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Ian Aranill

personaggio immaginario, protagonista della serie a fumetti e dei romanzi fantasy "Dragonero
Ian Aranill
UniversoDragonero
Soprannome«Romevarlo», ovvero «Dragonero» in lingua antica dell'Erondar
Autori
  • Luca Enoch
  • Stefano Vietti
DisegniGiuseppe Matteoni
EditoreSergio Bonelli Editore
1ª app. inRomanzo grafico Dragonero
Specieumana
SessoMaschio
Luogo di nascitafeudo a Sud-ovest dell’Awrashùre, il "Mare Interno" dell'Impero Erondariano
Professione
  • Ex Incursore Imperiale dell'esercito erondariano
  • Scout Imperiale
Poteri
  • Parziale conoscenza di nozioni magiche
  • Poteri misteriosi legati all'assunzione involontaria di sangue di Drago
Affiliazioneesercito erondariano

«...Chi sei tu?»

«Ian, figlio di Aran, della casata Varliedarto... capitano degli Scout Imperiali... per te, Dragonero![1]»

(Ian Aranill)

Ian Aranill è un personaggio immaginario protagonista del romanzo grafico Dragonero (2007) e dell'omonima serie a fumetti esordita nel 2013 e ideato da Luca Enoch, Stefano Vietti e Giuseppe Matteoni, pubblicato da Sergio Bonelli Editore.

Biografia del personaggioModifica

Ian è uno Scout dell'Impero Erondariano, la cui principale occupazione è compiere esplorazioni e missioni che gli vengono affidate dall'Impero. Uomo di trentaquattro anni[2], vive nella città marittima di Solian, una delle quattro repubbliche indipendenti nel Sud dell'Impero. È un Varliedarto, cioè un appartenente all'antica casata di cacciatori di draghi e possiede la spada Saevhasectha (Tagliatrice crudele). Durante una missione si ritrova ad affrontare un drago soggetto ad un incantesimo e lo sconfigge bevendone poi accidentalmente il sangue e acquisendo quindi particolari abilità. Sempre a causa del sangue di drago la sua spada si tinge di nero. Da quel momento in poi verrà riconosciuto come Romevarlo, ovvero Dragonero.[3]

Ian è membro del Corpo degli Scout Imperiali che è parte dell'assetto militare dell'Impero e ad esso devono ubbidienza e fedeltà; le missioni gli vengono infatti affidate proprio dai vari organi che compongono l'autorità imperiale[3]. Detto questo, Ian e suoi compagni sono completamente indipendenti e hanno un numero ristretto di regole e una serie di compiti a cui devono attenersi. Sono esploratori, osservatori, agenti speciali e rappresentanti della legge imperiale[4]: le missioni possono essere per l'appunto di vario genere anche di natura bellica o spionistica[5]. Sono dotati del "Sigillo imperiale" che funge da distintivo e lasciapassare per ogni luogo in cui l'Impero ha influenza. Nella città libera di Solian per esempio Ian deve essere nominato ufficialmente tramite un cerimoniale per poter eseguire una missione su richiesta del Borgomastro per rispettare i trattati che esistono tra la repubblica e l'Impero[6]. Proprio per via delle missioni che lo portano a viaggiare per la maggior parte dell'anno, Ian è obbligato a tenere un diario su cui appuntare, oltre ad eventuali scritti privati, ogni particolare, ogni scoperta in cui gli capita di imbattersi nel suo viaggio: tracciare mappe, riportare condizioni di strade e ponti, segnare attacchi o razzie subite dalla popolazione. Questo perché ad ogni raduno annuale del Corpo, Ian lo deve consegnare agli scrivani da cui trascrivono tutte le informazioni utili nei loro registri che verranno poi affidati agli archivisti imperiali[4].

AntefattoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Albi di Speciale Dragonero § La prima missione.

Nacque nel 779 dell'era erondariana[7] presso un antico feudo dell'Impero, Awrashure, e venne addestrato da suo nonno Herion per diventare l'erede del titolo di famiglia, Varliedarto,[4] ovvero cacciatore di draghi[2]. Durante l'infanzia strinse amicizia con un orco, Gmor Burpen[3]. Completato l'addestramento gli venne conferito il titolo e una spada, nota come Saevhasectha. Poi entrò nell'esercito imperiale facendo carriera e facendosi alcuni amici, come il generale Jarras, e alcuni nemici, come il generale Gurwhal.[3] A seguito di una missione dalla quale torno solo lui insieme alla sorella sano e salvo venne accusato di codardia[8] ma venne salvato dal processo partendo per una missione grazie alle sue conoscenze[5]. Tornato vincitore dalla missione[9] venne sottoposto alla corte marziale ma le accuse caddero per mancanze di prove ma decise comunque di rassegnare le proprie dimissioni e decise di divenire uno scout imperiale e insieme all'amico Gmor ristruttura una vecchia torre sulla scogliera fuori dalla città, facendola diventare la loro casa[8].

Ritorno nella Terra dei DraghiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Dragonero (romanzo grafico).

Ian viene chiamato a partecipare a una pericolosa missione dal suo amico il mago Alben al fine di rinvigorire il sigillo presso la Terra dei Draghi che tiene lontani gli Abominii dall'Ecumene. Insieme ad altri riesce nella missione di trovare il sangue del Drago che inoltre cambia colore alla sua spada e per la sua impresa ora viene chiamato "Romevarlo", ovvero Dragonero. Inoltre dopo aver ucciso un drago ne beve accidentalmente del sangue che lo cambierà profondamente.

DragoneroModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Dragonero (serie a fumetti) e Saga della Nera Signora.

Alcuni mesi dopo Ian viene affidata la missione di sgominare un traffico d'armi che sta fomentando parecchio le tribù orchesche dell'Isola degli Orchi a Sud dell'Impero che attaccano le colonie umane presenti sull'isola con armi mai viste prima[9]. Nella missione lo affiancano la sorella Myrva, l'amico Gmor e Sera. L'elfa infatti non ha più fatto ritorno a Frondascura la sua madre patria, rimanendo a vivere con lo scout e l'orco a Solian.

Ian viene a scoprire che di mezzo c'è ancora il Fango Pirico stavolta non prodotto dal Margravio Moravik ma da qualcun altro[5]. A peggiorare la cosa i trafficanti utilizzano un oggetto chiamato "Suanin" in grado di deviare la luce e rendere invisibili le loro chiatte. Il Suanin è un oggetto costruito dagli Impuri, mercenari che si nutrivano del sangue degli Abominii e che erano dediti alla negromanzia. Grazie alle informazioni ricevute da Alben, Ian con Gmor e Sera, si reca presso il presunto rifugio degli ultimi Impuri dell'Impero, essendo stati in passato sconfitti dai Lùresindi, mentre Myrva si occupa di aggiornare le autorità delle loro scoperte[9].

Recuperati al rischio della vita i segreti del Suanin, il gruppo si riunisce e si dirige verso l'Isola degli Orchi. Presso di essa trovano i resti delle colonie umane distrutte e scoprono che esistono in realtà due fazioni orchesche, una sottoposta ad un Nera Signora che vuole scatenare una guerra tra orchi e imperiali, e l'altra che è contraria a tali piani e cerca di contrastarne i propositi[10].

Ian e gli altri entrano in contatto con la seconda fazione e si accordano con loro per dare assalto alla base del nemico. Successivamente Ian scopre che la Nera Signora altri non è che Xara, sopravvissuta grazie alle cure di Atrea che l'assiste nei suoi nuovi piani. Così il Varliedarto ritrova il suo antico amore solo per perderlo di nuovo. Infatti Xara perde la vita in un duello contro Myrva mentre lui era impegnato ad affrontare Atrea e gli spiriti che la possedevano[11].

La missione si conclude con la distruzione della fortezza di Xara, la liberazione degli schiavi umani e la fine del conflitto. Per Xara e per alleviare il dolore provocato dalla sua morte, Ian partecipa insieme a Gmor al rito orchesco del Tamburo d'ossa[11], che già in passato avevano suonato in occasione della morte del padre di Gmor[12].

Dopo l'annuale raduno degli Scout Imperiali, dove ha scoperto che Alben aveva raccontato tutto ciò che riguardava la missione per ripristinare il "Grande Divieto" al capo del corpo scout Yeraban Sarra, Ian decide sulla via del ritorno di andare a parlare con il Lùresindo[4].

Di fronte alla sua domanda riguardo al perché abbia raccontato la cosa a Yeraban, Alben gli risponde semplicemente che dato che lui era sempre stato un suo amico voleva informarlo riguardo alla delicata fase che stava attraversando. Alben però comprende che non è solo per questo che è venuto nuovamente a trovarlo e gli chiede di essere diretto. Ian serafico gli chiede di ammettere che sapeva che avrebbe ucciso il Drago. Gli chiede di ammettere che sapeva che lo avrebbe combattuto e che sarebbe diventato Dragonero. Poiché Ian sa che Alben a volte e in modo non troppo preciso, riesce a vedere il futuro[4].

Alben gli spiega che ultimamente le sue convinzioni stanno mutando rispetto a quelle di molti suoi confratelli Lùresindi riguardo ai rapporti di Ordine e Caos. Ma è ben consapevole che nel mondo alcuni hanno un ruolo, una ragione. E lui, discendente dei Varliedarto, è una di queste persone, che possono rivelarsi estremamente importanti per il futuro.

Gli rivela che lo ha visto in sogno affrontare un Drago, ma non quello assoggettato da Saul Jeranas, bensì un altro. Uno scontro dal quale sarebbe riuscito ad uscirne vivo perché era diventato Dragonero, e anche perché era pronto ad esso[4].

Alben non sa spiegargli la sua visione ma gli chiede di parlargli piuttosto della visione che ha avuto nella battaglia contro gli Impuri. Ian gli racconta di come abbia visto suo nonno Herion, che lo ha messo in avviso riguardo ad una scelta che un giorno dovrà prendere, e di come la sua spada gli abbia pulsato nella mano, bramosa del sangue degli Impuri e di come il tempo si fosse congelato mentre combatteva contro una di essi. Gli dice di come non abbia dato ascolto a quell'istinto, all'aura sinistra che la sua lama emana.

Ian gli confida di avere tantissime domande di cui ignora la risposta e di non avere nessuno a cui chiedere. Alben gli promette che proverà a cercare un aiuto, una soluzione. Prima di accomiatarsi Alben gli dà alcuni cristalli Luresil per comunicare a distanza che Ian accetta con qualche riserva; infatti il Varliedarto si allontana dall'eremo con un certo risentimento verso il Lùresindo che non può far altro che dispiacersene, sapendo d'altro canto che è solo una cosa temporanea[4].

Caratterizzazione del personaggioModifica

Il personaggio ha una personalità forte e sicura, coraggiosa ma non incosciente, forgiata da un duro allenamento fin da quando era fanciullo e dall'addestramento militare in età adulta,[2] di mentalità aperta e rispettosa delle diverse culture e tradizioni, cosa favorita anche dal suo ruolo di scout che lo porta a viaggiare e a confrontarsi con le più diverse figure e personalità.[13] Forse tale inclinazione gli è stata favorita dalla particolare famiglia in cui è cresciuto e dalle amicizie che fin dall'infanzia ha avuto modo di costruire.[senza fonte][sembra una RO]

Nei confronti delle stesse innovazioni tecnologiche in cui si imbatte, anche grazie alla sorella Myrva, vi si rapporta al massimo con un'adeguata prudenza ma non le rifiuta riconoscendone il valore pratico; non lesina però critiche nei confronti dell'arte dei tecnocrati soprattutto quando comprende il risvolto negativo che essa può portare all'uomo e non solo (un esempio è il Fango Pirico).[senza fonte][sembra una RO]

Ha un forte senso dell'onore e della lealtà tanto da abbandonare l'esercito, nonostante tutte le accuse contro di lui fossero cadute, o anche il rifiuto di appellarsi alle onorificenze ottenute in battaglia nel corso della sua carriera per evitare il processo, sono un esempio per comprendere questo aspetto della sua personalità.[8] Questo suo modo di essere gli procurò diversi problemi quando era ancora un ufficiale in carriera.[14] Viene apprezzato e ben voluto dai cittadini di Solian.[3] Nonostante sia un guerriero Ian non ama particolarmente la violenza fine a se stessa ma quando è necessario combattere lo fa con impegno sapendo essere clemente nei confronti degli sconfitti.[10] Molto protettivo nei confronti di sua sorella Myrva[3] e in generale anche verso tutti i suoi compagni di avventura. Preferisce la vita tranquilla del popolo piuttosto che quella della corte imperiale.[4]

Poteri e abilitàModifica

Ian è un ex-militare, appartenuto agli Incursori Imperiali, truppe scelte addestrate. Dotato di buone qualità strategiche e tattiche è anche in grado di cavalcare diversi tipo di creature in dotazione all'esercito. Oltre a ciò Ian sa discretamente adattarsi alle armi tecnocrati e conosce dei rudimenti di arti magiche come l'uso dei cristalli Lurelis per comunicare a distanza datigli da Alben[15]. Fin dall'infanzia ha ricevuto l'addestramento da Varliedarto da parte di suo nonno Herion che gli ha permesso di combattere i draghi.[16] [17] Dopo aver ucciso un drago ne bevve accidentalmente il sangue acquisendo alcuni poteri:

  • può rallentare inconsapevolmente il tempo;[2]
  • riesce a individuare cose e persone al di fuori del suo campo visivo;[2]
  • può entrare in sintonia con creature senzienti non umane;[2]
  • il suo sangue ha un effetto distruttivo nei confronti degli esseri dal mondo degli Abominii;[2]
  • profondo legame empatico con la natura;[5]
  • può entrare nella mente di altri individui;[11]
  • i discendenti minori dei draghi lo riconoscono come loro superiore;[15]
  • può comunicare telepaticamente con i draghi.[18]

Armi e dotazioniModifica

Tagliatrice Crudele: detta anche Sævhasĕctha (fon.:Sevasécta) in lingua antica, è la spada di Ian Aranill[19]. Venne forgiata nel primo secolo dopo le guerre contro gli Abominii, dal nano fabbro Brokkr nella sua fucina presso la città di Er'al Saunt'all, nelle desertiche terre del Vhâcondàr, su richiesta del cavaliere Aarno Voltoferoce per poter combattere un drago che lo stava inseguendo. Dopo un mese di lavoro, utilizzando ferro purissimo, Brokkr consegnò la lama ad Aarno con la quale riuscì ad avere ragione del suo avversario, ferendolo e imprigionandolo. Temprata nel sangue del drago, Aarno decise di chiamarla "Tagliatrice Crudele", ovvero le stesse parole usate dalla creatura mentre inveiva contro di essa[20]. Successivamente la spada venne tramandata, di generazione in generazione, dai discendenti di Voltoferoce fino a giungere nelle mani di Ian Aranill, donatagli da suo nonno Herion[4]. Durante una missione atta a rinvigorire il sigillo che isola il mondo degli Abominii dal mondo di superficie, Ian combatte un drago e lo uccide bagnando con il suo sangue la lama di Sævhasĕctha che da quel momento diventa nera, acquisendo nuove e incredibili capacità ma al contempo risvegliando un lato oscuro[4][5]. Dopo la trasformazione, Tagliatrice inizia a influenzare il suo possessore, trasmettendogli ferocia, sete di sangue e di distruzione, seppure non sia così forte da sorpassarne la volontà cosciente[21].

ComprimariModifica

  • Xara: era una Tecnocrate, Umana, primo vero amore di Ian Aranill. Insieme a Ian e a Khail partecipò a una spedizione imperiale nel Regno del Margravio Moravik, nell’807 secondo il Calendario erondariano, per studiare l’efficacia di una nuova arma costruita dai laboratori del Margravio, il Fango pirico, durante le Guerre dei Fuochi.
  • Briana: è una Scout Imperiale, Umana, originaria delle Foreste Centrali, figlia di cacciatori. Si accompagna sempre con la sua grossa lupa grigia Baryn, dalla quale è inseparabile. Apparteneva al Corpo dei cacciatori imperiali, dalla quale è stata espulsa per aver ferito un ufficiale che l'aveva importunata, ed è diventata una scout dopo tre anni di servizio punitivo in uno sperduto avamposto di frontiera.
  • Eryana: è stata una donna, Umana, addestrata alle arti dei Cerusici e degli Eleusi. Suo padre venne ucciso da Zehfir.
  • Taisha: è un Cerusico che svolge la funzione di medico militare ad Arcendàrt, la città fortificata situata nel Vallo. La sua funzione è quella di curare i soldati della Guardia Rossa che tornano feriti dalle missioni nel Varliendàr. Occasionalmente, li segue nelle loro spedizioni.
  • Zhabèle: nota un tempo come la “Lupa di Vetwadàrt” e attualmente come la “Lupa della Montagna”, è una Strega, Umana, originaria di Vetwadàrt. In gioventù è stata una prostituta, al servizio di Madama Leokinathia nella Torre d'Onice di Vetwadàrt. Proprio in quel periodo divenne famosa come la "Lupa di Vetwadàrt" ed ebbe una relazione amorosa con Ian Aranill, il quale a un certo punto si separò da lei.
  • Fem: un tempo conosciuta come Fem, una Praticante Tecnocrate assistente di Myrva, considerata morta in seguito a un tragico incidente occorsale durante una missione nell'Inframondo. Ora conosciuta come Morvana, agente dell'Impero erondariano, direttamente al servizio di Vrill Ausofer, di cui è il braccio destro.
  • Loenia: è stata una Reietta, creata dai Cenobiti Jikima grazie ai Fluidi. Prima di essere trasformata in Reietta, Loenia è stata una Madre Guardiana al servizio di un Luresindo, Helias. In seguito alla morte del suo Luresindo durante una missione, Loenia decise di non ritornare a Fhaŭcasaepta, il Convento della Madri Guardiane, dove avrebbe dovuto pagare con la morte il suo fallimento per non aver saputo proteggere il mago. Si recò a Ras Jeben, per chiedere ai Cenobiti Jikima di trasformarla in una guerriera perfetta, incapace di nuovi fallimenti. Subì così la trasformazione in Reietta.

Avversari principaliModifica

  • Saul Jeranas: il cui vero nome è Shiverata, è un Luresindo che ha tentato di distruggere il Grande Divieto nel Varliendàr e riaprire il portale che permise nei tempi antichi l'invasione del mondo di superficie da parte degli Abominii. Saul Jeranas ha cercato di distruggere il Divieto due volte. La prima volta venne sconfitto da Alben, che lo gettò nel Grande Vuoto, pensando di ucciderlo. La seconda volta è stato sconfitto da Ian Aranill, che uccise il Drago che aveva evocato e su cui aveva riversato tutta la sua magia.
  • Atrea: Elfa Silvana, posseduta dagli Spiriti Malevoli della Natura, responsabile della transitoria ripresa delle Guerre dei Fuochi nell’813, secondo il Calendario erondariano. Era un’Elfa Nera, ciòè nata con la pelle quasi completamente nera. Per gli Elfi Silvani e in realtà anche per le altre razze, gli elfi neri sono considerati presagio di sfortuna e vengono chiamati spesso “elfi del malaugurio”. Gli elfi neri non possono ricevere un nome e vengono in genere abbandonati dalle loro famiglie, quindi costretti a una vita di sofferenze. In Lingua antica, “atrea” significa nera e questo è un nome che Atrea stessa si è data da sola.
  • Zehfir: è un Domatore di Bestie, un esperto Erborista e un Negromante, i cui poteri derivano da un patto con gli Abominii. È un Elfo Oscuro. Zehfir è eccezionalmente abile nel creare veleni e droghe, che poi usa per costringere bestie e prigionieri a combattere per lui, nelle arene itineranti degli Zaghari. Come Negromante, ha stretto un patto con gli Abominii che gli hanno concesso immensi poteri e lunga vita.
  • Oda: è uno Stregone e uno Schiavista, Umano. Opera a Vàhlendàrt, dove gestisce un'organizzazione criminale basata sul rapimento di giovani donne e la loro vendita come prostitute. Oda è un individuo avido e spietato, che non esita a uccidere le donne che gli vengono portate se le reputa non abbastanza belle per essere vendute. Di solito, pone a guardia delle donne imprigionate dai suoi sgherri un Feticcio, a cui dà il nome di Shima e che impedisce loro di fuggire.
  • Rhooga: voleva farsi un nome come capo Ghoul e aveva radunato un gruppo di sbandati dando loro la speranza di divenire un potente clan. Per far ciò Rhooga aveva bisogno di oro, che stava accumulando organizzando assalti a convogli imperiali e a carovane di mercanti in viaggio nelle foreste centrali. Nessuno sa da dove sia venuto, ma si vocifera che avesse maturato esperienza come guerriero 20 anni prima in una compagnia di mercenari (durante i "giorni degli empi"), assoldata dall'impero per sistemare dei problemi con piccoli regni dell'Erondàr che avevano avanzato pretese territoriali. In quel periodo Rhooga apprese strategie e tattiche di guerra imperiali e le basi della lingua comune.
  • Faccia d'osso: è un capitano pirata, Umana, il cui vero nome è Dhara, originaria del Principato di Samyria. Esattamente, Faccia d’osso fa parte dei Pirati della Libera Corsa, con sede nell’Arcipelago di Milliailhe. La sua prima nave si chiamava “Fenice”.
  • Ecuba: era la Madre Guardiana di Alben, considerata morta durante la missione nelle Terre dei Draghi contro Saul Jeranas e in seguito ricomparsa come Regina degli Algenti. Difatti, è stata in realtà salvata e curata dagli Algenti, che l'hanno posta a comando dei loro guerrieri. Ecuba accetta questo ruolo per risentimento nei confronti dei suoi vecchi compagni, che considera traditori per essersi dimenticati di lei e per non averla cercata, nonché per ribellione contro l'Ordine delle Madri Guardiane, di cui fa parte. Una volta diventata Regina degli Algenti, introduce un'organizzazione militare nelle loro orde e diverse innovazioni belliche, come un miglioramento delle loro lance.

NoteModifica

  1. ^ Dragonero 33, L'ultima difesa, Sergio Bonelli Editore
  2. ^ a b c d e f g Il mio nome è Dragonero. URL consultato il 6 novembre 2017.
  3. ^ a b c d e f Dragonero, romanzo grafico (Giugno 2007), Sergio Bonelli Editore
  4. ^ a b c d e f g h i j Dragonero 5, Il raduno degli Scout, Sergio Bonelli Editore
  5. ^ a b c d e Dragonero 1, Il sangue del Drago, Sergio Bonelli Editore
  6. ^ Dragonero 12, Minaccia dal Profondo, Sergio Bonelli Editore
  7. ^ Dragonero 1, serie a fumetti (Giugno 2013); il capitolo inizia con l'anno in corso della datazione imperiale 813.
  8. ^ a b c Dragonero Speciale, La prima missione, Sergio Bonelli Editore
  9. ^ a b c Dragonero 2, Il segreto degli alchimisti, Sergio Bonelli Editore
  10. ^ a b Dragonero 3, Gli Impuri, Sergio Bonelli Editore
  11. ^ a b c Dragonero 4, La Fortezza oscura, Sergio Bonelli Editore
  12. ^ Come detto in Dragonero 2, Il segreto degli alchimisti, Sergio Bonelli Editore
  13. ^ Scheda del personaggio presente nel romanzo grafico del 2007
  14. ^ Dragonero 15, Intrighi a corte, Sergio Bonelli Editore
  15. ^ a b Dragonero 5, Il raduno degli Scout, Sergio Bonelli Editore
  16. ^ Dal romanzo grafico Dragonero (2007), Sergio Bonelli Editore, pg.258-260
  17. ^ Dragonero 39, Tagliatrice Crudele, Sergio Bonelli Editore
  18. ^ Dragonero 13-14, Sergio Bonelli Editore
  19. ^ Dragonero – Romanzi a fumetti Bonelli (Giugno 2007)
  20. ^ Dragonero 39, Tagliatrice Crudele, Sergio Bonelli Editore
  21. ^ Dragonero 26, L'orda dei non-morti, Sergio Bonelli Editore