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I cinque del quinto piano

serie televisiva italiana
I cinque del quinto piano
PaeseItalia
Anno1988
Formatoserie TV
Generesitcom
Stagioni1
Episodi95
Durata24 minuti
Lingua originaleitaliano
Rapporto4:3
Crediti
IdeatoreUmberto Simonetta
RegiaGuido Stagnaro
SceneggiaturaUmberto Simonetta
Interpreti e personaggi
MontaggioPaolo Alberti
MusicheFranco Godi
ProduttoreClaudio M. Riccardi
Produttore esecutivoAntonino Antonucci Ferrara
Casa di produzioneStudio One Bravo Productions
Prima visione
Dal4 gennaio 1988
Al1988
Rete televisivaCanale 5

I cinque del quinto piano è stata una sitcom italiana prodotta dalla Studio One Bravo Productions per la regia di Guido Stagnaro. Tra gli interpreti, Gian Fabio Bosco (Edoardo), Serena Cantalupi (Gisella), Luca Sandri (Gianfilippo), Georgia D'Ambra (Stefania), Niccolò Della Bona (Simone), Aldo Ralli (l'amministratore del condominio), Giampiero Bianchi (il vicino Ulderico Rastelli).

Gli episodi, in tutto 95, vennero trasmessi da Canale 5 a partire dal 4 gennaio 1988[1] in fascia preserale, dal lunedì al venerdì alle 18.35.[2] In seguito, la sitcom è stata riproposta innumerevoli volte nella fascia notturna delle reti Mediaset.

La tramaModifica

Periferia milanese, metà anni Ottanta. Negli anni della Milano da bere, in un anonimo condominio, al quinto piano, si svolge la vita di una famiglia composta da cinque persone . Il capofamiglia, il cinquantenne Edoardo, è impegnato, oltre che nel proprio lavoro, anche in quello più difficile di imbrigliare la peperina moglie Gisella, il figlio ribelle Gianfilippo (che ama ostruire il posto auto del vicino Rastelli con la sua motocicletta), gli altri due figli, l'adolescente Stefania (quattordicenne) e il piccolo e geniale Simone. Una provocante domestica siciliana in collant neri (presente dalla 14ª puntata) e un petulante amministratore condominiale fanno da contorno al gruppo familiare.

Studio di registrazioneModifica

La serie era girata negli studi Studio One (ora Profit) di Via Mambretti 9 a Milano, zona stazione Certosa.

Accoglienza del pubblicoModifica

Tra i primi esperimenti di sitcom italiana, la serie ottenne, nel suo primo periodo di trasmissione, dal 4 gennaio al 15 marzo 1988, una audience media di 1 milione e 518mila telespettatori, pari all'11,35% di share, con punte di oltre 2 milioni e del 14,41% di share.[2]

CuriositàModifica

  • Stefania ossia Georgia D'Ambra come viene accreditata in questa sitcom, altri non è che Georgia Cavazzano. Stefania spesso riceve le telefonate del suo fidanzatino Franchino, al quale ripete sempre: "Quanto sei scemo!" oppure "Quanto sei cretino!"
  • Gianfilippo gioca nella "scalognata" squadra di calcio di giovani dilettanti, la Stella Maris ed è fidanzato con Cinzia, che non comparirà mai, ma spesso telefona. Frequenta l'Università per diventare avvocato. Ripete spesso la parola "scalogna!" oppure "sfortunello!".
  • Edoardo ripete sempre sconsolato la frase: "Ci vuole una gran pazienza!", lavora come dirigente di una casa editrice con a capo il boss Cesare Fumagalli che comparirà soltanto in una puntata della seconda stagione. Sembra pubblicare solo saggi sulla vita degli imenotteri (vengono citati più volte "La Vita delle Api" e "La Vita delle Formiche", forse con riferimento alle omonime opere di Maeterlinck).
  • Gisella è socia di una boutique insieme all'amica Patrizia, da giovane è stata aspirante cantante.
  • Daniele, l'amico di Gianfilippo è il presidente della Stella Maris.
  • Simone, spesso chiama il fratello maggiore Gianfilippo con il nome "Ippo".
  • Gianfilippo viene spesso chiamato anche "Gianfi" dal padre Edoardo o "Giovinazzo" dall'invadente vicino Ulderico Rastelli.
  • Le puntate della serie Tv non sono titolate.
  • in nessuna delle puntate viene specificato il cognome di questa famiglia, che dunque rimane ignoto
  • Gisella non sa fare un buon caffè, in varie puntate, quando lei stessa ne chiede un parere, Edoardo, dice che è pessimo.

NoteModifica

  1. ^ Canale 5, in La Stampa, 4 gennaio 1988, p. 14. URL consultato il 4 maggio 2017.
  2. ^ a b Canale 5, in La Stampa, 21 marzo 1988, p. 22. URL consultato il 4 maggio 2017.

BibliografiaModifica

  • Gigi Speroni, Quello del quinto piano, Radiocorriere TV, n. 29, 1988, pp. 54-57

Collegamenti esterniModifica

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