Il diritto di contare

film del 2016 diretto da Theodore Melfi
Il diritto di contare
Hidden Figures.jpg
Le tre protagoniste in una scena del film
Titolo originaleHidden Figures
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2016
Durata127 min
Rapporto2,35 : 1
Generebiografico, drammatico
RegiaTheodore Melfi
SoggettoMargot Lee Shetterly (libro)
SceneggiaturaTheodore Melfi, Allison Schroeder
ProduttorePeter Chernin, Donna Gigliotti, Theodore Melfi, Jenno Topping, Pharrell Williams
Produttore esecutivoKevin Halloran, Margot Lee Shetterly, Mimi Valdes
Casa di produzioneChernin Entertainment, Fox 2000 Pictures
Distribuzione in italiano20th Century Fox
FotografiaMandy Walker
MontaggioPeter Teschner
MusichePharrell Williams, Hans Zimmer, Benjamin Wallfisch
ScenografiaStephanie Carroll
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il diritto di contare (Hidden Figures) è un film statunitense del 2016 diretto da Theodore Melfi.

Il film ha ricevuto tre candidature ai Premio Oscar, tra cui al miglior film, e due ai Golden Globe, tra cui migliore colonna sonora originale. Protagonista della pellicola è Taraji P. Henson, affiancata da Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner, Kirsten Dunst e Jim Parsons.

Il film, basato sul libro omonimo di Margot Lee Shetterly, racconta la storia vera della matematica, scienziata e fisica afroamericana Katherine Johnson, che collaborò con la NASA, sfidando razzismo e sessismo, tracciando le traiettorie per il Programma Mercury e la missione Apollo 11.

TramaModifica

Nel 1961, nel pieno della segregazione razziale negli Stati Uniti, la matematica afroamericana Katherine Johnson, insieme a due colleghe anch'esse afroamericane, Dorothy Vaughan, supervisore non ufficiale, e Mary Jackson, aspirante ingegnere, lavora come calcolatrice per la NASA al Langley Research Center di Hampton. A seguito del lancio dei satelliti russi e del primo volo spaziale umano eseguito da Jurij Gagarin, il programma spaziale americano si sente forzato ad accelerare la corsa allo spazio e a lanciare al più presto una capsula pilotata dall'astronauta John Glenn. Vivian Mitchell, donna bianca supervisore di Katherine, la trasferisce allo Space Task Group per assistere la squadra di Al Harrison con le sue capacità nell'ambito matematico e di geometria analitica. Katherine è la prima persona di colore a lavorare nel gruppo e nell'edificio intero, che non è dotato di bagni riservati ai neri, quindi Katherine, quando ha bisogno di andare in bagno, è costretta a camminare per quasi un chilometro per utilizzare l'unico bagno del centro riservato ai neri.

Katherine svolge il proprio lavoro meglio che può, ma è impossibilitata dalla mancanza di comunicazione che ha con i nuovi colleghi, in particolar modo l'ingegnere capo Paul Stafford, che la trattano con poco rispetto. Nel frattempo, Vivian rifiuta di promuovere Dorothy come supervisore del settore calcolatrici, anche se lei è costretta a lavorare al posto del supervisore mancante con paga ridotta. Mary invece desidererebbe collaborare con il reparto ingegneria per contribuire a perfezionare gli scudi termici della capsula spaziale sperimentale.

Una domenica, dopo essere stata ad una messa con le colleghe, durante un banchetto, Katherine incontra l'ufficiale della Guardia Nazionale Jim Johnson, anch'egli afroamericano. Inizialmente Jim si esprime con lei in maniera scorretta, dicendo di avere dei dubbi sulle capacità matematiche delle donne, ma in seguito riesce a farsi perdonare e ad instaurare con lei un rapporto di profondo affetto, fino a che Katherine, vedova e madre di tre figlie, si fidanza con lui ed accetta di sposarlo.

Nel corso del tempo Katherine riesce a guadagnarsi il rispetto dei colleghi risolvendo equazioni matematiche molto complesse ed impressionando Harrison. Quando Katherine, in seguito ad un rimprovero per le sue ripetute assenze, esprime il suo fastidio nel doversi allontanare per andare in bagno, Harrison decide di abolire la segregazione nel centro, rendendo i bagni accessibili a tutti e rimuovendo personalmente il cartello che indicava il bagno riservato ai neri. Nonostante le obiezioni di Paul, Harrison permette a Katherine di seguire le loro riunioni riservate, e lei si dimostrerà preziosa per la missione, creando un'elaborata equazione per il rientro della capsula spaziale di Glenn, che dovrebbe compiere sette orbite complete intorno alla Terra.

Dorothy intanto viene a sapere che nel centro sta per essere installato un elaboratore IBM 7090, che porterà al licenziamento delle donne adibite ai calcoli che sono sotto la sua supervisione. Dorothy si reca nella biblioteca pubblica per informarsi sulla programmazione dei computer e, nonostante venga cacciata in malo modo in quanto il locale è riservato ai bianchi, riesce di nascosto a impossessarsi di un libro sulla programmazione in Fortran. Successivamente entra nella sala computer senza permesso e riesce con successo ad attivare la macchina, ma viene scoperta. Dopo aver capito che, con una macchina che esegue i calcoli con una tale velocità, non ci potrà più essere alcuna utilità in futuro per le matematiche della sua unità, decide di cominciare ad addestrarle sui processi di programmazione del calcolatore IBM. Con questa attività riesce a farsi promuovere e si trasferisce con le sue sottoposte a supervisionare il computer, guadagnando finalmente il rispetto da parte di Vivian.

Per farsi promuovere ingegnere, Mary riesce a ricevere da un giudice il permesso di assistere alle lezioni serali di un liceo frequentato solo da uomini bianchi, in modo da ottenere la specializzazione necessaria per la promozione e riuscendo a contribuire alla creazione della capsula per il volo di John Glenn. Nonostante l'enorme contributo che aveva dato allo Space Task Group, pochi giorni prima del lancio Katherine viene rimandata a lavorare come calcolatrice, in quanto il suo lavoro viene compiuto dal computer IBM, ora totalmente funzionante. Come regalo di nozze e di addio, Harrison e la sua squadra donano a Katherine una collana di perle, l'unico gioiello ammesso nel codice di abbigliamento dell'edificio, che lei, con il misero stipendio che percepiva, non avrebbe mai potuto permettersi.

Il giorno del lancio, però, vengono rilevate delle discrepanze tra i calcoli delle coordinate per il rientro svolti a mano e quelli formulati dal computer IBM. Glenn stesso richiede che Katherine, che si è sposata con Jim alcuni giorni prima, esegua il controllo finale, fidandosi più dei calcoli di una persona e di Katherine in particolare che di quelli di una macchina. Katherine riesce a confermare le coordinate in tempo ma, dopo aver portato i dati, inizialmente non viene ammessa ad assistere al lancio; Harrison interviene, le dà un pass e la richiama in sala controllo per seguire il lancio insieme.

Dopo essere stata lanciata correttamente ed aver percorso senza problemi tre delle sette orbite previste intorno alla Terra, la capsula di Glenn rileva un guasto allo scudo termico ed il controllo missione gli ordina di rientrare. Katherine suggerisce di usare i razzi posteriori attaccati allo scudo per facilitare il rischioso rientro, Glenn segue le istruzioni e riesce con successo a rientrare nell'atmosfera terrestre senza bruciare, con la capsula che atterra nel mare delle Bahamas. Grazie al successo del rientro di Glenn, Katherine continuerà a lavorare per la NASA e in seguito calcolerà anche le traiettorie delle missioni Apollo 11 e Apollo 13.

DistribuzioneModifica

Il primo trailer è stato diffuso il 15 agosto 2016.[1] Il film è stato distribuito limitatamente nelle sale cinematografiche statunitensi il 25 dicembre 2016 e in ampia distribuzione dal 6 gennaio 2017,[2] mentre in quelle italiane l'8 marzo 2017.

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Hidden Figures trailer: Nasa's overlooked black female mathematicians, theguardian.com. URL consultato il 15 agosto 2016.
  2. ^ (EN) Taraji P. Henson to Play Math Genius in New Film ‘Hidden Figures’, variety.com. URL consultato il 15 agosto 2016.
  3. ^ Andrea Francesco Berni, Golden Globes 2017: tutte le nomination!, badtaste.it, 12 dicembre 2016. URL consultato il 30 dicembre 2016.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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