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Il caso Mattei

film del 1972 diretto da Francesco Rosi
Il caso Mattei
Il caso Mattei Rosi.png
Gian Maria Volonté in una scena del film
Lingua originaleitaliano, inglese
Paese di produzioneItalia
Anno1972
Durata110 min
Rapporto1,85:1
Generebiografico, drammatico
RegiaFrancesco Rosi
SoggettoTonino Guerra, dal libro L'assassinio di Enrico Mattei di Fulvio Bellini e Alessandro Previdi
SceneggiaturaTito Di Stefano, Tonino Guerra, Nerio Minuzzo, Francesco Rosi, Fulvio Bellini (non accreditato), Alessandro Previdi (non accreditato)
ProduttoreFranco Cristaldi
Casa di produzioneVides
Distribuzione in italianoCIC
FotografiaPasqualino De Santis
MontaggioRuggero Mastroianni
MusichePiero Piccioni
ScenografiaAndrea Crisanti
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Il caso Mattei è un film del 1972, diretto da Francesco Rosi e dedicato alla figura di Enrico Mattei, presidente dell'ENI, morto in un attentato aereo il 27 ottobre 1962.

Ha vinto il Grand Prix per il miglior film al 25º Festival di Cannes ex aequo con La classe operaia va in paradiso di Elio Petri.[1] Nello stesso festival Gian Maria Volonté, protagonista di entrambi i film, ebbe una menzione speciale.[2]

Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare[3]. Nonostante ciò, il film non è mai stato distribuito in DVD.

TramaModifica

Il film inizia dopo la morte di Enrico Mattei, precipitato con il suo aereo nella campagna di Bascapè, presso Pavia, durante il ritorno da un viaggio in Sicilia,precisamente a Gagliano Castelferrato, in circostanze mai del tutto chiarite, con la rievocazione del periodo trascorso alla guida dell'AGIP e dell'ENI.

Nominato nel 1945 commissario straordinario dell'AGIP, con il difficile compito di liquidarla svendendola a privati o grandi compagnie, Mattei contravviene alla disposizione, mantiene abilmente la società in vita e addirittura la rafforza, evitando in questo modo la vendita. Grazie alla scoperta di giacimenti di idrocarburi nel biennio 1946-1948 la rete dell'Agip riesce ad ergersi come una grande compagnia europea.

Mattei, spregiudicato ma geniale, cerca di dimostrare che può esistere un'efficiente industria italiana degli idrocarburi e, a tale scopo, decide di offrire, ai paesi arabi e africani produttori di greggio, condizioni di sfruttamento delle loro risorse più vantaggiose di quelle proposte dai rappresentanti dei giganteschi trust anglo-americani del petrolio, le cosiddette sette sorelle, inimicandoseli mortalmente.

Gli interessi petroliferi stranieri, sfruttando le connivenze con i servizi segreti italiani, riusciranno ad eliminare Mattei con un attentato dinamitardo camuffato da incidente aereo.

CriticaModifica

Unendo la cronaca alla ricostruzione documentaria, Francesco Rosi elabora in questo film un'articolata strategia narrativa, intrecciando le informazioni provenienti dalle diverse fonti e accostando vari punti di vista, dall'intervista, all'inchiesta, al reportage televisivo,[4] senza rinunciare a intervenire direttamente, mettendosi in scena, ponendo quesiti e sollecitando risposte.[5]

Il caso Mattei è un giallo politico[6] che esce dalle convenzioni, attraendo sia per la composizione narrativa a mosaico, sia per il ritmo serrato del racconto, che vaglia di volta in volta le diverse ipotesi sulla morte di Mattei senza però avvalorarne alcuna.[5] Le rotture improvvise del filo conduttore, le accelerazioni, gli inserti documentari, le apparizioni dello stesso Rosi, unite alle divagazioni sulla vita del primo presidente dell'Eni, fanno del Caso Mattei uno dei migliori film-inchiesta del cinema italiano e uno dei più personali del regista.[4][5]

RiconoscimentiModifica

CuriositàModifica

  • Negli ultimi giorni del luglio del 1970 il regista contattò il giornalista de L'Ora Mauro De Mauro per ricostruire le ultime ore di vita vissute dall'ing. Mattei a Gagliano, nell'ennese. L'intento del regista Rosi era di ottenere piccoli particolari da inserire nella sceneggiatura. Questo fatto è rappresentato anche in una scena del film.
    De Mauro, allettato dall'importanza del compito assegnatogli e dal buon compenso promessogli dalla Vides, iniziò immediatamente le sue ricerche. Andò a Gagliano dove grazie al sig. Puleo, gestore del locale cinema, riuscì a procurarsi il nastro con l'ultimo discorso fatto dal Mattei; chiese colloqui anche con Graziano Verzotto, uomo politico e amministratore dell'Ente Minerario Siciliano, (da molti indicato come molto vicino alla cosca di Giuseppe Di Cristina), e con Vito Guarrasi, personaggio molto ambiguo vicino tanto ad Amintore Fanfani quanto ai Servizi Segreti Statunitensi. Il 16 settembre del 1970 De Mauro venne sequestrato proprio sotto casa sua in viale delle Magnolie a Palermo e non fu più ritrovato.
  • Nel cast del film figura anche il giornalista Furio Colombo nella parte del giovane assistente di Mattei.
  • Nella scena dell'intercettazione dell'aereo di Mattei sulla Jugoslavia, i caccia che chiedono l'identità dell'aereo non sono realmente Jugoslavi ma due Aermacchi MB-326 dell'Aeronautica Italiana la cui Coccarda italiana tricolore è stata coperta con contrassegni adesivi di colore celeste e quindi con nessuna similitudine con i contrassegni usati dagli aerei dell'Armata Popolare Jugoslava in quegli anni.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Awards 1972, su festival-cannes.fr. URL consultato il 6 settembre 20141 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2013).
  2. ^ Enrico Mattei, su italiani.rai.it. URL consultato il 27 gennaio 2019.
  3. ^ Il caso Mattei, su retedeglispettatori.it. URL consultato il 6 settembre 2014.
  4. ^ a b Il caso Mattei (PDF), su apav.it. URL consultato il 6 settembre 2014.
  5. ^ a b c Il Caso Mattei – La morte di un italiano diverso (Francesco Rosi, 1972), su stroboscopio.com. URL consultato il 6 settembre 2014.
  6. ^ Il caso Mattei, su mymovies.it. URL consultato il 6 settembre 2014.

BibliografiaModifica

  • Salvatore Gesù (a cura di), Francesco Rosi, Giuseppe Maimone Editore, Catania, 1993

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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