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il Misfatto
StatoItalia
LinguaItaliano
PeriodicitàSettimanale
GenereInserto di satira
Fondazione2010
Chiusura2013
EditoreEditoriale Il Fatto S.p.A.
 

Il Misfatto è stato l'inserto satirico allegato all'edizione domenicale del Fatto Quotidiano, in edicola a partire dal 28 febbraio 2010 e chiuso il 29 settembre 2013.

Indice

La prima edizione dell'insertoModifica

Anticipato dal gruppo del Misfatto su Facebook, l'inserto si dichiara accanto al logo della testata come l'Organo ufficiale dei fomentatori di odio , e viene presentato giovedì 19 febbraio 2010 al Teatro Quirino di Roma dove la redazione ha distribuito in anteprima un numero limitato di copie del primo numero.

Sul palco del Quirino sono intervenuti gli autori dell'inserto tra cui il conduttore Luca Telese, Roberto Corradi, il team di Spinoza.it, il disegnatore Stefano Disegni, Flavio Oreglio e Carlo Verdone che, nonostante gli acciacchi dovuti ad un'influenza di stagione, ha regalato ai presenti alcune chicche legate al tema dei miti e delle italiche manie.

Marco Presta, conduttore e autore insieme ad Antonello Dose del Ruggito del Coniglio su Radio2, ha raccontato la sua rubrica intitolata “Apocaliss..MO', i quattro cavalieri dell'apocalisse della settimana”, una classifica dei quattro personaggi più discutibili apparsi sui giornali. Alla rubrica di Presta rispondono quelli di Spinoza con una raffica di battute sugli stessi temi in una sorta di esilarante sfida satirica.

L'inserto mette in campo numerose collaborazioni eccellenti a cominciare già dal logo del Misfatto raffigurante uno strillone d'altri tempi che però al dare la notizia preferisce il pernacchio, disegnato da Donald Soffritti. Collaborano a questa edizione dell'inserto: Carlo Verdone, The Hand, Pet, Biani , Natangelo, Bertolotti e De Pirro , Franco Portinari (Portos), Mora , Disegni, Biani, Vanessi , Frago e tanti altri.

Cambio alla direzione dell'insertoModifica

Dopo 14 mesi di uscite settimanali dell'inserto, il numero de Il Misfatto del 24 aprile 2011 annuncia l'addio di Roberto Corradi al timone del foglio. Un addio voluto dal direttore e vicedirettore del quotidiano: Antonio Padellaro e Marco Travaglio, che al giovane Corradi hanno preferito Stefano Disegni, navigato vignettista satirico. Roberto Corradi e Luca Telese nell'ultimo numero de Il Misfatto da loro diretto hanno dato sfogo ad un certo malumore:

Con questo numero per volontà del direttore e del vicedirettore de Il Fatto, il gruppo di lavoro che in questi 14 mesi ha ideato e curato questo perfido Misfatto viene mandato a casa. Inutile dire che questa decisione non ci piace nemmeno un po'. Persino in questo giornale che dovrebbe essere sempre diverso, ecco il paradosso dei paradossi italiani: si toglie ai giovani per dare ai babbioni“. [1]

La replica di Disegni avviene attraverso una striscia pubblicata nell'ultimo numero dell'inserto in cui il disegnatore satirico prende di mira certa satira “politically correct” , soft, incardinata sui luoghi comuni , probabilmente intesa come fino a quel momento sostenuta dalla direzione del primo Misfatto.

Sotto la direzione di Disegni intanto l'impostazione dell'inserto viene profondamente modificata: il logo ha una nuova grafica che recita "Misfatto: satira e sentimenti" . Viene chiamato Milo Manara a disegnare le prime copertine e si respira in redazione una aria vicina al settimanale Cuore di cui molti redattori e collaboratori del nuovo Misfatto hanno fatto parte in passato.

Collaborano alla seconda edizione dell'inserto: Andrea Aloi, Alessandro Robecchi, Saverio Raimondo, Natangelo, Franco Portinari (Portos), Grassili, Celi, Manara, Allegra, Tauro, Biani e tanti altri.

Il 18 settembre 2013 si diffonde su facebook la notizia che la redazione del Misfatto ha annunciato con una email ai collaboratori l'imminente chiusura dell'inserto.

Il 29 settembre Saverio Raimondo scrive sull'ultimo numero dell'inserto: "Il Misfatto, l'inserto satirico de Il Fatto Quotidiano, chiude. La satira sull'Italia verrà delocalizzata in Serbia".[2]

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

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