Il dottor Živago

romanzo scritto da Boris Pasternak
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il film omonimo, vedi Il dottor Živago (film).
Il dottor Živago
Titolo originaleDoktor Živago
Doktor feltrinelli.jpg
AutoreBoris Pasternak
1ª ed. originale1957
1ª ed. italiana1957
Genereromanzo
Lingua originalerusso
ProtagonistiJurij Andrèevič Živàgo

Il dottor Živago (in russo: До́ктор Жива́го?; AFI: [ˈdoktər ʐɪˈvaɡə]) è un romanzo di Boris Leonidovič Pasternak.

Il libro, che venne pubblicato in anteprima mondiale in Italia il 15 novembre 1957 dalla Feltrinelli, battendo la concorrenza di editori americani e francesi, e il cui successo fu planetario (solo in un anno avrà 31 edizioni) narra la vita avventurosa di un medico e poeta, Jurij Andreevič Živago, diviso dall'amore per due donne – sposato con la cugina Tonia e travolto dalla passione per la crocerossina Lara Antipov, sullo sfondo della guerra civile combattuta tra bianchi e rossi a seguito della rivoluzione d'ottobre. Si susseguono incontri, aspre separazioni e rincongiungimenti fino al tragico finale.

Nell'allora Unione Sovietica il romanzo, che sconfessava la facciata eroica propagandata dal regime comunista, fu rifiutato all'inizio del 1956 dalla rivista moscovita Novyj Mir per considerazioni ideologiche; l'ostilità della censura verso l'autore, reputato «non in linea», un reazionario, si protrasse e l'opera fu pubblicata nell'Unione Sovietica solo nel 1988. Unico romanzo che Pasternak scrisse, gli valse il premio Nobel per la letteratura nel 1958, pochi anni prima della sua morte. Non poté ritirarlo per l'opposizione di Chruščёv, a cui dovette indirizzare una domanda di grazia, poiché accusato di tradimento, escluso dall'Unione degli scrittori, minacciato di espulsione dall'URSS e privato della nazionalità.

Nel 1965 dal romanzo fu tratto il film omonimo, vincitore di 5 premi Oscar. Živago è la traslitterazione scientifica del nome russo, come compare anche sulla copertina del libro. Nell'italiano scritto si usa solitamente la trascrizione fonetica approssimata "Zivago", forma con cui appare anche nel titolo di alcune locandine del film.

La tramaModifica

All'inizio dell'opera vengono presentati i protagonisti partendo dalla loro infanzia. In seguito tutti i personaggi troveranno posto nella trama con coincidenze dovute sia alle vicende dell'infanzia e dell'adolescenza ma anche a seguito di eventi fortuiti.

Il romanzo si apre col funerale della madre di Živago, a seguito del quale viene affidato ad uno zio. Non potendo prendersi cura del bambino lo porta da altri suoi zii, i Gromeko, una famiglia colta che accoglie Jurij e gli permette di studiare. Qui vive con la cugina Tonja, sua futura moglie.

Lara appartiene ad una famiglia di origine francese, i Guichard (Gišar), il padre è morto di recente e si stabilisce con la madre a Mosca. Qui acquistano una sartoria che sarà il loro sostentamento pur con problemi economici. Conosce ancora bambina Pavel Antipov, suo futuro marito.

Jurij studia medicina ma coltiva la sua passione per la letteratura. Poco dopo la laurea si ammala la zia con cui viveva, questi sul letto di morte consiglia a Jurij e Tonja di sposarsi. Allo scoppio della prima guerra mondiale viene chiamato a prestare servizio in un'unità medica inviata al fronte. Durante un ricovero in ospedale insieme a Galiullin incontra per la prima volta Lara che è infermiera. Quando però lo scoppio della rivoluzione provoca il dissolvimento dell'esercito russo, rientra a Mosca. Gli basta poco per rendersi conto delle difficili condizioni di vita venutesi a creare in città; decide quindi di rifugiarsi, con la moglie Tonja, il figlio Saša e il suocero, a Varykino, un paesino sperduto sui monti Urali. Le prime difficoltà del viaggio sono il reperimento dei documenti necessari allo spostamento e la carenza di treni. Durante il viaggio incontrano molte persone, ma una è particolarmente importante, Samdevjatov, che molto li aiuterà in futuro, soprattutto per i rifornimenti di cibo. A Varykino si stabiliscono in una casetta nella proprietà di Mikulicyn. Il villaggio è vicino a Jurjatin, la città dove vive Lara; Jurij inizia a frequentare la biblioteca di Jurjatin e rivede Lara. Riesce a procurarsi il suo indirizzo e si reca a casa sua, lei lo accoglie amichevolmente nella casa, piena di topi, che abita con la figlioletta. I due iniziano a frequentarsi, sono innamorati. Živago vive la situazione con grandi dubbi e grande senso di frustrazione, rendendosi conto di voler ancora bene alla moglie, che nel frattempo è nuovamente rimasta incinta.

A interrompere la relazione ci pensano i partigiani rossi (il cosiddetto esercito dei boschi in lotta contro le forze bianche del generale Kolčak), che lo arruolano a forza, avendo bisogno di personale medico, e lo obbligano a seguirli nei loro continui spostamenti. Dopo un paio d'anni, quando la guerra sembra ormai vinta per i rossi, Živago (che nel frattempo aveva incontrato il comandante "rosso" Strel'nikov, riconoscendo in lui Pavel Antipov, un professore universitario, marito di Lara, creduto morto nel conflitto mondiale e invece votatosi alla causa rivoluzionaria, per la quale aveva cambiato nome e abbandonato, non senza dolore, la famiglia), riesce a fuggire.

Tornato a Jurjatin ritrova Lara e viene a sapere che moglie e figlio sono tornati a Mosca e in seguito sono stati espulsi dall'Unione Sovietica e quindi si sono trasferiti a Parigi. Prova con Lara a ritagliarsi un po' di normalità nei disagi dell'epoca: è questo il periodo più felice della vita di Živago, in cui anche la sua vena letteraria può esprimersi al meglio. I giorni felici durano poco, però, dopo un paio di mesi, raggiunti da Komarovskij, un losco avvocato che negli anni passati aveva abusato di Lara, costringendola a diventare la sua amante, e ora è riuscito a occupare un posto di rilievo nel nuovo regime bianco. Vengono avvertiti del grave pericolo d'arresto che i due stanno correndo: Živago come disertore e Lara come moglie di Strel'nikov, che nel frattempo è stato accusato di tradimento. I due tentando di sfuggire alla loro sorte si spostano a Varykino nella casa occupata in precedenza da Jurij con la sua famiglia. I Mikulicyn sono spariti. Dopo pochi giorni vengono raggiunti di nuovo da Komarovskij che convince Jurij a separarsi da Lara per portarla in oriente. Facendo finta di partire anche lui fa montare Lara in slitta e li lascia allontanare.

Jurij rimane solo e dopo qualche giorno viene raggiunto da Strel'nikov in cerca di moglie e figlia. Non trovandole si trattiene a parlare tutta la notte con Jurij. La mattina dopo Jurij lo trova davanti a casa morto, si era sparato alla testa.

Il dottore torna a Mosca nel 1922, vivendo quasi come un mendicante, nonostante il suo nome stia diventando famoso negli ambienti letterari, anche se le sue opere hanno perlopiù una diffusione semiclandestina. L'unico suo obiettivo è di cercare di raggiungere la famiglia a Parigi, ma le difficoltà si dimostrano insormontabili. Incontra Marina, figlia del portiere del palazzo dove ha trovato uno squallido alloggio, che s'innamora di lui e con la quale avrà due figlie, ritrova anche gli amici Gordon e Dudorov, ricominciando una vita quasi normale ancorché piuttosto dura.

Dopo alcuni anni, in modo del tutto casuale, Živago reincontra il suo fratellastro, Evgraf (da sempre fervente bolscevico, aveva fatto carriera nell'Armata Rossa, arrivando fino al grado di generale) che, resosi conto della difficile situazione del fratello, lo aiuta economicamente e si attiva per fargli occupare un posto degno in un grande ospedale, posto che però non potrà mai occupare, perché Živago, dopo pochi mesi, viene stroncato da un infarto. Ai funerali, tra la folla convenuta, segno che la fama di Živago era ben superiore a quanto anch'egli credesse, partecipa anche, sconvolta dal dolore, Lara arrivata da poco a Mosca e che abitava, senza saperlo, nelle vicinanze del dottore di cui continuava a essere innamorata.

Lara ed Evgraf, nei giorni successivi decidono di raccogliere e far pubblicare, in maniera sistematica, gli scritti di Živago, ma la donna non potrà portare a termine l'opera: "Un giorno Larisa Fëdorovna uscì di casa e non tornò più. Evidentemente fu arrestata per strada. E morì o scomparve chissà dove, numero senza nome di qualche irrintracciabile elenco, in uno degli innumerevoli campi di concentramento comuni, o femminili, del nord". L'epilogo del libro si ha nell'estate del 1943, durante la seconda guerra mondiale, quando Dudorov e Gordon, diventati ufficiali dell'esercito, durante un trasferimento incontrano la lavandaia Tanja che racconta loro la sua triste storia, dalla quale i due capiscono trattarsi della figlia nata dalla relazione di Živago con Lara.

Struttura del libroModifica

Il romanzo è suddiviso in cinque parti. Le prime due, molto estese, constano di sette capitoli ciascuna; la terza e la quarta, intitolate rispettivamente Conclusione ed Epilogo, hanno la dimensione di un capitolo medio di una delle due parti precedenti; la quinta parte del romanzo è una silloge poetica e riporta appunto il titolo di Poesie di Jurij Zivago.

Di seguito sono elencati i titoli che Pasternak assegna a ciascun capitolo; fra parentesi dopo ogni titolo è indicato il numero di sezioni (suddivise dall'autore stesso) in cui ciascun capitolo è suddiviso. Ciascuna di queste sezioni di testo mostra una lunghezza diversa, senza una regolarità: alcune si estendono su tre e più pagine, altre non superano la dimensione di qualche paragrafo.

I titoli delle cinque parti, di ogni capitolo e di ciascuna delle Poesie di Jurij Zivago sono originali dell'autore; le sezioni in cui sono suddivisi i vari capitoli (oltre alla Conclusione e all'Epilogo) invece sono prive di titolo e risultano semplicemente numerate. Pasternak invece non ha numerato i capitoli in cui ciascuna delle parti è suddivisa; tuttavia in questo resoconto li si numera per agevolare i riferimenti interni al testo.

  • Prima parte
  1. Il diretto delle 5 (9)
  2. Una ragazza di un'altra cerchia (21)
  3. L'albero di Natale degli Sventickij (17)
  4. Matura l'inevitabile (14)
  5. L'addio al passato (16)
  6. L'accampamento di Mosca (16)
  7. In viaggio (31)
  • Seconda parte
  1. L'arrivo (10)
  2. Varykino (16)
  3. Sulla grande strada (7)
  4. L'esercito dei boschi (9)
  5. Il sorbo (9)
  6. Di fronte alla casa con le statue (18)
  7. Di nuovo a Varykino (18)
  • Conclusione (17 sezioni)
  • Epilogo (5 sezioni)
  • Poesie di Jurij Zivago (24 poesie, di cui la penultima - Maddalena - in due tempi)
    • Amleto
    • Marzo
    • Nella settimana santa
    • La notte bianca
    • Fangose strade di primavera
    • Dichiarazione
    • Estate in città
    • Il vento
    • Ebrietà
    • Estate di San Martino
    • Lo sposalizio
    • Autunno
    • Fiaba
    • Agosto
    • Notte d'inverno
    • Separazione
    • Convegno
    • La stella di Natale
    • L'alba
    • Miracolo
    • La terra
    • Giorni cattivi
    • Maddalena (primo tempo)
    • Maddalena (secondo tempo)
    • L'orto del Getsemani

PersonaggiModifica

Personaggi principaliModifica

  • Jurij Andreevič Živago: il dottor Živago, figlio di un ricco industriale siberiano, suicidatosi quando lui era ancora bambino; marito di Antonina Aleksandrovna (Tonja), dalla quale ha avuto due figli, Saša e Maša.
  • Larisa Fëdorovna Antipova: Lara, sposata a Pavel Pavlovič Antipov, i due hanno una figlia: Katja. Dalla relazione con Živago nascerà un'altra figlia di nome Tonja.
  • Pavel Pavlovič Antipov: Paša o Paška, prima professore, poi generale dell'armata rivoluzionaria della Siberia con lo pseudonimo di Strel'nikov.
  • Viktor Ippolitovič Komarovskij: avvocato, poi uomo politico dei bianchi durante la rivoluzione. Amante di Lara, quando lei era molto giovane.

Familiari di Lara e del dottor ŽivagoModifica

  • Evgraf Andreevič Zivago: fratellastro del dottore.
  • Nikolaj Nikolarvič Vedenjapin: ex sacerdote, scrittore e filosofo, zio di Živago.
  • Aleksandr Alekandrovič Gromeko: professore d'agronomia, padre di Tonja.

Amici del dottor ŽivagoModifica

  • Michail Gordon: Miša, figlio dell'avvocato Grigorij Osipovič Gordon.
  • Innokenti Dudorov: Nika, figlio di un anarchico e di una principessa georgiana.
  • Vasja Brykin: evaso dall'Armata del lavoro. Compagno di viaggio del dottor Živago, in seguito ne diviene suo protetto.
  • Marina Ščapova: ultima compagna di Živago, da cui avrà due figlie: Kapitolina (Kapka) e Klavdija (Klaška).

AdattamentiModifica

Edizioni italianeModifica

  • Il dottor Živago, traduzione di Pietro Zveteremich, Feltrinelli, Milano, I ed. 1957.
  • Il dottor Živago, traduzione riveduta da Mario Socrate, Maria Olsoufieva e Pietro Zveteremich, Collana I Narratori 1, Feltrinelli, Milano, 1962-1987.
  • Il dottor Živago, Collana Universale Economica 444-445, Feltrinelli, Milano, 1963-2013, ISBN 978-88-07-88376-7.
  • Il dottor Živago. Prefazione di Eugenio Montale, Collana NUE 44, Einaudi, Torino, 1964-1970.
  • Il dottor Živago, Collana Gli Astri, Feltrinelli, Milano, 1966-1974.
  • Il dottor Živago, a cura di Carmen D'Eletto e Lucrezia Tesè, Collana Narrativa scuola Feltrinelli\Loescher, Loescher Editore, Torino, 1988.
  • Il dottor Živago. Edizione 50º anniversario. Tiratura limitata. Nuova traduzione + DVD allegato, Il caso Pasternak 1958, traduzione di Serena Prina, Fuori collana, Feltrinelli, Milano, 2007, ISBN 978-88-07-42122-8.
  • Il dottor Živago, trad. Serena Prina, Collana I Narratori, Feltrinelli, Milano, 2017, ISBN 978-88-070-3284-4.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàBNF (FRcb13546489d (data)