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Il cervello che non voleva morire

film del 1962 diretto da Joseph Green
Il cervello che non voleva morire
Brainthatwouldntdie film poster.jpg
Locandina del film, di Reynold Brown
Titolo originaleThe Brain That Wouldn't Die
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1962
Durata82 min (70 min. versione ridotta)
Dati tecniciB/N
Generefantascienza, orrore
RegiaJoseph Green
SoggettoRex Carlton, Joseph Green
SceneggiaturaJoseph Green
ProduttoreRex Carlton, Mort Landberg
Casa di produzioneSterling Productions
FotografiaStephen Hajnal
MontaggioLeonard Anderson, Marc Anderson
Effetti specialiByron Baer
MusicheAbe Baker, Tony Restaino
TruccoGeorge Fiala
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il cervello che non voleva morire (The Brain That Wouldn't Die) è un film horror fantascientifico del 1959[1] scritto e diretto da Joseph Green.

È la storia di un folle medico che sviluppa un metodo per mantenere in vita parti del corpo umano ed è costretto ad applicare la sua scoperta a una persona cara, contro la sua volontà.

TramaModifica

Il film in lingua originale nella versione da 82 min.
 
La testa vivente nel film

New York: il dottor Bill Cortner è un chirurgo di successo che ha appena salvato un paziente dichiarato morto al pronto soccorso, un paziente di suo padre, con un metodo chirurgico non ortodosso. Dopo che il giovane dottore e la sua bella fidanzata Jan Compton sono rimasti coinvolti in un terribile incidente d'auto che decapita Jan, Cortner raccoglie la testa mozzata della ragazza e si precipita al suo laboratorio nel seminterrato di casa, dove la fa rivivere e riesce a mantenerla in vita in una vaschetta riempita di liquido, attaccata a un sistema di cavi elettrici, teche protettive e fluidi chimici.

Cortner ora è deciso a commettere un omicidio pur di ottenere un nuovo bel corpo da attaccare alla testa della sua fidanzata. Mentre è a caccia di un campione adeguato quella notte in un bar burlesque e per la strada il giorno dopo, Jan nel laboratorio inizia a covare un piano omicida. Piena di odio per Cortner perché non l'ha lasciata morire, comunica telepaticamente con un orribile mutante prigioniero in una cella del laboratorio, dicendogli di uccidere lo scienziato.

Il mostro mutante inizia ferendo mortalmente Kurt, l'assistente del medico: l'uomo, dopo avere dato il pasto al mostro e fatta una pulizia generale di tutto il laboratorio, sta inconsapevolmente davanti alla finestrella nella porta della cella del mostro, porta che ha lasciato sbloccata, da dove il mostro protende il braccio gigante e strappa il braccio dell'assistente.

Nel frattempo Cortner conduce la modella Doris Powell alla sua residenza con la scusa di studiare il suo volto sfregiato promettendole un'operazione di chirurgia plastica e droga la sua bevanda in modo che perda coscienza, quindi la conduce fino al laboratorio. Quando Jan protesta dopo che Cortner le ha spiegato il suo piano di trapiantare la testa su questo nuovo corpo, lui sommariamente le chiude la bocca con il nastro.

Il dottor Cortner poi si ferma di fronte alla porta della cella del mostro, con la finestrella di nuovo lasciata aperta. Questa volta il mostro afferra lo scienziato attraverso la porta e, chiudendolo in una morsa, applica una forza tale che la porta viene strappata dai cardini. Il mostro si svela finalmente per un gigante di due metri con una testa orribilmente deforme, presumibilmente il risultato di vari trapianti falliti o altri scellerati interventi chirurgici dello scienziato, e morde al collo Cortner dilaniandolo. Nella lotta il laboratorio viene dato alle fiamme; Cortner giace morto sul pavimento e il mostro porta via l'inconscia Doris al sicuro. Come il laboratorio va in fiamme si sente Jan dire "Ti avevo detto di lasciarmi morire" e un'ultima risata maniacale.[2]

ProduzioneModifica

Il film fu girato come produzione indipendente nel 1959 con il titolo The Head That Wouldn't Die.[3] Alcune stampe della pellicola riportano il titolo di apertura The Brain That Wouldn't Die e il titolo di chiusura The Head That Wouldn't Die.

La produzione del film ebbe un costo stimato di 62000 dollari.[4]

Il mostro nell'armadio è interpretato da Eddie Carmel nel suo primo ruolo cinematografico. Carmel era un noto artista circense di origine israeliana che lavorò con il nome d'arte di "The Jewish Giant" ("il gigante ebreo"). È il soggetto di una fotografia di Diane Arbus intitolata The Jewish Giant at Home with His Parents in the Bronx, NY, 1970.[5]

DistribuzioneModifica

Fu distribuito dalla AIP negli Stati Uniti il 3 maggio 1962 assieme al film Invasion of the Star Creatures. La AIP lo accorciò per la distribuzione nelle sale.[3]

La pellicola è entrata nel pubblico dominio negli Stati Uniti.

CriticaModifica

«Joseph Green aggiunge la graziosa testa parlante di Jan (l'attrice Virginia Leith) ai numerosi cervelli "sotto spirito" balzati sugli schermi cinematografici sulla scia del lontano successo di The Lady and the Monster. Di questo film, che pesca anche nel mito di Frankenstein, si ricorderanno soprattutto l'involontario umorismo di alcune situazioni, il bikini leopardato della modella Doris (Adele Lamont) e la testa nella vaschetta che anticipa singolarmente quella di Re-Animator

(Fantafilm[6])

NoteModifica

  1. ^ (EN) Il cervello che non voleva morire, su Internet Movie Database, IMDb.com.  
  2. ^ The Brain That Wouldn't Die (1959) - Cast and Crew - AllMovie
  3. ^ a b Gary A. Smith, The American International Pictures Video Guide, McFarland 2009 p. 33
  4. ^ The Brain That Wouldn't Die (1962) - Box office / business
  5. ^ The Jewish Giant, su SoundPortraits.org. URL consultato il 26 ottobre 2007 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2010).
  6. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Il cervello che non voleva morire, in Fantafilm. URL consultato il 17 gennaio 2014.

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