Il Moro di Venezia

team velico italiano per la Coppa America 1992
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Il Moro di Venezia
Moro-di-venezia.jpg
Anno fondazione1989
PaeseItalia Italia
Yacht ClubCompagnia della Vela
ArmatoreRaul Gardini
ImbarcazioniITA 25
Sfide
Louis Vuitton Cup1992
America's Cup1992
Vittorie
Louis Vuitton Cup1992
America's Cup.svg Partecipanti alla Louis Vuitton Cup
Partecipanti alla Prada Cup
Partecipanti all'America's Cup
Edizioni dell'America's Cup
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Il Moro di Venezia è stata l'imbarcazione italiana sfidante per l'edizione del 1992 della Coppa America.

DescrizioneModifica

Voluta da Raul Gardini, che con lo stesso nome aveva già posseduto tre maxi yacht, e sostenuta dall'impegno economico e tecnologico della Montedison, presso la sede della Compagnia della Vela di Venezia quella de Il Moro fu la terza partecipazione italiana alla Coppa dopo Azzurra (edizioni 1983 e 1987) e Italia (edizione 1987).

Dopo prove in vasca a Roma con 20 modelli, vennero varati 5 diversi scafi per Il Moro:

  • Il Moro di Venezia I (numero velico ITA 01), varato a Venezia l'11 marzo 1990[1][2]
  • Il Moro di Venezia II (numero velico ITA 07), varato a Puerto Portals il 7 agosto 1990[3][4]
  • Il Moro di Venezia III (numero velico ITA 15), varato a San Diego il 15 aprile 1991[5]
  • Il Moro di Venezia IV (numero velico ITA 16), varato a San Diego il 15 giugno 1991
  • Il Moro di Venezia V (numero velico ITA 25), varato a San Diego il 16 dicembre 1991

L'ultima evoluzione fu anche quella che risultò più competitiva ed affidabile per cui il 24 gennaio 1992, al termine del periodo di prova sul campo di gara, venne ufficialmente prescelta per competere nella Louis Vuitton Cup.[6]

Timonato da Paul Cayard, dopo essersi qualificato come terzo al termine del fase a round robin Il Moro eliminò in semifinale i francesi di Le Défi Français con FRA 27 Ville de Paris e i giapponesi di Nippon Challenge con JPN 26 Nippon.[7]

In finale sconfisse i neozelandesi di New Zealand Challenge NZL 20 New Zealand, aggiudicandosi la Louis Vuitton Cup e acquisendo il diritto a contendere la Coppa America all'imbarcazione statunitense America³ con USA 23, divenendo così la prima imbarcazione di un paese non anglofono a poter ambire alla coppa in 141 anni di storia del trofeo.[8]

Venne sconfitta per 1-4.

Organigramma del sindacato "Il Moro di Venezia"Modifica

  • Presidente capo del sindacato: Raul Gardini
  • Vice presidente - coordinatore della partecipazione tecnologica Montedison: Italo Trapasso
  • Skipper - general manager: Paul Cayard
  • Direttore amministrativo: Gabriele Rafanelli
  • Progettista dello scafo: Germán Frers
  • Responsabile delle tecnologie di progettazione e della ricerca: Robert Hopkins jr.
  • Responsabile costruzione scafi - direttore cantiere Tencara: Fernando Sena
  • Responsabile gestione operativa: Laurent Esquier
  • Gruppo progettazione: Giovanni Belgrano, Micky Costa, Nostor Fourcade, Debora Gallazzi, Claudio Maletto, Raffaele Marazzi, Leopoldo Murcho, Francesco Ricci, Oliver Yates
  • Tecnologie di progettazione e ricerca: Roberto Biscontini, Roberto Vergara, Walter Michelini, Mario Caponetto, Mark Downey, Lars Larsson
  • Progettista albero: Chris Mitchell
  • Progettista vele: Guido Cavalazzi
  • Ricerca applicata alle vele: Michael Richelsen
  • Responsabile veleria - programma vele: Davide Innocenti, Guido Cavalazzi
  • Veleria: Dave Allen, Remi Aubrun, Paolo Badiali, Stefano Bertuccelli, Stefano Butelli, Philippe Echivard, Paolo Favaro, Marco Giannoni, Joan Paige Lahman, Andrea Marengo, Claudio Marullo, Michele Merani, Nick Moloney, Maria Pelliccia, Craig Phillips, Marcelo Silva
  • Analisi performance delle barche - responsabile: Roberto Albertani, componenti: Enrico Benco, John Craig, Roberto de Bacco, Ray Marchetta, Francesco Monti, Roberto Pigni, Dale Winlow
  • Responsabile shore team: Graeme "Frizzle" Freeman
  • Responsabile shore team Tencara: Allegrini Mauro
  • Shore team: Mirco Beraldo, Marc Cosbey, Matthew Driscoll, Bradley Fitzgerald, Davis Gregg, Giuseppe Lorenzini, Rick Melzer, Harry Powell, Chris Rand, Nelson Scherer, Richard Searle, Justine Strickland, Paolo Tagliapietra, Claudio Trentin, Peter Warren
  • Amministrazione - responsabile: Luca Egidi
  • Servizi generali - responsabile: Mauro Uggè
  • Amministrazione e servizi generali Piervittorio Braga, Giulia Calzati, Salvatore Campo, Stefano Costa, Flavia Doro, Michele Del Vecchio, Anna Macomber, Emilia Mupo, Giuseppina Randazzo, Monica Rossi, Greg Thomas, Sanja Vucurevic
  • Assistenza medica: Massimo Massarini
  • Allenatori: John Kolius, Steve Erickson, Andrea Madaffari (preparatore atletico)
  • Budget dichiarato: 60 milioni di dollari

Team velicoModifica

  • Skipper e timoniere: Paul Cayard
  • Tattico: Tommaso Chieffi
  • Navigatori: Robert Hopkins, Enrico Chieffi
  • Randa: Andrea Mura
  • Grinder randa: Daniele Bresciano
  • Tailer genoa: Lorenzo Mazza, Duilio Coletti, Luca Dignani, Alessio Pratesi
  • Grinder genoa: Andrea Madaffari, Massimo Galli, Massimo Procopio, Sergio Mauro
  • Grinder genoa - assistente albero: Davide Tizzano, Francesco Rapetti
  • Albero: Andrea Merani
  • Assistente albero: Marco Cornacchia, Vittorio Landolfi
  • Drizze: Sandro Spaziani
  • Assistente drizze: Marco Schiavuta, Gabriele Bassetti
  • Prodiere: Paolo Bottari, Alberto Fantini

BarcheModifica

ITA 25 - Il Moro di Venezia V

  • Lunghezza fuori tutto: 22,90 m.
  • Lunghezza al galleggiamento: 17,88 m.
  • Larghezza 5,50 m. Pescaggio circa 4,00 m.
  • Dislocamento 24500 kg.
  • Superficie velica randa 225,50 m².
  • Superficie velica 326,60 m².
  • Superficie velica spinnaker 490 m².

La fine dei cinque Mori di VeneziaModifica

Il Moro di Venezia I (ITA 01)Modifica

Nel 1994 è stata acquistata da una squadra russa con la quale ha regatato nel Campionato del Mondo IACC 1994, ma non è mai riuscito a prendere parte alla Louis Vuitton Cup 1995. Recuperata da una banca, è stata acquistata nel 1998 da un uomo d’affari di Chicago che ha installato un motore e ha navigato per un paio di anni a San Diego, prima che ancora una volta cadesse vittima delle banche. Tina Kleinjan e John Sweeney la acquistarono nel 2001, aggiungendola alla propria flotta di barche IACC a San Francisco. Venne completamente restaurata, riverniciata e le venne rifatto il sartiame, divenne così pronta per careggiare contro altre imbarcazioni IACC nella baia di San Francisco. È stata venduta per la penultima volta nel 2006, l'ultima nel 2017, ed è attualmente ormeggiata a Nord di Vancouver.[9][10]

Il Moro di Venezia II (ITA 07)Modifica

Utilizzato come barca per allenamenti prima della Louis Vuitton Cup. Ritornò in Italia e restò ferma per molto tempo a Monfalcone, eccezion fatta per qualche passerella d’onore in alcune Barcolana dei primi anni 2000. La rinascita dell’imbarcazione la si deve ai nuovi armatori Serena Zanelli ed Enrico Prataiola, che grazie all’aiuto dello skipper Claudio Carraro gli stanno donando una seconda vita. Partecipa infatti ai più prestigiosi ed importanti eventi velici dell’Alto Adriatico e permette a tanti appassionati di poter rivivere il sogno di quelle indimenticabili notti magiche.[9][11][12][13]

Il Moro di Venezia III (ITA-15)Modifica

Ha vinto il Campionato del Mondo IACC 1991, ed è stato usato come una barca di prova prima della Louis Vuitton Cup. In seguito, ha navigato per l’Accademia della vela a Genova, ed è stato acquistato da un altro team italiano, +39, nel luglio 2004, prima di essere acquisito dalla Direzione Coppa America per essere usato come una barca VIP / PR a Valencia, nell’edizione spagnola della Coppa America. Oggi il proprietario è l’autorità portuale di Ravenna, l’imbarcazione è collocata su di un piazzale nei pressi della zona portuale, a pochi passi dal centro storico come il simbolo della sfida velistica al mondo di Gardini e della sua Ravenna.[9][14]

Il Moro di Venezia IV (ITA-16)Modifica

Usata come una barca di prova, che mai gareggiò nella Louis Vuitton Cup. Acquistata da un team americano, PACT 95, è stata ribattezzata Spirito di Unum e ri-designato USA-16. Ha regatato nel Campionato del Mondo IACC 1994 ed è stata usata come una barca di prova per il 1995. Nel 2006, dopo essere stata coinvolta in un incidente è stata venduta a Tom Cahalane e spedita a Ventura, in California. Nel mese di ottobre 2009, è stata acquisita da Stephen Pattison & Mark Niblack, è tornata nella sua città natale a San Diego, dove è in fase di restauro e si unirà ad USA-11 come imbarcazione scuola.[9][15]

Usato per gite di famiglia o eventi di promozione aziendale. I proprietari sono un medico e un ufficiale dei Marine in pensione.

Il Moro di Venezia V (ITA-25)Modifica

Nel 1997 è stata acquistata dal sindacato di Paul Cayard AmericaOne per essere usata come barca lepre. Venne poi comprato da Seattle Challange nel 2001 per poi cambiare di nuovo proprietario e arrivare a Bill Koch, il quale lo restaurò completamente. Il Moro tornò a gareggiare, ancora una volta contro USA-23 durante l’America’s Cup Jubilee Regatta a Cowes, Regno Unito. Il Moro si riunì di nuovo per l’ultima volta con il suo vecchio avversario USA-23 nel 2005, in esposizione davanti al Boston Museum of Fine Arts (MFA).

Attualmente (2021) si trova in stato di abbandono. Si trova nelle pertinenze del Nauticus Marina, il porticciolo turistico privato di proprietà dello stesso Koch a Osterville. Da Google Maps è visibile.[9][16]

NoteModifica

  1. ^ Laura Laurenzi, Il Moro di Venezia prende il mare, in la Repubblica, 11 marzo 1990, p. 21.
  2. ^ Andrea Alberizia, Un Moro di Venezia in vendita a 325mila dollari. Nel ’90 il varo con Ennio Morricone, in ravennaedintorni.it, 30 giugno 2017.
  3. ^ Carlo Marincovich, Quante follie sulla superbarca, in la Repubblica, 8 agosto 1990, p. 25.
  4. ^ Andrea Alberizia, C’è un Moro di Venezia che naviga ancora. Gli armatori: «Regala emozioni alla gente», in ravennaedintorni.it, 27 giugno 2017.
  5. ^ Andrea Alberizia, I trent’anni di storia del Moro 3, la barca che vinse il Mondiale del 1991, in ravennaedintorni.it, 12 maggio 2021.
  6. ^ Antonio Ramenghi, Il Moro Spa, una barca di quattrini, in la Repubblica, 17 aprile 1992, p. 8.
  7. ^ Roberto Bianchin, Qui Venezia, la città che rinasce, in la Repubblica, 3 maggio 1992, p. 18.
  8. ^ Carlo Marincovich, Ci sarà un altro Moro?, in la Repubblica, 19 maggio 1992, p. 27.
  9. ^ a b c d e velaveneta, Che fine hanno fatto i cinque Moro di Venezia rossi? | Velaveneta.it, su velaveneta.it, 18 gennaio 2017. URL consultato il 15 ottobre 2021.
  10. ^ Vela, America's Cup: il mitico Moro di Venezia in vendita per 325mila dollari, su Ravenna&Dintorni, 30 giugno 2017. URL consultato il 15 ottobre 2021.
  11. ^ Il Moro di Venezia II torna a solcare le acque della laguna: restauro perfetto /Guarda, su www.ilgazzettino.it. URL consultato il 15 ottobre 2021.
  12. ^ (EN) Eccellenze: l'imprenditore umbro che ha fatto rinascere il Moro di Venezia, su notizie.umbria.it, 20 settembre 2019. URL consultato il 15 ottobre 2021.
  13. ^ Imprenditore umbro restaura il Moro di Venezia II, su corrieredellumbria.corr.it. URL consultato il 15 ottobre 2021.
  14. ^ Dal Mondiale in California a monumento in darsena a Ravenna: i trent'anni di storia del Moro di Venezia 3, su Ravenna&Dintorni, 12 maggio 2021. URL consultato il 15 ottobre 2021.
  15. ^ Bastano 125 dollari per fare il velista sul Moro di Venezia nelle acque della Coppa America '92 - FOTO, su Ravenna&Dintorni, 17 maggio 2021. URL consultato il 15 ottobre 2021.
  16. ^ Il Moro di Venezia della Coppa America '92 ora è dimenticato nel giardino di un miliardario a Boston, su Ravenna&Dintorni, 24 maggio 2021. URL consultato il 15 ottobre 2021.

BibliografiaModifica

  • Fabio Colivicchi, Il Moro, Diario di un sogno italiano, contributi di Andrea Falcon, Atlantis, Roma, 1992
  • Antonio Vettese, America's Cup - San Diego '92 La leggenda cambia volto, fotografie di Franco Pace, Calderini, Bologna, 1992.
  • Luca Bontempelli, Da Azzurra al Moro - Storia di dieci anni di partecipazione italiana alla Coppa America, Longanesi & C., Milano, 1992.

Voci correlateModifica

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