Holgher Drachmann

poeta e drammaturgo danese

Holger Henrik Herholdt Drachmann (Copenaghen, 9 ottobre 1846Hornbaeck, 14 gennaio 1908) è stato un poeta e drammaturgo danese, il più grande poeta del movimento moderno danese del suo tempo[1].

Holgher Drachmann nel 1888

BiografiaModifica

 
Copertina del romanzo Forskrevet (1890)
 
Tomba di Holgher Drachmann situata a Grenen, Skagen

Dal padre, medico di bordo di origine germanica ereditò la passione per il mare, manifestata nelle prime opere del Drachmann, di arte figurativa e pittorica.[1][2]

Difatti pur iscrivendosi all'università nel 1865, l'anno dopo l'abbandonò per frequentare un corso di Accademia di belle arti, svolto sotto la guida del prof. Sørensen, Quattro anni dopo, anche a causa di un soggiorno londinese a stretto contatto con il proletariato della periferia, si dedicò alla prima composizione poetica intitolata emblematicamente Engelske Socialister ("Socialisti inglesi").[3]

Rientrato in Patria, finì sotto l'influenza di Georg Brandes, a cui dedicò la prima silloge, intitolata Digte ("Poesie") (1872) e a questo periodo, radicale e socialista appartennero anche altre importanti raccolte, quali Daempeder melodier ("Melodie in sordina") del 1875 e San ved havet ("Canti marini") del 1876.[1]

Dopo un breve e infelice matrimonio, il 1879 segnò una svolta significativa nella carriera letteraria di Drachmann, dato che abbandonò gradualmente il naturalismo brandesiano per avvicinarsi ad un gusto prettamente neoromantico, individualista e nazionalista, ben rappresentato nelle raccolte Ranker or Roser ("Tralci e rose") del 1879, Gamble gudar og nye ("Vecchi e nuovi Dei") del 1881, nei drammi fantastici Ostenfor Sol og Vesten for Maane ("A oriente del sole e ad occidente dalla luna"), e Der var engang ("C'era una volta") del 1885.[3]

Trasferitosi ad Amburgo per una storia d'amore, si riavvicinò improvvisamente al gusto antiborghese e anticapitalista delle prime opere, pubblicando Forskrevet ("Prescritto") del 1890, ritenuto uno dei capolavori della narrativa danese. Tra le sue ultime opere spiccarono quelle simboliche, ispirate dalla sua terza e giovane moglie e le tragedie Volund Smed (1894) e Brav-karl (1897), che lo portarono all'apice della popolarità.[3]

Drachmann è stato uno dei più popolari poeti danesi delle epoche recenti, eppure attualmente gran parte del suo lavoro è dimenticato. Seppe coniugare l'attitudine alla ribellione e alla contestazione, ad una visione davvero romantica della storia e degli esseri umani. Romantiche furono anche le sue storie d'amore, e muse ispiratrici furono le sue compagnie.[1][4]

Le sue spoglie riposano attualmente in una tomba sita sulla penisola sabbiosa del Grenen, a nord di Skagen.

Opere principaliModifica

  • Med Kul og Kridt (1872);
  • Digte (1872);
  • Østen for Sol og Vesten for Måne (1880);
  • Skyggebilleder (1883);
  • Strandby Folk (1883), quattro atti teatrali, musica di Julius Bechgaard;
  • Der var engang (1885);
  • Sangenes Bog (1889);
  • Forskrevet (1890);
  • Vølund Smed (1894);
  • Erindringen (1904).

NoteModifica

  1. ^ a b c d (EN) Holger Henrik Herholdt Drachmann, su britannica.com. URL consultato il 28 luglio 2018.
  2. ^ (EN) Holgher Drachmann, su skagenskunstmuseer.dk. URL consultato il 28 luglio 2018.
  3. ^ a b c le muse, IV, Novara, De Agostini, 1964, pp. 260-261.
  4. ^ (DA) Holger Drachmann, su denstoredanske.dk. URL consultato il 28 luglio 2018.

BibliografiaModifica

  • (DA) Morten Borup, Breve fra og til Holger Drachmann, Gyldendal, 1970.
  • (DA) Hans Gregersen, Her går solen aldrig ned - Drachmann og Skagen, Højers Forlag, 2013.
  • (DA) Sten Kaalø, Drachmann og Drachmanns hus, Lamberth, 2013.
  • (DA) Claus Olsen, Lars Kærulf Møller e Marit Ramsing, Holger Drachmann på Bornholm og Skagen, Bornholms kunstmuseum og Skagens museum, 1996.
  • (DA) Paul V. Rubow, Holger Drachmann, Copenaghen, Munksgaard, 1950.
  • (DA) Johannes Ursin, Bibliografi over litteraturen om Holger Drachmann, Copenaghen, Roskild & Bagger, 1959.

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