virdi, Volume 1 p. 217.
  48. ^ Virdi, Volume 2 p. 17.
  49. ^ Virdi, Volume 2 p. 46.
  50. ^ Novara conquista il 32º scudetto, in La Stampa, 2002. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  51. ^ a b c L'Hockey Novara risorge e si rinforza, in La Stampa, 25 luglio 2002. URL consultato il 13 agosto 2013.
  52. ^ Hockey, Novara è sempre più colonia argentina, in oknovara.it. URL consultato il 2 maggio 2013.
  53. ^ La rinascita dell'Hockey Novara, in forzanovara.net. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  54. ^ Lodigiani e novaresi sono gli "eredi" delle società che vinsero tutto, in hockeypista.it. URL consultato il 2 maggio 2013.
  55. ^ Società hockey pista Piemonte, in fihp.org. URL consultato il 22 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2013)..
  56. ^ Penalizzato di tutti i punti conquistati (30) per l'inadempienza della società nei confronti degli obblighi in materia di attività giovanile.
  57. ^ Capra, Quaderni novaresi Lino Grassi. Masera presidente tuttofare, p. 20.
  58. ^ Capra, Quaderni novaresi Lino Grassi. In riferimento all'abbigliamento della squadra p. 22.
  59. ^ Capra, Quaderni novaresi Lino Grassi. Il cinema Vittoria, p. 18,19.
  60. ^ Gianfranco Capra, «La sala sotterranea del cinema Vittoria», in Novara è, Mensile di cultura del territorio. Nº 4 - aprile 2013.
  61. ^ Per i cinema Novara è al capolinea, in La Stampa, 27 agosto 2000. URL consultato il 3 marzo 2013..
  62. ^ Capra, Quaderni novaresi Lino Grassi. Arriva lo scudetto, il primo, p. 38.
  63. ^ Capra, Quaderni novaresi Lino Grassi. I termini dell'accordo per la nuova pista a p. 42.
  64. ^ Capra, Quaderni novaresi Lino Grassi. La nuova pista inaugurata nel 1936, p. 45.
  65. ^ Intitolazione della pista di hockey, in comune.novara.it. URL consultato il 6 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2013)..
  66. ^ Capra, Quaderni novaresi. Lino Grassi la storia dell'hockey. Lo scudetto più bello e sofferto, p. 44.
  67. ^ Una pista nuova di zecca per l'hockey mondiale, in La Stampa, 11 agosto 1984. URL consultato il 3 marzo 2013..
  68. ^ a b L'Hockey Novara?Non esiste più. Ariatti liquida la società di Rapetto, in La Stampa.it. URL consultato l'8 settembre 2013..
  69. ^ Capra, Quaderni novaresi. Lino Grassi la storia dell'hockey. Masera presidente tuttofare pag 20.
  70. ^ Virdi, Volume 2 p. 149.
  71. ^ Tutte le rotelle in pista. Sabato il via al campionato, in La Stampa, giovedì 4 dicembre 1980. URL consultato il 9 settembre 2013..
  72. ^ L'Irge non confermerebbe più. Per l'Hockey Novara si cerca lo sponsor, in La Stampa, venerdì 26 giugno 1981. URL consultato il 9 settembre 2013..
  73. ^ Hockey: Novara senza sponsor e manca anche un presidente, in La Stampa, venerdì 31 agosto 1984. URL consultato il 9 settembre 2013..
  74. ^ L'hockey Novara spiega perché ha lasciato il Consorzio Gorgonzola.Per qualche dollaro in più. E per tornare ai fasti del passato, in La Stampa, mercoledì 5 luglio 1989. URL consultato il 9 settembre 2013..
  75. ^ Cercasi sponsor per l'Hockey. Esaurito l'abbinamento con l'Autocentauro, in La Stampa, venerdì 9 luglio 1993. URL consultato il 9 settembre 2013..
  76. ^ Hockey festa doppia. In poche ore dalla sponsorizzazione Rubinetterie Quaranta al primato in classifica, in La Stampa, martedì 4 aprile 1995. URL consultato il 9 settembre 2013..
  77. ^ Hockey Presentato lo sponsor. Due anni con le rubinetterie Cristina, in La Stampa, venerdì 6 giugno 1997. URL consultato il 9 settembre 2013..
  78. ^ Hockey Novara andrà a grappa. Distillerie Francoli sono il nuovo sponsor, in La Stampa, sabato 18 settembre 1999. URL consultato il 9 settembre 2013..

BibliografiaModifica

LibriModifica

  • Beppe Vaccarone e Leonardo Monteforte, ... e fan 21 Storia del 21º scudetto, Novara, Edizioni Record, 1985.
  • Gianfranco Capra, Quaderni novaresi. Lino Grassi la storia dell'hockey, Novara, Zen iniziative, 2008.
  • Gianfranco Capra, Tappeto rosso per lo sport novarese, Novara, Azzurra editrice, aprile 2012.
  • Gianfranco Capra Mario Scendrate, Hockey su pista in Italia e nel mondo, Novara, S.E.N., 1984.
  • Paolo Virdi, 50 minuti di gloria. Gli anni moderni dell'hockey pista. Volume 1, Lodi, Lodinotizie, 2012, ISBN 978-88-908803-0-8.
  • Paolo Virdi, 50 minuti di gloria. Gli anni moderni dell'hockey pista. Volume 2, Lodi, Lodinotizie, 2013, ISBN 978-88-908803-1-5.
  • Romolo Barisonzo, La mia fatal Novara, Novara, Interlinea edizioni, 1997, ISBN 88-8212-137-2.
  • Fernando Castro, Campeonatos do mundo de hóquei em patins: contributos para a sua história, Despertar Memórias, agosto 2011, ISBN 978-989-20-2611-4.
  • Andrea Cordovani, La farfalla a rotelle.Stefano Dal Lago:una vita per lo sport, Scarlino, Ouverture Edizioni, 2013, ISBN 978-88-97157-23-6.

PubblicazioniModifica

  • Marco Barbero, Hockey Novara una storia plurimedagliata (PDF), in SportRegionePiemonte, 6/2008, giu 2008. URL consultato il 27 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2013).
  • Gianfranco Capra, La sala sotterranea del cinema Vittoria, in Novara è, 4/2013, aprile 2013.
  • Gianfranco Capra, Gli scudetti degli anni '40-'50, in Enciclopedia dello sport di Novara e VCO, supplemento al periodico "Tribuna Sportiva", 27 settembre 1993, n. 58, Novara, 1993.
  • Gianfranco Capra Mario Scendrate, Hockey Novara. Tutti i nazionali, in Enciclopedia dello sport di Novara e VCO, supplemento al periodico "Tribuna Sportiva", 25 ottobre 1993, n. 66, Novara, 1993.
  • Isabella Arnoldi Giuseppe Cortese, Ubezio, 10 anni di hockey, in Enciclopedia dello sport di Novara e VCO, supplemento al periodico "Tribuna Sportiva", 11 marzo 1994, n. 19, Novara, 1994.
  • Gianfranco Capra, Ferruccio Panagini. Il diavolo sulle rotelle, in Enciclopedia dello sport di Novara e VCO, supplemento al periodico "Tribuna Sportiva", 13 dicembre 1993, n. 80, Novara, 1993.
  • Devecchi, Quell'Hockey Novara che non c'è più, in Corriere di Novara, 100/2013, 13 settembre 2013, p. 32-33.

Risorse informative in reteModifica

Risorse videoModifica

Fonti varieModifica

  • Corriere di Novara, trisettimanale (disponibile presso la Sezione Periodici della biblioteca Civica Negroni di Novara).
  • La Stampa, quotidiano (disponibile presso la Sezione Periodici della biblioteca Civica Negroni di Novara).
  • Tribuna Novarese, bisettimanale di informazione locale (disponibile presso la Sezione Periodici della biblioteca Civica Negroni di Novara).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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