Hristo Stoičkov

allenatore di calcio ed ex calciatore bulgaro
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Hristo Stoičkov
Stoichkov in 2016.jpg
Stoičkov nel 2016
Nazionalità Bulgaria Bulgaria
Altezza 178 cm
Peso 73 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista, attaccante)
Termine carriera 2003 - giocatore
Carriera
Giovanili
1976-1982600px Giallo e Blu.svg Marica Plovdiv
Squadre di club1
1982-1984600px Verde Blu Bianco Rosso.png Hebros32 (14)
1984-1990CSKA Sofia119 (81)
1990-1995Barcellona151 (76)
1995-1996Parma23 (5)
1996-1998Barcellona26 (7)
1998CSKA Sofia4 (1)
1998Al-Nassr0 (0)
1998-1999Kashiwa Reysol27 (12)
2000-2002Chicago Fire51 (17)
2003D.C. United21 (5)
Nazionale
1986-1987Bulgaria Bulgaria Under-2117 (8)
1987-1999Bulgaria Bulgaria83 (37)
Carriera da allenatore
2003-2004BarcellonaAssistente
2004-2007Bulgaria Bulgaria
2007Celta Vigo
2009-2010M. Sundowns
2012-2013Liteks Loveč
2013CSKA Sofia
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Hristo Stoičkov (in bulgaro: Христо Стоичков?; Plovdiv, 8 febbraio 1966) è un allenatore di calcio ed ex calciatore bulgaro.

Giocatore di ruolo trequartista e poi attaccante, è stato insignito del Pallone d'oro nel 1994. Ritenuto il calciatore bulgaro più famoso e più forte di tutti i tempi,[1][2] ha militato per tredici anni nella nazionale bulgara (che in seguito ha allenato per tre anni) e ha raggiunto importanti successi nel Barcellona. Nel 2004 è stato inserito da Pelé nella FIFA 100, la speciale classifica internazionale che riunisce i più grandi calciatori di tutti i tempi.

Era noto col soprannome di Ayatollah, ai tempi del Barcellona,[3][4] per via del suo gesto che consisteva nell'alzare le braccia al cielo,[3] e di Kamata ("pugnale").[5] Tranne che in rare occasioni, ha sempre indossato il numero 8 durante la sua carriera, sia con i club sia con la nazionale bulgara.[6][7][8][9]

BiografiaModifica

«Oggi Dio ha confermato di essere bulgaro.»

(Motto preferito da Stoičkov[3][8][10][11])

Nasce a Plovdiv da Stoičko, e da Penka, operaia,[4] che decidono di dargli il nome del nonno, Hristo.[11][12] Vive un'infanzia difficile.[5] Arruolatosi nell'esercito,[13] Stoičkov raggiunge il grado di maresciallo, riuscendo però a mantenersi da vivere grazie alla carriera da calciatore, guadagnando 2 milioni al mese.[4] Ha una moglie, Mariana, e due figlie, Hristina e Mihaela.[4]

Nei primi di luglio del 1995 va a Costanza per il matrimonio dell'amico Gheorghe Hagi.[8] Nel gennaio del 1996 fonda un istituto di credito assieme ad altri tre soci.[14] Nei primi giorni di luglio 1996, è data notizia della morte del fratello di Stoičkov, Zanko, poi risultata falsa: il fratello, vivo, era però ricoverato a causa dell'ingestione di barbiturici.[15]

Negli anni novanta i giornalisti spagnoli Paco Aguilar e Xavier Torres scrivono un libro su Stoičkov, dal titolo Ciento per ciento:[16] il libro, pubblicato e tradotto in bulgaro, è acquistato dal presidente della federazione calcistica della Bulgaria, Hristo Danov, e i proventi sono devoluti in beneficenza a un orfanotrofio.[16] Durante il suo periodo in Spagna, riesce a legare rapporti d'amicizia con Romário,[4] che durante gli anni s'inasprisce,[10] e con Diego Armando Maradona.[4][12]

Caratteristiche tecnicheModifica

Trequartista o centravanti mancino[1][17] dal carattere scontroso,[1][2][3][4][9][12][17] era un talento,[2][4] poi divenuto fuoriclasse nei suoi anni a Barcellona.[4][9][13][18] Attaccante prolifico implacabile,[1][9][17] potente,[1] dal dribbling sopraffino[9] e dal fisico imponente,[19] si fa notare anche come assist-man,[9][17][20] contribuendo al successo del gioco offensivo del Barcellona di Cruijff,[9] dal quale è spesso schierato sulla fascia destra.[9] Geniale dal punto di vista tattico,[3] bravo sia con l'interno sia con l'esterno del piede[21] e in grado di effettuare lanci precisi per i compagni,[20][21] durante le partite alternava momenti di pigrizia ad altri più brevi dove giocava in modo molto rapido.[3] Era inoltre uno specialista nei calci di punizione.[12]

CarrieraModifica

CalciatoreModifica

ClubModifica

CSKA SofiaModifica

Cresciuto nel Marica Plovdiv, Stoičkov, mancino, si fece notare nelle file del CSKA Sofia (per un breve periodo questo club fu denominato CFKA Srede Sofia), con cui fu capocannoniere del campionato bulgaro del 1988-1989, con 23 gol, e di quello successivo, con 38 gol in 30 partite che valsero al club il titolo e al giocatore la vittoria dela Scarpa d'oro (nella stessa annata il CSKA vinse anche la Coppa di Bulgaria). Nel 1985 Stoičkov realizzò quattro gol nella finale d'andata della Coppa di Bulgaria contro gli storici rivali del Levski Sofia, incontro vinto per 5-0.[16] Nella sfida di ritorno scese in campo con il provocatorio numero 4:[16] a fine partita fu coinvolto in una rissa che costrinse il partito comunista bulgaro a sciogliere le due società[4] e a sanzionare i colpevoli, tra i quali anche Stoičkov, inizialmente radiato,[1][11] ma infine punito con un anno di squalifica,[4][11] poi ridotto a sei mesi,[16] a causa della quale saltò il Mondiale del 1986 in Messico. Trascorse il periodo lontano dai campi in un collegio militare.[22] Nella Coppa delle Coppe 1988-1989 s'impose come capocannoniere con 7 marcature, portando il CSKA fino alla semifinale, persa per 6-3 nel doppio confronto contro il Barcellona di Johan Cruijff, che notò il giovane talento bulgaro.[4]

BarcellonaModifica

Fortemente voluto da Cruijff,[4] Stoičkov venne acquistato dal Barcellona nell'estate del 1990. In Spagna il trequartista bulgaro dimostrò subito il proprio temperamento: durante la finale di Coppa di Spagna contro il Real Madrid, in seguito all'espulsione di Cruijff, Stoičkov diede un pestone all'arbitro Urizar che, rimasto infortunato per qualche minuto, fu medicato dal massaggiatore del Barcellona.[3][4] A fine partita gli fu comminata una squalifica di sei mesi[3], in seguito ridotta a dieci incontri.[1][3][4] In Catalogna il calciatore non riuscì inizialmente ad ambientarsi: Cruijff decise di farlo seguire sia in campo sia fuori dal capitano della squadra, Bakero[4]. Pare, inoltre, che il bulgaro rubasse nello spogliatoio ai suoi stessi compagni[4], voci non del tutto dissipate dallo stesso Stoičkov.[4]

Dopo qualche anno divenne, tuttavia, l'idolo dei tifosi blaugrana[4] e leader indiscusso della squadra,[3][23] sfiorando anche la vittoria del Pallone d'oro 1992, vinto da van Basten.[4] All'inizio della stagione 1992-1993 decise di ridursi l'ingaggio di 300 milioni,[23] realizzò 20 gol in 34 partite e si piazzò al terzo posto nella classifica dei marcatori della massima serie spagnola. Nella stagione seguente realizzò 25 gol in 50 partite in tutte le competizioni: in una sfida di campionato contro il Siviglia, giocata nel maggio del 1994, pochi giorni prima della finale di UEFA Champions League contro il Milan, il bulgaro realizzò una doppietta, ottenendo la palma di migliore in campo.[9]

In finale, nonostante le assenze di Franco Baresi e di Billy Costacurta in difesa,[9] la squadra italiana batté il Barcellona con un netto 4-0. Alla fine dell'anno solare 1994, Stoičkov, favorito,[3][24] vinse nettamente[3] il Pallone d'oro. A fine anno, durante un incontro di beneficenza, devolse 50 milioni all'UNICEF.[25] Successivamente annunciò d'aver prolungato il contratto con gli azulgrana fino al 1998,[26] allungando di due anni il precedente accordo che scadeva nel 1996.[13] Terminò la sua prima esperienza catalana con quattro titoli spagnoli e una Coppa dei Campioni.

ParmaModifica
 
Stoičkov al Parma nel 1995, in azione sul campo del Padova.

Nonostante nel corso degli anni Cruijff sia rimasto un grande estimatore del bulgaro,[3][23] durante il 1992 i rapporti trai due s'incrinarono[3] fino a deteriorarsi nel 1995,[1][8] a causa dei continui atteggiamenti conflittuali e di alcune distrazioni tattiche da parte di Stoičkov.[3][23] Messo sul mercato, il bulgaro fu acquistato dal Parma il 2 luglio[8] per 12 miliardi di lire,[27] firmando un triennale da 3 miliardi di lire a stagione,[28] che lo usò anche come uomo-sponsor della Parmalat[8] negli USA;[20] l'accordo prevedeva anche un eventuale analogo ruolo nell'Europa orientale a fine carriera.[14][28]

Durante un'amichevole precampionato s'infortunò a una gamba.[21] Nevio Scala decise di usarlo come centravanti nel 4-3-3[20] ma, fin dalla sua prima presenza, Stoičkov fu relegato a "riserva d'onore" di Filippo Inzaghi e Gianfranco Zola, non riuscendo a incidere all'esordio contro l'Atalanta (1-1), nonostante un gol segnato.[19] Nel novembre del 1995 donò 100 000 dollari a un centro per lo sviluppo di Sofia.[29] In quattro mesi visse una prima metà di stagione altalenante, in cui non riuscì a intendersi con Zola e si mostrò fuori forma e privo di grande resistenza[30], ma nonostante ciò non ammise di essere in ritardo di condizione.[31]

Durante quella che è considerata la migliore partita stagionale del bulgaro, contro l'Inter, dopo aver segnato la rete del vantaggio nei primi minuti viene sostituito a partita in corso da Scala e gli avversari raggiunsero l'1-1.[32] A fine campionato conta 23 partite e 5 gol (più 2 gol in Coppa delle Coppe), vivendo una stagione incolore e sotto le aspettative.[1][33][34][35] Durante il mese di marzo, criticando la società e il calcio italiano, decide di essere ceduto nell'estate del 1996.[36]

Il ritorno al Barcellona e gli ultimi anniModifica

Ritornato a Barcellona per circa 4,5 miliardi di lire[37] (il contratto stipulato col Parma nell'estate del 1995 prevedeva una penale di 13 miliardi di lire nel caso in cui la società italiana avesse ceduto Stoičkov nella stagione successiva a un'altra squadra italiana o a una spagnola)[28] il 14 luglio 1996, nella stagione 1996-1997 il bulgaro riuscì a intendersi con Ronaldo,[38] nonostante partisse frequentemente dalla panchina.[2]

Dopo aver avuto dei dissapori con van Gaal,[39] alla scadenza del biennale,[37] nel gennaio del 1998 tornò in patria, al CSKA Sofia, dove collezionò poche presenze. Nell'aprile del 1998, pochi giorni prima della finale di Coppa di Bulgaria (che il CSKA, privo di lui, avrebbe perso per 5-0 contro il Levski Sofia), lasciò il club e accettò l'offerta di 250 000 dollari del club saudita dell'Al-Nassr,[40] che gli propose un contratto per due sole partite.[40] Collezionò dunque 2 presenze con il club nella Coppa delle Coppe dell'AFC 1997-1998. In semifinale, contro i turkmeni del Köpetdag Aşgabat, fornì un assist e si procurò un calcio di rigore: nella circostanza, strappò la palla al compagno di squadra che si apprestava a batterlo, al fine di segnare e ottenere in premio la Mercedes promessa dal principe proprietario del club a chi avesse segnato per primo nella partita, ma colpì il palo.[40] In finale i sudcoreani del Suwon Bluewings furono battuti dai sauditi grazie ad una sua rete, che valse la vittoria del trofeo.[40] Stoičkov si spostò quindi in Giappone, vestendo la maglia del Kashiwa Reysol:[40] nel paese nipponico mise a referto 28 presenze e 13 reti, vincendo una Coppa dell'Imperatore. Chiuse la carriera negli Stati Uniti d'America, disputando tre stagioni con il Chicago Fire (17 gol in 51 partite di campionato), con cui vinse la US Open Cup del 2000 (suo il primo gol nella finale della competizione), e una con i D.C. United. Si ritirò dal calcio giocato nel 2003.

NazionaleModifica

Debuttò nella nazionale bulgara Under-21 nel 1986 e vi militò sino al 1987, totalizzando 17 presenze e 8 gol.

During qualification for the 1994 FIFA World Cup, Stoichkov scored five goals to help Bulgaria qualify for its first major tournament since the 1986 World Cup. At the tournament finals, Stoichkov was awarded the World Cup Golden Boot as the joint top goal scorer of the tournament (with Oleg Salenko), with six goals, as well as earning the Bronze Ball award. He led Bulgaria past Germany in the quarter-finals 2–1, a shock result as Germany were the then-defending champions. In the semi-finals, Bulgaria lost 2–1 to Italy. They subsequently lost the third place play-off to Sweden, 4–0.[4]

Esordì in nazionale maggiore il 23 settembre 1987, in una partita di qualificazione al campionato d'Europa 1988 contro il Belgio. Alla quarta presenza realizzò la sua prima marcatura in nazionale, nella partita amichevole persa per 3-2 a Doha contro il Qatar. Divenuto ben presto il capitano della squadra, ne fu un punto di riferimento per i successivi tredici anni.

Nel corso delle qualificazioni al campionato del mondo 1994 segnò 5 gol, che aiutarono la nazionale bulgara a qualificarsi alla fase finale, centrando l'appuntamento con un grande torneo, da cui mancava dal 1986. Mantenne inoltre la promessa di devolvere il premio di 100 000 dollari ottenuto in caso di qualificazione al Mondiale.[41] Inserita nel gruppo D, negli Stati Uniti la Bulgaria iniziò perdendo per 3-0[2] contro la Nigeria, ma la vittoria per 4-0 nella successiva partita contro la Grecia, con Stoičkov autore di due gol su calcio di rigore, rimise in corsa i bulgari per la qualificazione.[2] I successivi tre punti ottenuti contro l'Argentina per 2-0 (con Stoičkov ancora a segno) consentirono alla nazionale bulgara di superare il primo turno.[18] In seguito Stoičkov rimediò uno stiramento che gli impedì di prendere parte agli allenamenti.[18] Agli ottavi di finale la Bulgaria pareggiò per 1-1 contro il Messico grazie a un'altra realizzazione di Stoičkov: ai rigori i centroamericani persero per 3-1.[2] Ai quarti di finale i bulgari sconfissero 2-1 in rimonta la Germania campione del mondo in carica, grazie anche a un altro gol di Stoičkov, che segnò su calcio di punizione.[12] Alla fine di questa partita l'attaccante ottenne 1000 dollari come migliore in campo[3] e decise di donare i soldi a un orfanotrofio di Sofia.[3] Alle semifinali un suo gol su calcio di rigore non cambiò le sorti della gara contro l'Italia, che si impose per 2-1. Nella finale per il terzo posto la Bulgaria perse per 4-0 contro la Svezia. Il quarto posto finale è il miglior risultato della storia della sua nazionale. Al termine della manifestazione Stoičkov vinsse la Scarpa d'oro dei Mondiali con 6 gol (a pari merito col russo Oleg Salenko) e il Pallone di bronzo dei Mondiali. Durante il Mondiale si espresse pubblicamente nei confronti del proprio CT, Dimităr Penev, che giudicò migliore sul piano psicologico rispetto a quello tattico.[11][12]

Con la sua selezione Stoičkov disputò anche il campionato d'Europa 1996 in Inghilterra (3 gol in 3 partite e un gol annullato contro la Spagna), mancando per poco l'accesso i quarti di finale. Al termine del torneo fu inserito nella formazione ideale del torneo[42]. Giocò il campionato del mondo 1998 in Francia, senza però ottenere i risultati precedenti e venendo anche multato dopo essere rientrato in ritardo al ritiro con il compagno Ljuboslav Penev e dopo essere stato coinvolto in una rissa con Emil Kostadinov.[43] Complessivamente Stoičkov ha giocato con la sua nazionale 83 partite e segnato 37 gol. Occupa il terzo posto nella classifica dei marcatori della nazionale della Bulgaria.

AllenatoreModifica

Nel 2003 Stoičkov inizia la carriera da allenatore. Comincia ad allenare squadre giovanili e poi il 15 dicembre diviene assistente tecnico del Barcellona. Dopo le tre sconfitte consecutive al campionato d'Europa 2004, il CT della nazionale bulgara Plamen Markov si dimette e il 15 luglio dello stesso anno Stoičkov è scelto per sostituirlo, firmando un biennale.[44] Nel settembre del 2005 accusa il presidente dell'UEFA Lennart Johansson d'aver truccato l'incontro Svezia-Bulgaria, conclusosi 3-0, a favore dei padroni di casa, venendo denunciato dal dirigente svedese.[45]

Pochi giorni dopo la federazione bulgara è costretta a fare delle scuse ufficiali a Johansson.[46] Il 10 aprile 2007 Stoičkov si dimette a causa dei risultati negativi[47] e diviene il nuovo allenatore del Celta Vigo.[48] A fine stagione, nonostante la retrocessione in Segunda División, Stoičkov è riconfermato, rimanendo in carica solo fino all'8 ottobre 2007, quando è esonerato a causa di un inizio di campionato negativo.[49] Dopo l'esonero comincia a lavorare come opinionista sportivo della televisione catalana.

Il 29 giugno 2009 è nominato allenatore del M. Sundowns,[50] ma il 16 marzo 2010 non rinnova il contratto che lo lega alla squadra sudafricana, abbandonandola.[51] Il 5 gennaio 2012 è ingaggiato dal Liteks Loveč in sostituzione di Atanas Džambazki.[52] Durante il suo periodo al Liteks Loveč, minaccia pubblicamente il presidente della federazione calcistica della Bulgaria Borislav Mihajlov, venendo multato di circa € 2.500.[53] Rimane alla guida fino al 31 maggio 2013. Il 5 giugno 2013 viene chiamato alla guida del CSKA Sofia,[54] ma decide di dimettersi l'8 luglio, dopo solo un mese di gestione. A settembre dello stesso anno acquista la proprietà del club, che non riescirà però a ripianare dai debiti, e che venderà due anni più tardi.[55]

Fuori dal campoModifica

Interpretò il ruolo di se stesso, con altre celebrità del pallone, in una serie televisiva del 1998 di Gary Lineker (diretta da Lloyd Stanton) dal titolo Golden Boots.[56]

StatisticheModifica

Presenze e reti nei clubModifica

Tra club, nazionale maggiore, Stoičkov ha giocato 866 partite segnando 390 reti, alla media di 0,45 gol a partita.

Statistiche aggiornate al termine della carriera da calciatore.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1982-1983   FC Hebros 11 4 - - - - - - - - - 11 4
1983-1984 21 10 - - - - - - - - - 21 10
Totale FC Hebros 32 14 - - - - - - 32 14
1984-1985   CSKA Sofia A PFG 11 0 CB ? ? - - - - - - 11 0
1985-1986 A PFG 0 0 CB ? ? - - - - - - 0 0
1986-1987 A PFG 25 6 CB ? ? Int+CU 5+2 1+0 - - - 32+ 7+
1987-1988 A PFG 27 14 CB ? ? CC 2 0 - - - 29+ 14+
1988-1989 A PFG 26 23 CB ? ? CdC 8 7 - - - 34+ 30+
1989-1990 A PFG 30 38 CB ? ? CC 5 3 - - - 35+ 41+
1990-1991   Barcellona PD 24 14 CR 6 2 CdC 8 5 SS 1 0 39 21
1991-1992 PD 32 17 CR 2 1 CC 9 4 SS 1 0 44 22
1992-1993 PD 34 20 CR 6 2 UCL 6 2 SS+SU+CInt 2+2+1 1+1+1 51 27
1993-1994 PD 34 16 CR 6 1 UCL 8 7 SS 2 1 50 25
1994-1995 PD 27 9 CR 4 5 UCL 8 3 SS 2 2 41 19
1995-1996   Parma A 23 5 CI 2 0 CdC 5 2 SI 1 0 31 7
1996-1997   Barcellona PD 22 7 CR 6 1 CdC 6 0 SS 2 1 36 9
1997-1998 PD 2 0 CR 1 0 UCL 2 1 SS+SU 0+1 0 8 1
Totale Barcellona 175 83 31 12 47 22 14 7 267 124
1998   CSKA Sofia A PFG 4 1 - - - - - - - - - 4 1
Totale CSKA Sofia 123 82 ? ? 22 11 - - 145+ 93+
1998   Al-Nassr - - - - - - CdCA 2 1 - - - 2 1
1998   Kashiwa Reysol J1 16 8 CIMP+CYN 1+0 0 - - - - - - 17 8
1999 J1 11 4 CYN 1 1 - - - - - - 12 5
Totale Kashiwa Reysol 27 12 2 1 - - - - 29 13
2000   Chicago Fire MLS 18+7 9+4 USOC 3 1 - - - - - - 21 10
2001 MLS 17+3 6+0 USOC 3 2 - - - - - - 20 8
2002 MLS 16+3 2+0 USOC 0 0 - - - - - - 16 2
Totale Chicago Fire 51+13 17+4 6 3 - - - - 70 24
2003   D.C. United MLS 21+2 5+0 USOC 3 1 - - - - - - 26 6
Totale carriera 467 222 44 17 76 36 15 7 602 282

Cronologia presenze e reti in NazionaleModifica

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Bulgaria
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
23-9-1987 Sofia Bulgaria   2 – 0   Belgio Qual. Euro 1988 -
14-10-1987 Dublino Irlanda   2 – 0   Bulgaria Qual. Euro 1988 -
11-11-1987 Sofia Bulgaria   0 – 1   Scozia Qual. Euro 1988 -
21-1-1988 Doha Qatar   2 – 3   Bulgaria Amichevole 1
29-1-1988 Il Cairo Egitto   1 – 0   Bulgaria Amichevole -
23-3-1988 Sofia Bulgaria   2 – 0   Cecoslovacchia Amichevole -
13-4-1988 Burgas Bulgaria   1 – 1   Germania Est Amichevole -
4-8-1988 Vaasa Finlandia   1 – 1   Bulgaria Amichevole -
7-8-1988 Reykjavík Islanda   2 – 3   Bulgaria Amichevole -
9-8-1988 Oslo Norvegia   1 – 1   Bulgaria Amichevole 1
21-9-1988 Sofia Bulgaria   2 – 2   Unione Sovietica Amichevole 1
24-9-1988 Białystok Polonia   3 – 2   Bulgaria Amichevole 1
19-10-1988 Sofia Bulgaria   1 – 3   Romania Qual. Mondiali 1990 -
2-11-1988 Copenaghen Danimarca   1 – 1   Bulgaria Qual. Mondiali 1990 -
24-12-1988 Sharjah Emirati Arabi Uniti   0 – 1   Bulgaria Amichevole -
21-2-1989 Sofia Bulgaria   1 – 2   Unione Sovietica Amichevole -
22-3-1989 Sofia Bulgaria   1 – 2   Germania Est Amichevole -
26-4-1989 Sofia Bulgaria   0 – 2   Danimarca Qual. Mondiali 1990 -
17-5-1989 Bucarest Romania   1 – 0   Bulgaria Qual. Mondiali 1990 -
23-8-1989 Erfurt Germania Est   1 – 1   Bulgaria Amichevole -
20-9-1989 Cesena Italia   4 – 0   Bulgaria Amichevole - cap.
11-10-1989 Varna Bulgaria   4 – 0   Grecia Qual. Mondiali 1990 1 cap.
15-11-1989 Atene Grecia   1 – 0   Bulgaria Qual. Mondiali 1990 -
5-5-1990 Campinas Brasile   2 – 1   Bulgaria Amichevole - cap.
12-9-1990 Ginevra Svizzera   2 – 0   Bulgaria Qual. Euro 1992 -
17-10-1990 Bucarest Romania   0 – 3   Bulgaria Qual. Euro 1992 -
14-11-1990 Sofia Bulgaria   1 – 1   Scozia Qual. Euro 1992 - cap.
25-9-1991 Sofia Bulgaria   2 – 1   Italia Amichevole 1 cap.
16-10-1991 Sofia Bulgaria   4 – 0   San Marino Qual. Euro 1992 1
20-11-1991 Sofia Bulgaria   1 – 1   Romania Qual. Euro 1992 -
28-4-1992 Berna Svizzera   0 – 2   Bulgaria Amichevole -
14-5-1992 Helsinki Finlandia   0 – 3   Bulgaria Qual. Mondiali 1994 -
19-8-1992 Sofia Bulgaria   1 – 1   Messico Amichevole 1
9-9-1992 Sofia Bulgaria   2 – 0   Francia Qual. Mondiali 1994 1
2-12-1992 Tel Aviv Israele   0 – 3   Bulgaria Qual. Mondiali 1994 -
14-4-1993 Vienna Austria   3 – 1   Bulgaria Qual. Mondiali 1994 -
28-4-1993 Sofia Bulgaria   2 – 0   Finlandia Qual. Mondiali 1994 1
12-5-1993 Sofia Bulgaria   2 – 2   Israele Qual. Mondiali 1994 1
8-9-1993 Sofia Bulgaria   1 – 1   Svezia Qual. Mondiali 1994 1 cap.
13-10-1993 Sofia Bulgaria   4 – 1   Austria Qual. Mondiali 1994 1
17-11-1993 Parigi Francia   1 – 2   Bulgaria Qual. Mondiali 1994 -
3-6-1994 Sofia Bulgaria   1 – 1   Ucraina Amichevole - cap.
21-6-1994 Dallas Nigeria   3 – 0   Bulgaria Mondiali 1994 - 1º turno -
26-6-1994 Chicago Bulgaria   4 – 0   Grecia Mondiali 1994 - 1º turno 2
30-6-1994 Dallas Argentina   0 – 2   Bulgaria Mondiali 1994 - 1º turno 1
5-7-1994 New York Messico   1 – 1 dts
(1 – 3 dcr)
  Bulgaria Mondiali 1994 - Ottavi di finale 1
10-7-1994 New York Bulgaria   2 – 1   Germania Mondiali 1994 - Quarti di finale 1
13-7-1994 New York Bulgaria   1 – 2   Italia Mondiali 1994 - Semifinale 1
16-7-1994 Pasadena Svezia   4 – 0   Bulgaria Mondiali 1994 - Finale 3º posto -
12-10-1994 Sofia Bulgaria   2 – 0   Georgia Qual. Euro 1996 - cap.
16-11-1994 Sofia Bulgaria   4 – 1   Moldavia Qual. Euro 1996 2
14-12-1994 Cardiff Galles   0 – 3   Bulgaria Qual. Euro 1996 1
29-3-1995 Sofia Bulgaria   3 – 1   Galles Qual. Euro 1996 -
26-4-1995 Chișinău Moldavia   0 – 3   Bulgaria Qual. Euro 1996 2
7-6-1995 Sofia Bulgaria   3 – 2   Germania Qual. Euro 1996 2
6-9-1995 Tirana Albania   1 – 1   Bulgaria Qual. Euro 1996 1
7-10-1995 Sofia Bulgaria   3 – 0   Albania Qual. Euro 1996 -
11-10-1995 Tbilisi Georgia   2 – 1   Bulgaria Qual. Euro 1996 1
15-11-1995 Berlino Germania   3 – 1   Bulgaria Qual. Euro 1996 1 cap.
28-5-1996 Sofia Bulgaria   3 – 0   Macedonia Amichevole 1
2-6-1996 Sofia Bulgaria   4 – 1   Emirati Arabi Uniti Amichevole 1
9-6-1996 Leeds Spagna   1 – 1   Bulgaria Euro 1996 - 1º turno 1
13-6-1996 Newcastle Bulgaria   1 – 0   Romania Euro 1996 - 1º turno 1
18-6-1996 Newcastle Francia   3 – 1   Bulgaria Euro 1996 - 1º turno 1
8-6-1997 Burgas Bulgaria   4 – 0   Lussemburgo Qual. Mondiali 1998 1
20-8-1997 Sofia Bulgaria   1 – 0   Israele Qual. Mondiali 1998 -
10-9-1997 Sofia Bulgaria   1 – 0   Russia Qual. Mondiali 1998 -
11-10-1997 Mosca Russia   4 – 2   Bulgaria Qual. Mondiali 1998 -
10-3-1998 Buenos Aires Argentina   2 – 0   Bulgaria Amichevole - cap.
25-3-1998 Skopje Macedonia   1 – 0   Bulgaria Amichevole -
5-6-1998 Sofia Bulgaria   2 – 0   Algeria Amichevole 1
12-6-1998 Montpellier Bulgaria   0 – 0   Paraguay Mondiali 1998 - 1º turno -
19-6-1998 Parigi Nigeria   1 – 0   Bulgaria Mondiali 1998 - 1º turno -
24-6-1998 Lione Spagna   6 – 1   Bulgaria Mondiali 1998 - 1º turno -
6-9-1998 Sofia Bulgaria   0 – 3   Polonia Qual. Euro 2000 - cap.
10-10-1998 Londra Inghilterra   0 – 0   Bulgaria Qual. Euro 2000 - cap.
14-10-1998 Burgas Bulgaria   0 – 1   Svezia Qual. Euro 2000 - cap.
24-12-1998 Agadir Marocco   4 – 1   Bulgaria Amichevole - cap.
16-2-1999 Hong Kong Bulgaria   1 – 3   Egitto Amichevole - cap.
27-3-1999 Bruxelles Belgio   0 – 1   Bulgaria Amichevole - cap.
31-3-1999 Lussemburgo Lussemburgo   0 – 3   Bulgaria Amichevole 1 cap.
4-6-1999 Varsavia Polonia   2 – 0   Bulgaria Qual. Euro 2000 - cap.
9-6-1999 Sofia Bulgaria   1 – 1   Inghilterra Qual. Euro 2000 - cap.
Totale Presenze (8º posto) 83 Reti (3º posto) 37

PalmarèsModifica

GiocatoreModifica

ClubModifica

Competizioni nazionaliModifica
CSKA Sofia: 1986-1987; 1988-1989; 1989-1990
CSKA Sofia: 1984-1985; 1986-1987; 1988-1989; 1989-1990
CSKA Sofia: 1989
Barcellona: 1990-1991; 1991-1992; 1992-1993; 1993-1994
Barcellona: 1991; 1992; 1994; 1996
Barcellona: 1996-1997
Chicago Fire: 2000
Competizioni internazionaliModifica
Barcellona: 1991-1992
Barcellona: 1992; 1997
Barcellona: 1996-1997
Al-Nassr: 1998

IndividualeModifica

  • Capocannoniere del campionato bulgaro: 2
1989 (23 gol); 1990 (38 gol)
  • Capocannoniere della Coppa delle Coppe UEFA: 1
1988-1989 (7 gol)
1990 (38 gol)
1994
1994 (6 gol)
1994 (6 gol)
1989; 1990; 1991; 1992; 1994
1992
1994
2000

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i Marino Bartoletti, Stoichkov, Hristo, in Enciclopedia dello Sport dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  2. ^ a b c d e f g Stoichkov tra genio e "follia", su www.corrieredellosport.it. URL consultato il 25 ottobre 2019.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q L'anno di Hristo, genio dei pigri, in la Repubblica, 20 dicembre 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Fulvio Bianchi, Hristo, l'Ayatollah di Barcellona 'Mai al Milan scippano premi', in la Repubblica, 29 aprile 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  5. ^ a b Roberto Perrone, Stoichkov, il salvagente di Parma, in Corriere della Sera, 10 settembre 1995 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2014).
  6. ^ Hirsto Stoichkov - Storia numeri maglia, su transfermarkt.it.
  7. ^ I numeri 8 più forti della storia: Stoichkov & CO, su calciomercato.com.
  8. ^ a b c d e f Licia Granello, Tutti per lui anche Parma s'innamora, in la Repubblica, 4 luglio 1995. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  9. ^ a b c d e f g h i j Leonardo Coen, L'ora dell'implacabile, in la Repubblica, 16 maggio 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  10. ^ a b Gianni Priva, Bivio Barcellona-Milano, in la Repubblica, 30 dicembre 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  11. ^ a b c d e Gianfranco Teotino, Hristo sfida piccolo Buddha, Stoichkov avvisa: "Dio è bulgaro, ora la vostra fortuna finirà. E io non sbaglierò", in Corriere della Sera, 12 luglio 1994 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2014).
  12. ^ a b c d e f Fulvio Bianchi, Stoichkov, l'adorabile spaccone, in la Repubblica, 12 luglio 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  13. ^ a b c Stoichkov, da reprobo a fuoriclasse: "con Romario facciamo meraviglie", in Corriere della Sera, 16 maggio 1994 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2014).
  14. ^ a b Stoichkov capitano di banca, in Corriere della Sera, 8 gennaio 1996 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2014).
  15. ^ Calcio News, in la Repubblica, 3 luglio 1996. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  16. ^ a b c d e Hristo predica il miracolo "Bel gioco e concretezza", in Corriere della Sera, 26 agosto 1995 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2014).
  17. ^ a b c d Riviviamo le grandi sfide individuali del passato, su repubblica.it. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  18. ^ a b c Bulgaria, l'incognita Stoichkov, in la Repubblica, 5 luglio 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  19. ^ a b Il benvenuto agli stranieri, in la Repubblica, 28 agosto 1995. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  20. ^ a b c d Stoichkov, l'americano, in la Repubblica, 7 agosto 1995. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  21. ^ a b c Potenza di Hristo solo un assaggio, in la Repubblica, 29 luglio 1995. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  22. ^ Buffa.
  23. ^ a b c d Barcellona, che beffa a Madrid, in la Repubblica, 9 giugno 1992. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  24. ^ Per il Pallone d'Oro il favorito è Stoichkov, in la Repubblica, 14 dicembre 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  25. ^ Gianni Piva, Milan, i dolori sono finiti, in la Repubblica, 31 dicembre 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  26. ^ Alberto Costa, Stoichkov, Pallone d'oro e veleno, in Corriere della Sera, 30 dicembre 1994 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2014).
  27. ^ Luca Valdiserri, Effetto Stoichkov, Parma in delirio, in Corriere della Sera, 4 luglio 1995 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2014).
  28. ^ a b c Parma: preso Stoichkov a peso d'oro, in Corriere della Sera, 2 luglio 1995 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2014).
  29. ^ Calcio News, in la Repubblica, 10 novembre 1995. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  30. ^ Bruno Perucca, Uno spumeggiante Zola fa felice Sacchi, in La Stampa, 2 ottobre 1995, p. 33.
  31. ^ Emilio Marrese, Un duro da scudetto, in la Repubblica, 19 novembre 2005. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  32. ^ Giancarlo Padovan, Giorgio Rondelli e Luca Valdiserri, Scala spegne Stoichkov, l'Inter ringrazia, in Corriere della Sera, 29 gennaio 1996 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2014).
  33. ^ Roberto Schianchi, Il Parma non ne può più dei tifosi, "Solo Tanzi riuscirà a farli tacere", in Corriere della Sera, 10 gennaio 1996 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2014).
  34. ^ 'Un anno a Parma, che noia', in la Repubblica, 13 giugno 1996. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  35. ^ Da Stoichkov a Rush e Gazza quanti fallimenti, in la Repubblica, 27 settembre 2003. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  36. ^ Luca Valdiserri, Parma schiera Michael Jackson, in Corriere della Sera, 21 marzo 1996 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2014).
  37. ^ a b Affare Stoichkov: il Parma ha perso 4 miliardi, in Corriere della Sera, 14 luglio 1996 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2014).
  38. ^ Alessandro Tommasi, Ronaldo, baci e magie tutto quanto fa spettacolo, in la Repubblica, 24 marzo 1997. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  39. ^ Derby Chievo-Verona l'anticipo di B alle 15, in la Repubblica, 14 marzo 1998. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  40. ^ a b c d e (EN) The Gulf course, ESPN, 15 settembre 2011.
  41. ^ Da USA '94, in la Repubblica, 19 giugno 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  42. ^ Squadra del Torneo, it.uefa.com. URL consultato il 31 luglio 2012.
  43. ^ Stoichkov all'attacco Clemente rispettaci, in la Repubblica, 24 giugno 1998. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  44. ^ Calcio, la Bulgaria riparte da Stoichkov, nuovo ct, su repubblica.it, 15 luglio 2004. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  45. ^ Calcio, UEFA: presidente Johansson denuncia Stoichkov, su repubblica.it, 5 settembre 2005. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  46. ^ Calcio, scuse della Bulgaria all'UEFA per frasi Stoichkov, su repubblica.it, 7 settembre 2005. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  47. ^ Calcio, si dimette il CT della Bulgaria Stoichkov, su repubblica.it, 10 aprile 2007. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  48. ^ Calcio, Spagna: Stoichkov nuovo allenatore Celta Vigo, su repubblica.it, 10 aprile 2007. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  49. ^ Calcio, Celta: esonerato Stoichkov, arriva Lopez Caro, su repubblica.it, 8 ottobre 2007. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  50. ^ Calcio, Stoichkov nuovo allenatore sudafricani Mamelodi, su repubblica.it. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  51. ^ (EN) Hristo Stoitchkov not to renew contract, su sundownsfc.com, 16 marzo 2010. URL consultato il 17 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2011).
  52. ^ Calcio, Litex Lovech: Stoichkov è il nuovo allenatore, su repubblica.it. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  53. ^ Calcio, Bulgaria: multato Stoichkov dopo offese a presidente federazione, su repubblica.it. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  54. ^ Calcio, CSKA Sofia: Stoichkov nuovo allenatore, su repubblica.it. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  55. ^ Calcio, CSKA Sofia: Stoichkov si dimette dopo un mese, su repubblica.it. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  56. ^ (EN) Golden Boots (TV Mini-Series 1998-) Full Cast & Crew, imdb.com.
  57. ^ (EN) 1994 FIFA World Cup USA - Awards, su fifa.com, Fédération Internationale de Football Association (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2013).

BibliografiaModifica

VideografiaModifica

  • Federico Ferri e Federico Buffa, Storie Mondiali: Maledetti rigori (1994), Sky Sport, 2014.

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