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il Mulino
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàbimestrale
Generestampa nazionale
Formatorivista
Fondazione25 aprile 1951
SedeStrada Maggiore, 37 Bologna
EditoreAssociazione di cultura e politica il Mulino
Tiraturacirca 10 mila copie
DirettoreMario Ricciardi
VicedirettoreBruno Simili
ISSN0027-3120 (WC · ACNP)
Sito web
 

Il Mulino. Rivista bimestrale di politica e di cultura è una rivista italiana di attualità, politica, società ed economia.

Indice

StoriaModifica

 
La grafica attuale del titolo della rivista «il Mulino».

A Bologna un gruppo di studenti delle Facoltà di Giurisprudenza e Lettere (le loro aule erano situate nello stesso stabile e allo stesso piano) costituì durante gli anni dell'università un circolo culturale in cui si discussero i problemi dell'attualità. Nel 1951 l'avvocato Giorgio Barbieri, presidente dell'Associazione industriali della Poligrafici «il Resto del Carlino» si fece promotore della riunificazione del gruppo allo scopo di pubblicare un giornale per studenti universitari. Accettarono i seguenti: Faio Luca Cavazza, Luigi Pedrazzi, Pier Luigi Contessi, Gianluigi Degli Esposti, Giuseppe Federico Mancini, Nicola Matteucci e Antonio Santucci[1].

In pochi mesi la rivista fu preparata e il primo numero uscì il 25 aprile 1951. Il nome fu scelto in omaggio a Riccardo Bacchelli[1]. I primi cinque numeri (anno I, nn. 1-5) uscirono in formato giornale con il sottotitolo «Quindicinale di informazione culturale e universitaria» a L. 30 la copia. Poi i fondatori decisero di allargare il bacino dei lettori e, dopo soli 5 numeri, trasformarono il quindicinale in mensile e cambiarono il formato adottando quello tipico delle riviste. La nuova serie (la numerazione ripartì dal numero 1) fu inaugurata con il numero del novembre 1951; il Mulino assunse il sottotitolo «Rivista mensile di attualità e cultura». Nel 1955 il sottotitolo cambiò nuovamente in «Rivista mensile di cultura e di politica»[1].

Nel 1953 iniziarono a collaborare al Mulino Gino Giugni ed Ezio Raimondi; l'anno successivo furono affiancati da Francesco Compagna e Renato Giordano; poi entrò Augusto Del Noce (rimase fino al 1973). La rivista promosse anche una serie di convegni: nei primi dieci anni ne furono organizzati cinque (furono pubblicati gli atti di quelli del 1954, il primo, del 1957, il terzo e del 1961, il quinto)[1].

Dopo una parentesi di due anni (1959-1960), durante i quali le uscite furono 6 all'anno, nel 1961 il nuovo direttore Luigi Pedrazzi riportò il Mulino alla periodicità mensile. Nel 1970 avvenne un nuovo cambiamento e da allora (numero 207 del gennaio-febbraio 1970) ad oggi le uscite sono state sempre bimestrali.

Dal 1962 sulla rivista appare, oltre al nome del direttore, anche quello dei membri del comitato di direzione. A conferma del carattere nazionale ormai raggiunto da il Mulino, appaiono i nomi di Luigi Amirante (Università di Ferrara), Giovanni Evangelisti, Alfonso Prandi, Giorgio Galli e infine Altiero Spinelli, che diviene con la sua autorevolezza un punto di riferimento per tutti i collaboratori.

Alla fine del 1964 il comitato di direzione rompe i rapporti con la proprietà, la Poligrafici «il Resto del Carlino». Su indicazione di Altiero Spinelli, il comitato accetta l'offerta della Poligrafici di rilevare a un prezzo equo le quote di proprietà. Così il 1º gennaio 1965 nasce la casa editrice «Il Mulino».

Dal 1970 il mandato del direttore della rivista ha cadenza triennale, ed è rinnovabile. Nel 1991, con la direzione dell'esperto Giovanni Evangelisti (direttore editoriale della casa editrice sin dal 1965), viene deciso un rinnovamento della rivista, che assume l'aspetto attuale.

Le tematicheModifica

Nata negli anni della Guerra Fredda con lo scopo di offrire una piattaforma per una cultura riformista all'epoca minoritaria, e per favorire l'incontro e il dialogo tra i liberali, le componenti più aperte e problematiche del mondo cattolico e quelle meno ideologiche della sinistra, la rivista ha fornito un contributo importante alla formazione della classe dirigente italiana. Al fondo, l'obiettivo principale di tutte le direzioni che si sono susseguite negli anni è stato quello di coniugare la difesa di principi democratico-liberali con l'attenzione per politiche in grado di promuovere uno sviluppo economico inclusivo.

A questa tradizione il Mulino resta ancorato ancora oggi, seppure in un’ottica di rinnovamento che si avverte in modo particolare in un paese come l’Italia, che ha assistito alla dissoluzione delle principali formazioni politiche che hanno fatto da perno alla ricostruzione sociale ed economica dell’Italia uscita dalla guerra. Gli interlocutori odierni del Mulino sono collocati su uno spettro che si estende dal conservatorismo liberale fino alla sinistra, e hanno un legame più tenue con le identità politiche democratico-cristiane, socialiste e liberali che per decenni hanno costituito il perno del panorama politico e parlamentare italiano.

La rivista, che esce nella tradizionale versione cartacea, bimestrale, è affiancata dal sito web, in essere dal 2009, su cui vengono pubblicati articoli e commenti ogni giorno.

RubricheModifica

Per quel che riguarda la versione cartacea, recentemente[In che anno?] è stata rivista la struttura degli argomenti, attraverso un ripensamento delle rubriche, aumentate nel corso degli anni, in modo da rendere più facile per il lettore l'individuazione del tipo di contributo che si appresta a leggere, e del tema di cui si occupa. Articoli di ampia riflessione si trovano nella rubrica “Idee” e in apertura, spesso su temi di carattere generale. Interviste a intellettuali di rilievo si affiancano a colloqui più brevi su temi specifici (“Cinque domande a”). Nella rubrica “Macinalibro” appaiono rassegne su temi e tendenze di particolare rilievo, specie per quel che riguarda il dibattito internazionale. Ciascun numero è contraddistinto da un blocco monografico. Tra le altre rubriche, il “Profilo”, “L'azione di governo”, “Il caso italiano” e “La finestra sul mondo”.

La rivista è disponibile anche in formato elettronico, sia in abbonamento sia tramite l'acquisto dei singoli numeri.

Il sito webModifica

Ogni giorno su rivistailmulino.it vengono pubblicati contributi ad opera sia degli autori sia dei collaboratori che ruotano intorno al gruppo del Mulino. Approfondimenti, corrispondenze dall'Italia e dall'estero, commenti all'attualità politica. Tutti gli articoli pubblicati sul sito sono a consultazione gratuita e vengono raccolti nelle diverse rubriche ("la nota", "il caso italiano", "cartoline dall'Italia", "in Europa", "lettere internazionali", "memoria/memorie", "profilo", "fedi e mondo", "culture", "a scuola", "in libreria", cui si è aggiunto dal 2018 "understanding Italy", con contributi dedicati a un pubblico di lingua inglese.

Tutti gli articoli della rivista cartacea, dal 1997 in avanti, sono disponibili (a pagamento) in formato pdf.

Assetto proprietario e comitato di direzioneModifica

La testata «il Mulino» è di proprietà dell'omonima Associazione di politica e di cultura. Ogni tre anni l'Associazione nomina alcuni dei propri soci a far parte del Comitato di direzione della rivista individuando tra di essi il direttore responsabile. Per il triennio 2018/2020 sono entrati nel Comitato di direzione: Mario Ricciardi (direttore), Massimo Livi Bacci, Paolo Pombeni, Carlo Trigilia e Gianfranco Viesti, che hanno poi chiesto a Raffaella Baritono, Luisa Leonini, Enrica Morlicchio e Valeria Ottonelli di affiancarli, confermando a Bruno Simili l'incarico di vicedirettore. Successivamente la direzione ha scelto di avvalersi di un Comitato di redazione, composto da Luca Barra, Rossella Ghigi, Vittorio Mete, Nicola Pedrazzi, Elena Pirazzoli e Dario Tuorto.

I direttoriModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d Nicola Matteucci, Anticomunismo, addio. Come gira la ruota del «Mulino», in (dello stesso autore), Sul Sessantotto. Rubbettino 2008, pp. 101-108.

BibliografiaModifica

  • Luigi Pedrazzi (a cura di), Gli inizi del Mulino, Bologna, Assoindustria Bologna, 2001

Collegamenti esterniModifica