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TramaModifica

Lungometraggio formato da 13 corti d'autore che indagano la storia della città di Sarajevo nel corso delle varie epoche dall'attentato all'arciduca Francesco Ferdinando del 1914 fino alle nuove generazioni del terzo millennio.

  • La mia dolce notte (Ma chère nuit) di Kamen Kalev.
  • Il testamento delle nostre ombre (Our Shadows Will) di Vladimir Perisic.
  • L'avamposto di Leonardo Di Costanzo, ambientato in una trincea scavata nella roccia sul Monte Pasubio, liberamente ispirato al racconto "La paura" (1921) di Federico De Roberto.[3]
  • Gavrilo Princip, ultime lettere (Princip, Texte) di Angela Schanelec.
  • Vigilia (Reveillon) di Cristi Puiu.
  • Il ponte dei sospiri (Les ponts des soupirs) di Jean-Luc Godard.
  • Riflessioni (Reflexions) di Sergei Loznitsa.
  • Il viaggio di Zan (Zan's Journey) di Marc Recha.
  • Album di guerra (Album) di Aida Begic.
  • Sara e sua madre (Sara et sa mère) di Teresa Villaverde.
  • Il ponte di Vincenzo Marra.
  • Little boy di Isild Le Besco.
  • Taci Mujo (Silence Mujo) di Ursula Meier.

PromozioneModifica

Già presentato al Festival di Cannes 2014 in selezione ufficiale fuori concorso, poi alla Mostra del Cinema di Pesaro.

NoteModifica

  1. ^ Copia archiviata, su bridgesofsarajevo.com. URL consultato il 6 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2014).
  2. ^ Ponts de Sarajevo (2014) - IMDb
  3. ^ Alessandro Zaccuri, Grande Guerra, Olmi porta Giobbe in trincea, "Avvenire", Roma, 4 novembre 2014

Collegamenti esterniModifica

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