I legislatura della Repubblica Italiana

legislatura
I legislatura
Italia Italia
Elezioni Elezioni politiche del 1948
Governi De Gasperi V (1948-1950)
De Gasperi VI (1950-1952)
De Gasperi VII (1952-1953)
DC
305 / 574
(Seggi Camera)
131 / 237
(Seggi Senato)
FDP
183 / 574
(Seggi Camera)
72 / 237
(Seggi Senato)
US
33 / 574
(Seggi Camera)
10 / 237
(Seggi Senato)
BN
19 / 574
(Seggi Camera)
7 / 237
(Seggi Senato)
PNM
14 / 574
(Seggi Camera)
3 / 237
(Seggi Senato)
PRI
9 / 574
(Seggi Camera)
6 / 237
(Seggi Senato)
MSI
6 / 574
(Seggi Camera)
1 / 237
(Seggi Senato)
SVP
3 / 574
(Seggi Camera)
2 / 237
(Seggi Senato)
Precedenti AC
Successive II

La I legislatura della Repubblica Italiana è stata in carica dall'8 maggio 1948 al 24 giugno 1953, risultando essere la legislatura più lunga della storia repubblicana.

Indice

CronologiaModifica

Le elezioni del 18 aprile 1948 sono le prime elezioni repubblicane italiane, dopo quelle svolte due anni prima per la costituzione dell'Assemblea Costituente. Il 1º gennaio è entrata in vigore la Costituzione italiana, ad aprile nascono i primi governi effettivi.

Alla vigilia delle elezioni scoppia l'allarme della cosiddetta "sindrome di Pescara": nella città adriatica, infatti, il 15 febbraio, alle elezioni amministrative, le sinistre – insieme ai repubblicani – avevano conquistato il 79% dei consensi, cosa che destò scalpore soprattutto fra le dirigenze democristiane. Il nuovo sindaco comunista di Pescara viene invitato nei comizi di tutta Italia, ma la DC si mobilita in ogni modo tant'è che la stessa Pescara, alle politiche del 18 aprile, cambia improvvisamente orientamento e il fronte democristiano supera (seppure di poco) quello di sinistra.

Le elezioni si svolgono regolarmente: alla presidenza del Consiglio viene riconfermato Alcide De Gasperi, considerato ormai il principale statista della politica italiana. Del governo, oltre alla DC, entrano a far parte anche i socialdemocratici, i repubblicani e i liberali.

Il governo va in crisi dopo circa due anni: il presidente De Gasperi decide di dimettersi in seguito alle reazioni ostili del Partito Liberale sulla legge fondiaria della Sila. Il 14 gennaio 1950 De Gasperi si dimette e il 27 gennaio costituisce un nuovo governo senza l'apporto dei liberali.

È aria di bufera, successivamente, nel 1951: il 19 luglio il governo si scioglie per dei contrasti fra il presidente e il suo stesso ministro, il democristiano Giuseppe Pella, che possiede la delega al Bilancio. Pella critica De Gasperi in materia di politica economica e scoppia un periodo di forti antipatie: il presidente si ridesta e costituisce il terzo esecutivo di questa legislatura fondato soltanto sull'alleanza DC-PRI, con l'astensione di socialdemocratici e liberali. Pella ha un ruolo marginale.

GoverniModifica

Vicepresidenti della Camera dei deputatiModifica

Camera dei deputatiModifica

Ufficio di presidenzaModifica

  1. Giuseppe Fuschini (DC) fino al 10 luglio 1949,
  2. Gaetano Martino (PLI),
  3. Giuseppe Chiostergi (PRI),
  4. Luigi Bennani (PSI) dal 5 febbraio 1953,
  5. Giovanni Leone (DC) dal 24 febbraio 1950,
  6. Ferdinando Targetti (PSI) fino al 21 gennaio 1953
  7. Egidio Tosato (DC) dal 26 luglio 1949 al 1º gennaio 1950;
  • Questori:
  1. Vincenzo La Rocca (PCI) fino al 21 gennaio 1953,
  2. Francesco Colitto (PLI) dal 4 febbraio 1953,
  3. Guglielmo Schiratti (DC),
  4. Bernardo Mattarella (DC) fino al 27 maggio 1948
  5. Stefano Riccio (DC) dal 4 giugno 1948;
  • Segretari:
  1. Enrico Parri (PRI) fino al 6 luglio 1949,
  2. Fiorentino Sullo (DC),
  3. Arnaldo Fabriani (DC),
  4. Stefano Riccio (DC) fino al 4 giugno 1948,
  5. Raffaele Merloni (PSI) fino al 21 gennaio 1953,
  6. Antonio Giolitti (PCI) fino al 21 gennaio 1953,
  7. Mario Marino Guadalupi (PSI) fino al 21 gennaio 1953,
  8. Pasquale Cortese (DC) dall'8 giugno 1948,
  9. Guido Ceccherini (PSI) dal 19 maggio 1949,
  10. Francesco Saija (PNM) dal 4 febbraio 1953,
  11. Crescenzo Mazza (DC) dal 14 luglio 1949,
  12. Olga Giannini (Gruppo Misto) dal 4 febbraio 1953,
  13. Antonio Ebner (Gruppo Misto) dal 4 febbraio 1953,
  14. Gastone Costa (PCI).

Capigruppo parlamentariModifica

Senato della RepubblicaModifica

Ufficio di presidenzaModifica

  1. Antonio Alberti (DC) fino al 16 marzo 1953,
  2. Salvatore Aldisio (DC) fino al 26 gennaio 1950,
  3. Mauro Scoccimarro (PCI),
  4. Enrico Molè (PDL),
  5. Adone Zoli (DC) dal 3 marzo 1950 al 25 luglio 1951,
  6. Giovanni Battista Bertone (DC) dal 10 agosto 1951,
  7. Umberto Tupini (DC) dal 17 marzo 1953;
  • Questori:
  1. Francesco Miceli Picardi (DC) fino al 5 luglio 1955,
  2. Antonio Priolo (PSI),
  3. Giovanni Braschi (DC);
  • Segretari:
  1. Guido Bisori (DC),
  2. Luigi Borromeo (DC),
  3. Antonio Lepore (DC),
  4. Enrico Malintoppi (PRI) fino al 26 maggio 1948,
  5. Angelina Merlin (PSI),
  6. Giacomo Attilio Cermenati (SI),
  7. Guido Molinelli (PCI),
  8. Aladino Bibolotti (PCI) fino al 24 febbraio 1951,
  9. Giovan Battista Raja (PRI) dall'8 giugno 1948 al 26 luglio 1951,
  10. Cesare Gavina (PCI) dal 6 marzo 1951,
  11. Riccardo Momigliano (PUS) dal 10 agosto 1951.

Capigruppo parlamentariModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica