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I Bisonti
Paese d'origineItalia Italia
GenerePop
Beat
Periodo di attività musicale1965 – in attività
EtichettaCity
Album pubblicati3
Studio3

I Bisonti sono un complesso musicale di area milanese che ha avuto il momento di maggiore notorietà negli anni sessanta, nell'epoca d'oro della musica beat.

Storia de i BisontiModifica

I Bisonti nascono come band di supporto del cantante Bruno Castiglia (di Milano), originariamente da una équipe di musicisti che lavora per l'etichetta City come session's man sotto la direzione del maestro Paolo Gatti; nelle prime incisioni il nome del complesso appare con la denominazione Bruno Castiglia & i Delfini, ed è il chitarrista Luigi Biagioni a suggerire il cambiamento del nome in Bisonti[1], in alcuni dischi riportati come Bruno Castiglia e i Bisonti e I Bisonti di Bruno Castiglia.

Nel 1965 la formazione originaria si presenta composta da Bruno Castiglia (voce e canto), Gianni Calabria (batteria), Ennio Castiglia (basso), Angelo Milani (tastiere), Luigi Biagioni (chitarra). Questi ultimi tre parteciparono alla realizzazione dei primi due 45 giri e poi lasceranno il gruppo. Entrarono due nuovi elementi Paul Cocchi (c. basso) e successivamente Fulvio Carotti (chitarrista mancino che imprime un nuovo sound al repertorio). Il complesso dei Bisonti incide la stragrande maggioranza dei brani per la casa discografica City; la produzione è contenuta in tre album Long Playng pubblicati fra il 1968 e il 1996 dal titolo: I nostri successi, I Bisonti e La carica dei Bisonti che quale fanalino di coda negli anni a venire verrà recensita e prodotta dalla Duck Record di Milano.

Nel 1969 Pino Matteucci rimpiazza Fulvio Carotti in partenza per una missione umanitaria in Africa. Lo stesso Carotti abbandonerà la formazione dopo poco tempo e verrà rimpiazzato nel 1971 da Peppo Gellera. Nel 1969, al Piper di Milano, la band appare tra i dieci più prestigiosi nomi del Beat Italiano (Dik Dik, Camaleonti, I Giganti, New Dada) che si esibiscono in una kermesse giornaliera senza interruzioni: la Maratona Beat - Carnevale del 1969 al Piper di Milano. Nel 1970 il complesso dei Bisonti partecipa alla trasmissione Un Disco per l'estate con il brano Oh simpatia.

Dopo la partecipazione alla manifestazione anche Paolo Pasolini abbandona il gruppo per venir consacrato il 24 aprile del 1990 sacerdote prendendo il nome ecclesiastico di Don Paolo. Verrà sostituito alle tastiera da Ciro Dammicco. Il bassista Paul Cocchi lascia il gruppo net 1972 e parte per la Francia. In quella occasione verrà sostituito proprio da Gianni Minuti Muffolini su proposta del Gellera suo amico. I quattro senza il Castiglia e cioè il batterista Gianni Calabria, il chitarrista Peppo Gellera, il bassista/chitarrista Gianni Minuti e Ciro Dammicco fonderanno successivamente il gruppo Zona verde, poi integralmente confluiti nella neo band Daniel Sentacruz Ensemble.

Il complesso dei Bisonti torna sul palcoscenico nel 1985 sulla scia del revival anni sessanta: con la formazione post 1971, Bruno Castiglia, Gianni Calabria, Peppo Gellera e partecipano alla trasmissione 20 anni dopo, diretta e condotta su Italia 1 da Red Ronnie. La stessa performance verrà messa in onda nel programma di Red Ronnie.

Dopo un periodo di inattività la band riprende a suonare nel 1988, con Castiglia e Calabria, membri originari, insieme a Peppo Gellera alle chitarre, alle tastiere e Renato Groppi al basso (quest'ultimo divenuto membro della band grazie ad Antonello La Porta con cui aveva già collaborato musicalmente); quest'ultima formazione nel 1996 incide l'album La carica dei Bisonti, disco contenente le nuove registrazioni dei vecchi successi a cui si affiancano nuove canzoni come Va bene così (versione in italiano di All Right Now dei Free). Il 31 marzo del 2000 vengono invitati alla trasmissione I fatti vostri condotta da Massimo Giletti per l'incontro con un vecchio componente della band, primo tastierista del gruppo che aveva preso i voti nel 1970, il già citato Paolo Pasolini.

Nel 2008 dopo un periodo di assenza rientra nel gruppo Gianni Minuti, già componente dal 1971 al'73, alle chitarre e pianoforte.

All'interno della loro produzione, particolare successo ebbero alcuni brani che possono essere considerati delle eccezioni rispetto al repertorio abituale, come ad esempio Crudele (che appare nella compilation 60's Beat Italiano Vol. 1), lato B del 45 giri Occhi di sole, dalla ritmica ben sostenuta, Ma se ci penso e la cover della Lucille portata al successo da Little Richard.

Nel 2016 entra nella formazione Bertaggia Marco alla chitarra. Nel 2017 si aggiunge al gruppo Alex Carminati come tastierista cantante e corista, con cui il gruppo incide il singolo Mi manchi tu.

FormazioneModifica

DiscografiaModifica

AlbumModifica

33 giriModifica

CDModifica

SingoliModifica

45 giriModifica

SingoliModifica

CDModifica

NoteModifica

  1. ^ Alessio Marino, "BEATi voi! Interviste e riflessioni con i complessi degli anni 60 e 70" VOL.2, 2008, Beat boutique 67

BibliografiaModifica

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Bisonti, i, di Dario Salvadori, pag. 181
  • Ursus (Salvo D'Urso), Manifesto beat, edizioni Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990; alla voce I Bisonti, pag. 16
  • Cesare Rizzi (a cura di), Enciclopedia del Rock italiano, Milano, Arcana Editrice, 1993, alla voce Bisonti, pag. 41.
  • Claudio Pescetelli, Una generazione piena di complessi, editrice Zona, Arezzo, 2006; alla voce Bisonti, i, pag. 21
  • Enzo Mottola "Bang Bang! il Beat Italiano a colpi di chitarra" Bastogi Editrice Italiana, 2008
  • Alessio Marino, "BEATi voi! Interviste e riflessioni con i complessi degli anni 60 e 70" vol. 2, 2008, Beat boutique 67 (Include foto esclusive e una lunga intervista al primo chitarrista del gruppo [Luigi Biagioni], mai citato in altre fonti, che diede inoltre il nome al gruppo e partecipò alle prime due incisioni su 45 giri).

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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