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I mostri oggi

film del 2009 diretto da Enrico Oldoini
I mostri oggi
Lingua originaleItaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2009
Durata102 min
Rapporto2,35 : 1
Generecommedia
RegiaEnrico Oldoini
SoggettoEnrico Oldoini
SceneggiaturaEnrico Oldoini, Franco Ferrini, Giacomo Scarpelli, Silvia Scola, Marco Tiberi
ProduttorePio Angeletti, Adriano De Micheli, Maurizio Totti
Casa di produzioneColorado Film, Dean Film
Distribuzione in italianoWarner Bros. Italia
FotografiaFederico Masiero
MontaggioMirco Garrone
MusicheLouis Siciliano
ScenografiaEugenia F. Di Napoli
CostumiMonica Gaetani
Interpreti e personaggi
Episodi
Ferro 6 - Unico grande amore - Il malconcio - Il vecchio e il cane - Padri e figli - La testa a posto - La fine del mondo - Povero Ghigo - Razza superiore - Euro più euro meno - Fanciulle in fiore - Terapia d'urto - L'insano gesto - La seconda casa - Cuore di mamma - Accogliamoli

I mostri oggi è un film a episodi del 2009 diretto da Enrico Oldoini. Si tratta di un seguito dei film I mostri (1963) e I nuovi mostri (1977). Il film è suddiviso in sedici episodi che raccontano i vizi, le paure e le debolezze degli Italiani contemporanei. È l'ultimo film interpretato da Enzo Cannavale.

Indice

TramaModifica

Ferro 6Modifica

Delle persone di alto ceto presenti a un ricevimento, non esitano a inveire pesantemente contro una donna intenta a giocare a golf, in quanto, a causa di un lancio sbagliato, la pallina sfonda una vetrata della villa e finisce nella zuppiera del caviale sporcando i loro abiti; lei, invece, è convinta che le stiano facendo i complimenti per il tiro.

Unico grande amoreModifica

Romeo, un tifoso romanista, finge di innamorarsi di una ragazza disabile, Giulietta, al solo scopo di rubarle la carrozzella e accedere gratis allo stadio.

Il malconcioModifica

Una coppia di coniugi carica un uomo investito sulla loro auto, ma durante il tragitto si rinfacciano i loro problemi coniugali, al punto che il poveretto preferisce scendere e trascinarsi al più vicino ospedale.

Il vecchio e il caneModifica

Durante il viaggio per le vacanze con la famiglia, un uomo decide di sbarazzarsi in autostrada del cane, d'accordo con la famiglia; suo padre vorrebbe invece portarlo con sé, ma alla fine è costretto a scendere dal veicolo in un parcheggio lungo l'autostrada per abbandonare l'animale; proprio in quel momento l'auto riparte lasciando indietro oltre al cane anche l'anziano genitore.

Padri e figliModifica

Un portinaio scopre la relazione omosessuale tra il figlio e un professore. Quest'ultimo viene invitato a pranzo, durante il quale viene a conoscenza di una serie di presunti tradimenti del ragazzo; è solo uno stratagemma del portinaio per troncare la relazione.

La testa a postoModifica

Una ragazza è minacciata di essere lasciata dal suo fidanzato straniero, che non accetta il suo lavoro. Lei, alla fine, decide che il suo ragazzo è più importante e se ne va dalla casa dai suoi genitori, ma lui la lascia lo stesso. Lei, anche sotto le pressioni dei genitori ridotti in miseria, "mette la testa a posto" e torna al suo vecchio lavoro: la prostituta.

La fine del mondoModifica

Un giornalista conduce un'inchiesta sul buco dell'ozono su un'affollata spiaggia. L'unica risposta concreta che riceve è quella di due bagnanti che non trovano affatto anormale che il 3 febbraio ci siano più di 35 gradi.

Povero GhigoModifica

Un attore di fiction approfitta della sua notorietà presenziando ai funerali di persone sconosciute, facendosi pagare, sicuro di essere fotografato e concedere autografi.

Razza superioreModifica

Un volontario che accompagna un'anziana aristocratica in carrozzella approfitta del suo sonno per farla sembrare una mendicante all'ingresso di una chiesa, intascando le offerte.

Euro più, euro menoModifica

Due fidanzati che lavorano come camerieri nello stesso albergo del centro di Roma, approfittano del lungo viaggio verso la periferia per progettare il loro futuro.

Fanciulle in fioreModifica

Tre ragazze che vogliono acquistare dei costosissimi soprabiti architettano un piano ai danni di un impiegato delle poste al cinema con la famiglia: prima una lo attira in bagno, poi le altre scattano delle foto di loro due in atteggiamenti equivoci e lo ricattano, rubandogli l'intero stipendio.

Terapia d'urtoModifica

Al termine di una seduta, una psicologa in accordo con la moglie di lui, induce un paziente al suicidio, facendogli credere che sia nella sua natura.

L'insano gestoModifica

Un sacerdote tenta di fermare un ragazzo, credendo voglia buttarsi nel Tevere. In realtà questi voleva soccorrere invano l'uomo dell'episodio precedente. Il prete, accortosi dell'equivoco, se ne va.

La seconda casaModifica

Un camorrista si fa costruire a Napoli un maxibunker sotto la sua casa per proteggere lo zio e i suoi due complici, noti latitanti della malavita organizzata. Dopo avergli mostrato il rifugio dotato di tutti i comfort e i sistemi di sicurezza, alla fine il boss della mala spiegherà ai presenti di come non abbia dovuto pagare assolutamente niente per il sotterraneo segreto, in quanto al termine dei lavori, per essere sicuro che l'architetto e gli operai non raccontassero tutto alle autorità, li ha uccisi dal primo all'ultimo e li ha interrati nel pavimento del Bunker. Inoltre ha mozzato la mano dell'architetto, l'ha ingessata e l'ha appesa al muro, poiché l'uomo aveva osato chiedergli alla fine il conto della struttura. Gli stessi latitanti e lo zio arretrano atterriti di fronte al cinismo e alla spietatezza del mafioso.

Cuore di mammaModifica

In un supermercato una donna, mentre fa la spesa, perde di vista la figlioletta, intanto che cerca di avvicinare un uomo, rivelatosi omosessuale, e si dispera, credendo in un rapimento. Quando interviene una troupe della Rai, la donna mostra tutta la vanità, il cinismo e l'arrivismo di fronte alle telecamere in quanto la donna, nonostante le giunga una chiamata di un ristoratore che l'avverte di aver ritrovato sua figlia, spegne il cellulare e continua a farsi riprendere dalle telecamere.

AccogliamoliModifica

Due immigrati arrivati in Italia vengono fatti entrare con la forza, da due sfruttatori, in una casa già straripante di stranieri.

ProduzioneModifica

DistribuzioneModifica

Il film è uscito nelle sale il 27 marzo 2009.[1]

AccoglienzaModifica

IncassiModifica

Il film ha incassato 2 milioni di euro nelle prime 4 settimane di programmazione.[1]

CriticaModifica

Il film è stato generalmente criticato per la sua scarsa qualità. Marco Giusti ne il manifesto scrive: «Anche se I mostri oggi porta la firma dei due produttori originali [...] poco è così lontano dalla leggerezza, l'ironia e la cattiveria del vecchio classico e del suo sequel, che aveva punte comiche altissime. [...] Ovviamente tra le mostruosità di oggi neanche un accenno alla politica, alla tv, al cinema o ai carabinieri. Ah, scordavo, però c'è un Enzo Cannavale in gran forma.»[2][3] Paolo Mereghetti nel Corriere della Sera scrive: «la pochezza della messa in scena finisce per cancellare pure quegli scampoli di satira di costume che forse erano nelle intenzioni degli sceneggiatori [...] ma che si riducono a far scimmiottare dal cameriere Neri Marcorè i discorsi orecchiati sui soldi, mentre serve tartine e salmone»[4][3] Paolo D'Agostini ne la Repubblica sentenzia: «quante risorse dissipate per ricalcare senza fantasia un caposaldo della commedia italiana dell'età d'oro»[5][3]. Maurizio Carbona dalle pagine de Il Giornale: «La forza e la debolezza dei Mostri oggi è che è ormai difficile giudicare questi personaggi come li giudica il titolo. [...] Insomma, l'orrore non è più eccezionale ma banale.»[6][3]

Alessandra Levantesi ne La Stampa: «In Mostri oggi [...] circola piuttosto un'aria di rassegnazione. Con qualche ovvia variante rispetto a mezzo secolo fa, nulla è cambiato: ricchi e poveri, uomini e donne, mostri eravamo e mostri siamo. Ma prima c'era il collante di un senso collettivo dei valori che induceva all'indignazione: ora è come se fosse passato un rullo compressore ad appiattirci tutti.»[7][3] Marzia Gandolfi su MYmovies.it: «[...] se gli episodi diretti da Risi, Scola e Monicelli costruivano un nuovo universo in grado di dialogare con la realtà, in uno scambio che rimandava dall'uno all'altra, quelli di Oldoini ricorrono a forme testuali già codificate, pre-esistenti, ovvero il cinema e la televisione. [...] S'intenda, la commedia all'italiana non può fare a meno di assorbire il tessuto mediale che le sta intorno, dialogando con il teatro (e la televisione) d'intrattenimento o con la società dei consumi, ma gli interpreti in questione coabitano i due mondi, riducendosi a uno strano ibrido attoriale e dialettale: il milanese Bisio, il fiorentino Panariello, il napoletano Buccirosso e il vagamente pugliese ras Abatantuono. Fino a quando il cinema italiano non si deciderà a fare i conti con la realtà sociale e a formalizzarla in una nuova arte del racconto, rimandiamo lo spettatore ai mostri in bianco e nero.»[1]

Ci sono comunque state anche critiche positive, come quella di Gian Luigi Rondi che, dalle pagine de Il Tempo, commenta favorevolmente la pellicola: «Una bella galleria di quanti oggi si impongono nel cinema italiano. E non solo sul versante ironico.»[8][3] E così anche Alessio Guzzano in City: «A 26 anni da Gassman/Tognazzi, da Dino Risi e da AgeScarpelliPetriScola, Enrico Oldoini e soci fanno inaspettatamente centro: 16 episodi degni, qualcuno eccellente. Tempi giusti, scrittura pensata, risate che si spengono in sorrisi amari.»[9][3]

NoteModifica

  1. ^ a b c I mostri oggi, in MYmovies.it, Mo-Net Srl.
  2. ^ Marco Giusti, il manifesto, 27 marzo 2009.
  3. ^ a b c d e f g I mostri oggi, su CineDataBase, Rivista del cinematografo. URL consultato il 6 novembre 2018.
  4. ^ Paolo Mereghetti, Corriere della Sera, 27 marzo 2009.
  5. ^ Paolo D'Agostini, la Repubblica, 27 marzo 2009.
  6. ^ Maurizio Cabona, Il Giornale, 27 marzo 2009.
  7. ^ Alessandra Levantesi, La Stampa, 27 marzo 2009.
  8. ^ Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 27 marzo 2009.
  9. ^ Alessio Guzzano, City, 27 marzo 2009.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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