I paladini: storia d'armi e d'amori

film del 1983 diretto da Giacomo Battiato
I paladini: storia d'armi e d'amori
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1983
Durata100 min
Genereepico, avventura
RegiaGiacomo Battiato
SoggettoGiacomo Battiato
SceneggiaturaGiacomo Battiato, Luciano Vincenzoni e Sergio Donati
ProduttoreFranco Cristaldi e Nicola Carraro
Casa di produzioneVides Produzioni
Distribuzione in italianoPIC
FotografiaDante Spinotti
MontaggioRuggero Mastroianni
Effetti specialiLuciano Byrd
MusicheDavid A. Hughes
ScenografiaLuciano Ricceri
CostumiAnna Cecchi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I paladini: storia d'armi e d'amori è un film italiano del 1983 diretto da Giacomo Battiato.

Il film è liberamente ispirato ai poemi cavallereschi Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo e Orlando furioso di Ludovico Ariosto.

TramaModifica

Durante una guerra tra pagani e cristiani, nasce l'amore tra il saraceno Ruggero e la guerriera cristiana Bradamante. Una maga predice a quest'ultima che il suo amato morirà in battaglia, per mano di un altro paladino cristiano, Rolando, innamorato a sua volta della principessa saracena Isabella, sorella di Ruggero, imprigionata da Bradamante.

Isabella, riuscendo a liberarsi, mentre cerca di raggiungere l'accampamento, viene dapprima assalita dal traditore saraceno Ferraù e in seguito da un eremita, il quale possiede una pietra che rende invisibili. Rolando, che si è messo alla ricerca della principessa saracena smarrita, viene raggiunto dall'amico Rinaldo, il quale per aiutarlo muore nell'attacco ad opera di un guerriero africano e di uno mongolo.

Nel frattempo, il mago Atlante cerca di allontanare Ruggero dal proprio destino infausto, ma nulla può contro l'amore che il principe saraceno nutre per Bradamante, ritenuto dal mago causa di debolezza. Quando Atlante scopre che Ruggero viene raggiunto dalla guerriera saracena Marfisa, anch'essa innamorata del principe pagano, il mago rinuncia a proteggere Ruggero.

Intanto Rolando incontra Isabella. Entrambi si rendono conto di non poter stare insieme e che il loro amore ha causato solo una lunga scia di morti. Ognuno torna al proprio accampamento. Marfisa convince anche Ruggero a tornare ai suoi doveri.

Cristiani e saraceni preparano la battaglia finale. Bradamante prova a convincere Rolando a non affrontare Ruggero, per cercare di salvarlo, ma non può fare altro che assistere allo scontro tra i due paladini, che finisce come predetto dalla maga. Bradamante fugge sconvolta, ignara del fatto che Marfisa abbia in realtà sparigliato le carte.

ProduzioneModifica

Pensato come una sorta di versione italiana del film Excalibur (1981) di John Boorman - sebbene tenti più che altro di sfruttare il successo di Conan il barbaro di John Milius, uscito l'anno precedente - rifacendosi però non al ciclo arturiano come faceva la pellicola di Boorman, bensì al ciclo carolingio.

Fra i luoghi utilizzati per le riprese, degne di nota le Gole dell'Alcantara, già filmate nel 1966 da Ettore Scola per il suo L'arcidiavolo.

RiconoscimentiModifica

Collegamenti esterniModifica

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